Il pensare e il sentire: Dio in noi

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“Nel nostro sentimento di Dio, ci è dato non solo questo sentimento stesso, ma in pari tempo la garanzia che Dio esiste.” (Iacobi)
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Ma il materialista dice: “non è plausibile ciò: in realtà tale sentimento non compare perchè è un Dio a suscitarlo, ma a causa della paura dell’uomo stesso, il quale è bisognoso di qualcosa di soprannaturale che lo sorregga: si è così inventato un Dio a lui esterno che lo aiuti.”Si potrebbe confutare erroneamente ciò asserendo che un sentimento o un istinto non vi è senso che compaiano nella coscienza se non vi è richiesta o necessità. “Non posso sentire bisogno della fame se non ho fame”, direbbe lo spiritualista. E il materialista giustamente risponderebbe: “ma vi è invece bisogno! L’uomo ha fame e sete di immortalità!”
La prima vera confutazione potrebbe essere: “come si può essere affamati e assetati per un qualcosa di cui prima di cominciare a domandarmi sul senso della mia vita, non era stato mai presente in me? non mi aveva mai nutrito prima di allora. Se quella fame di immortalità compare in noi, appena cerchiamo un senso alla nostra esistenza, dobbiamo per forza averla sanata prima, in qualche tempo o in qualche luogo antecedente alla nostra nascita.” Ma ciò potrebbe risultare ancora troppo fantasioso, se pur plausibile…
Di contro lo spiritualista andrebbe a chiedere: “il sentimento di Dio sorge solo nell’uomo, non nella bestia; perchè?” e il Materialista: perchè l’animale non ha un’intelligenza quale si trova nell’uomo, che lo conduca a porsi il problema della sua mortalità, e quindi di conseguenza senza pensiero, non viene suscitata in lui nessuna paura della morte, nè quindi alcun bisogno di Dio.”
E lo spiritualista: “ma cosa è il pensiero, l’intelligenza?” Il materialista: “è il frutto dell’attività chimica del nostro cervello.”
E lo spiritualista: “mi pare che tu prenda un po’ troppo superficialmente in considerazione la cosa: tu insinui che così come un liquido ormonale viene secerno da una ghiandola, allo stesso modo il pensiero è secerno dal cervello. Ma la cosa sarebbe molto diversa se ponessi le cose in un altro modo: l’uomo può sperare e provare il sentimento di un Dio attraverso l’uso del suo pensiero; se non avesse il pensiero non avrebbe come dici tu, nè bisogno di sperare nè di credere, ma ignorerebbe tutto questo, non trovando in lui influssi che lo stimolino ad una ricerca.Il fatto è che il pensiero è Dio stesso; proprio perchè Egli è in noi e non nell’animale che è possibile sentirne il sentimento.”L’uomo ha sete e fame di un cibo che lo illumini circa la sua destinazione e la sua provenienza: la conoscenza; ma ciò si rende possibile non perchè in lui vi sia un’arto o una sostanza chimica che gli originino soltanto il dubbio. Il sentimento di Dio appare perchè nell’uomo stesso è istillato il principio Pensante primordiale dell’origine e dell’essenza di tale conoscenza.”

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