Mese: giugno 2016

CHATTANDO CON L’ALIENO

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CHATTANDO CON L’ALIENO

kirk-communicatorLa gente gira con il cellulare in mano. Ovunque. Come una sorta di “comunicatore o terminale” in grado di mantenere un collegamento costante -come nell’immagine sotto, stile “Enterprise”- con l’astronave base, con la centrale operativa.

L’astronave sono i nostri cari, l’amante, il collega, l’amica o il cliente?  No.

E allora chi è questa “base” e perché la chiamiamo  “astronave centrale”?

La chiamiamo così perché si tratta realmente di un ente extraterrestre, un elemento alieno, che non vive sulla terra, ma che opera dal futuro. Dal tempo futuro riesce ad inserirsi nel presente e arriva a “gestire” il nostro tempo. Ce lo “ruba”.

Non ha le antennine sul capo e non indossa una tuta metallica. No. L’alieno vuole distaccarci dal vivere il nostro attuale presente. E lo fa ogni giorno. Come lo fa?

croppedimage701426-capitano-spockAd esempio, stiamo passeggiando davanti un bel fiume:  arriva  un messaggio notifica dal web. Ecco che ci scolleghiamo dal paesaggio circostante. Il fiume, l’aria, l’ambiente sparisce. Viviamo nello schermo. Veniamo sottratti dall’attimo presente in cui ci troviamo e cominciamo una comunicazione con qualcuno, che ci trasporta in un altro stato di coscienza, in un altro tempo.

Colui che permette questo processo ordinario al tempo odierno, è un essere della schiera degli spiriti delle tenebra, arimanici. Esso vuole spingerci a scollegarci dal presente, dal qui e ora.

Comunicando via chat o messaggi teniamo comunicazioni con persone nella inconscia intenzione di progettare un evento, un fatto futuro. Non parliamo dell’oggi, ma sfuggendo dal presente sentiamo fortemente attrattivo occuparci di qualcosa che ” sembra” stiamo preparando per un futuro. È  un forte stimolo di brama psichica.

Affascina di più immaginare di “stare” progettando il domani che vivere l’oggi.

star-trek-the-original-series-captain-kirk-with-a-communicatorArimane, l’alieno, alimenta il tutto inserendo una brama nel comunicare, che nascostamente cela un elemento di erotismo mentale, una smania come di stare commettendo un sottile e intrigante atto di godimento futuro. Atto che vive solo nell’immaginazione e che raramente si realizzerá. Ogni volta che si “chatta” si rende l’altro complice di un “flirt” gestito da potenze che vivono in noi e nell’elemento elettromagnetico. Si gode nel credere di stare creando “qualcosa” di futuribile, dimenticando di vivere il presente.

Compito di Arimane è di proiettarci nel futuro, con illusioni e desideri, ma anche con paure ed ansie: l’oggi diviene monotono e poco interessante da vivere al confronto. Meglio creare un illusione virtuale futura che vivere il bello e il sacro della vita quotidiana?

 

Tiziano Bellucci

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IL PENSARE DELLA TESTA E IL PENSARE DEL CUORE

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IL PENSARE DELLA TESTA E IL PENSARE DEL CUORE

noli me tangereSteiner parla di quattro forze universali eteriche presenti e agenti entro il corpo eterico umano. Due tipi inferiori –etere del calore e della luce- sono alla base del pensare logico e razionale, cerebrale; due eteri superiori – etere del suono e della vita- realizzano i processi del pensare vivente, sopralogico.

In termini di fisiologia occulta il cervello e i nervi sovrintendono il pensare logico e astratto, mentre il sistema ritmico, costituito di cuore e polmoni, realizzano il pensare vivente, spirituale.

Con il cervello si pensa in termini di peso, numero e misura. Con il cuore si pensa in termini di Fiducia, Amore e Speranza.

Mentre nel cervello gli elementi del pensare astratto sono i neuroni, nel cuore il pensare vivente si origina tramite le onde e le oscillazioni, i moti del fluire del ritmo.

 

Il pensare del cuore non è il pensare antico, il pensare dell’Eden. Quello è stato perduto.

Il pensare del cuore è stato impiantato dal Cristo, tramite il mistero del Golghota. Il pensare cristico.

Il pensare del cuore non è ancora realizzato su scala planetaria. E’ in divenire.

E’ un pensare che si riveste di parole, ma che emana un calore singolare, unico. In colui che parla in modo vivente viene percepito anche un sentimento che irraggia entro le parole, il quale “riscalda” e arriva direttamente all’anima, senza fermarsi nella testa.

Il pensare del cuore non agisce tramite il “riflettere”: penetra direttamente nel cuore dell’altro uomo e si abbraccia con il suo sentire, celebrando un reale atto di fraternità reciproca, che viene accolta e riconosciuta con amore.

Tiziano Bellucci

 

 

 

LE 4 COSCIENZE i 4 elementi i 4 MONDI

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LE 4 COSCIENZE i 4 elementi i 4 MONDI

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  • Se l’uomo sente che tutto ciò che è solido, minerale nella terra è presente anche in lui nelle sue ossa solide, minerali, se vive il “senso” del suo essere minerale, allora sperimenta anche la prima coscienza, quella legata al corpo fisico: LA COSCIENZA MINERALE O NEUROSENSORIALE. Percezione degli esseri presenti nel mondo fisico.

 

  • Se invece egli sente che tutto ciò che è acqueo, che fluisce liquidamente nella terra è presente anche in lui nel suo sistema linfatico, nei liquidi interni, nel suo sangue, se vive il “senso” del suo essere liquido, allora sperimenta la seconda coscienza, quella legata al corpo eterico: LA COSCIENZA ETERICA O IMMAGINATIVA Percezione degli esseri presenti nel mondo astrale ed elementare. Esseri della natura e entità della 3° gerarchia angelica

 

  • Se l’uomo sente che tutto ciò che è aereo, gassoso nella terra è presente anche in lui nel suo respiro, entro i suoi polmoni, se vive il “senso” del suo essere aeriforme, allora sperimenta anche la terza coscienza, quella legata al corpo astrale: LA COSCIENZA ASTRALE O ISPIRATIVA. Percezione degli esseri presenti nel mondo celeste o spirituale inferiore. Esseri della 2° gerarchia angelica

 

  • Se l’uomo sente che tutto ciò che è infuocato nella terra è presente anche in lui e si esprime nella sua temperatura corporea, se vive il “senso” del suo essere di calore, allora giunge a sperimentare la quarta coscienza, quella legata al corpo dell’io: LA COSCIENZA SPIRITUALE O INTUITIVA. Percezione degli esseri presenti nel mondo spirituale superiore. Entità della 1° gerarchia angelica

 

Tiziano Bellucci

 

 

 

C’ERA UNA VOLTA LA “LIRA”

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LiraC’ERA UNA VOLTA LA “LIRA”

Un tempo, in Italia circolava una moneta “musicale”: un denaro peculiare che portava lo stesso nome di uno meraviglioso strumento musicale a corde, simile ad un arpa. La Lira.

Nel popolo del “bel canto”, nella patria dei grandi artisti  ci si scambiava  un soldo che -almeno nel suo nome- era “artistico”. L’italia aveva un tempo un soldo che rispecchiava la sua anima di popolo.

La Lira venne introdotta quale simbolo dell’unificazione dell’Italia, nel 1861. Sotto la “bandiera” 10_lire_1975dell’unificazione dell’Europa, la Lira –come da consiglio o obbligo di politici ed economisti-  cessò di essere moneta legale dello stato il 28 febbraio 2002, sostituita dall’Euro.

Si confuse il meraviglioso principio di creare una fraternità europea, con l’unione monetaria. Si realizzò non un unificazione delle anime, ma un unificazione dei mercati.

Furono fatte promesse di grandi miglioramenti: ma questo fatto non ha portato vantaggi.

L’Europa è unita. E questo è un fatto positivo. Ma unita nel nome di chi?

Dell’Euro.

Non era meglio essere uniti come fratelli europei, nel nome di Cristo, continuando ad a avere la musicale Lira?

Mantenere una sovranità monetaria non significa non poter essere uniti.

Ci sono diversi stati in Europa (Inghilterra, Danimarca, Svezia) che fanno parte dell’unione europea, ma hanno una moneta diversa. La loro.

Che senso ha -infine- continuare ad avere una moneta –non musicale- che produce solo povertà e crisi?

Non sarebbe forse meglio, diffondere una maggiore consapevolezza spirituale sulla necessità di formare una comunità europea basata sulla spiritualità che ordinata secondo i mercati economici?

Non sarebbe meglio sentirsi “fratelli d’Europa” separando ciò che è di Cesare (denaro) da ciò che è dell’individuo (Dio)?

Tiziano Bellucci

 

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