DESIDERARE PER OTTENERE. RINUNCIARE AD UN DESIDERIO

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DESIDERARE PER OTTENERE.

RINUNCIARE AD UN DESIDERIO (NEANCHE PER SOGNO!)

Vi è un metodo che è fra i più efficaci che io conosca qualora si voglia ottenere qualcosa. Per realizzare un desiderio Veniva praticato dagli iniziati ai misteri.
Può fornire risultati in tempi brevi: da 7 ore, a 7 giorni a 7 settimane dal momento dell’azione.

Si possono ottenere reali e concreti risultati: ma se ne può garantire l’efficacia e l’assoluta non pericolosità solo se viene applicato nei confronti di alcuni precisi processi.

Si tratta di “desideri” legati al miglioramento di sè, come persona, come entità morale e spirituale.

Il reale e onesto desiderare infatti di essere migliori, di essere in salute, di poter liberarsi di un determinata debolezza, una certa abitudine o difetto che ci arreca solo disturbo, mette in moto un processo che in modo irrefutabile ci consegnerà un risultato sicuro.

Nel mondo spirituale, più un essere rinuncia a se stesso, più ottiene qualcosa per diventare più grande.

Desideri di “potere”, di amore o economici non rientrano in questo tipo di lavoro. Perchè di fatto si tratta del potere della “RINUNCIA” di una parte di sè. Non di altro.  Tali esercizi possono condurre a tutto, a niente o anche a un destino peggiore, se vengono usati in modo sbagliato, egoistico.
Chi è affezionato a se stesso e vuole solo “aggiungere” altro materiale “decorativo” non riceverà aiuti e non ne trarrà alcun beneficio.

 

CAMBIARE SE STESSI, RINUNCIARE A PARTI INUTILI DI SE’. PER DIVENTARE MIGLIORI (ermetismo)

La possibilità di ottenere una perfetta realizzazione di un desiderio, si basa su tre aspetti fondamentali:
–              Conoscere la forza con cui si va ad interagire (doppio)
–              Trovare la formula appropriata nel “chiedere” l’ esaudizione  di un desiderio (mantram)
–              Ripetere sistematicamente ogni giorno la formula (ritmo)

Se scegliamo di cambiare, di smettere di avere atteggiamenti che ci caratterizzano e che ci piacciono, se decidiamo di cambiare una nostra abitudine, questo comporta ovviamente una rinuncia iniziale. Ma tutto ciò che facciamo in piena coscienza, per scelta deliberata interiore ha un effetto rilevante sull’anima. La nostra centralità egoica interna viene attaccata e aumenta, si libera la nostra forza d’amore verso la periferia, l’esterno.
Dopo aver operato dei cambiamenti (anche piccoli) in noi, diveniamo capaci di immergerci con più amore nel mondo, lo assaporiamo e lo comprendiamo (prendiamo con noi) in modo diverso.

Questo tendenza a “cambiare” se stessi significa anche volontà di rinunciare a se stessi, alla propria autoaffermazione.
Non si tratta di “eliminare” o mutilare qualcosa di sè: ma di trasformarlo in qualcosa di superiore: ciò che sembra perso dall’Ego, diviene conquista dell’Io”

Le indicazioni che seguono producono reali e incredibili risultati, se applicati in modo appropriato.
Consiglio di non chiedere desideri materiali o di possesso: in quei casi si metterebbe in moto una vera e propria bomba ad orologeria dentro di sé. I desideri si realizzerebbero, allo stesso modo. Ma verrebbe richiesto un “compenso”. Non da me, certo. Ma dal “doppio” che vive dentro ognuno di noi: il quale ha tariffe davvero elevate, legate alla salute, alla morte e alla disgrazia.

Tiziano Bellucci

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Esercizio DELLA RINUNCIA DI Sé e segreto del subconscio

La base dell’esercizio è operare su ciò che viene chiamato” subconscio”.
Che è tutt’altro oggetto, rispetto ciò che si crede secondo la psicologia classica.
Il subconscio non è il “sotto coscienza”, ma bensì l’opposto della coscienza: l’anticoscienza, una consapevolezza capovolta. Ciò che nel cervello (coscienza di veglia) si presenta come pensieri e sentimenti, memoria e istinti, si riflette e appare nel cervelletto (sotto/coscienza) nel suo contrario.

Le cause che determinano i nostri difetti e le nostre deficienze si trovano nel subconscio: lo specchio “nero” che opera sotto l’elemento (coscienza) sovrintendente la realtà. Il subconscio non è la somma dei nostri difetti, ma l’ente che interagendo con la coscienza, li ha creati.
Esso appare come un “anima adversio”, una sorta di “spirito di avversione, di contraddizione” che abita nell’uomo. Un suo “doppio” occulto, che interferisce con la sua coscienza, contrapponendosi ad essa, generando opposizione e contraddizione.

Questo “occulto essere dell’ostacolo” ha diversi punti di presa: ha bisogno di sfiducia, paura e dubbi in noi stessi; di tempo e spazio per interferire.
Qualora in un nostro proposito vi sia insicurezza, negatività, una scadenza temporale che deve trascorrere o una obiettivo spaziale da raggiungere, lo spirito che vive nel subconscio farà di tutto per prenderci di sorpresa e portare all’insuccesso l’impresa. E’ come se vi fosse una occulta “regia” contraddittoria in noi, che tende ad opporsi e intralciare sempre, i nostri obiettivi. In occultismo si individuano queste forze con il termine di Lucifero e di  Arimane.
“L’anima adversio” la si può vincere solo non dandogli occasioni e tempo per interferire nei confronti negli scopi e nei propositi.

Durante la vita, gli episodi che ci hanno creato dolore, imbarazzo, incomprensione o disorientamento (specie nell’infanzia) sono stati “presi” da questo doppio, e tramutati in “paure”, fobie, pregiudizi: elementi di debolezza che poi nella vita causeranno solo disagi.

Lo Scopo del discepolo è di usare queste potenze luciferiche ed arimaniche in modo che, anziché depotenziarlo, possano invece aiutarlo a realizzare i suoi scopi, i suoi desideri.
Mettere al proprio servizio le forze del Drago”.

Di fatto il tutto sta nel formulare un’ affermazione riguardante un aspetto di noi stessi che si vuole migliorare, per poi procedere a ripeterla molte volte, fino a che si radichi nel subconscio, in modo da divenire un obiettivo che si imponga.
Tutto sta “nel come chiedere” e formulare in modo esatto l’affermazione, in modo da “immobilizzare” e rendere impossibile l’interferire del subconscio. E’ molto importante che l’ affermazione sia espressa nel tempo presente e in modo positivo, imperativo.
Il subconscio non può operare senza spazio, senza negatività e senza tempo.

Bisogna escludere il concetto “spazio” e il concetto “tempo” nell’esprimere il proposito. Per esempio, “io smetterò di fumare” non basta perchè è espressa sia in modo negativo che in un tempo che non è il presente. Meglio, dovrebbe essere “Io sono un sano, felice respiratore”. Evitate le frasi che includono la parola ‘no’. Si tratta di non permettere al subconscio, allo spirito di avversione, di creare ostacoli o interferenze. Non è bene dire: “voglio andare in vacanza in India” (perché viene indicato un luogo spaziale); meglio dire: “io sono dove amo stare, in India”. Anche se non siamo in India, l’importante è sentire come già potenzialmente realizzato il desiderio. Senza limiti di tempo e distanze da superare, il subconscio non potrà inserire ostacoli. Non può alterare nulla, perché non sa da dove penetrare, su cosa agire per opporre resistenza.

Il subconscio e i suoi abitanti agiscono soprattutto durante la notte, nel sonno. I momenti del risveglio e dell’addormentamento sono i momenti migliori per intraprendere a formulare le autosuggestioni positive. Si avranno i migliori risultati. Mai si deve andare a letto con ansie , depressioni e preoccupazioni perché esse si inserirebbero nel subconscio. Prima del sonno l’anima non deve essere alterata da nulla, ma calma.

Esercizio: formulare in parole un proposito che si vuole ottenere, un desiderio. In forma presente e imperativa come: “ogni giorno mi sento sempre meglio”; oppure: “sono in ottima salute”, o ancora: “sono sereno e felice”.

Si decida di lavorare su un desiderio alla volta. Lo si scelga e si perseveri con quello, sino a che non si è realizzato.

Prima di dormire, o al risveglio, si cominci a pronunciare per 40 volte sottovoce o mentalmente la formula di autosuggestione prescelta ad es: “Io sono pieno di coraggio”. L’importante è credere, avvertire fermamente che il desiderio sia diventato già realtà. Come se si operasse una “constatazione” di un fatto realmente già avvenuto: non come una richiesta di qualcosa da realizzare. Con lo stesso gioioso e positivo disposizione d’anima di chi stesse “ringraziando” il mondo spirituale per averlo aiutato a realizzare il proposito.

Se si è ancora svegli dopo la quarantesima ripetizione, è bene continuare ancora, sino a quando non si sprofonda nel sonno: portando con sé nell’incoscienza il desiderio presente nell’anima.
E’ bene, a tal pro, preventivamente dotarsi di una cordicella di 30-40 perline ( o nodi ) per mantenere il conteggio delle affermazioni ripetute. Questo è un comodo strumento. A ogni ripetizione o interruzione, semplicemente muovete le dita di un nodo. Questo dà il vantaggio di essere liberi dal tenere il conteggio mentale delle ripetizioni della formula.

Quali sono i desideri che è legittimo chiedere? Solo i desideri volti a migliorare se stessi, la propria personalità. Affinare il proprio carattere, togliere brutte abitudini, vincere debolezze, disordini, ricuperare la salute sono desideri appropriati. Sono da escludere tutti i desideri tendenti a realizzare il possesso di beni esteriori, di amori, o denari.
E’ bene persistere nel chiedere sempre lo stesso desiderio, e non passare ad un altro sino a che non si sia realizzato.
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I seguenti ulteriori esercizi devono essere compiuti durante il giorno, oltre a quello serale sopradescritto.

Esercizio: il mistero della respirazione cosciente: imprimere i desideri nell’aria da respirare
Si tratta di inserire coscientemente un idea, un immagine, un proposito o un desiderio entro la sostanza aerea che andremo a respirare: impregnare l’aria di un idea.  Si deve stare seduti, e respirare attraverso il naso. Si immagini che qualsiasi cosa desideriate, entri nel corpo attraverso i vostri polmoni: tramite l’ossigeno che penetrerà nel sangue ogni tessuto del corpo verrà permeato dall’idea pensata. E’ fondamentale nutrire in sé la più completa convinzione che nell’aria inspirata sia contenuta la “forza” che andrà a realizzare il nostro proposito. Si pensi: io inspiro la forza che alimenta il mio coraggio. Oppure: inspiro l’energia che guarisce il mio corpo.
I desideri impressi e assunti tramite l’aria avranno maggiormente influenze sui processi del piano psichico quali passioni, istinti.
E’ tassativo dedicarsi solo all’inspirazione di idee pure, non egoistiche, che mirino al perfezionamento di noi stessi, dal punto di vista della mente, del carattere e del corpo.
Si cominci con 7 respirazioni, aumentando gradatamente giorno dopo giorno la quantità di respirazioni. Mai respirare oltre mezz’ora.
E’ consigliabile non dedicarsi alla realizzazione di più desideri, ma perseverare univocamente con un solo desiderio: attendere sino a che non si sarà realizzato. E possono occorrere giorni, settimane e mesi.
Altri fattori importanti sono:
la natura della vostra idea.  Il pensiero che inalate deve essere positivo ed interessare il vostro benessere spirituale.
Il grado di persuasione. Dovete mantenere un atteggiamento di assoluta  fiducia nella realizzazione rapida della vostra idea.

Esercizio: il mistero del cibarsi: imprimere i desideri nel cibo da mangiare
La stessa modalità descritta circa la respirazione può essere applicata all’ingestione di cibi. I desideri che saranno stati impressi e assunti tramite il cibo, avranno un influenza più sul piano materiale, sul fisico, sulle patologie fisiche.
Ci si sieda di fronte al proprio cibo, e con intensa immaginazione ci si concentri sul fatto che il vostro desiderio venga incorporato nel cibo che andrete ad ingerire: ma con la stessa intenzione come se il desiderio fosse già stato realizzato. E bene durante imporre le mani sopra il cibo, mentre si compie l’immaginazione. Mentre masticate, siate convinti che con il cibo, state immettendo potenzialmente nel vostro corpo la realizzazione del vostro desiderio.
E’ consigliabile non dedicarsi alla realizzazione di più desideri, ma perseverare univocamente con un solo desiderio.

Esercizi: la magia dell’acqua
L’acqua fredda è un potente accumulatore per le idee, i desideri e i sentimenti.  Sotto i 4° e sopra i 36° cessa però di avere proprietà “accumulatrici”, diventando neutra.
Bere un bicchiere d’acqua impregnandolo di desideri e propositi è una pratica reale.
Inoltre mentre ci si lava, oltre a togliere lo sporco si deve pensare che si tolgono impurità dall’anima. Durante la doccia o lavandosi le mani occorre essere fermamente convinti che i nostri difetti, i dispiaceri, le insoddisfazioni, le malattie verranno lavate via insieme all’acqua. Le debolezze defluiranno via insieme all’acqua.
Tutte le pratiche precedenti devono essere esercitate per un minimo di 15 giorni e un massimo di 30 giorni.
Questo lavoro con gli alimenti e l’acqua può essere effettuato insieme agli esercizi del respiro.
Questi esercizi dovrebbero diventare un’abitudine quotidiana.  Fate gli esercizi di respirazione ogni mattina ed ogni sera e fate l’impregnazione dell’acqua e dell’alimento durante ogni pasto. Con un poco di creatività sarete in grado di impregnate i vostri alimenti e bibite senza farvi notare, anche quando sarete in un ristorante o ad una tavola con tutta la famiglia.

Ricordiamoci che l’efficacia sta nel perseverare.
Il ritmo supplisce alla forza. La goccia scava giorno, dopo giorno, nella roccia.

 

LIBERARSI DAGLI OGGETTI ESTERNI

Liberarsi degli oggetti inutilizzati che ingombrano la casa può essere considerata come una vera propria terapia: la liberazione del ciarpame si basa sul principio che l’’ambiente in cui viviamo riflette la nostra interiorità

. Di conseguenza un’a abitazione disordinata e straripante di cose superflue corrispondea un confuso e inconcludente approccio esistenziale.

E’ l’inizio della pulizia o liberazione interiore.

 

Tiziano Bellucci

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Eventi Maggio 2018

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Roma

ESERCIZI DI CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE

IMMAGINAZIONE E ISPIRAZIONE

 Secondo la scienza spirituale di R. Steiner

 Lo sviluppo della coscienza d’acqua e d’aria, Un percorso di crescita attraverso la pratica interiore

Come posso contribuire a diminuire il male e aumentare il bene nel mondo?

A cura di Tiziano Bellucci, antroposofo  

 Sabato 9 Giugno 2018 – dalle 10 alle 17.30

Da un idea di Lino Acerra e Gloria De Angelis

Aula Consiliare del Comune di Rocca di Papa- Corso Costituente, n. 26, 00040 Rocca di Papa (RM)

  • Il percorso del libro “L’iniziazione”
  •  esercizi di concentrazione per lo sviluppo della facoltà immaginativa o coscienza eterica o dei liquidi corporei
  •   esercizi di meditazione per lo sviluppo della facoltà ispirativa o coscienza astrale o del respiro
  • Uriele Arcangelo e il Mistero dell’estate
  • Gli effetti degli errori, dei pensieri negativi all’interno della Terra
  • La responsabilità umana verso la Terra e il male generale

L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità.

Contatti per iscrizioni e info:

stefanialimatola@hotmail.com  327 74 09 614


IL MAGGIO DEI LIBRI

SABATO 26 maggio 2018
piazza 25 aprile, Altedo (bo)

ore 17.15, STAND N° 2

“Erosophia: i misteri del maschile e del
femminile”, presentazione del libro di
Tiziano Bellucci

“Armonia delle sfere celesti”, esibizione
alla tastiera di Tiziano Bellucci,
compositore

“IN CAMMINO VERSO SE STESSI”. Un grazie.

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“IN CAMMINO VERSO SE STESSI”. Un grazie.

Grazie a tutti i partecipanti del corso di antroposofia che si è svolto in 8 incontri da Ottobre 2017 a maggio 2018, presso la scuola di arteterapie Stella Maris di Bologna. E’ stato un intenso e caloroso cammino di sviluppo e di “semina”: mi auguro tanto che le anime possano essere state “fecondate” dalla scienza spirituale e possano dare alla luce alle migliori azioni nel mondo terrestre.
I partecipanti sono stati squisitamente attenti, preparati e concentrati per tutta la durata degl iincontri. C’è da essere fieri di questa qualità di lavoro.

Il corso proseguirà l’anno prossimo 2018-19, con la medesima modalità, come si può leggere da questo link: https://unicornoscorsi.com/percorso/

Per chi fosse interessato, è possibile ricevere i files audio e le dispense di tuto il percorso, richiedendo le condizioni a unicornos@hotmail.it

Un caro saluto a tutti.
Tiziano Bellucci

 

“GENDER”: disidentificarsi dalla propria persona

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“GENDER”: disidentificarsi dalla propria persona è un positivo processo iniziatico, o un contingente bisogno egoistico?

 Il primo passo per un discepolo esoterico è imparare a smettere di dire “io” alla sua persona, ai suoi pensieri, ai suoi sentimenti, ai suoi desideri. “Io non sono” la mia passione e i miei desideri , sono un essere autocosciente che è indipendente dalle brame che si presentano in me. Imparare a disidentificarsi, è il primo passo per arrivare a non sentirsi più appartenente ad un genere maschile o femminile:  neppure significa essere gay o transessuali.  Si tratta di essere “umani” e basta.

L’essere umano ha uno spirito asessuato. Sentirsi “maschi” o femmine”, o gay o lesbo o transessuali è un identificazione con una tipologia, con un genere. L’umanità si sta preparando ad un “unificazione” dei generi: infatti ci attende un tempo in cui non ci saranno più ruoli o generi: tutto diventerà “uno” e l’essere umano non avrà più relazioni sentimentali o affettive legate alla sessualità. Ci si relazionerà e si amerà l’altro umano al di là del genere perchè i “tipi” sessuali non esisteranno piu. In un futuro essere Gay o eterossessuale, sarò “anormale”, perchè tutti saranno asessuati, privi di connotati maschili e femminili.

Disidentificarsi da ciò che è la propria persona è quindi un bene, anzi una necessità evolutiva.

Più una persona si distacca dalla sua umanità in carne, più ci possono essere situazioni di non identificazione di quelle che sono le manifestazioni fisiche e corporee. Il problema invece è che per come viene applicato e inteso il “Gender” oggi, ci si trova davanti piuttosto al contrario: ad un maggiore attaccamento alla carne,  ad una potenziata identificazione piu al corpo che allo spirito. Ci sono persone che vogliono e si credono di essere un “corpo” libero di esprimere le proprie pulsioni. Mentre l’evoluzione vorrebbe che cessasse ogni identificazione con il corpo.

Oggi appaiono contraddizioni ed equivoci perchè esiste ancora un “retaggio” che fa credere “normale” l’eterosessualità e “anormale” l’omosessualità”. Nè l’una nè l’altra tipologia rappresentano una fase futura dell’umanità. Sia l’eterossessualità che l’omosessualità sono “fasi” transitorie. Che verranno superate.

Come si è detto al principio, nelle scuole esoteriche viene insegnata e praticata una disciplina che rende il discepolo “asessuato”: il distacco dalla propria personalità contingente. Si impara a dire “io” non al corpo e alle sue funzioni, ma alla propria individualità superiore. Tale procedimento fa cessare ogni inclinazione verso ogni tipo di desiderio, quindi anche verso il bramare il maschile o il femminile. Anche un gay, che divenisse discepolo non potrebbe più sentirsi tale, ma diverrebbe privo di “genere”. Perchè? Perchè l’attenzione e i propri desideri non sarebbero più sessuali, ma solo legati all’amore e all’affetto in senso fraterno, universale.

Tuttavia non sarebbe normale che “tutta” l’umanità divenisse ora “asessuata” esotericamente: perchè ancora servono “corpi” che nascono per via sessuale. Quindi ancora per un pò, deve continuare ad esistere l’equivoco che oggi viviamo. Quando non sarà più necessario riprodursi sessualmente, tutte le diatribe sui “generi” cesseranno. Quello a cui si assiste sono solo male interpretazioni di un fatto evolutivo in divenire, che non lo si riesce nè a comprender, nè a gestire. Oggi le tipologie eterosessuali e omosessuali sono vissute sia con poco amore e soprattutto sessualità istintiva.

Occorrerebbe disidentificarsi non solo dalla propria persona maschio-femmina ma da tutte le inclinazioni di appartenenza alla razza, al popolo, alla famiglia, ai partiti, alle religioni: “solo chi abbandona tutto per seguire Me, può essere mio discepolo“, dice il Cristo. Questo “Me” è l’io umano, l’autorità spirituale che vive in ognuno di noi, che chiede di abbandonare tutte le compagini provvisorie che ci racchiudono dentro una crisalide.

Se si cominciasse a “estrarre” se stessi da tutte le turbolenze religiose, alle idelogie fasulle e fittizie, si starebbe già compiendo qualcosa di utile e reale nel presente. Se invece ci si perde in demogogismi “del vivere in concreto e fare qualcosa” non si è compreso che il punto é: “alzati e cammina!” smettere di farsi sostenere dal proprio ego.

L’uomo deve emanciparsi da ciò che è generico: la famiglia, la razza, il genere fanno parte non della sua individualità, ma della personalità fittizia. Certamente occorre costruire prima questa base personale: e la si costruisce dando al bambino dei modelli legati alla natura, al mondo animale e vegetale. Non certo tramite stravaganze o opinioni personali. Nelle scuola Waldorf si è attenti a questo tipo di sviluppo: lasciare che nel bambino spontaneamente sorgano impulsi individuali e non di ruolo, di sistema o sociali in senso odierno.

Questo post è stato scritto non a favore di quella fenomenologia “GENDER” in voga ora, la quale non mira a nessun disidentificazione iniziatica, ma anzi a produrre OMOLOGAZIONE nel sociale. Omologare è il tentativo di appiattire il genere umano, abbassandolo alla sfera animale, ossia alla pura intelligenza guidata e asservita al motore sessuale. Il GENDER odierno SEMBRA voler consegnare una totale libertà espressiva all’umano, mentre in realtà vuole SOLTANTO relegare l’umano alla sfera istintiva in cui parla solo l’impulso procreativo, che viene sovvertito non più come tale, ma legittimato come PURA e sola occasione di piacere. Questa inclinazione, non porta l’uomo ad una qualche libertà individuale, ma ad una disumanizzazione dei sistemi nella direzione di una decadenza umana, verso maggiore animalità.

Come spesso oggi accade gli impulsi evolutivi di INDIVUALIZZAZIONE vengono travisati, e anzi asserviti alle proprie brame egoistiche. Non si tratta di “prendere una posizione riguardo l’appartenenza ad un genere” si tratta di riconoscere che l’umanità ha dovuto sinora sostenersi a mezzo di “sistemi” egoici (appartenenze a tribù, razze, famiglie, popoli, genere maschile e femminile) che dovranno venire superati, per elevarsi a modelli universali. E’ ovvio che può sorgere un caos interpretativo, come accade oggi, che porta all’originalità di alcune manifestazioni che nulla hanno di individuale e di universale, ma che sono solo affari personali.

Riporto un estratto dal Vangelo Apocrifo di Tommaso: “Simon Pietro dice loro: ‘Maria Maddalena deve lasciarci, perché le donne non meritano la vita’. 2 Dice Gesù:
“Ecco, io stesso la attirerò affinché sia fatta maschio, così che possa anche lei diventare uno spirito vivente, maschio simile a voi. Poiché ogni donna che si farà maschio entrerà nel regno dei cieli” (NHC II, 51,18-26) In questo passo Cristo dice che esiste la possibilità di SUPERARE il genere di origine. “Attirare” significa “unificare” le due polarità, il maschile e il femminile in Maddalena: “farla diventare maschio, significa renderla ANDROGINO, quindi non più appartenente agli ordinari e comuni intenti umani.

Tiziano Bellucci

da “Filosofia della liberta, 14° cap. R. Steiner:

“L’uomo va considerato come spirito libero nel seno di una colletti-vità umana solo secondo il grado in cui egli si è, nel modo sopra esposto, reso libero dalla specie. Nessun uomo è completamente specie, nessuno interamente individualità. Ma ogni uomo va gradatamente emancipando una sfera maggiore o minore dell’essere suo, sia dalle caratteristiche generali della vita animale sia dalle leggi dispotiche delle autorità umane che lo dominano.
Ma per quella parte per la quale l’uomo non può conquistarsi tale libertà, egli costituisce un membro nell’organismo della natura e dello spirito. Sotto questo riguardo egli vive a imitazione o in obbedienza di altri. Un valore etico ha però soltanto quella parte della sua attività che scaturisce dalle sue intuizioni. E quanto egli ha in sé in fatto d’istinti morali per virtù di istinti sociali ereditati, acquista un valore etico soltanto quando venga accolto fra le sue intuizioni. Dalle intuizioni etiche individuali, in quanto vengono accolte nelle comunità umane, scaturisce ogni attività morale dell’umanità. Si può anche dire, che la vita morale dell’umanità è la somma complessiva dei prodotti della fanta-sia morale degl’individui umani liberi. Questa è la conclusione del monismo.

EVENTI APRILE 2018

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A PALERMO, 7-8 Aprile 2018,

Master CORSO DI PEDAGOGIA WALDORF IN SICILIA
Seminario:”

MANIFESTAZIONI DELLA COSCIENZA. IL CORPO ASTRALE E IL REGNO ANIMALE.

L’IO, L’ESSENZA DELLA MUSICA e l’armonia delle sfere celesti”.
a cura di
Carmelo Samonà e Tiziano Bellucci

L’apparire della coscienza. Percezione, emozione e movimento. Essere e coscienza. L’operare delle forze astrali. Le caratteristiche del regno animale come rappresentante della coscienza. Le varietà delle forme animali e la forma umana.
Armonia delle sfere: l’essenza della musica. Immaginazione, ispirazione, intuizione.

per info: unicornos@hotmail.it

 

 

 

 

 

 

 


BOLOGNA, domenica 15 aprile 2018

Erosophia: Il ruolo del maschile e del femminile.

Quando il sesso era nutrizione. Storia dell’origine della riproduzione e dell’amore nell’umanità.

IN CAMMINO VERSO SE STESSI: presso la sede della scuola Stella Maris ente di formazione in artiterapie del colore e musicoterapia ad indirizzo antroposofico, via Saffi 30,  40131 Bologna. Per info: 348 065 98 27 unicornos@hotmail.it

LA POLARITA’: In essoterismo e esoterismo occidentale il sesso è via della“rinuncia”; in oriente è “via diretta”. Vi è una terza “via”?

– 1° affermazione fondamentale: la facoltà di pensare è stata acquisita a prezzo della unisessualità”.

2°  affermazione fondamentale: un tempo il Sesso era Nutrizione. L’uomo androgino non si riproduceva per via sessuale, ma tramite una rigenerazione dell’involucro esterno. Il cibo “fecondava” le cellule, le quali nascevano e morivano. L’androgino di ricreava da se stesso autoalimentandosi: immortale.- L’androgino era privo di corpo fisico. Adamo ed Eva erano eterici, e astrali.

– 3° Affermazione fondamentale: l’uomo non proviene dalla scimmia, ma viceversa. Provenienza dell’uomo: un tempo tutto era “UOMO” : gli altri regni sono “residui” dell’uomo, uomini mancati. Il 90 per cento diviene sistema solare, il 10 per cento diviene umanità. Una volta il maschile e il femminile non era genere separato, il maschile non era una forma, ma una capacità interiore mentre il femminile era una capacità esteriore.

– 4 ° affermazione fondamentale: La forza riproduttiva è di natura eterica, non astrale. Proviene dal sole, non dalla luna.

Appartiene più al mondo vegetale che a quello animale;l’eros come forza vitale eterico, pura, impersonale e vegetale”.

La forza che fa crescere la vita del mondo è in origine una forza pura impersonale, priva di brama e di coscienza. Una potenza riproduttiva senza passione. E’ POSSIBILE Fare l’amore come lo fanno le piante?

– 5 ° affermazione fondamentale:  Gli organi sessuali hanno doppia funzione:

di riproduzione o ricambio dei corpi della specie umana (riproduzione di esseri esterni), di ricambio delle cellule del proprio corpo (riprodurre la propria vita interna)

6 ° affermazione fondamentale:  La felinità e la bovinità L’agire delle 4 forze delle costellazioni fisse per il sorgere del maschile e del femminile: le anime di gruppo prima dell’io dell’Elohim. (visione di Ezechiele) Le 4 forme di umano prima dell’io.

7 ° affermazione fondamentale:  E’ la stessa forza (eros) quella crea bambini nel ventre, e pensieri nella mente. Si tratta di due facoltà che in origine erano una sola forza. Fare sesso e mischiarvi il pensare è come“cuocere il vitellino nel latte della mamma). Il sesso impuro. L’incesto: la madre (sesso) si unisce con il figlio (pensiero) L’amore come volontà di cooperazione. L’amare si muta in “bramare”. Compare l’esperienza egoistica. Il tornaconto. L’amore sensuale diviene il mezzo per perpetuare il corpo fisico umano.


A Bologna, domenica 22 Aprile 2018

Nostra Signora lo Spirito Santo.

Iside, Madonna, Sophia: la dea ignota

Seminario ore 10 -16 (con pausa pranzo)

A cura di Tiziano Bellucci, antroposofo ricercatore
Via agucchi 121/12 Bologna (Centro Pontelungo)

unicornos@hotmail.it

348 065 98 27

Chi e che cosa è, la terza persona della Trinità? La grande Madre dell’Universo, la Saggezza universale, il Principio Femminile della Trinità primordiale del sistema cosmico. Il regno delle Madri o 3 matrici, tre parti dell’anima umana : lo spirito “feconda” l’anima rendendola “gravida” di pensieri, sentimenti e volizioni. I concetti, i sentimenti e le volontà sono i “figli” dell’anima.

“Vergine, figlia del tuo Figlio; umile e alta, più che creatura: termine fisso, eterno.”

«L’eterno femminile ci trae sempre più in alto: come via di salvezza» La conoscenza è femmina. « l’immagine di Dio è la futura vergine maschile, non l’uomo o la donna». Il ruolo della donna nel futuro della terra.


NOVI LIGURE, 25 Aprile 2018

MANGIARE IL CORPO E IL SANGUE

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MANGIARE IL CORPO E IL SANGUE

Cosa significa mangiare il corpo di Cristo?
Mangiare il corpo di Cristo” rappresenta partire dallo stato coscienza che ci è dato tramite il sistema neurosensoriale del corpo, per arrivare a disattivarlo. Mangiare il corpo è in pratica un “superare” lo stato di coscienza cerebrale. Imparare ad uscire fuori dal corpo fisico; sviluppare una coscienza svincolata dal sistema nervoso.

E bere il suo sangue cosa significa?
Bere il sangue significa giungere ad avere l’esperienza dello spirito presente nell’io. Il sangue, vino di-vino, Spirito divino. Una volta usciti dal corpo fisico (mangiato il corpo) si arriva a sperimentare una condizione della coscienza in cui si arriva ad afferrare se stessi come un entità superiore, che è diversa rispetto quella che si avverte trovandosi nel sangue ordinario.

Bere il sangue” è qui un“superarlo, fuoriuscirne” un realizzare lo “sganciamento dal corpo” per sentirsi un essere divino, fuori dal corpo. In altre parole è vivere fuori dal corpo, avere garanzia di trovarsi in una condizione di esistenza fuori dal corpo. Uno sdoppiamento consapevole. “Bere il sangue” è sapere che la vita della coscienza è possibile ed esiste anche fuori dal corpo. Si arriva a “diventare” l’io, a sentirsi qualitativamente entro uno stato di presenza superiore.

Questo passaggio –di incontro e conoscenza con la parte piu intima e soprasensibile di se stessi, introduce ad un “salto” superiore, che è l’incontro con il Grande Guardiano della Soglia, il quale è anche colui che chiamiamo Cristo.

Possiamo riassumere:
Mangiare il corpo: uscire fuori dal sistema dei nervi e dei sensi
Bere il sangue: realizzare in noi lo stato di presenza dell’io superiore

Approfondiamo:

Il pane rappresenta il corpo fisico dell’uomo, la base fisica grazie a cui si può originare, poggiare e manifestare la coscienza pensante, la vita del pensiero

Di fatto, lo spirito “cozza” contro il “pane/corpo” e si realizza la coscienza ordinaria, che pensa pensieri astratti, non viventi.

Il pane simbolizza il sistema nervoso, fatto di materia nervosa.

Il corpo è un elemento che l’uomo dovrà mano a mano sacrificare, abbandonare.
Dovrà usare la base eterica per pensare e sapere di sè, non più poggiare sulla coscienza cerebrale.

MANGIARE IL PANE, SIGNIFICA SALTARE LA CONNESSIONE CON L’ELEMENTO CEREBRALE: fare “sparire” il corpo fisico

La coppa contenente il vino simbolizza invece il cuore umano, il quale accoglie il sangue che è il veicolo sensibile dell’io, sede del sentimento e della facoltà di amare.

Quello che abbiamo nei nostri cuori rappresenta qualcosa di molto importante per il futuro; non è molto sviluppato ora, ma contiene una potenza spirituale che lo renderà il “cervello del futuro”. Sostituirà il cervello e tramite il cuore, l’uomo penserà in modo vivente.

Quando l’uomo non penserà più in modo materiale, ma in modo spirituale, il cuore sarà divenuto l’organo del pensiero. Il sacrificio del pane e del sangue comporta la trasformazione dell’uomo.

BERE IL VINO, SIGNIFICA SALTARE LA CONNESSIONE DEL SANGUE CON I NERVI: quindi eleminare l’egoità, la propria personalità.

Nel pane (ostia) abbiamo il principio che è anche presente nel corpo e nel cervello; nel vino (sangue) abbiamo la stesso principio che circola nel nostro cuore.

La coscienza ordinaria di veglia può originarsi perché il sangue dal cuore può circolare nel cervello: quando verrà il tempo in cui l’uomo saprà pensare con il cuore, non avrà più bisogno del corpo e il corpo fisico non sarà più necessario. Non vi saranno più incarnazioni fisiche, ma solo vite umane entro un corpo eterico.

E in quella fase l’uomo avrà un cuore eterico che fungerà da organo di pensiero. Capace di pensare pensieri viventi, non astratti, privi di vita.

Il Cristo, nell’ultima cena indica questa via futura dell’uomo.

RIGUARDO L’EUCARESTIA

“Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”.
Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti. VANGELO (Mc 14,12-16.22-26)

Noi sappiamo che con il mistero del Golghota il Cristo è diventato parte di ogni molecola solida (corpo) e liquida (sangue) della terra.

Ogni volta che ci si nutre, si compie di fatto, un “eucarestia”.
Per questo motivo si prega: non solo per ringraziare di poter avere il cibo,ma primariamente perchè ci si dovrebbe ricordare del sacrificio di Cristo.
“Fate questo in memoria di me”.

Non sono le “proteine” o le vitamine a nutritci: ma tali sostanze fisiche fungono da “recettori” per attrarre determinate correnti cosmiche. Ogni elemento fisico “richiama” una determinata forza da una posizione planetaria o stellare, la quale va a “nutrire” il corpo umano.
Quindi una “transusustanzazione” della materia avviene in ogni processo del ricambio.
Lo spirito “viene” a nutrire il corpo fisico.
Si narra infatti di asceti che si nutrivano solo con ostie o liquidi.
Di fatto per questi non importava il tipo di “sostanza” fisica, ma la loro sviluppata capacità di “richiamare” il “Pane dal cielo”: citato anche nel Vangelo.

“La Pasqua dell’io: l’incrociarsi di terra e cielo”

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“La Pasqua dell’io: l’incrociarsi di terra e cielo”

Giovedì 29 Marzo, ore 20.30 – 22

Letture e osservazioni sul mistero della Passione Pasquale come via di iniziazione, secondo l’antroposofia
a cura di Tiziano Bellucci

Via agucchi 121/12, Bologna (presso parco Pontelungo)

Per info: 348 065 98 27

Aperto a tutti