Le nuove proposte da settembre 2018

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Caro Ricercatore,

volevo informarti che da settembre 2018 riprendono diverse attività di studio, formative.

Cliccando sulle immagini sotto potrai approfondire l’argomento che ti interessa.

Spero che in una di queste proposte possa sorgere un occasione per incontrarci di persona.

Ti attendo: un caro saluto.

 

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studio APERTO A TUTTI, Bologna 2018-19 sui testi di Rudolf Steiner

CONOSCI TE STESSO : CONOSCI IL TUO RUOLO NEL MONDO

Letture e riflessioni insieme sui libri di R. Steiner sull’origine cosmica e terrestre dell’uomo. Incontri settimanali serali aperti a tutti ogni giovedì,  dalle 20.45 alle 22,00 da Settembre a Giugno (anche via Skype*) a cura di Tiziano Bellucci

 

Dal 20 settembre al 20 dicembre 2018: “LA MISSIONE DI SINGOLE ANIME DI POPOLO” (origine delle razze, le etnie e i popoli)

11 conferenze tenute a Oslo dal 7 al 17 giugno 1910 (Opera Omnia n. 121): L’agire di Angeli, Spiriti del popolo e Spiriti del tempo entro l’evoluzione dell’umanità /
La vita interiore degli Spiriti del popolo: la formazione delle genti /
Evoluzione delle genti e delle civiltà /
Manifestazione delle gerarchie spirituali negli elementi della natura /
Le cinque razze radicali dell’umanità /
Le cinque culture post-atlantiche. Mitologia greca e germanica / Missione di singoli popoli e culture nel passato, presente e futuro.

 


Dal 10 Gennaio al 14 Marzo 2019: “ENTITA’ SPIRITUALI NEI CORPI CELESTI E NEI REGNI DELLA NATURA” (le Gerarchie spirituali e gli spiriti elementari) 11 conferenze tenutesi ad Helsinki, dal 3 al 14 aprile 1912.

L’azione delle gerarchie superiori attraverso gli esseri elementari, nonchè l’evoluzione di Sole, pianeti, comete e stelle fisse nei loro effetti sulla vita terrestre.

L’azione degli spiriti dei tempi ciclici / Angeli, Arcangeli, Archai / L’azione degli spiriti luciferici nella sfera planetaria / L’insegnamento di Zarathustra / L’evoluzione del Sole e delle stelle fisse / Le comete / Pianeti e metalli / Occultismo e iniziazione, ieri e oggi.

 

 

 


Dal 21 Marzo al 20 Giugno 2019: “L’OCCULTISMO DEI ROSACROCE” (cosmogonia ed evoluzione dello spirito umano)

10 conferenze tenute a Budapest dal 3 al 12 giugno 1909

Una visione generale dell’antroposofia, dei suoi temi, concetti e indicazioni.

Lo studio dell’occultismo dei rosacroce permette di abbracciare con uno sguardo sintetico i temi che costituiscono l’ossatura della scienza dello spirito antroposofica:

  • natura del minerale, del vegetale, dell’animale e dell’uomo;
  • uomo fra morte e nuova nascita;
  • mondo fisico, manifestazione di azioni e di esseri spirituali;
  • stadi evolutivi della terra dall’epoca lemurica, atlantica e postatlantica;
  • esperienza dell’uomo dopo la morte;
  • karma, reincarnazione e iniziazione.

Presso “Bottega delle 8 arti”  circolo Pontelungo, Via Agucchi 121,  Bologna     -Per info: 348 065 98 27  unicornos@hotmail.it

E’ possibile assistere di persona, dialogando insieme a Bologna, nella nostra sede di via Agucchi 121 (tel. 348 065 98 27)  recandosi alle ore 20,40 ogni giovedi da Gennaio a Giugno  2018

L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità.

Oppure

per chi abita lontano da noi e non può partecipare a Bologna è stata pensata la possibilità di ascoltare via Skype o di RICEVERE A CASA la registrazione audio ogni settimana, tramite abbonamento: 

Corsi su Skype

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A ROMA: “Odissea della Musicha. L’armonia delle sfere celesti”

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A ROMA

Odissea della Musicha.

 L’armonia delle sfere celesti

Secondo la scienza spirituale di R. Steiner

a cura di

Tiziano Bellucci, ricercatore e musicista

 20 Ottobre 2018 Villino Ximenes via Cornelio Celso 1  Roma 00161

Orari: 10-13 pausa 14- 17

Contatti per iscrizioni e info: stefanialimatola@hotmail.com  327 74 09 614

“ La musica è invisibile. Non abita sulla terra. Ciò che ci separa da lei è lo stare svegli. Lei vive là dove noi ci addormentiamo: nei misteri del sonno, della vita e del cosmo”

Da dove viene la musica?(origine)

Cosa è la musica? (essenza)

 Quale è la sua missione?(scopo)

 L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità

Programma: musica, rumore e suono, tono e frequenza.

Analisi della provenienza umana secondo le filosofie legate al “Logos” o suono;

evoluzione dei corpi e della coscienza.

Le origini primordiali della musica: intervalli musicali ed evoluzione della coscienza;

La scala musicale e l’armonia delle sfere celesti.

Le scale “pitagoriche: i “modi” greci planetari.

La musica ponte fra terra e cielo, sulla scala musicale.

La musica indicatrice di livello di coscienza

Origine degli strumenti musicali.

La musica quale reminescenza dell’origine e della natura cosmica dell’uomo. La musica del futuro.

 

Cosa è Musicha? È la forza della vita. L’amore intelligente che anima e avvolge la natura. Nella pietra diviene forma, nella pianta linfa e succhi. Nell’animale si mostra come facoltà di muoverlo, nell’uomo diventa pensiero, parola, suono. Questo è Musicha.

Se vogliamo farci una rappresentazione vivente, proviamo ad immaginare tutti gli strumenti dell’orchestra sinfonica. Ci sono tante sezioni: i flauti, i clarinetti, le viole, i violini, gli ottoni, le percussioni. Immaginiamo il cosmo intero come un enorme auditorium, una sala concerto. Cerchiamo di pensare che ogni stella, ogni pianeta sia una “postazione”, un leggio, dove dietro siede un “musico celeste” che suona, ti sarai costruito l’immagine di milioni di “musicanti” che dalla loro posizione “suonano” una Musicha, uno “spartito cosmico”. Questa “Musicha” è la stessa forza che fa muovere il vento, scorrere l’acqua. È ciò che vive nel fluire della linfa delle piante, nel pulsare di ogni animale, è il ritmo dello scorrere del tuo sangue, il suono del tuo cuore.

E’ la vita universale. Questa è Musicha: il suono della vita.

Letture consigliate:

L’essenza della musica (R. Steiner), Il libro segreto di un musicista (A. Lupi), Gli scritti musicali  di C.Gregorat

 

Nel seguente link può ascoltare una presentazione di una conferenza sulla musica

http://www.youtube.com/watch?v=M5XNgS5QBd8

Quando leggere il cellulare di nascosto è magia nera

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Abusare di magia per investigare le intenzioni del prossimo: anche leggere il cellulare di nascosto
Leggere di nascosto il cellulare del compagno – anche se si hanno dei sospetti- è un atto di magia nera: si “legge” nella sua anima le sue intime intenzioni, usando un mezzo elettronico.
Un mago nero legge nella mente, di nascosto. Il principio è però lo stesso: si fa magia nera tramite poteri “elettronici”. Chi viola la libertà e l’intimità di altro deve attendersi “compensazioni” dalle forze del cosmo, che vadano a “punire” un atto “Nero” come compiuto da un mago nero.
Se vogliamo risolvere le questioni, dobbiamo usare le ordinarie facoltà umane, non ricorrere ad artifizi e superpoteri.
Se “temiamo” che l’altro ci tradisca non è necessario che egli ci consegni il cellulare in segno di fiducia. Spesso c’è chi dice: “se non hai nulla da nascondere non hai nulla da temere”. Ma se qualcuno ci dicesse: “ho la capacità di entrare dentro di te, di leggere i tuoi pensieri e sentimenti. Se non hai nulla da nascondere, permettimi di entrare prenderne possesso.” Lo concederemmo?
E’ davvero interessante quanto sia “acrobatico” il pensare umano che pur davanti ad una regola occulta, sia capace di “inventarsi” giustificazioni pur di sentirsi legittimato a “spiare” la coscienza degli altri.
PER FORTUNA non tutti hanno capacità di leggere nella mente: altrimenti MOLTI la userebbero per rubare per “scrutare” nelle menti altrui.
E’ interessante come TUTTI possano essere d’accordo nel ritenere MALE leggere nel pensiero altrui: mentre per MOLTI sia ALTRA cosa spiare il cellulare o le lettere altrui: quale è la differenza?
Mi piacerebbe comprendere se si trova giusto poter spiare l’altro, se si hanno sospetti. Lo si fa per salvare l’amore reciproco o per paura di essere presi in giro?
Spiare è mancare di rispetto all’individuo: e richiama dal cosmo un azione compensatrice punitrice, che esegue per via naturale il cosmo stesso.
Qualsiasi sia la ragione, guardare -a sua insaputa- dentro l’anima dell’altro è sempre un atto di prevaricazione e di prepotenza. Se ci si vuole giustificare “inneggiando” ad una buona causa, bisognerebbe a tutta prima chiedersi se quella “buona causa” sia per il nostro bene o se per il bene dell’altro. Spesso è SOLO per timore di venire imbrogliati.
A mio parere, leggere dentro l’anima altrui -qualsiasi cosa vi sia- è un terribile senso di sfiducia che si ha nell’altro. Ci si dovrebbe chiedere: ma se ho tanta sfiducia, perchè resto qui? Voglio amare nel bene e nel male, o voglio trovare i moventi per legittimare una condanna verso l’altro che possa onorarmi del mio orgoglio di essere?
Ci sono persone che dicono: puoi leggere quando vuoi il mio cellulare, non ho nulla da nascondere: spesso queste non quelle piu morali, ma coloro che cancellano subito i messaggi sul cellulare compromettenti. Sono “furbe” non morali. Cosa facciamo quindi in questo caso?
Tiziano Bellucci

3 idee, 3 Percorsi formativi antroposofici

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3 idee, 3 Percorsi formativi antroposofici

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IL TERZO “IO”: l’uomo angelo

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IL TERZO “IO”: l’uomo angelo

Esistono tre “io”: l’inferiore, il superiore e il vero io.

–          L’io inferiore o ego, o terreno è ciò a cui ci identifichiamo quotidianamente, tramite l’attività pensante e senziente umana.

–          L’io superiore o trascendente, è l’essere spirituale che dopo la morte incontriamo nell’aldilà e insieme a lui, compitiamo il nostro agire e stipuliamo il nostro destino

–          L’io vero è il frutto, il compendio dell’evoluzione dell’inferiore unito all’io superiore: l’immagine futura di ciò che noi saremo e rappresenteremo come entità angelica  umana.

Questo “vero io” è un essere in formazione, in crisalide, una sorta di “bambino celeste” che vive nel grembo del mondo spirituale e nascerà alla fine dell’evoluzione terrestre:  quando il singolo uomo avrà superato la sua umanità da tutte le influenze ostacolanti e avrà adempiuto alla sua missione di uomo.

Nascerà quando non esisterà più differenza fra l’io terreno inferiore e l’io celeste superiore. Dall’interno o dalla “fusione” di questi due “io” si genererà il vero io.

Il vero io è quindi l’immagine futura che avremo come angelo, parte delle schiere angeliche: un essere purissimo che ha sviluppato e unito insieme l’amore e la libertà, come qualità fondante e qualificante la sua gerarchia di appartenenza: la decima gerarchia, gli “angeli dell’amore nella libertà.

Questa “immagine divina di noi”  non esiste solo nel futuro: proietta la sua forza anche nel presente. Potremmo stupirci, ma ogni volta che sentiamo l’entusiasmo per intraprendere un azione, quando si accende in noi la passione per ogni iniziativa che ci infiamma, dovremmo essere coscienti che questa forza proviene dal futuro, proviene dal nostro “Vero io”.

Esso, come “trasmettendo” indietro da tempi che ancora non esistono è ciò che ci indica la “via”, ciò che ci avvampa e ci spinge verso situazioni di vita e di destino. La forza che ci ha aiutato e ci aiuta per superare le prove quotidiane, che ci ha migliorato proviene da lui, dal nostro futuro essere angelico. L’io vero.

Esistono tradizioni attuali, che parlano di “dimensioni parallele”, di mondi  interagenti, a causa della non conoscenza della realtà dell’io. La fisica quantistica sta postulando un sistema che è frutto solo di ingenue deduzioni, “rubate” dall’esoterismo e male interpretate: si equivoca il fatto che un essere spirituale può muoversi ed agire nel futuro, e collegarsi con il presente. Ma non si tratta di una realtà parallela : è l’io vero che comunica con l’io attuale.

Non ci sembrerà possibile, ma questo vero io, questo angelo in gestazione che riposa in ogni uomo, può accadere ed è sicuramente accaduto che noi lo abbiamo visto, anche se solo per  incantati momenti : quando ci siamo innamorati di qualcuno.

Se riandiamo con la memoria a quegli intimi momenti, in cui la scintilla dell’amore è scoccata, possiamo sentire che allora, vedemmo negli occhi del nostro amato, l’immagine del suo futuro essere angelico. Abbiamo incontrato per un attimo, il suo vero io, la sua regale entità angelica del futuro.

La conoscenza di questo mistero, dovrebbe aiutarci nei momenti in cui perdiamo la stima dell’amico, del compagno, del fratello: cercare di riandare con la memoria a quel momento magico, in cui vedemmo l’archetipo del suo essere divino in divenire dovrebbe far risorgere in noi la magia dell’amore che ci unì in maniera così potente e celeste.

Tiziano Bellucci


Steiner ci ha dato questa poesia, in merito:

Creati un modo nuovo, forte e coraggioso, di vedere la fedeltà.
Ciò che gli uomini chiamano generalmente fedeltà, svanisce rapidamente;
trasforma invece in ciò che segue la tua fedeltà:
nell’altro avrai sperimentato talune situazioni di brevissima durata,
attimi in cui egli ti sia apparso come ricolmo dell’archetipo del suo spirito.
Potranno poi sopravvenire altri momenti,periodi anche lunghi, in cui l’altro appare avvolto nell’oscurità.
Proprio durante tali periodi dovresti imparare a dirti:
lo spirito mi rinforza, io penso al suo archetipo umano che una volta ho avuto modo di vedere in lui.
Questo archetipo sia oggetto del mio sforzo.
Questo sforzo è fedeltà.
E così, anelando alla fedeltà, ogni uomo potrà essere vicino all’altro con la forza di un’angelo custode.R. Steiner

 

 

 

I 10 COMANDAMENTI secondo la scienza spirituale

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I 10 COMANDAMENTI secondo la scienza spirituale

 La maggior parte dei teologi ritiene che i 10 comandamenti costituiscono una composizione di leggi che si rintracciano in antichi popoli come Licurgo di Sparta o il codice di Hammurabi. Ma non è così.

Colui che ricevette queste indicazioni fu Mosè: un profeta ebreo che consegui un iniziazione presso i sacerdoti egizi. A quei tempi il popolo che presiedeva alla costruzione di una piramide veniva condizionato da un potere magico di suggestione. L’io dell’uomo non era forte: era possibile influire direttamente sulle anime umane rendendole schiavi servili. Le masse venivano guidate dai sacerdoti: come arti di un corpo unitario.

Mosè  ebbe il compito di introdurre, preparare il popolo a trovare il proprio io,  a farlo emergere dalla coscienza di gruppo: condusse l’uomo a fare ravvisare in sé l’archetipo del proprio io, connesso come goccia, all’io dell’universo (Dio, oceano). Si doveva prima presentare l’esistenza di un Dio esterno, di un legislatore divino universale:  l’io cosmico, rappresentato nella figura di Javhè. Diceva Mosè:  “Esiste un grande “Io” che è Dio, il quale è tutti noi”. L’uomo doveva sentire l’esistenza della luce dello spirito, del quale ne è parte come raggio. Mosè introdusse l’umanità a questa conoscenza, la quale dove portare all’incontro con il proprio io individuale. Processo che trovò il suo compimento secoli più tardi quando l’Io cosmico (Cristo) scese sulla terra e risvegliò questa consapevolezza tramite il gesto del Golghota.  Si doveva introdurre che nel singolo uomo vi è operante un Principio divino, l’archetipo dell’io individuale: riconoscere la presenza di Dio prima fuori, condurrà all’incontro con il proprio io interiore.

Nell’esposizione che seguirà, si noterà che ci sono state delle “modificazioni, delle esemplificazioni e delle omissioni” che la chiesa cattolica ha praticato riguardo il testo originale biblico, dato da Mosè.

 

  I “dieci” 10 comandamenti secondo (attuali) il Catechismo cattolico dal Catechismo di S. Pio X:

  1. Io sono il Signore Dio tuo: Non avrai altro Dio fuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano.
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere atti impuri.
  7. Non rubare.
  8. Non dire falsa testimonianza.
  9. Non desiderare la donna d’altri.
  10. Non desiderare la roba d’altri.

 

 

Qui i dieci comandamenti SECONDO LA SACRA BIBBIA, la Parola di Dio.
(Esodo 20:1-14 e Deuteronomio 5:6-21)

  1. Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.”

Col 1° comandamento Dio (l’io cosmico) si presenta ad Israele come donatore di libertà, per affermare che solo colui che si sottomette dapprima ad una disciplina (la Legge) può arrivare a diventare libero, a poter conseguire una libertà. L’uomo non nasce libero, ma si libera imparando a dominare la sua natura inferiore.  La possibilità di assurgere ad un auto esperienza del divino doveva essere data dapprima in forma di Leggi esteriori. L’io del cosmo (Dio) se accolto dentro di sé, conferiva una auto liberazione dalla schiavitù infusa dagli istinti, dalle passioni che imperano nell’anima. L’Egitto è il mondo del desiderio, del potere, l’ambizione. E’ un primo approccio al ritrovamento del potere archetipico divino entro all’uomo. Javhè dice: “Dentro di te non vi devono essere altri comandanti se non il Dio che vive in te: il tuo io, che troverai tramite l’esercizio della mia Legge”.

  1. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.”

L’uomo non doveva farsi un immagine oggettiva di Dio, da lui separata. Ogni figurazione esteriore del divino, l’io, doveva scomparire da fuori, per venir trovato dentro l’uomo, perché esso abita nell’uomo. Un idolo esteriore era un immagine errata della realtà dell’io: che è invece sempre un Dio interiore. Viene fatto un appello a condurre l’uomo verso la ricerca di Dio dentro di sé, che non poteva essere esterno. Dicendo “io sono un Dio geloso” Steiner dice che il reale significato della frase è da intendere:  “Non cercare mai di arrivare alla rappresentazione di me in modo sbagliato. Altrimenti io produrrò danno in te.  “L’io, (io sono) è un principio che opera costantemente in ogni uomo, entro e attraverso il sangue. E si esprime entro la linea ereditaria, di padre in figlio. Se tu ti fai un immagine sbagliata di ciò che io sono, i tuoi pensieri sbagliati reagiranno con il mio potere contenuto nel tuo sangue ed essi produrranno malattia nel tuo corpo e in quelli dei tuoi figlie e successori.   (Questo comandamento è stato cancellato dalla chiesa cattolica –forse perché di immagini idolatre ne ha fatto invece diffuso uso- , la quale ha raddoppiato il decimo, sdoppiandolo in “non desiderare la donna d’altri e non rubare la donna d’altri  ”)

  1. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.”

Qui si ribadisce: “non devi usare impropriamente la parola “io”, indicando te stesso. Sino a che non arriverai all’esperienza (iniziatica) che l’io e Dio in te coincidono, sappi che non puoi dirti “io”. Tu dici solitamente io al tuo corpo, alle tue passioni, ai tuoi ricordi, ma non dici mai “io” alla tua verà entità divina, che è oltre tutto questo.  Dicendo io a te stesso bestemmi, perché “io” è solo colui che è della stessa natura di Dio. E per come nasci, non sei ancora un “io”. Arrivi a riconoscerti come “io”, quando operi una disciplina di liberazione dai tuoi supporti inferiori.

  1. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

Così come nel cosmo esiste un ritmo di 7 grandi Ere in cui l’evoluzione si deve svolgere, doveva esservi in piccolo di 7 giorni nella vita dell’uomo. La scienza spirituale indica le 7 Ere con i nome dei pianeti: Era di Saturno, Sole (domenica), Luna, Marte/Mercurio (terra), Giove, Venere e Vulcano. La stessa cosa, come in alto, così in basso venne a riflettersi nel ritmo dei giorni della settimana. Nel settimo giorno l’uomo doveva dedicarsi alla ricerca di Dio in se stesso: “il tuo sguardo ricercherà Me in te”.

5.”Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dá il Signore, tuo Dio”.

Si potrebbe dire: “Continua ad agire secondo tua madre e tuo padre, perché vi deve essere nel cosmo sempre un principio evolutivo che elabora il vecchio per produrre il nuovo.  Devi sempre partire dalle radici per innalzarti: e quindi non puoi rinnegarle, né contrastarle. Deve essere conservato ciò che mediante l’io si è costruito nelle generazioni che ti hanno preceduto. Devi conservare le tradizioni, per trasformarle secondo la tua individualità, portarle a completa espressione

6. “Non uccidere.”

7 “Non commettere adulterio.”

8. “Non rubare.”

Il sesto, il settimo e l’ottavo comandamento sono un unico Comandamento suddiviso in tre: “ama il prossimo tuo come te stesso” ossia: “Vedi nel tuo prossimo un io come lo vedi di te stesso. Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Mentre nei comandamenti dal 1°al 5° ci si appella a preservare il proprio io, qui si indica il rispetto e la preservazione dell’io dell’altro.  

  1. “Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.”

Non sminuire il valore del tuo prossimo, non riconoscendolo per ciò che è. Chi dice il falso su un altro io, non riconosce che l’io dell’altro è uguale al proprio io, essendo i reciproci io, della stessa natura del divino.

10. “Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.

Si riconosce la piena parità dell’altro rinunciando a volere ciò che gli appartiene. Solo onorando l’immagine riflesso di Dio nell’io di ogni uomo è possibile l’originarsi di un rispetto che crei fraternità.

Rielaborazione di idee antroposofiche a cura di Tiziano Bellucci, dal testo di R. Steiner “Risposte ad enigmi della vita”, 4° conferenza, O.O. 108

Perchè sono apparsi più geni e talenti artistici maschili che non femminili?

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Perchè sono apparsi più geni e talenti artistici maschili che non femminili?

Solitamente si relega il problema della non affermazione nel mondo del femminile a causa di un retaggio di una società patriarcale maschilista che ha represso il mondo femminile.  Questa ipotesi è lecita, ma non è la sola. Un esame oggettivo può condurci ad un altra prospettiva.
L’umano si incarna una volta in un corpo maschile, una volta in un corpo femminile. Quando è maschio diviene privo di chiaroveggenza ed intuito; può solo maneggiare la materia e trasformarla. Quando è femmina vive di continuo nel mondo spirituale, ha visioni interiori e intuizioni, che serba in sè ammirandole come idee delle altezze.
Creare una musica, una pittura, una poesia è  “materializzare” lo spirito. E la donna non ama questo: preferisce vivere le esperienze, senza tradurle, perchè sente che esse “perdono” dell’essenza reale.
Il maschio “traspone” nel fisico, con suoni, pennelli, sculture, ciò che gli appare in ispirito. Egli è più presuntuoso e più irruento. La femmina, più devotamente preferisce coltivare in se i tesori che riceve, senza oggettivarli, per timore di “sminuirli,” snaturarli.
Per una femmina creare una musica, una pittura, una poesia è “traporre nella materia” lo spirito. E la donna non ama questo: materializzare significa uccidere. Ella preferisce vivere le esperienze spirituali, senza tradurle, senza dar loro una forma, perchè sente che esse “perdono” dell’essenza reale una volta “bloccate” in un testo, in un dipinto, in una musica.
Il maschio è “sfrontato” e maleducato nei confronti dello spirito: lo muove immobilizzare, fermare in una forma. La donna no. Vuole che l’arte fluisca senza forme, senza categorie: vuole vivere il reale, non godere del reale nelle copie fisiche.
L’inclinazione naturale del maschio è di “affermarsi”, di ostentare, di vantare, di esibire di “sfoggiare” le qualità, per averne un ritorno egoico. E questo lo porta a farlo tramite la materia esterna. Progettando, archittettando, dipingendo, suonando il maschio “blocca” lo spirito nella materia, SPACCIANDOSI per un creatore, un dio terrestre.
La donna non ha questa ambizione: non vuole offendere lo spirito, non vuole rivendicare di essere una “creatrice”, capace di creare dal nulla. La femmina si sente una COLLABORATRICE della creazione, una Dea della vita (non della materia) e questa inclinazione l’ha sempre trattenuta dal non dover cercare consensi come genio terrestre.
La femmina non vuole creare dei simulacri, dove seppelire il divino: ogni opera d’arte è infatti un tentativo di “imbalsamare” il divino. Ed è a causa di questa “salvaguardia” del femminile nei confronti del mondo spirituale, non ci sono stati “geni” nell’arte e nella tecnica.
Esistono potenzialmente dunque più geni nel femminile che nel maschile: la donna è più dotata artisticamente dell’uomo. Ma non sente il bisogno di “mostrare” al mondo le sue doti.
L’uomo invece reclama un riconoscimento: chiede un consenso al mondo e lo fa dandosi da fare nell’applicarsi nelle arti e nelle tecniche. La donna non ha bisogno di consensi. E’ già divina e geniale.
Tuttavia serviva che qualcuno “marchiasse” il mondo fisico con un arte ostentata ed egoica, tramite il maschio.
Se la terra fosse stata solo popolata da donne, l’arte vivrebbe solo nelle anime, non nel mondo fisico. Si vivrebbe di visioni e di comunione con lo spirito.
L’arte non sarebbe necessaria, perchè la vita sarebbe un opera d’arte.
In realtà non esistono creatori sulla terra: gli artisti si illudono di essere loro i creatori delle loro opere, mentre in realtà essi attingono la sostanza delle loro idee dal mondo dell’ispirazione: il mondo spirituale. Là esiste ogni modello della creazione umana. Ogni uomo prende da òà i suoi modelli, senza accorgersene. Lo fa durante la notte, o in momentoi in cui la sua coscienza è “ispirata” dal mondo spirituale. Non è mai l’uomo a creare: egli è solo strumento del divino. Le donne hanno sempre saputo questo e per tal motivo non hanno mai voluto pretendere di voler platealmente apparire creatrici. Esse sono ispirate dal divino, molto piu del maschio: ma usano la loro ispirazione in altre modalità. Che appaiono tramite il loro “essere donne”.
Il maschio ha creato l’arte e la scienza perchè il mondo spirituale sparì dalla sua percezione: e dovette inventare dei surrogati degli Dèi perduti. Le opere d’arte, gli strumenti musicali, le invenzioni sono le tombe di Dei morti per il maschio, che egli ha sentito il bisogno di ricordare.
L’arte e la scienza sono nate come surrogati di esperienze che un tempo lìumanità aveva con il divino. Le femmine vivono sempre questa comunione con il divino. Non hanno e non avranno mai bisogno di usare dei simulacri per celebrare il loro vivente mondo spirituale. Per questo non ci sono e non ci saranno geni eccellenti femminili sulla terra: esse sono, nel mondo spriituale, piu geniali dei maschi
L’uomo e la donna sono complementari, perchè il primo può “spiegare” usando nomi ciò che la donna vive solo in immagini; e la donna può suscitare nell’uomo la passione el’esaltazione per la ricerca spirituale.
L’uomo è colui che ha il poter di dare il “nome” allo spirito”: la donna ha il potere di far scendere lo spirito nella materia e di farlo ritrovare all’uomo.
Nascere in un corpo maschile rende possibile una maggiore razionalità e capacità di “tradurre” in modo chiaro e preciso le ispirazioni che si ricevono nell’anima.
In realtà vi sono più “geni e talenti femminili”, che maschili: le donne più agevolmente possono attingere dalle regioni più alte, dove soggiornano le entità più somme.
Soltanto che la femmina è meno predisposta a razionalizzare, a materializzare i contenuti che appaiono in lei.
Le donne sono dunque più geniali dell’uomo: ma non hanno il ruolo di esprimere tramite la materia la loro genialità. Non ne sentono il bisogno. Questo è un ruolo della donna: dispensare grazia, bellezza e presenza divina sulla terra. Essendo la donna immagine del divino. La “genialità” della donna sta nel fatto che cammina sulla terra, vive e vi diffonde la sua spiritualità. Un poeta diceva che “la donna è il mondo spirituale che abita fra noi”.
Il “genio” è femmina. Ma non ha bisogno di dimostrarlo. Lo è.
Si dice che un Dio è vero Dio quando è onnipotente e onnisciente: ma non usa i suoi poteri per dimostrare di esserlo. E’.
La verità spirituale non può deludere nè il maschile nè il femminile, perchè consegna ad essi i rispettivi ruoli, non giudizi o opinioni.
Tiziano Bellucci