“Io sono con voi, fino alla fine del mondo”

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“Io sono con voi, fino alla fine del mondo”
SENTIRE E CREDERE NELLE FORZE CRISTICHE

Il Cristo, dopo l’avvenimento della croce sul GOLGOTA vive nell’atmosfera della Terra, come presenza eterica

la scienza spirituale di dice questo:

Egli è nel manto di luce e calore che avvolge la Terra e ha tre compiti:

– attendere ad un possibile incontro con chi lo cerca iniziaticamente, come visione eterica
– accompagnare l’umanità nel suo cammino evolutivo
– essere al capezzale del singolo uomo che soffre, che è in agonia

L'immagine può contenere: 1 persona, ciboI cari che se ne vanno, non sono soli all’ospedale o dopo la morte. Il Cristo porta loro conforto. Sempre

A testimonianza allego di queste mie parole porto un racconto su Hans Heltoft
(una esperienza in una prigione della Gestapo durante la seconda guerra mondiale)

UNA MANIFESTAZIONE DEL CRISTO ETERICO

“In un sotterraneo dall’aria stantia, cinquecento prigionieri di ogni nazionalità stanno tessendo tappeti. Ad un certo punto entra una guardia e per un’inezia qualsiasi bastona a morte un russo. Poi continua a colpire quel fagotto sanguinolento senza vita. Noialtri prigionieri sentivamo ogni singolo colpo sul nostro stesso corpo… ‘Basta così!’ – gridò fuori di sé un prigioniero polacco. ‘Basta!’ ripetemmo tutti con voce cavernosa. …

Fu precisamente in quell’istante che Gesù entrò nella cantina.

Io non sono un uomo di Chiesa e non avevo mai visto Gesù prima di allora. Tuttavia lo riconobbi e notai che lo riconobbero anche gli altri…

Sperimentammo qualcosa che andava completamente al di là della nostra normale capacità di comprensione. Ciò che oggi mi è del tutto chiaro è che Gesù era qualcosa che non sono capace di descrivere eppure era allo stesso tempo un uomo qualsiasi.

E nonostante io stia al di fuori della Chiesa, devo dire che questa è stata la cosa più grandiosa in assoluto che abbiamo vissuto e che eravamo in grado di vivere. Mentre Gesù entrava successe quanto segue: lo spazio del sotterraneo ammuffito in qualche modo si trasformò… nella sua parte superiore apparve un colore con sfumature di rosso e blu brillante, che si diffondeva a sfera dandoci un senso di pace… lo spazio fino al soffitto mi pareva tanto grande da poterci costruire un intero granaio…

Gesù non ci guardava… continuava a fissare l’uomo macilento ai suoi piedi. Irradiava un amore inesprimibile a parole…

Si chinò sul russo e gli baciò con tenerezza le guance tumefatte e sanguinolente. L’uomo che credevamo morto aprì un occhio; l’altro si era appiccicato col sangue.

Quando vide Gesù, la sua espressione martoriata si accese di una gioia infantile.

Con grande sforzo tese la mano verso Gesù, che gliela prese fra le sue piegandosi leggermente in avanti. Fu così indescrivibilmente bello che noialtri restammo in piedi con un involontario sorriso sereno – anche la guardia. Il russo crollò e l’espressione indicibilmente bella dell’intera sua figura massacrata svanì. Gesù ripose dolcemente la mano del russo sul suo corpo e uscì dall’interrato. Immediatamente tutto tornò come prima.”

Tiziano Bellucci

 

Esoteric lesson, Hannover, 24 settembre 1907  R. Steiner
Cristo è uno spirito del sole, uno spirito del fuoco.

È il suo spirito che ci si rivela alla luce del sole. È il suo respiro di vita nell’aria che si effonde in tutta la terra e penetra in noi con ogni respiro. Il suo corpo è la terra in cui viviamo. In realtà ci alimenta con la sua carne e il suo sangue, perché tutto il cibo che mangiamo viene tolto dalla terra, dal suo corpo. Respiriamo il suo respiro di vita che scorre attraverso il manto delle piante della terra.

Vediamo grazie la sua luce, perché la luce del sole è la sua radiazione spirituale. Viviamo nel suo amore, anche fisicamente, perché il calore del sole che percepiamo è la sua forza spirituale d’amore che noi avvertiamo come calore. E il nostro spirito è attratto verso il suo spirito, come il nostro corpo è incollato a se stesso. Ecco perché il nostro corpo deve essere consacrato: perché camminiamo sul suo corpo. La terra è il suo corpo santo che tocchiamo con i nostri piedi.

E il sole è la manifestazione del suo spirito santo verso cui ci è concesso di cercare. L’aria è la manifestazione della sua vita santa che ci è permesso di accogliere in noi. Per poter diventare consapevoli del nostro io, del nostro spirito, per poter diventare esseri spirituali del nostro sé, questo alto spirito del sole si sacrificò, lasciò la sua dimora reale, scese dal sole e prese involucri fisici sulla terra. Così è stato fisicamente crocifisso nella terra.

Ma egli abbraccia spiritualmente la terra con la sua luce e il suo potere d’amore, e tutto ciò che vive su di essa gli appartiene. Egli aspetta soltanto che vogliamo appartenere a lui. Se ci diamo completamente a lui, non solo ci darà vita fisica, ma anche la sua più alta vita spirituale.

Egli scorre attraverso di noi con il suo spirito divino, con le sue onde di amore e con la sua volontà divina creativa. Possiamo solo essere quello che ci dà, quello che fa da noi. Tutto ciò che combacia in noi rispetto al piano divino è sostanza del suo lavoro. Cosa possiamo fare oltre? Nient’altro che lasciarlo lavorare in noi. È solo se ci opponiamo al suo amore che non può lavorare in noi. Ma come potremmo resistere a questo amore?

Resistete a colui che dice: “Ti ho sempre amato e ti ho attirato a me solo per pura bontà” ?. Ci ha amati fin dall’inizio del mondo. Dobbiamo lasciare che il suo amore diventi un vero essere in noi. La vita reale, lo spirito e la beatitudine sono possibili solo se questa vita diventa vera vita per noi, diviene la vita di Cristo in noi.

Non possiamo diventare puri e santi da noi stessi, ma solo attraverso questa essenza Cristo-vita. Tutto il nostro sforzo e ogni lotta è inutile fino a che questa vita più alta non ci riempie. Solo Egli può lavare tutto dalla nostra natura ancora non purificata, come un flusso pulito e puro.

Questa è l’anima della terra dalla quale questa luce vita purificatrice può ascendere. Dobbiamo cercare la nostra dimora, ai suoi piedi e in piena devozione a lui.

Poi ci trasformerà lui se stesso e scorrerà attraverso di noi con la sua divina vita d’amore fino a diventare illuminati e puri come lui, per diventare come lui.

Fino a quando non potrà condividere con noi la sua coscienza divina.

La nostra anima deve diventare pura e saggia attraverso la sua luce – quindi potrà unirsi con la sua vita. Questa è l’unione di Cristo e di Sophia, l’unione della vita di Cristo con l’anima umana che è stata purificata dalla sua luce.

MESSAGGIO DAL PIANETA TERRA 

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MESSAGGIO DAL PIANETA TERRA

La Terra è un organismo vivente, unico: costituito di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e corpo dell’io.

Il mondo minerale è il corpo fisico del pianeta
Il mondo vegetale è il corpo eterico del pianeta
Il mondo animale è il corpo astrale del pianeta
Il mondo umano è l’io del pianeta

L’antroposofia ci propone questo schema:

POLMONI TERRA Corpo fisico REGNO MINERALE
FEGATO ACQUA Corpo eterico REGNO VEGETALE
RENI ARIA Corpo astrale REGNO ANIMALE
CUORE FUOCO Corpo dell’io REGNO UMANO

Le pietre dormono, nell’incanto del carbonio e della fissità (mondo minerale) POLMONE
Le piante sognano, nel fluire dell’elemento liquido linfatico (mondo acquatico) FEGATO
Gli animali si rallegrano della coscienza di sé (aria atmosferica) RENE
L’umanità si auto percepisce, tramite la temperatura del sangue (calore solare) CUORE

L’io del pianeta –l’umanità- ha creato continue disarmonie con i vari regni, che sono divenuti vere e proprie irriverenze: trivellazioni del sottosuolo, inquinamento dei mari e dell’aria, nelle foreste, violenza verso gli animali per scopi alimentari e scientifici.

Quando in un organismo si danneggia uno degli apparati che lo costituiscono, esso si protegge, reagendo.

Nella situazione attuale il CUORE dell’uomo ha smesso di aver rispetto degli altri sistemi, degli altri organi: come conseguenza l’organo del POLMONE, legato alla base terrestre, sotterranea,  al mondo minerale, ha creato un autodifesa. Una malattia infettiva legata al POLMONE.

Nella terra opera quello che viene chiamato l’etere della vita. Perché? Perché dalla terra germogliano le piante, che sono il polmone verde del pianeta: la terra è la base da cui si origina per PRIMA causa la possibilità della vita.

Lo ripetiamo: il pianeta Terra non è un ingranaggio automatico: è un organismo che chiede di essere compreso da idee viventi, non meccaniche.

E’ un corpo unitario, collegato con tutti i regni, dotato di leggi viventi, fondate sul reciproco scambio e bilanciamento.

Esiste un equilibrio fra le leggi della natura e le leggi etiche umane che è stato infranto dall’utilitarismo dell’uomo.

Dobbiamo capire che non esiste una legge naturale e una legislazione etica umana separata: vi è una sola legge: la legge della vita.

Soltanto che nell’uomo questa “legge di vita” ha la possibilità di andare oltre la legge stessa: può addirittura distruggere la vita stessa.

Andare contro la natura significa anche andare contro se stessi.

Credere di poter usare la natura per i propri scopi è il problema.

Ci sono limiti e forme di rispetto che sono state superate nei confronti della terra.

Adesso la Terra ci sta portando ad un analisi di coscienza tramite una malattia.

Io penso che ognuno di noi deve promuovere la creazione  di un organizzazione che possa occuparsi di creare un governo che sia cosciente che il problema attuale, è un problema di violato equilibrio.

La soluzione è ritornare ad un sistema di vita che abbia rispetto della Natura e delle sue leggi. Serve un Governo che lo attui.

Esiste un equilibrio fra le leggi della natura e le leggi etiche umane che è stato infranto dall’utilitarismo dell’uomo.

Occorre accendere in tutti una conoscenza e li porti a sostenere un cambiamento che deve accadere sia nel sistema politico che economico.

So che posso sembrare un sognatore utopico.

Ma il virus attuale non ci fa sognare, ci chiede di svegliarci.

Bisognerebbe creare un associazionismo fra le varie parti ambientaliste, ecologiste, che vogliano essere fecondate una conoscenza esoterica della vita della terra.

L’antroposofia ha questa forza, di illuminare le verità dell’esistenza.

Non si tratta di  schierarsi dalla parte delle foreste, del clima degli animali per tutelarli soltanto come animalisti o ecologisti. Non è sufficiente. Bisogno arrivare a pensare che dobbiamo tutelare tutto, anche l’essere umano stesso.

Purtroppo molte buone intenzioni a volte sono nascoste dietro ad un egoismo animalista o  ambientalista e questo non aiuta il benessere della terra.

Ci sono molti movimenti grandiosi, rispettabili potenti nel mondo che sono attente alla natura: si tratta di riunirle consegnando loro i retroscena esoterici di ciò che si intesse dietro la vita dei regni terrestri affinchè con la loro iniziativa si possa creare un movimento che possa agire anche in ambito politico. Che faccia leggi a tutela dell’armonia del pianeta e dell’uomo.

Spesso, queste stesse associazioni, pur mosse da intenti etici, si fondano su un AMBIENTALISMO MATERIALISTA, che non è in grado di prendere in considerazione aspetti spirituali, filosofici o sovrasensibili. E questo è un problema.

Deve sorgere un movimento unitario che accolga in sé ogni associazione che illuminata dalla conoscenza sovrasensibile vada a ripristinare l’ordine, l’armonia e soprattutto il rispetto fra la natura e l’uomo.

Non è un problema solo ecologico: è un profondo problema spirituale.

La malattia si presenta soltanto se vi è possibilità di guarigione; è sempre una prova, ma una prova che se superata, porta alla guarigione. La malattia viene perché vuole spronare l’uomo alla guarigione, tramite il cammino e il lavorio che egli attua nel corso della patologia.

La malattia porta in sè, già prevista, la sua guarigione: di per sé non vorrebbe mai portare alla morte.

Questa sopravviene non quale conseguenza del processo di malattia, ma soltanto perché non vi sono nell’uomo le forze capaci di migliorare se stesso, quale anima in evoluzione.

Subentra la guarigione quando un uomo, in relazione al suo karma complessivo, mediante il superamento della malattia si appropria di forze che lo aiuteranno a progredire come anima migliore ed innalzata, nel piano fisico.

L’umanità non può tornare ad essere come prima. Deve creare un NUOVO rapporto con il pianeta e tornare a rispettarlo secondo i suoi ritmi e le sue leggi.

Non è solo un problema di ambientalismo, di ecologia o di animalismo: è un CAMBIAMENTO globale –su tutti i fronti- nei confronti tutti i regni terrestri, che viene chiesto obbligatoriamente all’umanità.

Una nota:

Ai tempi di Rudolf Steiner comparve l’epidemia della “spagnola”: egli disse che “i virus sono forme di escrezione delle cellule, le quali, se avvelenate , tendono a difendersi buttando fuori elementi quelli che chiamiamo virus per disintossicarsi”. Rudolf Steiner indica il fatto che l’umanità a quei tempi (inizio del 1900) era stata sottoposta ad una sorta di considerevole inquinamento elettrico ed aveva reagito con l’epidemia.

Questo può far riflettere sull’elettromagnetismo artificiale che avvolge la terra, con satelliti e ripetitori, e sul fatto che la Cina sia stata la prima ad attuare il 5G.

Dobbiamo rivedere ogni sistema alimentare, biologico e climatico da un punto di vista NON più economico ed utilitaristico.

Tiziano Bellucci

RESPIRAZIONE PLANETARIA CON COLORI E VOCALI

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invito meditativo protettivo: RESPIRAZIONE PLANETARIA CON COLORI E VOCALI

Si tratta di un “trattamento sonoro” tramite respirazione immaginativa, della durata di almeno una settimana. Ogni giorno si cambierà scala planetaria, colore e vocale.

Lo si deve fare con due intenzioni:

  • per se stessi
  • per l’umanità

Si invita prima di tutto, a scaricare le seguenti scale planetarie: https://drive.google.com/open?id=1752u1ONgeviTM3WFqL37Of9RNz8KAiZ5

PIANETA VOCALE COLORE NOTA
Marte E Rosso DO
Mercurio I Giallo RE
Giove O Arancio MI
Venere A Verde FA
Saturno U Azzurro SOL
Sole AU Bianco LA
Luna EI Viola SI

Durante l’ascolto della musica si tratta di inspirare il colore del pianeta ed espirarlo emettendo la vocale corrispondente. Quel colore e quella data musica rappresentano le FORZE di protezione del pianeta stesso che penetrano e proteggono tutto il corpo.

Si deve ascoltare una scala planetaria diversa ogni giorno, a seconda del pianeta, visualizzando il suo colore ed emettendo la sua vocale.

Ad es. mentre ascoltiamo la musica di Saturno -nel giorno di sabato- immaginiamo di essere immersi in un cosmo di luce azzurra fresca e piena di vita. Dobbiamo inspirare questa luce azzurra immaginando di assorbirla e di farla entrare in noi.

(Occorre cercare di intonarsi sulla nota base, fondamentale dell’armonia. E’ la tonica, che si sente al principio della musica, una nota bassa)

– inspirare immettendo luce nel corpo per 7 volte, immaginando di trattenere la luce anche nell’espirazione

– espirare emettendo la vocale e ridonando la luce all’esterno per 7 volte.

Poi si compiono 7 inspirazioni ed espirazioni immaginando che tutto la TERRA (l’umanità intera) accolga il potere di guarigione del pianeta: si deve immaginare che tutta la Terra inspiri il colore del pianeta ed lo espriri emettendo NOI la vocale corrispondente. Quel colore e quella data musica rappresentano le FORZE di protezione del pianeta stesso che penetrano e proteggono tutto il PIANETA.

E’ importante che il numero di “accumuli” (inspirazioni) sia uguale al numero di “scariche” (espirazioni)

Ci si ricordi ogni giorno di cambiare scala planetaria, colore e vocale.

Queste melodie non sono arbitrariamente tratte dalla mia fantasia, ma si rifanno a formule pitagoriche antiche di 2500 anni. Venivano suonate di notte, mentre i malati dormivano sdraiati dentro il tempio. Esse non agiscono subito, ma durante la notte. “Vibrano” nel corpo astrale, mentre si dorme.

Come detto sopra:

  • Prima si compiono 7 inspirazioni ed espirazioni accogliendo nel proprio corpo il potere di guarigione del pianeta
  • Poi si compiono 7 inspirazioni ed espirazioni immaginando che tutto la TERRA accolga il potere di guarigione del pianeta

 

Questo metodo può diventare anche la “propria” via meditativa quotidiana.

Buon lavoro. Sperando di aver destato interesse auguro tanta salute.

PIPISTRELLI, ANIMALI e CORONE

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PIPISTRELLI, ANIMALI e CORONE
La medicina sa che molti dei virus provengono da animali.
Il virus Corona proviene probabilmente dal pipistrello giavanese. Allora perché i virus dal regno animale diventano pericolosi per l’uomo?
Rudolf Steiner disse che le sofferenze indicibili prodotte agli animali come la macellazione di massa intensiva e la sperimentazione su animali da laboratorio provocano un dolore che il regno animale non può più sopportare.
Non solo noi, ma tutto il mondo scientifico dovrebbe chiedersi: questa sofferenza può portare a conseguenze che alterano i virus originari dell’organismo animale?
Non si tratta qui di sostenere il vegetarianesimo o l’animalismo: occorre prendere atto che la natura ci sta indicando che dobbiamo rivedere il modo in cui trattiamo il mondo animale e soprattutto dobbiamo smettere di infliggere sofferenza agli animali.
Non si può più superficialmente dire: “il mondo chiede di mangiare carne”. Si deve trasformare il concetto di alimentazione, evolverlo in sistemi più rispettosi ed etici verso l’animale.
Si dovrebbe limitare al minimo l’alimentazione carnea, decretando che possano esistere solo forme di allevamento più “umane” che perlomeno lascino la possibilità di avere una vita sana e naturale all’animale da carne o da latte.

Ogni abitudine che l’umano assume, una volta radicata, diviene un attitudine “normale” che è difficile sradicare.

Mangiare carne è un abitudine.

Cambiare abitudini, come il vegetarianesimo non deve essere mai una scelta, ma il dispiegarsi di una forma di consapevolezza naturale che si presenta spontaneamente ad un dato momento nell’individuo, il quale non avverte più il bisogno di mangiare carne, fumare, bere.

Altrimenti diventa una frustrazione, una punizione. E ciò che viene fatto per coercizione non è MAI sano.

Di certo il cessare di un bisogno può anche provenire da un approfondire le tematiche esoteriche e salutistiche, che vi stanno dietro il “mangiare” carne o altro, possono alimentare l’accendersi di una forma di coscienza diversa.

Tuttavia, non si tratta di “convincere” o propagandare il vegetarianesimo o l’animalismo, o qualche forma probizionista le quali possono sconfinare in forme estreme di fanatismo, anche dannose all’evoluzione umana.

“Conoscere è accorgersi di qualcosa che vi è sempre stato”: questo processo nutre da sè l’anima e la conduce spontaneamente a mutare abitudini.

Mangiare carne è SOLO un abitudine. Come molte altre cose che facciamo, che si rivelano prima o poi poco utili al nostro progresso.

Inoltre- è fondamentale-  si dovrebbe cessare ogni vivisezione o sperimentazione dal vivo.
Si noti che gli esperimenti vengono soprattutto fatti sui ratti e cavie: il pippistrello ha qualcosa del “topo”. Inoltre esso è stato sempre simbolo dell’occulto, della magia nera.
Il Pipistrello da un lato abita anfratti oscuri che ricordano il buio della tomba, dall’altro riposa a testa in giù nella posizione che ha un bimbo nel ventre materno poco prima della nascita.
Nell’accezione positiva è simbolo di “rinascita”.
Il pipistrello, è segno che indica la necessità di staccarci da una parte di noi stessi, da una nostra particolare attitudine, oppure da una situazione di vita non più soddisfacente.
In altre parole, è morire ad una morte simbolica per poter progredire ulteriormente.
In futuro si dovranno rivedere le modalità di rapportarci con il mondo animale: ora non è più possibile ignorare, non fare qualcosa.

Dobbiamo guardare al mondo animale con questo sentimento:
“Voi siete là fuori, o animali, se voi soffrite
soffrite qualcosa che torna a vantaggio di noi uomini.
Noi uomini abbiamo la possibilità di vincere
la sofferenza, voi la dovete sopportare.
Ma noi vi abbiamo lasciato la sofferenza e
ci siamo presi il superamento”.

Rudolf Steiner

“Il male di mangiare carne è l’effetto (che si origina contro l’uomo) nel ferire ed uccidere gli animali. Questi animali martirizzati ritornano sotto forma di creature che rivolgono le loro forze contro i corpi dei discendenti di coloro che un tempo li uccisero. I batteri sono tracce reincarnate sotto forma di microrganismi, di ciò che un tempo furono animali torturati, uccisi e mangiati.”

R. Steiner

E. L. Koeln, 9 Maggio 1912

http://wn.rsarchive.org/Lectures/GA266/English/UNK1999/19120509e01.html

a cura di Tiziano Bellucci

La SFINGE e l’influenza sulla respirazione polmonare

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La SFINGE e l’influenza sulla respirazione polmonare

Risultato immagini per enigma della sfinge

Le opinioni oggi si dividono in due gruppi

  • è l’apocalisse, moriremo tutti (negativisti mediatici e politici)
  • è solo una banale influenza, muoiono solo i vecchi (positivisti new age e religiosi)

Se si resta nella dualità non si risolve mai il problema del bene e del male.

Esiste una terza possibilità, che non può divenire parte di un gruppo, ma di ogni individuo:

“stiamo vivendo un segno dei tempi: quello che accade è il rispecchiamento di ciò che l’umanità ha prodotto come evento “necessario”.

Ma quale è questa necessità?

Di fatto si è generata una malattia polmonare, connessa con il  processo della respirazione.

Cosa significa ammalarsi a causa di problemi polmonari?

La scienza spirituale dice che l’ansia, la paura, l’insicurezza, sono legati al respiro. Chi ha dubbi, chi si pone troppe domande, ha incertezze, respira male.

Cosa significa che le problematiche del “respirare” sono connesse con la spinta all’interrogarsi, al domandarsi?

Sino ad ora, e in questi secoli sempre maggiormente l’intelligenza è stata usata solo per “spiegare” il mondo, gli avvenimenti da un punto di vista materiale.

Le risposte alle domande sono sempre state di natura materiale e razionale.

Questo atteggiamento razionale, scientifico e fatalista ha soddisfatto apparentemente l’uomo: in realtà inconsciamente le anime umane si sono riempite di dubbi,  di sentimenti di insoddisfazione inconscia.

L’umanità è stata portata ad ignorare sinora, le proprie origini sovrasensibili e il senso della propria vita. L’uomo non sa nulla che in lui abita un anima sovrasensibile –dotata di altre intenzioni, non materiali – che si attende da lui di essere riconosciuta.

Questo “ignorare” inconscio, le risposte materiali e scientifiche hanno suscitato nell’anima dell’umanità infiniti dubbi, paure, insicurezze che hanno innescano un movimento di ansie, inquietudini, agitazioni all’interno dell’intimo essere umano.

L’umanità per decenni, per secoli, ha “covato” in se stessa l’INFLUENZA di idee materiali, che le ha tolte ogni sicurezza, ogni certezza, ogni fiducia riguardo l’esistenza della propria essenza spirituale.

La negazione di una dimensione spirituale fuori e dentro l’uomo, ha influenzato l’uomo riempendolo di una inconscio dubbio abissale.

L’anima di ogni uomo sa di provenire da un mondo sovrasensibile: sa che non esiste il caso. Sa di avere una destinazione che va oltre le aspettative e i disegni materiali ordinari.

Ora l’umanità è palesemente preda di paure e ansie a causa di un virus.

Il dubbio dell’umanità è divenuto:  “non ho un anima, sono solo fatto di materia? ”

Sino a qualche mese fa, l’umanità non si poteva nessuna domanda riguardo il significato e il proprio ruolo nell’esistenza.

Tutto si svolgeva come legato al caso, alla fatalità e si viveva sulla superficie degli eventi, facendosi trasportare da essi.

Le condizioni di vita attuali hanno inconsciamente creato nell’anima di ogni essere umano un grande attaccamento alla Terra, al punto di non arrivare mai a supporre che egli sia sulla Terra per altri motivi che non siano quelli contingenti legati ai bisogni e ai piaceri materiali provvisori.

In realtà, nell’intimo di ogni uomo esiste un essenza, che pur non essendo materialmente individuabile, lo guida durante la vita: è un elemento che lo accompagna sulla Terra affinchè egli possa fruire di essa come “base” per lo sviluppo della sua anima.

Questo elemento non è il DNA o il cervello.

E’ qualcosa di sovrasensibile, che abita nell’interiorità umana.

Ogni umano è portatore di questo elemento “sovrasensibile”.

Questo “principio” nell’uomo –una sorta di “monitore” saggio nascosto in noi- vorrebbe che l’uomo divenisse consapevole di essere sulla Terra non solo per uno scopo materiale.

L’antroposofia si occupa di fornire all’uomo le indicazioni per ritrovare e conoscere questo tipo di scopo “perduto”, smarrito dall’umanità

Come si è detto oggi si è generata una malattia polmonare, connessa con il  processo della respirazione. E quindi del dubbio, di sentirsi in ansia, per la mancanza di risposte

Risultato immagini per enigma della sfingeNell’antichità il “dubbio” si presentava sotto forma di una Sfinge.

Esso chiedeva al discepolo antico: “

«Qual è l’animale che di mattina cammina a quattro zampe, a mezzogiorno con due e alla sera con tre?».

La risposta era “ l’uomo.

Ma questa domanda sottintendeva un doppio enigma: “cosa è l’uomo, e quale è il suo ruolo sulla Terra”.

La malattia attuale legata al “respirare” è nata quindi da una mancata spinta all’interrogarsi, al domandarsi.

Quale può essere il rimedio?

E’ semplice, occorre darsi delle risposte.

Che non siano quelle che sinora sono state date dalla società materiale.

Occorre procurarsi, intuire, cercarsi risposte inerenti al senso della vita umana.

Prima di tutto bisogna accorgersi di avere un anima.

E poi occorre prima informarsi su ciò che dicono coloro che hanno trovato quale è il senso della vita umana: gli iniziati.

 

Il ritrovamento della propria anima “perduta” e la conoscenza di quale sia la via dell’uomo sulla terra sono le medicine per “guarire” dalla malattia del respirare, dallo strangolamento della Sfinge.

Tiziano Bellucci

 

Il video https://www.facebook.com/lascienza.spirituale/videos/2637772902988483/

 

 

 

https://www.facebook.com/lascienza.spirituale/videos/2637772902988483/

MEDITARE OGNI GIORNO DURANTE LA QUARESIMA (quarantena)

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MEDITARE OGNI GIORNO DURANTE LA QUARESIMA (quarantena) Il Vangelo di Giovanni

Metodo per meditare i versetti del Vangelo di Giovanni (secondo R. Steiner, 13° conferenza O.O. 95)

Si pianifichi, appena svegli, prima di accogliere qualsiasi impressione, di leggere e immergersi ogni giorno nei primi cinque versetti del Vangelo di Giovanni. Per 15 minuti. Si tratta di leggere, cercando di NON pensare, ma di far sorgere delle immagini.
Ogni giorno si leggeranno i primi 5 versetti di ogni capitolo.

Perseverando per giorni si arriverà a sentire che queste parole possiedono una forza occulta, che risveglia forze di chiaroveggenza. Si può arrivare ad essere introdotti in qualcosa di straordinario e possente: si viene introdotti a vivere le vicende di Palestina, così come sono registrate nelle cronaca dell’Akasha”.

1° capitolo (1°giorno)

[1]In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
[2]Egli era in principio presso Dio:
[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
[4]In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
[5]la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.

2° capitolo (2° giorno)
[1]Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. [2]Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. [3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». [4]E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». [5]La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

3° capitolo (3° giorno)
[1]C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. [2]Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». [3]Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». [4]Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». [5]Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

4° capitolo (4° giorno)
[1]Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni [2]- sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -, [3]lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. [4]Doveva perciò attraversare la Samaria. [5]Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: [6]qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo.

5° capitolo (5° giorno)
[1]Vi fu poi una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. [2]V’è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, [3]sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. [4]Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo ad entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto]. [5]Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato.

6° capitolo (6° giorno)
[1]Dopo questi fatti, Gesù andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, [2]e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. [3]Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. [4]Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. [5]Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

7° capitolo (7° giorno)
1]Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
[2]Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; [3]i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e và nella Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. [4]Nessuno infatti agisce di nascosto, se vuole venire riconosciuto pubblicamente. Se fai tali cose, manifèstati al mondo!». [5]Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.

8° capitolo (8° giorno)
[1]Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. [2]Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. [3]Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, [4]gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. [5]Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?».

9° capitolo (9° giorno)
[1]Passando vide un uomo cieco dalla nascita [2]e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». [3]Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. [4]Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. [5]Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo».

10° capitolo (10° giorno)
[1]«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. [2]Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. [3]Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. [4]E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. [5]Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

11° capitolo (11° giorno)
1]Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. [2]Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. [3]Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».
[4]All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». [5]Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.

12° capitolo (12° giorno)
[1]Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. [2]Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. [3]Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. [4]Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: [5]«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?».

13° capitolo (13° giorno)
[1]Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. [2]Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, [3]Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, [4]si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. [5]Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.

——-(Giunti al 13° capitolo, si può riprendere e ripetere tutto da capo, dal 1° capitolo)———–

Rielaborazione di R. Steiner, 13° conferenza O.O. 95

Tiziano Bellucci

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Vincere la paura

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Buon ascolto e buona fiducia

CONTRO LA PAURA

“Qualsiasi cosa accada, qualunque cosa, a me sconosciuta,
mi possa accadere la prossima ora o domani, certamente non la potrò modificare con la paura e l’ansia.

L’affronto dunque con perfetta pace interiore, con il mare del sentire perfettamente calmo.
Paura ed angoscia paralizzano la nostra evoluzione; respingiamo allora le ondate di paura e di ansia per quanto nella nostra anima ci viene incontro dal futuro.

La devozione nei confronti di ciò che viene chiamato la Sapienza divina presente negli eventi, la certezza che qualsiasi cosa accadrà perché doveva accadere, e che – qualsiasi ne sia la direzione – avrà comunque i suoi effetti positivi; traducendo questo atteggiamento animico in parole, sentimenti, idee, realizziamo lo stato d’animo della preghiera devota.

Tra le cose che dovremmo imparare nel nostro tempo vi è questa: il vivere nell’assoluta fiducia,
senza nessun esteriore appiglio al nostro esistere,
confidando nell’aiuto sempre presente del Mondo Spirituale.

In verità non può oggi essere diversamente, pena il venir meno del coraggio.

Educhiamo rettamente la nostra volontà
e cerchiamo di destarci interiormente e consapevolmente
ogni mattina ed ogni sera.

(R.S. 17.02.1910)
Rudolf Steiner

“Qualunque cosa ti possa accadere te la caverai, poichè svilupperai in quel momento sempre maggiori forze e crescerai, superando ostacoli e impedimenti. Ogni difficoltà è un aiuto spirituale, che ti è posto davanti per diventare sempre più forte, sempre più consapevole di recare in te un essere divino”.

Musica e voce di Tiziano Bellucci