Mese: febbraio 2016

VIVERE SE STESSI COME “VERO IO” TRAMITE LA CONCENTRAZIONE

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VIVERE SE STESSI COME “VERO IO” TRAMITE LA CONCENTRAZIONE

Gold-Abstract-Texture-Free-Wallpaper-for-DesktopRudolf Steiner, ha consegnato un metodo, disponibile a tutti, per produrre un occasione esoterica per meditare senza l’inserimento della propria personalità.
Si tratta della concentrazione del pensiero. Se eseguita secondo i canoni da lui indicati, si realizza una singolare configurazione degli organismi fisici ed eterici nell’uomo. Si realizza un momentaneo “corto circuito” del sistema nervoso, il quale si “chiude in se stesso”, senza collegarsi con i contenuti animici ed egoici, che sono presenti nel sangue. L’ego, o ordinario essere animico egoistico umano vive infatti e si esprime nel fluire della circolazione sanguigna.

Sollevando il nervo dal sangue, si produce la inedità possibilità di sperimentare il proprio Sé, la reale natura spirituale umana. Si “pensa” tramite il cervello eterico, allentato dalla testa fisica, leggermente sporgente al di fuori della fronte.

Ci si sente non più l’ego, ma il vero io.
E la sensazione che si ha è che ogni esperienza o ricordo cambia qualitativamente di valore.
Nel momento in cui si medita, non ci si sente più identificati con le situazioni o le esperienze come accade di solito, ma le si osserva da un punto di vista esterno, senza partecipazione passiva, senza coinvolgimento.
Si avverte un senso di unità con una realtà diversa, che affiora in quei momenti, la quale non associa pensieri con sentimenti o impulsi in modo automatico come accade nella vita odierna.

In quello stato, si può “decidere” o scegliere se sentire o non sentire, se giudicare o non giudicare un fatto. Non si diviene obbligatoriamente “eccitati” o “depressi” da un fatto. A tutta prima la tendenza naturale della coscienza eterica è solo di “osservare”, di prendere atto, senza necessariamente entrare nel giudizio. Esso è possibile, ma non sorge come fatto spontaneo.

Infine si avverte che quello stato, poggia su condizioni diverse nel considerare l’esistenza: l’anima è più misericordiosa, più amorevole e più tollerante verso ogni cosa. Sente che la positività, la mancanza di aspettative, è sostanza di quello stesso mondo di cui si sente allora parte.
Ci si sente pervasi di una volontà, ma costituita di affetto, di radiante interesse colmo di speranza verso il mondo e la vita.
Si vorrebbe non chiedere nulla agli altri, ma poterli godere pienamente per quello che essi sono, nella loro variopinta espressione umana.
Tiziano Bellucci

Le sette fasi di resurrezione nella TORRE OLIMPO di Chistian Rosenkreutz nelle Nozze chimiche

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Corpus_Hermeticum_-_The_Harmony_of_the_Spheres_jkLe sette fasi di resurrezione nella TORRE OLIMPO di Chistian Rosenkreutz nelle Nozze chimiche

Le sette fasi simbolizzano per l’umanità le 7 sfere o incarnazioni planetarie – della durata di milioni di anni- attraverso cui l’umanità si evolverà.

Al contempo tali “sfere” possono essere compiute in una vita sola da un adepto che sia pronto ad accelerare e anticipare i processi evolutivi che si compiranno invece nei millenni per l’umanità.

  • Nel 1° piano si pestano erbe per fare tinture (la preparazione, o studio) compenetrarsi di pensieri provenienti da comunicazioni di altri veggenti, affinchè ci si possa formare rappresentazioni plausibili e logiche, tramite similitudini, delle realtà soprasensibili.
    Ciò si chiama: vita in puri pensieri. Pestare le “erbe” è il trasformare i pensieri astratti in pensieri viventi, pensieri “piante viventi”.
  • Nel 2° piano si sciolgono i corpi dei defunti e con l’essenza di tutti viene fatto un liquore, che viene versato in una sfera d’oro. E’ la coscienza immaginativa. Ci si deve esercitare a sperimentare in ogni essere o cosa sensibile la presenza di un essere o forma pensiero che lo anima. In ogni pietra, fiore o animale, ci si deve dapprima concentrare sull’intero processo che regna entro l’ente osservato, per poi generare un’immagine sintesi (essenza) che raggruppi in sè l’intera vita di quell’ente. Il liquore è l’elemento animico nell’uomo che diviene capace di vedere le auree. La sfera d’oro è il corpo eterico, l’aura vivente delle cose.
  • Nel 3° piano la sfera viene aperta e messa al centro della stanza ove molti specchi rifraggono la luce solare verso la sfera. Dentro di essa, compare un uovo bianchissimo. Lettura della scrittura occulta; è la capacità di poter intendere l’alfabeto simbolico che si dispiega al discepolo che ha conseguito l’immaginazione. La luce UNICA dello spirito risplende entro l’aura e appare il vero essere della cosa contemplata: l’entità vivente che sta per manifestarsi, sta per nascere di fronte alla nostra consapevolezza. Si comprendono i vari nessi, insiti nelle immagini. Ciò equivale all’ispirazione.
  • Nel 4° piano l’uovo viene sepolto in una sabbia calda e “covato” per portarlo a maturazione, e da esso nasce un uccello selvaggio (FENICE) con le piume nere. Esso va nutrito con il sangue dei re defunti. Esso cresce, diventa enorme ed aggressivo. Occorre legarlo appena nato, per impossibilità poi di domarlo. L’uccello perde le penne nere. Gli crescono prima bianche. Poi multicolori. Si tratta preparazione della pietra filosofale; essa si attua tramite particolari esercizi di respirazione. Essa riflette e anticipa un fatto futuro, quando l’uomo saprà, come le piante, tramutare il carbonio in ossigeno. L’uccello FENICE che nasce rappresenta lo spirito dell’uomo. Va nutrito con lo “sforzo” fatto dai RE del’anima, ossia dal sacrificio delle sue parti inferiori. Diviene pericoloso perchè non ancora domato, non umanizzato.
  • Nel 5° piano la Fenice viene immerso in un liquido: perde le piume. Viene a crearsi una tintura BLU dal liquido in cui era immersa. Viene dipinto l’uccello di BLU. Siamo davanti alla corrispondenza macrocosmo/microcosmo; il cielo BLU, è l’universo. Il discepolo si conosce come arto parte dell’universo, capace di lavorare seppur individualmente e autocoscientemente, al comune bene e interesse dell’unico corpo universale. La cellula autocosciente.
  • Nel 6° piano viene decapitato l’uccello il corpo viene incenerito e le ceneri conservato. Si giunge alla vita nel macrocosmo: ci si accorge di portare in sè una parte di Dio che si è resa capace nella separazione di poter ritornare entro la coscienza coscmica indifferenziata portandovi la propria coscienza soggettiva.
  • Nel 7° piano, vi sono “soffiatori” che alimentano il forno Atanhor. Le ceneri della fenice vengono versate in due stampi creando due figurine umane di qualche centimetro. Prima di aver bruciato la Fenice, le si era estratto del sangue. Esso viene ora irrorato sulle due figurine umane. Si raggiunge la beatitudine divina: l’uomo partecipa alla volontà universale, identificandosi con essa.

Tiziano Bellucci

 

“COMPRARE UN FIGLIO”

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beato“COMPRARE UN FIGLIO”

Oggi è interesse di molti portare un passo della Bibbia, che pare legittimare la possibilità di “commissionare” ad altri un proprio figlio:

 

Genesi 30

 “Rachele, vedendo che non partoriva figli a Giacobbe, invidiò sua sorella, e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, altrimenti muoio». 2 Giacobbe s’irritò contro Rachele, e disse: «Sono forse io al posto di Dio che ti ha negato di essere feconda?» 3 Lei rispose: «Ecco la mia serva Bila; entra da lei; ella partorirà sulle mie ginocchia e per mezzo di lei, avrò anch’io dei figli». 4 Ella gli diede la sua serva Bila per moglie, e Giacobbe si unì a lei. 5 Bila concepì e partorì un figlio a Giacobbe. 6 Rachele disse: «Dio mi ha reso giustizia, ha anche ascoltato la mia voce e mi ha dato un figlio». Perciò lo chiamò Dan. 7 Bila, serva di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio. 8 Rachele disse: «Ho sostenuto contro mia sorella lotte straordinarie e ho vinto». Perciò lo chiamò Neftali.
9 Lea, vedendo che aveva cessato d’aver figli, prese la sua serva Zilpa e la diede a Giacobbe per moglie. 10 Zilpa, serva di Lea, partorì un figlio a Giacobbe. 11 E Lea disse: «Che fortuna!» E lo chiamò Gad. 12 Poi Zilpa, serva di Lea, partorì a Giacobbe un secondo figlio. 13 Lea disse: «Sono felice! perché le fanciulle mi chiameranno beata». Perciò lo chiamò Ascer.
14 Ruben uscì al tempo della mietitura del grano e trovò nei campi delle mandragole, che portò a Lea sua madre. Allora Rachele disse a Lea: «Ti prego, dammi delle mandragole di tuo figlio!» 15 Ma Lea rispose: «Ti pare poco avermi tolto il marito, che mi vuoi togliere anche le mandragole di mio figlio?» E Rachele disse: «Ebbene, si corichi pure con te questa notte, in compenso delle mandragole di tuo figlio». 16 Come Giacobbe, sul far della sera, se ne tornava nei campi, Lea uscì a incontrarlo, e gli disse: «Vieni da me, perché ti ho preso per me con le mandragole di mio figlio». Ed egli si coricò con lei quella notte. 17 Dio esaudì Lea, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figlio. 18 E lei disse: «Dio mi ha ricompensata, perché ho dato la mia serva a mio marito». E lo chiamò Issacar. 19 Lea concepì ancora e partorì a Giacobbe un sesto figlio. 20 E Lea disse: «Dio mi ha fatto un bel regalo; questa volta mio marito abiterà con me, perché gli ho partorito sei figli». E lo chiamò Zabulon. 21 Poi partorì una figlia, e la chiamò Dina.
22 Dio si ricordò anche di Rachele; Dio l’esaudì e la rese feconda. 23 Ella concepì e partorì un figlio, e disse: «Dio ha tolto la mia vergogna». 24 E lo chiamò Giuseppe, dicendo: «Il SIGNORE mi aggiunga un altro figlio».

 

Si noti che nascono prima 6 figli non legittimi di Giacobbe, ed infine il settimo viene concesso finalmente per grazia a sua moglie Rachele.

 

Oggi si legge la Bibbia pretendendo sia un libro qualunque. La Bibbia NON è un libro storico, che parla di eventi accaduti nel tempo. Non è bene cadere nell’errore, di interpretarla in senso materiale, come si leggono altri libri. La Bibbia (soprattutto il Genesi) è un libro ispirato, che parla esclusivamente di fatti sovrasensibili. Anche ad Abramo, la moglie Sarai chiede di avere un figlio dalla schiava Agar: Ismaele. Si noti che questo figlio di Abramo illegittimo diventa poi il creatore di una grande religione l’ ISLAM. Questo lo scrivo perchè tutto è allegoria nella Bibbia. Non la si può considerare un libro “comune”. E’ un libro iniziatico. Non facciamo come un certo Biglino che legge la Bibbia come un fumetto scritto dalla Marwel.
La superficialità di oggi purtroppo banalizza e minimizza tutto ciò che sarebbe degno di stima e riverenza. L’interpretazione dei passi della Bibbia come quello sovracitato, conduce in ambiti che non hanno nulla a che fare con le questioni che oggi vengono dibattute in parlamento o sulle riviste. Si tratta di allegorie spesso collegate con eventi spirituali che appartengono al cammino iniziatico di ogni uomo.

Diamo un accenno: solitamente nella Bibbia quando viene nominato un numero, ci si riferisce ad un livello iniziatico, ad un processo interiore di elevazione. Sette sono tali “soglie”. Un esoterista potrebbe interpretare che Rachele non è una donna, ma simbolizza l’anima umana. Essa ha bisogno di sottostare prima a 6 prove, 6 vie, sottomettersi a 6 nascite non legittime, per arrivare lei stessa ad una nascita, ad essere capace di far nascere da sé il suo spirito.

AstroUn altro esempio: Il Giardino dell’Eden non era fatto di materia: si trovava in un mondo immateriale, come quello in cui viviamo quando sognamo. Gli alberi quello della vita e della conoscenza rappresentano due parti costitutive dell’uomo: il primo è il suo corpo eterico, il secondo il suo sistema nervoso. Adamo ed Eva non erano due esseri umani come lo siamo ora. Erano lo Spirito e l’anima dell’uomo: il serpente era l’impulso egoistico che si avvicinò ad essi. Possiamo risolvere le questioni interpretando tutto materialisticamente? Sembra di no.

Riguardo al “comprare un figlio” è utile imitare la natura, e attenersi a lei, come una guida sicura. Ogni “utero in affitto”, ogni fecondazione assistita, o le altre novità in merito riproduttivo sono da considerare come risoluzioni non scaturite dalla volontà della natura. E di conseguenza possono condurre in direzioni non tutelate dalla natura stessa, la quale è più potente e saggia dell’uomo.

Solo la conoscenza esoterica può essere d’aiuto a comprendere i grandi enigmi dell’universo.

“Gli Arcani svelati vengono sviliti:
e quello che è profanato distrugge la grazia.
Quindi: non gettare le perle ai porci,
e non preparare un letto di rose ad un asino.
Dal frontespizio de Le Nozze Chimiche
di Christian Rosenkreutz”

Tiziano Bellucci

ETERO. OMOSEX. ANDROGINO.

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60 Leonardo-S. Giovanni Battista

ETERO. OMOSEX. ANDROGINO.

La natura ha disposto le cose affinché per perpetuare la specie occorresse un incontro fra maschio e femmina. E’ una regola. Se esistesse solo un sesso, non si potrebbe garantire continuità alla vita terrestre. Questo in ambito non solo umano, ma anche nel regno animale e vegetale. Non serve una eccessiva spregiudicatezza per accogliere questo pensiero, essendo un dato oggettivo.

Il “progetto” UOMO (diverso dal progetto NATURA) non ha però un carattere esclusivamente eterosessuale.

Di fatto, il rapporto omosessuale non può contribuire a far durare la specie umana. Esso deve quindi avere un altro scopo, sicuramente legittimo, ma che non riguarda la continuità della vita.
Si tratta di comprendere quale è il compito del rapporto non eterosessuale.

Secondo l’esoterismo, l’incarnazione omosessuale rappresenta una “esperienza a sé”, una fra le tante possibilità previste dal cosmo che lo spirito umano può scegliere di fare di preferenza, per arricchire il bagaglio del suo Sé.

Non si tratta di una faccenda “contro lo spirito” nascere omosessuali. Ma di altro.

Questo tipo di incarnazione è una scelta difficile, la quale dovrà applicare o “inventarsi” una propria deontologia, una propria etica e assumersi responsabilità nei confronti di ruoli e di scelte di costumi, morali e sociali. Un duro lavoro. Scegliere di nascere omosessuali significa scegliere coraggiosamente di sperimentare delle dure e malagevoli esperienze, uniche, che non si potrebbero fare altrimenti.

L’incarnazione omossessuale la si potrebbe vedere addirittura anche come una via nella quale l’individuo rinuncia alla procreazione, all’avere un figlio.

Da una prospettiva superiore, l’essere umano che prima di incarnarsi decide che vivrà sulla terra come omosessuale, intraprende in piena coscienza un profondo e gravoso impegno: quella di vivere un incarnazione di sacrificio e sforzo. Essa può essere intesa come rinuncia, limitazione e esperienza in una vita entro un mondo terreno in cui sarà difficile integrarsi e legittimare se stessi.
Questa scelta darà modo all’individuo di forgiare in sé delle forze e delle capacità eccezionali di sopportazione e controllo, impossibili da conseguire per altre vie.
Questa può essere una risposta esoterica al grande tema dell’omosessualità.

Inoltre l’omosessualità non è solo un problema di diversità, di una strenua volontà di perseguire parità di diritti che possono certamente essere pienamente riconosciuti sul piano civile. Chi si ama, è giusto che viva una vita insieme, al di là della propria sessualità. Non è solo un sacrosanto diritto: è un dovere quello di amare. Quindi lo scopo non è sull’ottenere una parità di diritto economico, politico, sociale come ha l’eterosessuale. Il problema è pretendere di poter fare, di inventare inedite soluzioni per la creazione della vita e della riproduzione che la natura non ha escogitato.

Il problema è rivendicare un ruolo che non fa parte del “progetto procreativo”.

Ad esempio non ha senso parlare di “matrimonio” fra omosessuali: perchè “matrimonio” signfica rendere madre una donna. La parola matrimonio deriva dal latino matrimonium, ossia dall’unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere.

Quindi una coppia omosessuale ha pieno diritto di convivere con pari diritti legali dell’eterosessuale, ma da tale unione non si può rendere madre nessuno. Quindi l’unione omosesuale non può chiamarsi matrimonio, ma deve chiamarsi in altro modo.

 

La Natura non ha mai detto: “mi fermo qui, perché nel 2016 arriveranno coloro che risolveranno il problema della perpetuazione della vita sulla terra”.

E’ un problema che riguarda anche gli eterosessuali. Imitare la natura è attenersi da una guida sicura. Ogni “utero in affitto”, ogni fecondazione assistita, o le altre novità in merito riproduttivo sono da considerare come risoluzioni non scaturite dalla volontà della natura. E di conseguenza possono condurre in direzioni non tutelate dalla natura stessa, la quale è più potente e saggia dell’uomo.

L’eterosessuale come l’omosessuale sono chiamati a scoprire e a dare un senso superiore alla propria incarnazione.

Colui che è consapevole di non essere solo sulla terra per un caso, ma perchè proviene da una matrice divina, deve porsi questo quesito.

 

In realtà vi sono prospettive che possono dire che l’incarnazione omosessuale potrebbe addirittura condurre a mete più alte di quelle tramite una vita eterosessuale.

La via del superamento della sessualità, della sublimazione dell’eros, la via della castità è un obiettivo che riguarderà ogni umano, prima o poi, dato che verrà un tempo in cui vi sarà un’atrofia degli organi sessuali nel futuro dell’umanità. Cambierà il modo di riprodursi e non sarà più necessaria la sessualità, l’eterossessualità. L’uomo è chiamato a diventare androgino, creatore di se stesso.

Come si è accennato sopra, incarnarsi omosessuali e dedicarsi ad una profonda e seria ascesi esoterica, che includa la purificazione dalle brame sessuali (come nell’ascesi eterosessuale) può essere un modo per arrivare a livelli spirituali elevatissimi, anche più alti di ciò che è possibile in incarnazioni eterosessuali.

Amare il “fratello” al di là della specie femminile o maschile è lo scopo dell’umano, quindi farlo partendo dallo stesso sesso, potrebbe essere una delle vie più dirette, purché si arrivi ad escludere la brama e il desiderio sessuale.
L’omosessuale, se purificato, può divenire l’iniziato più alto, come araldo della fraternità che ha superato la carne e la sessualità. Può divenire l’androgino di ora, un individuo che ama senza usare la sessualità, per amore dell’altro uomo.

Perchè l’amore non ha bisogno del sesso per esistere. Il sesso non è l’amore.

Così come è necessario fare sesso per perpetuare la vita, non è indispensabile fare sesso per amare.

Confondere e mischiare sesso e con l’amore è il grande equivoco: per gli omosessuali, e per gli eterosessuali.

T.B.

MA I DESIDERI SI AVVERANO?

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01theeveningbefore-easterMA I DESIDERI SI AVVERANO?

Tutta l’esistenza umana è per l’uomo un vivere serbando sogni, aneliti e obiettivi: un fantasticare nella beata speranza di poter realizzare un bel giorno, i propri desideri.

L’anima attende silenziosa, osservando il cielo stellato, di vedersi consegnato ciò che vi è di più sacro e dolce nel cuore: un dono adamantino di felicità.

C’è chi desidera l’amore. Chi il successo, il denaro, la salute: chi l’iniziazione ai Misteri superiori.

Vivendo, nello scorrere del tempo, può accadere però che le proprie aspirazioni spesso non si accordino con ciò che ci si era prefigurato; addirittura il destino ci può portare il contrario del desiderato. Sofferenze, disagi, fatiche giungono. I desideri non coincidono con il corso degli eventi. E l’anima è delusa. L’uomo si sfiducia, diventa diverso. Ma diverso come? Si indebolisce, si deprime?

 

Nell’amaro considerare, molti uomini possono soccombere ed arrivare a maledire Dio e la sorte; in alcuni rari uomini potrebbe però invece sorgere un pensiero nuovo:

non sarà che i miei desideri —non sono reali—, ma sono solo surrogati, motori che si interpongono fra me e il vero obiettivo che cerco? non sarà che l’obiettivo della mia vita —sia diverso— da ciò che io desidero? Non potrebbe essere che io non sono al mondo per realizzare le mie aspirazioni e i miei sogni, ma per potenziare e arricchire me stesso di facoltà e doti che posso forgiare – solo- attraverso lo sforzo nel cercare di concretizzare quelli che ritengo i miei desideri? Non sarà che io vengo spinto dai desideri per creare in me disposizioni che non potrebbero mai suscitarsi senza di essi?

Steiner dice: “ciò che ci guida non è ciò che cerchiamo”.

Ciò che chiamiamo i “nostri desideri” non sono la nostra vera meta: sono mezzi per condurci verso il nostro progresso superiore. Il vero “desiderio” ci è occulto. Come nella fiaba del Dio Eros e Psyche: ella faceva l’amore con il Dio ogni notte, ma non poteva vederlo in viso.

Dalla Cronaca dell’Akasha di Steiner: “(dopo l’impulso delle forze luciferiche) L’uomo diventò egoista, ed egoistici diventarono anche la sua azione verso l’esterno e i suoi sforzi per lo sviluppo interiore. Egli amò perché desiderava; egli pensò pure perché desiderava, perché spinto dal desiderio del sapere. La sua guida non fu più il mondo spirituale e le sue leggi, ma il DESIDERIO in lui”.

Forse alla fine della nostra vita i nostri desideri non si saranno realizzati, ma saremo diventati certamente diversi da come eravamo. Senza lo “sforzo incessante” nel dare tutto noi stessi per raggiungere un obiettivo, non saremmo mai divenuti quell’essere grandioso che ora possiamo essere.

E’ certamente diverso colui che alla fine della vita si dispiace di aver fallito, da quello che sa che la sua vita è stata una grande occasione per trovare se stesso, per diventare un essere migliore e più forte di quanto era prima. Un essere che ha usato le occasioni della vita per evolversi.

E meravigliosamente può anche accadere il miracolo, perché il mondo spirituale è anche “buono e misericordioso”: può arrivare un dono dal cielo, -un regalo certamente diverso da quello che erano le nostre “umane aspirazioni”- un dono stupendamente più grande di qualsiasi desiderio avevamo prima potuto chiedere o immaginare.

 

Tiziano Bellucci

 

Il corpo eterico o vitale (il mondo vegetale)

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Riflessioni sull'Antroposofia. La Scienza dello SpiritoRiflessioni sull’Antroposofia

Il corpo eterico o vitale (il mondo vegetale)

Febbraio 2016

per leggere l’articolo cliccare qui:

http://www.riflessioni.it/antroposofia/corpo-eterico-vitale-mondo-vegetale.htm

 

La Scienza dello Spirito di Tiziano Bellucci sul sito “Riflessioni.it”  indice articoli

Invito alla pratica dei 6 Esercizi di R. Steiner

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Cortese ricercatore,

 con la presente vorrei invitarti ad un lavoro di sperimentazione insieme. Per favorire un lavoro di comunità anche se a distanza.

 Si tratta della pratica dei 6 esercizi complementari della scienza spirituale di Rudolf Steiner: controllo del pensare, del volere, del sentire, spregiudicatezza, positività, armonizzazione

 Gli esercizi complementari rafforzano il carattere animico del discepolo, portandolo nella giusta forma, e rendendo migliori i risultati della meditazione. Conferendo anche una protezione all’anima e al corpo durante il sonno.

Ogni esercizio è da eseguire per una settimana, per un totale di 6 settimane.

 Nel link sottostante puoi ascoltare una panoramica generale del lavoro a compiere.

 https://www.youtube.com/watch?v=l6tbAGYoJ04

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 Nel caso tu senta la necessità e il desiderio di partecipare, ti invierò al piu presto le indicazioni (scritte e audio) per eseguire il primo esercizio, che inizierà a partire da lunedì 15 Febbraio.

Prego chiunque volesse partecipare di darmene comunicazione entro sabato 13 Febbraio, alla mail unicornos@hotmail.it

Si comincia dunque da lunedì 15 febbraio e si proseguirà per 6 settimane seguendo la scansione dei 6 esercizi.

A causa della necessità di un “sincronismo” fra i praticanti, ovviamente non saranno possibili proroghe o “partenze” o inserimenti diversi da quelli ipotizzati. Il ciclo deve essere praticato secondo la cadenza indicata: del pensare, del volere, del sentire, spregiudicatezza, positività, armonizzazione.

 E siccome lo si vuole fare insieme, seguendo una prassi esoterica, non è desiderabile che lo si faccia secondo i propri ritmi.

 Restando in attesa di un tuo cenno.

Un caro saluto.

Tiziano Bellucci

 

QUI DI SEGUITO E’ POSSIBILE COMMENTARE,FACENDO DOMANDE O INVIANDO CONTRIBUTI IN MERITO ALLE PRATICHE SUGLI ESERCIZI