Mese: marzo 2016

L’AMORE PERFETTO? L’ANIMA GEMELLA? LA COPPIA ELETTA?

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L’AMORE PERFETTO, L’ANIMA GEMELLA, LA COPPIA ELETTA?

noli me tangere
Dalle parole dell’Angelo custode: “La coppia perfetta, l’anima gemella, la principessa e il principe non possono più esistere per voi. Sarebbe un fatto “fuori tempo” se dovesse accadere in questo tempo. È finito il momento in cui poteva esistere, per un umano, un amore immortale e predestinato. Un amore che viene dal cielo, portato dal cielo. Noi angeli non siamo più autorizzati a “donare” amore celeste: amore senza pene, amore senza sforzi, amore leggero e amore divino”.

All’umano piace credere che gli è riservato un compagno ideale, che lo avvolga, lo comprenda e lo accolga in tutto: dove posare il capo con pace e gioia. Per vivere una vita senza afflizioni, litigi, privazioni. Un Edenico legame, desidera immaginarlo come un regalo che gli arriverà prima o poi: perché lo merita. In realtà, un tempo era così. Dio dispensava grazie e favori, largiva passioni divine come miele e nuvole. Perché l’umano era ancora un bimbo da pascere, da curare. Ora l’umano è cresciuto: non può più ricevere favori dai Genitori celesti. Deve guadagnarsi le cose con il suo essere adulto, autonomo.
Gli umani vivono in un’Era in cui tutto deve essere creato a nuovo, conquistato con le proprie forze. Se arrivasse ancora un amore o un rapporto perfetto senza dover compiere nulla, sarebbe un dono del passato anacronistico, non qualcosa che è scaturito dall’anima. Trovare un’anima gemella in cui tutto fluisce con armonia, senza intoppi, con cui ci si capisce con il solo sguardo, significa essere governati dalla necessità: il destino, ancora Dio si occupa di noi, ci porta un evento predestinato. Un dono.
E se è predestinato, prefissato non è dono libero.
È un regalo inatteso: meritato?
Oggi l’uomo può meritarsi regali solo se li acquista da sé. Babbo Natale si è ritirato.
Ricevere un amore perfetto è bello, ma non lo abbiamo guadagnato da noi, non l’abbiamo conquistato con le nostre forze. Un amore che arriva pieno d’oro è un amore figlio della necessità, un amore imposto dal destino nel quale tutto arriva senza sforzo. Perché vera libertà può esservi solo se tu, da te stesso “inventi l’amore” e riconosci la tua attuale compagna come il tuo amore.
Non sarà che sperando di trovare un’anima gemella esprimiamo la nostra rinuncia nel voler darci da fare a “comprendere l’altro”, proclamiamo la nostra indolenza, il nostro desiderio di godere senza fatiche? Non sarà che parlando di amori eterni, che sanno come amarci senza chiederci nulla, dichiariamo la nostra incapacità, la nostra poltroneria di amare?
Il progresso dell’universo chiede di imparare ad amare in modo nuovo: di un amore che nasce dall’egoismo, non dal divino, non dal perfetto. L’uomo che spera di trovare un amore pronto e perfetto esprime solo di non voler sufficientemente dedicarsi ad amare. Vuole farsi amare, senza fatica. Ma il tempo dei doni è finito. Tutto deve essere preso con la forza, la volontà.
Dal vangelo di Matteo 11,12 “Dai giorni di Giovanni il battista fino a ora, il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono”.

In realtà, il nuovo modo di amare in modo libero significa amare senza convenienze. Amare senza fare nulla è conveniente, ma non è amare in senso nuovo. L’amore nuovo nasce dalla volontà, e non dalla passione: nasce dal fatto che lo si vuole con tutto se stessi. Non sorge spontaneamente come un dono del destino, ma viene ad esistere grazie al potere dell’io dell’uomo. Che vuole, non desidera. Amare e farsi amare da un’anima gemella non è amare in senso nuovo: è abbandonarsi pigramente a godere di un dono ricevuto.

I “violenti” di cui parla il Vangelo di Matteo solo coloro che affrontano con forza e determinazione gli attacchi del male che si sono insinuati nella loro relazione d’amore sino a conquistare e fondare il bene, la pace entro i loro rapporti. “Prendere il mondo spirituale a forza” è usare il massimo vigore per vivere nel bene reciproco.

Smettiamo di cercare e aspettare l’uomo e la donna per noi perfetti: non arriveranno mai. Siamo noi che dobbiamo renderci perfetti. Quando riusciremo a farlo, tramite l’autoconoscenza, allora molti umani potranno essere perfetti, giusti per noi. Forse tutti. Occorre purtroppo demolire il castello incantato dove abitano i principi e le principesse perfette, predestinate.
L’organizzazione feudale castellana appartiene al passato: era un metodo per illudere le persone a farsi inconsapevolmente trasportare dalla carrozza del destino, passivamente. Ognuno di noi deve smettere di coltivare l’aspettativa di trovare la sola ed unica principessa, predestinata: perché se vogliamo essere liberi non possiamo essere predestinati. I cavalli e i cavalieri d’oggi usano le automobili, gli aerei, la metropolitana: non possono farsi trascinare senza consapevolezza. Siamo noi che dobbiamo creare con presenza di spirito il nostro destino, riconoscendo la nostra attuale compagna come degna e regale compagna che non può temere l’arrivo e la competizione di nessuna principessa capricciosa. Inventare il destino significa riconoscere la regina, il re in ogni umano che ci viene incontro. Abbasso le principesse e i principi. Abbiamo bisogno di eroi, di Re e Regine: non di incantesimi. C’è bisogno di eroi per questo nuovo modo di amare: che scaturisce dall’uomo e non dal divino, non dalla freccia di Eros, non da un disegno “gemello”. C’è bisogno di forza reale. E non si creda che significhi “sacrificarsi, rinunciare, sforzarsi a diminuirsi”.
Ciò che viene fatto con sforzo e con senso di sacrificio non può essere amore. Perché “quell’amore” nuovo non patisce fatica alcuna: gode del donarsi all’altro, come una madre gioisce nel porgere il seno al figlio, come un fratello desidera porgere la mano ad un fratello perché possa rialzarsi e camminare di nuovo insieme a lui.”
Tiziano Bellucci

E se l’amore fosse come un fiore?

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196054_370448923021418_1647202502_nE se l’amore fosse come un fiore?

L’amore appartiene più al regno vegetale che all’animale e all’umano. Anche le piante si riproducono, ma senza brama e passione. E questa fu anche la prima forma di fecondazione nel mondo: l’impollinazione vegetale.

La forza dell’eros allo stato puro ha il profumo del miele, del nettare: volontà pura di creare vita incessante.

Non prevede la “passione” tipica del sentimentalismo, dell’istintività animale. La vita immortale, sulla terra prende il nome di “amore”, affinché possa perpetuarsi ed eternarsi.

La riproduzione sessuale è un artifizio generato dalla forza eterica della vita per produrre l’eternità nella materia. L’amore è la forza vitale. È la legge eterica di armonia che pervade il corpo vitale umano.

A cagione di ciò si può dire che l’amore non è un sentimento, ma una potenza di vita. È parente del pensare, della memoria, del preservare, del creare, del procreare. Una forza che mantiene in vita gli organi e i tessuti del corpo fisico; che riesce ad esprimersi come pensiero fatto di immagini, che è capace di creare forme, anche in un grembo materno. Un figlio.

L’amore crea in due modi: pensieri nella testa, figli nel ventre.

L’amore appartiene più al mondo vegetale, che a quello animale e umano. È una facoltà pura manipolata dall’astrale acquisita dall’eterico, alterata. L’amore puro, la vita, è privo di passione in sé. L’amore non è la passione, essendo questa l’equivoco. La passione è l’amore spezzato, una parte sola dell’amore. L’amore separato dal sesso è la passione. È credere che l’amore possa essere un corpo, possa consistere nel godere del piacere dell’amore.

Ma l’amore non chiede di essere goduto: ma di vivere nell’altro, di comunicarsi come vita eterna entro l’altro. L’amore è profumo di eternità. Chiuderlo in un corpo è illudersi di averlo: quando l’amore è di tutti e di nessuno. Sentire passione non è né la garanzia, né il marchio che si ama qualcuno: è l’equivoco eterno che si perpetua. Nel momento dell’innamorarsi accadono due cose: si crede di aver incontrato un angelo, un’entità che possa riportarci nel nostro mondo di origine, da dove siamo caduti. Si vuole diventare uno con esso, sapendo che è l’unico modo per rientrare nel mondo spirituale. Si sa infatti che quella “porta è sbarrata” al singolo.

La vita nel mondo spirituale può essere riconquistata non dal singolo e neppure da una coppia. Ma dall’umanità intera riunificata in un unico grande essere. Nel mistero dell’amore è incantato il segreto della riunificazione, come amore planetario. L’innamoramento è un dono, è principalmente un dono divino che ci fa percepire l’èco della musica delle sfere: noi lo perdiamo perché incapaci di muoverci incontro nella giusta maniera. E se l’eros fosse il desiderio di Dio di farsi amare dall’uomo? Se l’eros fosse il “modo” dello spirito che attraverso ogni creatura cerca di farsi trovare dall’uomo?

Tiziano Bellucci

L’ARMONIA DELLE SFERE CELESTI

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L’ARMONIA DELLE SFERE CELESTI

 

Quando Pitagora, Dante e gli iniziati parlano delle cosiddette “armonie delle sfere celesti” di null’altro trattano se non dei sublimi dialoghi delle entità cosmiche che da un lato all’altro dell’universo, da cielo a cielo, da coro a coro si passano fra loro le direttive per tenere in armonia il piano divino.

Ogni legge di gravitazione, di coesione, di meteorologia è di fatto un insieme di parole inudibili, di suoni capaci di strutturare la sostanza e di tenerla in ordine, secondo un criterio di proporzione e sincronismo perfetto. Tali suoni sono quelle che un tempo la gente semplice chiamava le “parole degli angeli”. Voci e canti che si intessono su laghi, mari e montagne: sibili e vibrazioni che rendono possibile il “mistero della vita”.

Tiziano Bellucci

 

 

Il corpo senziente o corpo animico astrale

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IMG_20160221_110451Il corpo senziente o corpo animico astrale, veicolo della percezione e della sensazione (il mondo delle anime)

Marzo 2016

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http://www.riflessioni.it/antroposofia/corpo-senziente-animico-astrale.htm