Perchè sono apparsi più geni e talenti artistici maschili che non femminili?

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Perchè sono apparsi più geni e talenti artistici maschili che non femminili?

Solitamente si relega il problema della non affermazione nel mondo del femminile a causa di un retaggio di una società patriarcale maschilista che ha represso il mondo femminile.  Questa ipotesi è lecita, ma non è la sola. Un esame oggettivo può condurci ad un altra prospettiva.
L’umano si incarna una volta in un corpo maschile, una volta in un corpo femminile. Quando è maschio diviene privo di chiaroveggenza ed intuito; può solo maneggiare la materia e trasformarla. Quando è femmina vive di continuo nel mondo spirituale, ha visioni interiori e intuizioni, che serba in sè ammirandole come idee delle altezze.
Creare una musica, una pittura, una poesia è  “materializzare” lo spirito. E la donna non ama questo: preferisce vivere le esperienze, senza tradurle, perchè sente che esse “perdono” dell’essenza reale.
Il maschio “traspone” nel fisico, con suoni, pennelli, sculture, ciò che gli appare in ispirito. Egli è più presuntuoso e più irruento. La femmina, più devotamente preferisce coltivare in se i tesori che riceve, senza oggettivarli, per timore di “sminuirli,” snaturarli.
Per una femmina creare una musica, una pittura, una poesia è “traporre nella materia” lo spirito. E la donna non ama questo: materializzare significa uccidere. Ella preferisce vivere le esperienze spirituali, senza tradurle, senza dar loro una forma, perchè sente che esse “perdono” dell’essenza reale una volta “bloccate” in un testo, in un dipinto, in una musica.
Il maschio è “sfrontato” e maleducato nei confronti dello spirito: lo muove immobilizzare, fermare in una forma. La donna no. Vuole che l’arte fluisca senza forme, senza categorie: vuole vivere il reale, non godere del reale nelle copie fisiche.
L’inclinazione naturale del maschio è di “affermarsi”, di ostentare, di vantare, di esibire di “sfoggiare” le qualità, per averne un ritorno egoico. E questo lo porta a farlo tramite la materia esterna. Progettando, archittettando, dipingendo, suonando il maschio “blocca” lo spirito nella materia, SPACCIANDOSI per un creatore, un dio terrestre.
La donna non ha questa ambizione: non vuole offendere lo spirito, non vuole rivendicare di essere una “creatrice”, capace di creare dal nulla. La femmina si sente una COLLABORATRICE della creazione, una Dea della vita (non della materia) e questa inclinazione l’ha sempre trattenuta dal non dover cercare consensi come genio terrestre.
La femmina non vuole creare dei simulacri, dove seppelire il divino: ogni opera d’arte è infatti un tentativo di “imbalsamare” il divino. Ed è a causa di questa “salvaguardia” del femminile nei confronti del mondo spirituale, non ci sono stati “geni” nell’arte e nella tecnica.
Esistono potenzialmente dunque più geni nel femminile che nel maschile: la donna è più dotata artisticamente dell’uomo. Ma non sente il bisogno di “mostrare” al mondo le sue doti.
L’uomo invece reclama un riconoscimento: chiede un consenso al mondo e lo fa dandosi da fare nell’applicarsi nelle arti e nelle tecniche. La donna non ha bisogno di consensi. E’ già divina e geniale.
Tuttavia serviva che qualcuno “marchiasse” il mondo fisico con un arte ostentata ed egoica, tramite il maschio.
Se la terra fosse stata solo popolata da donne, l’arte vivrebbe solo nelle anime, non nel mondo fisico. Si vivrebbe di visioni e di comunione con lo spirito.
L’arte non sarebbe necessaria, perchè la vita sarebbe un opera d’arte.
In realtà non esistono creatori sulla terra: gli artisti si illudono di essere loro i creatori delle loro opere, mentre in realtà essi attingono la sostanza delle loro idee dal mondo dell’ispirazione: il mondo spirituale. Là esiste ogni modello della creazione umana. Ogni uomo prende da òà i suoi modelli, senza accorgersene. Lo fa durante la notte, o in momentoi in cui la sua coscienza è “ispirata” dal mondo spirituale. Non è mai l’uomo a creare: egli è solo strumento del divino. Le donne hanno sempre saputo questo e per tal motivo non hanno mai voluto pretendere di voler platealmente apparire creatrici. Esse sono ispirate dal divino, molto piu del maschio: ma usano la loro ispirazione in altre modalità. Che appaiono tramite il loro “essere donne”.
Il maschio ha creato l’arte e la scienza perchè il mondo spirituale sparì dalla sua percezione: e dovette inventare dei surrogati degli Dèi perduti. Le opere d’arte, gli strumenti musicali, le invenzioni sono le tombe di Dei morti per il maschio, che egli ha sentito il bisogno di ricordare.
L’arte e la scienza sono nate come surrogati di esperienze che un tempo lìumanità aveva con il divino. Le femmine vivono sempre questa comunione con il divino. Non hanno e non avranno mai bisogno di usare dei simulacri per celebrare il loro vivente mondo spirituale. Per questo non ci sono e non ci saranno geni eccellenti femminili sulla terra: esse sono, nel mondo spriituale, piu geniali dei maschi
L’uomo e la donna sono complementari, perchè il primo può “spiegare” usando nomi ciò che la donna vive solo in immagini; e la donna può suscitare nell’uomo la passione el’esaltazione per la ricerca spirituale.
L’uomo è colui che ha il poter di dare il “nome” allo spirito”: la donna ha il potere di far scendere lo spirito nella materia e di farlo ritrovare all’uomo.
Nascere in un corpo maschile rende possibile una maggiore razionalità e capacità di “tradurre” in modo chiaro e preciso le ispirazioni che si ricevono nell’anima.
In realtà vi sono più “geni e talenti femminili”, che maschili: le donne più agevolmente possono attingere dalle regioni più alte, dove soggiornano le entità più somme.
Soltanto che la femmina è meno predisposta a razionalizzare, a materializzare i contenuti che appaiono in lei.
Le donne sono dunque più geniali dell’uomo: ma non hanno il ruolo di esprimere tramite la materia la loro genialità. Non ne sentono il bisogno. Questo è un ruolo della donna: dispensare grazia, bellezza e presenza divina sulla terra. Essendo la donna immagine del divino. La “genialità” della donna sta nel fatto che cammina sulla terra, vive e vi diffonde la sua spiritualità. Un poeta diceva che “la donna è il mondo spirituale che abita fra noi”.
Il “genio” è femmina. Ma non ha bisogno di dimostrarlo. Lo è.
Si dice che un Dio è vero Dio quando è onnipotente e onnisciente: ma non usa i suoi poteri per dimostrare di esserlo. E’.
La verità spirituale non può deludere nè il maschile nè il femminile, perchè consegna ad essi i rispettivi ruoli, non giudizi o opinioni.
Tiziano Bellucci
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Il ruolo del maschile e del femminile per il Divenire della terra

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Il ruolo del maschile e del femminile per il Divenire della terra  

 

La donna in un tempo antico aveva un rapporto diretto con le entità dell’universo. Aveva un ruolo di “ponte” fra la materia e lo spirito. Riceveva dallo spirito le ispirazioni, le direttive dal mondo sovrasensibile: le cosiddette “muse”, indovine erano donne chiaroveggenti che effondevano nell’umanità bellezza e creatività.

Attraverso la donna si è creata tutta la conoscenza religiosa del passato, tutta la tendenza verso il bello e il buono. Erano le donne che trasmettevano all’umanità dei primordi la direzione morale attingendola direttamente dalle regioni superiori spirituali.

Dal quarto secolo A. C. (in Grecia, Egitto, Roma) avvenne un cambiamento: nel maschio fluirono potenti forze di razionalismo che andarono a sostituirsi all’azione ispiratrice del mondo femminile. L’umanità smise di venire ispirata dalle donne, e cominciò a diventare “razionale”.

Perse il contatto con il divino, la guida saggia delle femmine, per venire addestrata dalla mente maschile. Il materialismo cominciò a diffondersi. Da quel momento avvenne anche la “discesa” sociale della donna, la quale venne accantonata, disprezzata, violentata moralmente, fisicamente  e associata impropriamente a forze oscure (vedi streghe medievali).

La donna cominciò a subire la supremazia del maschio e smarrì la connessione con il divino. Venne a scadere sia socialmente, che spiritualmente. Perse le sue facoltà a causa dell’oppressione maschile.

Il materialismo fu un fatto necessario per l’individuazione del singolo, che deve però essere superato. Doveva venire reciso a mezzo dell’uomo il legame con il mondo spirituale, affinchè si potesse poi rifondarlo su una base nuova, cosciente. Se l’umanità avesse continuato ad essere condotta da un mondo spirituale che operava tramite il femminile, l’umano non avrebbe mai potuto conseguire l’individualità, sarebbe stato un essere guidato dal mondo celeste in modo automatico.

Oggigiorno dobbiamo essere capaci di compiere grandi gesti: atti eroici, soprattutto interiormente.

Essere capaci di vedere la passata sottomissione della donna come una “fase” dettata da una precisa volontà superiore di fare sprofondare l’umanità nel materialismo, richiede una grande spregiudicatezza.

Parlare di “necessità” del maschilismo è indubbiamente qualcosa di infame.

Ma pensare che doveva “necessariamente” interrompersi quell’antico “matriarcato” spirituale in cui la Saggezza del mondo spirituale dominava l’umanità come rigida “genitrice” rende tutto plausibile.

La Madre del cosmo, istruiva l’umanità attraverso il mondo femminile, il quale riportava tali leggi e direttive entro il consorzio umano. Questo era in realtà il “matriarcato”: l’edificazione e la conduzione della coscienza morale umana secondo indicazioni provenienti dal mondo spirituale. Una “educazione” occulta, tramite il femminile.

L’avvento del “Patriarcato” interruppe la comunicazione e la possibilità di venire addestrati dal cosmo spirituale. L’uomo divenne libero dalle leggi divine, ma anche più solo, abbandonato a se stesso. Tale solitudine lo spinse a cercare simulacri di Dèi nel mondo fisico. Il materialismo, la soddisfazione di sé tramite beni materiali, soppiantò l’antica guida del cosmo femminile.

L’umanità doveva arrivare ad una fase in cui toccando il basso, doveva avvertire una spinta che la facesse risalire verso l’alto.

Il tempo del “matriarcato” è paragonabile ad un tempo in cui l’umanità era bambina, ed era irresponsabile, incapace di autonomia: era guidata dal mondo spirituale che tramite il mondo femminile indicava la direzione da seguire.

Il tempo del “patriarcato” è invece il tempo dell’adolescenza dell’umanità, ove entra in scena una ribellione, in cui gli individui smettono di prendere norme dal mondo spirituale e si rimettono ai loro impulsi, alle loro necessità interiori.

Ora ci troviamo nel 21° secolo e l’umanità ha acquisito l’età della maturità, la “maggiore età”.

Non è possibile qualificare i tempi antichi come migliori degli attuali: non si può dire che l’infanzia è meglio dell’adolescenza. Sono entrambi “fasi” della vita che servono per costruire l’individualità. Una volta diventati adulti, non si può più tornare indietro. Si vede il passato come un periodo necessario al proprio sviluppo.

In futuro non vi sarà più un cosmo che guida l’umanità. Né un patriarcato o un matriarcato. Ma una maschio e una femmina che consapevoli dei loro passati ruoli, come bambini cresciuti, adulti, cammineranno insieme verso il luogo da cui sono provenuti. Torneranno alla loro casa, portando con sé il frutto del loro lavoro insieme e intraprenderanno un processo di collaborazione consapevole con le entità del mondo spirituale.

Il mondo spirituale che un tempo guidava la Terra tramite le ispirazioni del mondo femminile non imporrà più la sua volontà, ma la condividerà con l’umanità futura. L’umano interagirà con il cosmo, divenendo egli stesso un collaboratore e amministratore delle leggi del cosmo. Diverrà un essere della decima gerarchia: un angelo che dopo aver attraversato il massimo materialismo, ha edificato la massima libertà, la massima capacità di amare in modo libero. Matriarcato e Patriarcato appariranno così come due “fasi” necessarie all’edificazione di quell’entità spirituale futura: l’umanAngelo.

Quando oggigiorno, le varie confraternite dicono che la donna “deve tornare ad innalzarsi, ad essere ciò che era” si intende che si deve riportare la donna all’antico splendore, quando era in grado di farsi ispirare dallo spirito le leggi estetiche e morali.

Le antiche qualità femminili sono come “state dimenticate” dalla donna, riposte in lei, seppellite da secoli di pregiudizi e ingiustizie. Si tratta di farle nuovamente riaffiorare, di ripristinare le condizioni affinché la donna possa ricollegarsi con il divino in modo cosciente. Tali capacità perdute possono essere riacquisite tramite un cammino di autoconoscenza.

CONOSCENZA FEMMINILE E ASCETISMO MASCHILE

Le donne sono solitamente molto interessate alla conoscenza, ma molto poco all’ascesi, ossia ai metodi per conseguire la veggenza. Potrà sembrare strano, ma non sono molte –escluse eccezioni- le donne che aspirano alla chiaroveggenza.

Perchè?
 
Di fatto le donne non hanno bisogno di “vedere”: esse hanno già una comunicazione diretta con il sovrasensibile “sperimentano” in sé la reale presenza del mondo spirituale. Ma in una forma istintiva , atavica. Non hanno bisogno di “vedere” ciò che vivono quotidianamente.
 
Le donne trovano estremamente interessati le “descrizioni” che fanno i chiaroveggenti –maschi- del mondo spirituale, perchè in tal modo trovano “una conferma di ciò che in loro era già presente”.
 
Molte donne trovano luce e pace leggendo esoterismo, come potendo “illuminare” il loro mondo interiore. Ritrovano se stesse e il loro mondo, nelle parole dei veggenti.
Per il maschio è l’opposto: in esso non vi è alcun atavismo, nessuna “ispirazione”. Il maschio è “cieco” al mondo spirituale. Non può averne esperienza diretta.
Per tal motivo gli uomini sono più inclini all’ascetismo e le donne alla conoscenza.
 
Se si vuole fare i sessisti, si troverà da dire anche su questo. Si portà dire: ” L’uomo è l’unico che può “spiegare” e la donna non è capace?”
Semplicemente la donna non è predisposta ad “analizzare astrattamente, a bloccare in una forma le leggi del mondo spirituale”. Il maschio sì. Da “bravo materialista” (lo ha imparato da Satana) è capace di suddividere, archiviare e catalogare ogni entità invisibile.
La donna non riesce a fare lo stesso, perchè dovrebbe “uccidere” la sua capacità di afferrare in un solo atto tutta la verità. Come gli insegnò Lucifero “voi siete Dèi”, ella vive costantemente del mondo divino con il suo sentire.
 
L’uomo deve “spiegare” in termini razionali e “separatisti” (che è anche “materializzare, dare una forma) il mondo spirituale: per farlo ha bisogno di un motore che la ispiri: la donna. Ella deve stimolare questa ricerca, per necessità di alimentarsi di luce che schiarisca le sue premonizioni interiori.
 
Parlare di maschilismo e femminismo in esoterismo è fuori luogo. Perché sarebbe travisare e ignorare i rispettivi ruoli.
Che sono i seguenti: l’uomo deve ricollegarsi con il mondo spirituale, grazie al suo potere analitico e scientifico di indagine alimentato dal forte stimolo ispirato in lui dalla presenza del femminile; la donna deve ritrovare conferma del proprio compito con l’invisibile tramite la presenza e l’attività interpretativa del maschio.
 
Tiziano Bellucci

L’uomo deve riconoscere la donna come colei che può farlo emergere dal materialismo, attraverso la forza dell’ispirazione e della Speranza. Il ruolo dell’uomo sarà di accogliere i contenuti femminili, conferendo loro una forma.

La donna è la forza, l’uomo la forma.

 

Tiziano Bellucci

L’IMMAGINAZIONE DELL’ ESTATE DI S.GIOVANNI E URIELE

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L’IMMAGINAZIONE ESTIVA DI S.GIOVANNI E URIELE

L’estate è il periodo dell’anno in cui nelle profondità della terra vi è la maggior tendenza alla formazione dei cristalli, delle masse cristalline. La visione chiaroveggente registra il fluire delle forze plastiche di aggregazione dei cristalli come correnti azzurro scure, con striature argentee. In estate laggiù un intelligenza occulta si dispone in linee, piani, angoli e spigoli.

Tale lavorio è in realtà “volontà” cosmica, potere stellare che da lontananze cosmiche prende sede all’interno, e irraggia dalla terra, verso l’esterno. In atri termini si tratta di spiriti elementari che fluiscono verso l’alto.

Si vede dunque, un lavorio interno alla crosta terrestre che però tende ad andare verso l’alto, e a “densificarsi”, ad apparire nelle nubi lucenti estive. Mentre nel sottosuolo la volontà cosmica appare come pura forza configurante bellezza cristallina, nel cielo si palesa e si trasforma in intelligenza cosmica. La mente cosmica si intesse le sua azioni nella luce attorno alla terra che sperimenta l’estate. Saggezza stellare.

Il fluire dall’interno della terra di correnti azzurro scure, argentee verso l’esterno si tramuta in uno sfolgorio dorato, in una sostanza luminosa che nelle nubi traspare come “luce” aurea.

Il chiaroveggente vede però intessersi in questo fluttuare di linee colorate azzurro-argenteo-aureo anche dell’altro. Si intravedono nel sottosuolo delle formazioni estranee come forme e colori che si dissolvono e si condensano, le quali creano un opera di contrasto, di ostacolo nella strutturazione delle masse cristalline. Si crea un opera di disturbo fra le forze aggreganti e plasmatrici. Si tratta degli errori concepiti dall’uomo. Essi inteferiscono sulla naturale configurazione dei cristalli.

 

Ecco allora che in mezzo a questo panorama appare allora una forma, un volto con un espressione severa. Questo viso serio, compie anche un gesto, un segno ammonitore. Come se le sue braccia alate volessero intimare, accennare un giudizio.

Quell’entità grandiosa, che traspare in mezzo alle nubi, come un volto enorme, osserva l’intessersi delle forze regolari di configurazione dei cristalli che nella loro bellezza ed armonia vengono come “turbate” dall’azione degli errori umani.

Questo volto appartiene all’Arcangelo Uriele, l’entità che presiede il periodo dell’estate.

Egli rivolge il suo sguardo severo ammonitore verso l’azione d’interferenza degli errori umani che disturbano la corretta azione delle forze cosmiche nel creare terrestre.

Potrebbe apparire paradossale che fenomeni morali come gli errori possano avere ripercussioni sin sulla fisicità.

Come è possibile che gli errori umani possano interagire con le forze cosmiche plasmatrici? Se si osserva bene si viene a capire che queste forze sono in se stesse costituite di forza morale cosmica: una legge universale di armonia. Ciò che dispone in linee e angoli un cristallo è una forza morale proveniente da periferie cosmiche. La forza morale esprimente la volontà armonica della divinità.

Così come le negatività o errori umani vanno a disturbare la creazione dei cristalli, le virtù umane, le azioni giuste si innalzano verso l’alto, nelle nubi legandosi all’intelligenza risplendente.

Uriele severamente osserva le negatività umane agire sottoterra e opera anche con un gesto ammonitore, come per voler destare consapevolezza in ogni umano, in merito agli effetti disarmonici degli errori prodotti.

Le virtù umane che fluttuano verso l’alto, irraggiate dagli occhi di Uriele prendono così la forma di una colomba bianca come ad indicare la Potenza del Padre; ciò che vive dentro la terra di forza azzurra appare come Demetra, Maria per indicare la Potenza Spirito Santo: e in mezzo vive il Figlio.

Ecco che l’immaginazione di Giovanni ci mostra l’interagire delle 3 potenze cosmiche della Trinità agire e collaborare vicendevolmente.

In estate è incantato il mistero di Uriele, quale portatore del tessere universale delle 3 persone della Trinità.

Se l’uomo sente che tutto ciò che è solido, minerale nella terra è presente anche in lui nelle sue ossa solide, minerali, allora si approprierà di un sentimento di unitarietà fra sé e il cosmo, sentendo vivente l’immaginazione estiva di Uriele, come qualcosa di reale e presente in lui. Si sentirà collegato in basso e in alto: saprà che i terremoti e i maremoti sono la ripercussione dei suoi pensieri e sentimenti non giusti, rivolti al male, alla degenerazione.

Ovviamente la tendenza a produrre “errori” viene infusa da spiriti della “menzogna” all’uomo: egli ha la responsabilità di accogliere o non accogliere queste “ispirazioni”. Solitamente si ripercuote nelle zone geografiche dove vi è maggiore disposizione al produrre “errori”.

Il chiaroveggente scorge dietro ai fenomeni tellurici, alle catastofe naturali, una responsabilità morale umana. Esiste un entità arcangelica che sovrintende a questi fatti: l’entità di Uriele osserva gli errori umani, la caparbietà egoica umana. L’arcangelo si appella alla facoltà autocosciente nell’uomo, di riconoscere le disarmonie che l’errore umano produce sulla natura, distruggendola e deformandola.

La difficoltà di concentrazione, il sentimento di espansione che l’umano prova in estate svela questa inconscia partecipazione dell’uomo con l’intero cosmo, che può diventare consapevolezza proprio grazie alla conoscenza dei misteri di Uriele.

* * *

Ma è possibile trovare una connessione fra l’immaginazione di S. Giovanni appena descritta e la figura del Giovanni Battista narrato nei Vangeli?

Si consideri che tutto il cammino dell’uomo è da intendere come la preparazione da parte del cosmo, di un essere che conseguisse  la capacità di potersi afferrare come un io singolo. Da un tutto unitario che si presentò come “antico saturno” in cui tutto era identificato in un unità, piano piano si avvicendarono delle separazioni: da uno a due, da due a tre, ecc. Sino ad arrivare alla fase terreste in cui l’uomo (lemuria) era guidato da anime di gruppo delle costellazioni: leone, toro, aquila, angelo. Questi spiriti guidavano contemporaneamente, prima uno alla volta, poi insieme, tutta l’umanità per lunghi periodi di tempo.

Man mano l’uomo cominciò poi ad essere guidato da spiriti inferiori a quelli sovracitati: spiriti di razza, tribù, di popolo, di famiglia, di stirpe.

Prima della venuta del Cristo, nell’umanità, ma in particolare nel popolo ebreo si stava attraversando la fase “spirito di stirpe”, nella quale era d’obbligo accoppiarsi solo fra consanguinei. Questa modalità faceva attuare attraverso le forze del sangue, la possibilità che si arrivasse ad un’esperienza dell’io di gruppo, io della stirpe. Vale a dire che coloro che vivevano nel sangue ereditato dagli avi sperimentavano una coscienza dell’io collettiva, fondata sulle gesta dei precedessori. Vediamo come.

Occorre ora specificare la differenza che esisteva nell’uomo antico, riguardo il suo modo di sentirsi un “io”, rispetto all’uomo post/cristico.

La coscienza di essere, di avere memoria di se`, di sentirsi un “io”, individuale, distaccato dal mondo esterno non e` sempre stata la medesima come lo e` ora; non si deve credere che l`uomo di tremila anni fa fosse solo piu` ignorante di adesso e che i suoi pensieri e sentimenti fossero identici all`uomo odierno.  Soprattutto cio` vale in particolar modo riguardo al suo modo di ricordare mnemonicamente, il quale lo differenziava molto da oggi.

Oggigiorno ogni singolo uomo ricorda la sua giovinezza e riesce a risalire al massimo, sino al primo ricordo che si “stabilizza” all’incirca verso i tre anni di età. Non si può retrocedere oltre.

Vi fu un tempo in cui l’uomo possedeva una diversa esperienza di memoria: egli non ricordava solo le proprie azioni, ma oltre a queste si frammischiavano azioni compiute da altri. Fra i propri ricordi comparivano le azioni del proprio, padre, del nonno, dell’avo, del patriarca. Quelle azioni, anche se si sapeva di non esserne gli artefici, le si considerava come proprie. La memoria si estendeva oltre la propria nascita fino a quando si poteva rintracciare una consanguineità. Veniva conservata nella memoria di ogni discendente, anche la memoria di un altro avo consanguineo, per centinaia di anni.

Si tenga inoltre presente che solitamente ogni uomo fonda la propria rappresentazione dell’io su ciò che ha fatto, ciò che ha prodotto. Si può dire che l’uomo dice “io” non alla sua individualità, ma alla sua memoria. Dicendo “io” ci si riferisce alla somma di azioni che si è compiuto sinora: “io sono ciò che ho fatto”. Se un individuo perdesse d’improvviso la memoria, avrebbe un esperienza tragica. Sentirebbe come frantumarsi se stesso. Mancandogli un riferimento biografico, si sentirebbe d’improvviso “nuovo” sulla terra. Quindi vuoto. La pienezza “dell’io” dell’uomo medio, si determina quindi sulla base della propria biografia. Si può quindi dire: io = la mia biografia. La mia Biografia= è il mio io.

Il Cristo è quel principio che conferì all’uomo la possibilità di sentirsi in eterno un singolo io individuale.

La svolta fra l’antico e il nuovo patto sta che nell’Antico l’uomo viveva come io di gruppo in una coscienza collettiva, nel Nuovo si afferra come io autocosciente, separato dagli altri della stirpe.

Giovanni Battista è il primo uomo che avverte questo cambiamento: sente dentro di sé l’affiorare dell’io singolo, isolato che gli fa sperimentare una sensazione di solitudine, di estraniazione dal tutto.

“Voce di uno che grida nel deserto della propria solitudine” questa frase esprime il concetto sovraesposto.

Il Battista avverte di essere abbandonato a se stesso: sente la voce del suo io appena nato che urla il dolore della separazione dalla stirpe, come un neonato piange quando esce dal grembo.

Il Giovanni Battista, praticava un battesimo in un modo differente da quello a cui si e’ a conoscenza attualmente: veniva praticata un’immersione totale del corpo del battenzando nell’acqua.

Il discepolo rimaneva immobile nell’acqua per un certo periodo di tempo: nell’acqua il Battista operando con forza iniziatica, suscitava una sconnessione fra corpo fisico e corpo eterico.

Dalla letteratura occulta e metafisica, si e’ a conoscenza di un fenomeno, che accade in alcune condizioni particolari di pericolo o di shock violento; ad esempio, nel momento dell’ annegamento, di caduta da un monte, cioe’ in tutti quei casi in cui vi e’ coscienza di trovarsi in pericolo di morte, nell’anima umana si presenta una specie di visione in un attimo, la visione retrospettiva della vita trascorsa: come un film, si prospetta innanzi l’essenza totale dell’esistenza passata vissuta, entro un quadro.

Cio’ avviene, perche’ si effettua, a livello sottile, un parziale distacco del corpo fisico dal suo corpo energetico o eterico; nel battesimo sul Giordano, accadeva  qualcosa di simile.

Come sappiamo, il corpo eterico è il portatore della memoria dell’individuo: in quella condizione, agevolato dalle facolta’ iniziatrici e chiaroveggenti del Battista, il battezzando perceviva la visione a ritroso della sua stessa vita in unico quadro.

La visione retrospettiva dei propri peccati sui battezzandi, causava un inedita esperienza; i peccati (gli errori umani), essendo  generati dal singolo individuo, apparivano in maniera cosi` gravosa che egli non poteva cosi` fare a meno di ricevere la consapevolezza che questi potevano essere solo suoi, non piu` di una comunita` o di un gruppo: il peccatore si accorgeva di “essere” l’uno che ha peccato: si sentiva un Io, ora autocosciente del suo passato.

Il discepolo aveva un`esperienza di memoria,  per allora  inedita:  una sorta di surrogato della memoria dell`Io autocosciente, che doveva sostituire l’antica forza di memoria del sangue.

Tale esperienza, ovviamente accadeva solo a pochi, non alle folle, bensì ai discepoli che avevano ricevuto dal loro maestro Giovanni, un’adeguata preparazione. Come predicava il Battista, il discepolo prendeva coscienza dei propri peccati, attuando, cosi` in anticipo, quel processo che si sarebbe realizzato con l’opera del Cristo: l’autocoscienza sarebbe comparsa in ogni uomo. Il discepolo di Giovanni avvertiva una parvenza della coscienza dell’Io singolo con questa fuoriuscita abnorme del corpo eterico.

Ecco dunque ritornare qui il tema dell’ammonimento di Uriele e del suo sguardo severo diretto verso i peccati, gli errori umani. L’arcangelo si appella alla facoltà autocosciente nell’uomo, di riconoscere le disarmonie che l’errore umano produce sulla natura, distruggendola e deformandola.

 

 

Tiziano Bellucci

 

 

 

 

 

Quando abitare uno stato significa onorare il suo Spirito e la sua missione

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Quando abitare uno stato significa onorare il suo Spirito e la sua missione

L’accoglimento e l’invasione dei profughi

 

L’uomo si lega al luogo in cui nasce in funzione del fatto che nella prima parte della vita vive in un determinato luogo: si assumono abitudini, forze terrestri e atmosfere tipiche del luogo, le quali diventano un influenza, un agente formativo interiore. La diversa inclinazione dei raggi solari, le montagne, il mare, la distanza dall’equatore o dai poli influiscono sull’uomo.

Ogni popolo oltre ad avere delle radici, delle tradizioni, una filosofia, una religione, ha anche una missione: quella di esprimere con una propria “tonalità” interiore, certi talenti a vantaggio dell’umanità generale.

Le leggi, le norme sociali, politiche ed etiche che un popolo si dà, diverse da altri popoli, sono emanazioni, espressioni della volontà infusa agli uomini dallo “spirito di popolo”: da un entità della gerarchia degli Arcangeli.

Ogni stato o nazione, ha una sua propria missione. E questa “missione” viene dettata da spiriti superiori: Il “Genio di popolo”. Tale spirito non è un astrazione, ma è un Arcangelo che compenetrando con il suo corpo eterico una determinata regione fisica della Terra, condiziona generando una determinata mentalità e atmosfera animica entro il corpo eterico singolo di ogni umano.

Ogni stato è una “nota colorata” nel panorama planetario. Come sulla cartina, ogni “spazio nazionale colorato” è il corpo eterico di un Arcangelo.

Analizzando la storia, ogni nascita di un nuovo popolo coincide con la presenza immanente in quel tempo, di un particolare Arcangelo. Essi agiscono anche sulle razze umane: Spiriti di razza gialla, bianca o nera, di Nazione, di gruppo. In ogni comunità ove aleggi una comune tendenza nelle abitudini, negli abiti mentali e nelle espressioni animiche, agisce un Arcangelo particolare. E’ questi a conferire il tipico “carattere di popolo”.

Gli arcangeli sono gli stessi spiriti che infondono la “lingua” al popolo. Ad es. Il popolo Svizzero, che parla 3 lingue, esprime l’influenza di 3 direzioni di forze, di diversi arcangeli che si contrastano l’un l’altro.

Ogni regione terrestre, a seconda delle differenti latitudini è molto diversa da altre.
Un popolo è un gruppo omogeneo di uomini guidati e ispirati dalla volontà di un Arcangelo. I diversi singoli popoli incarnano –come si è detto- la diversa “missione” di ogni diverso Arcangelo.

I vari Arcangeli si calano nell’aura nuvola-eterica e agendo entro il corpo eterico umano, fanno progredire gli uomini; è la loro vera e propria “professione”.

Gli uomini, progrediscono e si evolvono moralmente, in tutti campi dell’esistere – arte, politica, dialettica, religione, socialità; in tal modo si modifica anche l’aura eterica ove opera e vive l’Arcangelo, il quale ne viene a beneficiare.
Questo “lavorio” determinato sul popolo dall’arcangelo determina la “base” sui cui determinati individui (popolo) svilupperanno determinate facoltà.

Vi è dunque un “incarico”, un compito per ogni popolo.

Alla civiltà europea è toccata la missione di creare una regione nel mondo in cui è e sarà possibile educare l’io, di formarlo e svilupparlo a poco a poco verso una sempre maggiore consapevolezza.
L’impulso e le forze contenute nell’intera civiltà europea sono un dono proveniente dai misteri del nord Europa, dai sacerdoti Druidi, appartenenti al mondo Celtico.

Steiner dice a colloquio con Lina Schwarz,11 Gennaio 1915:
“L’Italia ha la missione di fondere la politica con la cultura e di ordinare la politica secondo i principi della cultura; l’Italia ha il compito di attingere alle sue tradizioni spirituali e di diffonderle. L’Italia deve attingere indicazioni per la sua evoluzione da A. Rosmini.
L’Italia, separata dall’europa dalla catena delle Alpi, è come il vero ponte dell’Europa per l’Oriente. L’unità d’Italia è stata fatta più per opera di agenti estranei all’Italia stessa,cioè da nazioni europee,che dalla sola Italia.”

Ora la domanda è: siamo ancora in grado di “educare l’io umano” secondo la missione che ci è propria (come missione di popolo europea e italiana) e di svilupparlo in consapevolezza, “fondendoci” con altre tradizioni, altre mentalità che portano tutt’altri impulsi, ossia forze del gruppo, della casta e della stirpe?

Sappiamo sicuramente che il futuro è la fraternità. L’umanità è un essere unitario, un corpo, un essere organico. Come ogni essere ha tempi, cicli che devono essere rispettati (infanzia, pubertà, giovinezza, maturità, anzianità) vi sono – vi devono essere- delle fasi che si susseguono anche nell’umanità, affinchè l’organismo terrestre si sviluppi in modo naturale, per non far accadere delle abnormità.

 

Riguardo alla situazione attuale degli “esodi” e i profughi: ciò che avviene nella storia è sempre un riflesso di entità spirituali.
Quando un popolo presenta in sé delle separazioni, esprime l’azione combinata di Arcangeli “irregolari” che contrastano l’azione dell’Arcangelo di popolo. Perché esistono anche entità dell’ostacolo. Ed esse cercano sempre di accelerare o ritardare i normali processi evolutivi.

La grande multiformità è anche buon segno, perché esprime molte sfumature della nazionalità. Ma vi sono dei tempi e delle fasi affinchè questo avvenga. E’ vero che si va verso un ‘era di fraternità e di abolizioni di razze, caste e popoli. Ma questo non può avvenire a cagione di volontà umane guerresche o per interessi economici.

Avverrà perchè i singoli uomini avvertiranno in sè lo stimolo di creare e sentire spontaneamente fratellanza. Gli esodati non vengono in Italia o altrove per cercare dei “fratelli”, ma per cercare cibo, lavoro o sussistenza. Non è la stessa cosa. Tutto quello che è spinto da una necessità non esprime amore. Perchè l’amore può sorgere solo dove vi è libertà, non opportunismo e bisogno, convenienza, seppur vitale.

Ogni nazione ha il suo “Arcangelo di popolo”: abitare in uno stato significa onorare il suo spirito e adeguarsi ad esso.

I migranti che istituiscono qui e importano qui la loro cultura e le loro tradizioni, si mettono in disarmonia con lo spirito di popolo italiano: entrano in contraddizione con la Sua missione. Non si tratta di “vietare” espressioni culturali diverse. Ma neppure di istituzionalizzarle. Vi possono essere dei contesti privati in cui si possa accedervi, ma questo non può e non deve diventare uno “status” o una trasformazione o mutazione dello spirito di popolo italiano. L’Italia e l’Europa non possono trasformare la loro cultura in Araba o induista o buddista. L’Europa è cristiana e deve essere il territorio dove opera e sviluppa primariamente l’impulso cristiano. L’epoca delle “evangelizzazioni” o delle “conversioni” è finita. In tutto il mondo. Gli “infedeli” non sono coloro che non aderiscono alla medesima religione. Sono coloro che vogliono “importare” la loro tradizione in spazi che non sono stati predisposti alla loro tradizione

l’Italia deve diffondere l’arte e la bellezza nel mondo. Chiunque manipoli, cambi o impedisca questo è un “fuorilegge dello spirito”. Offende la missione del popolo e del suo Arcangelo.

E’ un grave pericolo perdere la missione di popolo e mischiarla. Oppure, ancora peggio, è rinnegarla. Possiamo anche sposarci con migranti di altri popoli, ma se viviamo in questo territorio, dobbiamo far in modo che quei figli nascano immersi nelle tradizioni e nella cultura italiana. Altrimenti è meglio sposarsi e andare ad abitare nel paese d’origine del coniuge e là, impostare la vita con le sue tradizioni.

E’ un po come dire: se io nasco in italia, devo onorare lo spirito di popolo italiano: non posso cambiare le sue leggi e le sue armonie, devo adeguarmi al suo essere. Sono benvenuti quindi i migranti: purchè diventino in toto italiani. Altrimenti in altro modo si “tradisce” lo spirito di popolo in cui si risiede.

Se la causa delle migrazioni dipende –come si dice- dalle multinazionali o dai “poteri forti”, l’esodo dei migranti dovrebbe essere diretto verso i causatori e non essere scaricato sulla popolazione e sul suo territorio. Assumersi il carico di un errore di altri non può essere assunto dal “buonismo” populista: il quale diviene “stoltezza” nazionale. Devono essere individuate e denunciate le cause: dopodichè devono essere queste che devono risolvere il problema che hanno generato. Non sta al popolo addossarsi questo onere.

Tiziano Bellucci

I misteri dell’estate e le forze arimaniche del sottosuolo

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A BOLOGNA-  14 GIUGNO 201

 

“I misteri dell’estate e le forze arimaniche del sottosuolo”

A cura di Tiziano Bellucci

Giovedì 14 GIUGNO 2018 – ore 20,30 -22
Via Agucchi 121/12 – Bologna
Info 348 065 98 27

Serata di meditazioni, di letture e indicazioni esoteriche per partecipare attivamente alla tutela del pianeta terra. Per riconoscersi quali collaboratori delle Gerarchie superiori per il Divenire evolutivo del sistema Cosmo.

“Il chiaroveggente scorge dietro alle situazioni di crisi, ai fenomeni tellurici, alle catastofe naturali, una responsabilità morale umana.
Gli errori concepiti dall’uomo inteferiscono sulla naturale configurazione dell’interno della crosta terrestre. L’intessersi delle forze regolari di configurazione cosmica vengono come “turbate” dall’azione degli errori umani. Pensieri negativi, di odio, di invidia e rancore umano determinano ripercussioni sulla sostanza fisica.
Esiste un entità arcangelica che sovrintende a questi fatti: l’entità di Uriele, che osserva gli errori umani, la caparbietà egoica umana.
L’arcangelo si appella alla facoltà autocosciente nell’uomo, di riconoscere le disarmonie che l’errore umano produce sulla natura, distruggendola e deformandola.”

SERATA APERTA A TUTTI, con libero apprezzamento


A TREVISO

DESIDERARE PER OTTENERE. RINUNCIARE AD UN DESIDERIO

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DESIDERARE PER OTTENERE.

RINUNCIARE AD UN DESIDERIO (NEANCHE PER SOGNO!)

Vi è un metodo che è fra i più efficaci che io conosca qualora si voglia ottenere qualcosa. Per realizzare un desiderio Veniva praticato dagli iniziati ai misteri.
Può fornire risultati in tempi brevi: da 7 ore, a 7 giorni a 7 settimane dal momento dell’azione.

Si possono ottenere reali e concreti risultati: ma se ne può garantire l’efficacia e l’assoluta non pericolosità solo se viene applicato nei confronti di alcuni precisi processi.

Si tratta di “desideri” legati al miglioramento di sè, come persona, come entità morale e spirituale.

Il reale e onesto desiderare infatti di essere migliori, di essere in salute, di poter liberarsi di un determinata debolezza, una certa abitudine o difetto che ci arreca solo disturbo, mette in moto un processo che in modo irrefutabile ci consegnerà un risultato sicuro.

Nel mondo spirituale, più un essere rinuncia a se stesso, più ottiene qualcosa per diventare più grande.

Desideri di “potere”, di amore o economici non rientrano in questo tipo di lavoro. Perchè di fatto si tratta del potere della “RINUNCIA” di una parte di sè. Non di altro.  Tali esercizi possono condurre a tutto, a niente o anche a un destino peggiore, se vengono usati in modo sbagliato, egoistico.
Chi è affezionato a se stesso e vuole solo “aggiungere” altro materiale “decorativo” non riceverà aiuti e non ne trarrà alcun beneficio.

 

CAMBIARE SE STESSI, RINUNCIARE A PARTI INUTILI DI SE’. PER DIVENTARE MIGLIORI (ermetismo)

La possibilità di ottenere una perfetta realizzazione di un desiderio, si basa su tre aspetti fondamentali:
–              Conoscere la forza con cui si va ad interagire (doppio)
–              Trovare la formula appropriata nel “chiedere” l’ esaudizione  di un desiderio (mantram)
–              Ripetere sistematicamente ogni giorno la formula (ritmo)

Se scegliamo di cambiare, di smettere di avere atteggiamenti che ci caratterizzano e che ci piacciono, se decidiamo di cambiare una nostra abitudine, questo comporta ovviamente una rinuncia iniziale. Ma tutto ciò che facciamo in piena coscienza, per scelta deliberata interiore ha un effetto rilevante sull’anima. La nostra centralità egoica interna viene attaccata e aumenta, si libera la nostra forza d’amore verso la periferia, l’esterno.
Dopo aver operato dei cambiamenti (anche piccoli) in noi, diveniamo capaci di immergerci con più amore nel mondo, lo assaporiamo e lo comprendiamo (prendiamo con noi) in modo diverso.

Questo tendenza a “cambiare” se stessi significa anche volontà di rinunciare a se stessi, alla propria autoaffermazione.
Non si tratta di “eliminare” o mutilare qualcosa di sè: ma di trasformarlo in qualcosa di superiore: ciò che sembra perso dall’Ego, diviene conquista dell’Io”

Le indicazioni che seguono producono reali e incredibili risultati, se applicati in modo appropriato.
Consiglio di non chiedere desideri materiali o di possesso: in quei casi si metterebbe in moto una vera e propria bomba ad orologeria dentro di sé. I desideri si realizzerebbero, allo stesso modo. Ma verrebbe richiesto un “compenso”. Non da me, certo. Ma dal “doppio” che vive dentro ognuno di noi: il quale ha tariffe davvero elevate, legate alla salute, alla morte e alla disgrazia.

Tiziano Bellucci

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Esercizio DELLA RINUNCIA DI Sé e segreto del subconscio

La base dell’esercizio è operare su ciò che viene chiamato” subconscio”.
Che è tutt’altro oggetto, rispetto ciò che si crede secondo la psicologia classica.
Il subconscio non è il “sotto coscienza”, ma bensì l’opposto della coscienza: l’anticoscienza, una consapevolezza capovolta. Ciò che nel cervello (coscienza di veglia) si presenta come pensieri e sentimenti, memoria e istinti, si riflette e appare nel cervelletto (sotto/coscienza) nel suo contrario.

Le cause che determinano i nostri difetti e le nostre deficienze si trovano nel subconscio: lo specchio “nero” che opera sotto l’elemento (coscienza) sovrintendente la realtà. Il subconscio non è la somma dei nostri difetti, ma l’ente che interagendo con la coscienza, li ha creati.
Esso appare come un “anima adversio”, una sorta di “spirito di avversione, di contraddizione” che abita nell’uomo. Un suo “doppio” occulto, che interferisce con la sua coscienza, contrapponendosi ad essa, generando opposizione e contraddizione.

Questo “occulto essere dell’ostacolo” ha diversi punti di presa: ha bisogno di sfiducia, paura e dubbi in noi stessi; di tempo e spazio per interferire.
Qualora in un nostro proposito vi sia insicurezza, negatività, una scadenza temporale che deve trascorrere o una obiettivo spaziale da raggiungere, lo spirito che vive nel subconscio farà di tutto per prenderci di sorpresa e portare all’insuccesso l’impresa. E’ come se vi fosse una occulta “regia” contraddittoria in noi, che tende ad opporsi e intralciare sempre, i nostri obiettivi. In occultismo si individuano queste forze con il termine di Lucifero e di  Arimane.
“L’anima adversio” la si può vincere solo non dandogli occasioni e tempo per interferire nei confronti negli scopi e nei propositi.

Durante la vita, gli episodi che ci hanno creato dolore, imbarazzo, incomprensione o disorientamento (specie nell’infanzia) sono stati “presi” da questo doppio, e tramutati in “paure”, fobie, pregiudizi: elementi di debolezza che poi nella vita causeranno solo disagi.

Lo Scopo del discepolo è di usare queste potenze luciferiche ed arimaniche in modo che, anziché depotenziarlo, possano invece aiutarlo a realizzare i suoi scopi, i suoi desideri.
Mettere al proprio servizio le forze del Drago”.

Di fatto il tutto sta nel formulare un’ affermazione riguardante un aspetto di noi stessi che si vuole migliorare, per poi procedere a ripeterla molte volte, fino a che si radichi nel subconscio, in modo da divenire un obiettivo che si imponga.
Tutto sta “nel come chiedere” e formulare in modo esatto l’affermazione, in modo da “immobilizzare” e rendere impossibile l’interferire del subconscio. E’ molto importante che l’ affermazione sia espressa nel tempo presente e in modo positivo, imperativo.
Il subconscio non può operare senza spazio, senza negatività e senza tempo.

Bisogna escludere il concetto “spazio” e il concetto “tempo” nell’esprimere il proposito. Per esempio, “io smetterò di fumare” non basta perchè è espressa sia in modo negativo che in un tempo che non è il presente. Meglio, dovrebbe essere “Io sono un sano, felice respiratore”. Evitate le frasi che includono la parola ‘no’. Si tratta di non permettere al subconscio, allo spirito di avversione, di creare ostacoli o interferenze. Non è bene dire: “voglio andare in vacanza in India” (perché viene indicato un luogo spaziale); meglio dire: “io sono dove amo stare, in India”. Anche se non siamo in India, l’importante è sentire come già potenzialmente realizzato il desiderio. Senza limiti di tempo e distanze da superare, il subconscio non potrà inserire ostacoli. Non può alterare nulla, perché non sa da dove penetrare, su cosa agire per opporre resistenza.

Il subconscio e i suoi abitanti agiscono soprattutto durante la notte, nel sonno. I momenti del risveglio e dell’addormentamento sono i momenti migliori per intraprendere a formulare le autosuggestioni positive. Si avranno i migliori risultati. Mai si deve andare a letto con ansie , depressioni e preoccupazioni perché esse si inserirebbero nel subconscio. Prima del sonno l’anima non deve essere alterata da nulla, ma calma.

Esercizio: formulare in parole un proposito che si vuole ottenere, un desiderio. In forma presente e imperativa come: “ogni giorno mi sento sempre meglio”; oppure: “sono in ottima salute”, o ancora: “sono sereno e felice”.

Si decida di lavorare su un desiderio alla volta. Lo si scelga e si perseveri con quello, sino a che non si è realizzato.

Prima di dormire, o al risveglio, si cominci a pronunciare per 40 volte sottovoce o mentalmente la formula di autosuggestione prescelta ad es: “Io sono pieno di coraggio”. L’importante è credere, avvertire fermamente che il desiderio sia diventato già realtà. Come se si operasse una “constatazione” di un fatto realmente già avvenuto: non come una richiesta di qualcosa da realizzare. Con lo stesso gioioso e positivo disposizione d’anima di chi stesse “ringraziando” il mondo spirituale per averlo aiutato a realizzare il proposito.

Se si è ancora svegli dopo la quarantesima ripetizione, è bene continuare ancora, sino a quando non si sprofonda nel sonno: portando con sé nell’incoscienza il desiderio presente nell’anima.
E’ bene, a tal pro, preventivamente dotarsi di una cordicella di 30-40 perline ( o nodi ) per mantenere il conteggio delle affermazioni ripetute. Questo è un comodo strumento. A ogni ripetizione o interruzione, semplicemente muovete le dita di un nodo. Questo dà il vantaggio di essere liberi dal tenere il conteggio mentale delle ripetizioni della formula.

Quali sono i desideri che è legittimo chiedere? Solo i desideri volti a migliorare se stessi, la propria personalità. Affinare il proprio carattere, togliere brutte abitudini, vincere debolezze, disordini, ricuperare la salute sono desideri appropriati. Sono da escludere tutti i desideri tendenti a realizzare il possesso di beni esteriori, di amori, o denari.
E’ bene persistere nel chiedere sempre lo stesso desiderio, e non passare ad un altro sino a che non si sia realizzato.
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I seguenti ulteriori esercizi devono essere compiuti durante il giorno, oltre a quello serale sopradescritto.

Esercizio: il mistero della respirazione cosciente: imprimere i desideri nell’aria da respirare
Si tratta di inserire coscientemente un idea, un immagine, un proposito o un desiderio entro la sostanza aerea che andremo a respirare: impregnare l’aria di un idea.  Si deve stare seduti, e respirare attraverso il naso. Si immagini che qualsiasi cosa desideriate, entri nel corpo attraverso i vostri polmoni: tramite l’ossigeno che penetrerà nel sangue ogni tessuto del corpo verrà permeato dall’idea pensata. E’ fondamentale nutrire in sé la più completa convinzione che nell’aria inspirata sia contenuta la “forza” che andrà a realizzare il nostro proposito. Si pensi: io inspiro la forza che alimenta il mio coraggio. Oppure: inspiro l’energia che guarisce il mio corpo.
I desideri impressi e assunti tramite l’aria avranno maggiormente influenze sui processi del piano psichico quali passioni, istinti.
E’ tassativo dedicarsi solo all’inspirazione di idee pure, non egoistiche, che mirino al perfezionamento di noi stessi, dal punto di vista della mente, del carattere e del corpo.
Si cominci con 7 respirazioni, aumentando gradatamente giorno dopo giorno la quantità di respirazioni. Mai respirare oltre mezz’ora.
E’ consigliabile non dedicarsi alla realizzazione di più desideri, ma perseverare univocamente con un solo desiderio: attendere sino a che non si sarà realizzato. E possono occorrere giorni, settimane e mesi.
Altri fattori importanti sono:
la natura della vostra idea.  Il pensiero che inalate deve essere positivo ed interessare il vostro benessere spirituale.
Il grado di persuasione. Dovete mantenere un atteggiamento di assoluta  fiducia nella realizzazione rapida della vostra idea.

Esercizio: il mistero del cibarsi: imprimere i desideri nel cibo da mangiare
La stessa modalità descritta circa la respirazione può essere applicata all’ingestione di cibi. I desideri che saranno stati impressi e assunti tramite il cibo, avranno un influenza più sul piano materiale, sul fisico, sulle patologie fisiche.
Ci si sieda di fronte al proprio cibo, e con intensa immaginazione ci si concentri sul fatto che il vostro desiderio venga incorporato nel cibo che andrete ad ingerire: ma con la stessa intenzione come se il desiderio fosse già stato realizzato. E bene durante imporre le mani sopra il cibo, mentre si compie l’immaginazione. Mentre masticate, siate convinti che con il cibo, state immettendo potenzialmente nel vostro corpo la realizzazione del vostro desiderio.
E’ consigliabile non dedicarsi alla realizzazione di più desideri, ma perseverare univocamente con un solo desiderio.

Esercizi: la magia dell’acqua
L’acqua fredda è un potente accumulatore per le idee, i desideri e i sentimenti.  Sotto i 4° e sopra i 36° cessa però di avere proprietà “accumulatrici”, diventando neutra.
Bere un bicchiere d’acqua impregnandolo di desideri e propositi è una pratica reale.
Inoltre mentre ci si lava, oltre a togliere lo sporco si deve pensare che si tolgono impurità dall’anima. Durante la doccia o lavandosi le mani occorre essere fermamente convinti che i nostri difetti, i dispiaceri, le insoddisfazioni, le malattie verranno lavate via insieme all’acqua. Le debolezze defluiranno via insieme all’acqua.
Tutte le pratiche precedenti devono essere esercitate per un minimo di 15 giorni e un massimo di 30 giorni.
Questo lavoro con gli alimenti e l’acqua può essere effettuato insieme agli esercizi del respiro.
Questi esercizi dovrebbero diventare un’abitudine quotidiana.  Fate gli esercizi di respirazione ogni mattina ed ogni sera e fate l’impregnazione dell’acqua e dell’alimento durante ogni pasto. Con un poco di creatività sarete in grado di impregnate i vostri alimenti e bibite senza farvi notare, anche quando sarete in un ristorante o ad una tavola con tutta la famiglia.

Ricordiamoci che l’efficacia sta nel perseverare.
Il ritmo supplisce alla forza. La goccia scava giorno, dopo giorno, nella roccia.

 

LIBERARSI DAGLI OGGETTI ESTERNI

Liberarsi degli oggetti inutilizzati che ingombrano la casa può essere considerata come una vera propria terapia: la liberazione del ciarpame si basa sul principio che l’’ambiente in cui viviamo riflette la nostra interiorità

. Di conseguenza un’a abitazione disordinata e straripante di cose superflue corrispondea un confuso e inconcludente approccio esistenziale.

E’ l’inizio della pulizia o liberazione interiore.

 

Tiziano Bellucci

Eventi Maggio 2018

Postato il

Roma

ESERCIZI DI CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE

IMMAGINAZIONE E ISPIRAZIONE

 Secondo la scienza spirituale di R. Steiner

 Lo sviluppo della coscienza d’acqua e d’aria, Un percorso di crescita attraverso la pratica interiore

Come posso contribuire a diminuire il male e aumentare il bene nel mondo?

A cura di Tiziano Bellucci, antroposofo  

 Sabato 9 Giugno 2018 – dalle 10 alle 17.30

Da un idea di Lino Acerra e Gloria De Angelis

Aula Consiliare del Comune di Rocca di Papa- Corso Costituente, n. 26, 00040 Rocca di Papa (RM)

  • Il percorso del libro “L’iniziazione”
  •  esercizi di concentrazione per lo sviluppo della facoltà immaginativa o coscienza eterica o dei liquidi corporei
  •   esercizi di meditazione per lo sviluppo della facoltà ispirativa o coscienza astrale o del respiro
  • Uriele Arcangelo e il Mistero dell’estate
  • Gli effetti degli errori, dei pensieri negativi all’interno della Terra
  • La responsabilità umana verso la Terra e il male generale

L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità.

Contatti per iscrizioni e info:

stefanialimatola@hotmail.com  327 74 09 614


IL MAGGIO DEI LIBRI

SABATO 26 maggio 2018
piazza 25 aprile, Altedo (bo)

ore 17.15, STAND N° 2

“Erosophia: i misteri del maschile e del
femminile”, presentazione del libro di
Tiziano Bellucci

“Armonia delle sfere celesti”, esibizione
alla tastiera di Tiziano Bellucci,
compositore