IL TATUAGGIO E IL PRIMITIVO MODERNO

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IL TATUAGGIO E IL PRIMITIVO MODERNO

shutterstock_147145586Gli studiosi del comportamento si sono chiesti perché in una società così mobile come la nostra, dove si cambia casa, lavoro e partner con estrema facilità, sentiamo il bisogno di lasciarci segni indelebili sulla pelle.

La parola tatuaggio tatuaggio deriva dal termine taitiano «tatu», che significa «segnare qualcosa».

Il tatuaggio certifica/dichiara l’appartenenza ad un gruppo, ad un ideale, evidenzia passioni, esorcizza paure: una sorta di giuramento fatto a se stessi ed ad altri.

Farsi tatuare, per un cacciatore significava ricevere protezione, comunicare con la preda a livello spirituale, per un guerriero assumeva una funzione pratica: il giusto elemento avrebbe reso migliori le sue capacità fisiche e conoscenza del combattimento, avendo dalla sua parte il favore degli spiriti.

Quali possono essere le ragione che portano un giovane a tatuarsi o a mettersi un piercing?

Il tatuaggio,  è un forte messaggio che porta l’individuo in comunicazione con se stesso e con gli altri, racconta qualcosa della sua vita, delle sue scelte e dei suoi sentimenti. Dietro ogni tatuaggio vi è una storia vissuta, o che si vorrebbe vivere. E’ un immagine interiore, ideale di sé, che viene oggettivata. E’ un bisogno, una domanda.

In alcuni casi, vi è un individuo che non si trova a suo agio nel suo corpo, non lo sente come la sua casa appropriata, non lo avverte come una proprietà che gli appartiene: ecco che appare l’impulso di personalizzare ciò in cui abita.

Diventando parte integrante della propria identità personale, il tatuaggio “porta fuori” qualcosa di noi che in genere viene tenuto nascosto o non espresso. E’ espressione sul corpo di qualcosa che vive nell’interiorità. Il tatuaggio può anche derivare dal bisogno di essere accettati, può essere un messaggio d’aiuto, una richiesta profonda di partecipazione.

I ragazzi di oggi spesso scelgono il tatuaggio anche per esorcizzare la paura, l’insicurezza e la solitudine. Non a caso, in una società dove la famiglia e le comunità tradizionali sono in crisi, i segni tribali sono tra i preferiti.

Si cerca forse inconsciamente una “famiglia”,  una “società” ideale migliore di quella in cui si vive? E il tatuaggio, il piercing è il simbolo di appartenere ad un umanità superiore, che non esiste ancora, ma che si vorrebbe tanto esistesse?

La molla più potente e profonda che spinge a desiderare un tatuaggio è probabilmente quella di volersi distinguere da tutti gli altri, il bisogno di riaffermare a livello visivo la propria diversità, il proprio essere unici rispetto alla massa.

Tatuandosi si cerca di affermare la propria individualità, imitando in questo modo però tutti quelli che si tatatuaggiotuano per affermare la loro individualità. L’illusione di essere gli unici speciali, importanti ed eroici sta diventando un problema, sopratutto perché si vive in un mondo che celebra questi valori.

I ragazzi oggi si tatuano per comunicazione, per tentativo di anticonformismo, rifiuto dell’omologazione, ribellione. Ma la cosa strana è che il tatuaggio è nato come rispetto della tradizione e segno di appartenenza a un gruppo. Simbolo di Omologazione, quindi. Un tatuaggio dice che fai parte del gruppo delle persone che hanno dei tatuaggi.

Come si è visto al principio di questo scritto, tatuaggi e percing non sono altro che il riemergere di antichi, primitivi riti pagani esoterici, nel presente. E’ curioso che i ragazzi, che dovrebbero rappresentare il futuro, vengano invece attratti dal passato, dal tribalismo, da ciò che è morto e rappresenta una fase dell’umanità superata, evoluta. Essendo questo il tempo dell’individualismo, in cui “far parte di un gruppo, di un clan” è un anacronismo, qualcosa che non si confà con lo spirito attuale.

Di fatto farsi tatuare è fare un passo verso il passato antico, ritornare al primitivo, alla tribù

Tuttavia il tatuaggio entra nella pelle e diventa parte dell’uomo per sempre e con esso anche il simbolo tatuato assume un potere più forte e può agire anche dopo la morte. Infatti si può a ragione pensare che quando l’anima lascia il corpo, essendo il tatuaggio parte del corpo, porta via assieme all’anima un estratto cosi da poter continuare la sua influenza anche nell’aldilà. Quindi è consigliabile tatuare simboli che non evochino realtà o entità negative. Onde evitare che richiamino forze corrispondenti. E’ quindi sapere esattamente il significato di un determinato segno e il proprio potere.

Il corpo fisico ci viene dato costruito con una saggezza divina superiore. Quando lo riconsegneremo, recherà le tracce della nostra condotta morale.  Ogni ruga è un “taguaggio” naturale che si è creato di conseguenza ad una sofferenza, ad un dolore superato.

Cerchiamo di rendere degno il nostro corpo di essere accolto da una terra che riconosce i segni e i simboli che vi abbiamo tracciato.

La scienza spirituale può dare giusti impulsi, quando indica che l’evoluzione umana ha sorpassato il tempo del “gruppo”, di ciò che nei tempi antichi era appartenenza alla razza, alla tribù: si è nell’epoca dell’io, al quale per affermarsi come tale, non possono esistere protesi, puntelli o sostegni.  Ci si deve fondare su sè stessi.

 

Tiziano Bellucci

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2 pensieri riguardo “IL TATUAGGIO E IL PRIMITIVO MODERNO

    vincenza malagnino ha detto:
    01/08/2016 alle 2:04 pm

    Ho letto con interesse l’articolo sui tatuaggi, io ne ho qualcuno. Un amico naturopata mi ha detto che creano un blocco a livello energetico, ne sa qualcosa sull’argomento?

    Ottieni Outlook per Android

      unicornos ha risposto:
      01/08/2016 alle 7:37 pm

      Bentrovato. Se vi possa essere o no un influenza che possa “inceppare” l’ambito energetico, dipende dal tipo di simbolo tatuato e dalla posizione sul corpo. Ogni simbolo è collegato con un archetipo ed “evoca” determinate forze, presenze. Come quando si “segna” sopra una porta, o si marchia un animale, lo si fa per indicare una “proprietà”. Il simbolo lega il “portatore” al proprietario del simbolo: se si tratta di un entità positiva, si potranno ricevere aiuti e forze positive. L’opposto accade nel caso di un simbolo che evoca una negatività.
      I “segni” sono atti per richiamare forze. Anche durante i culti in chiesa, nelle cerimonie, si “fanno segni” nell’aria o nella terra.
      Spero che i suoi “segni” possano ricondursi a forze positive.
      Un caro saluto
      Tiziano

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