Mese: agosto 2016

QUANDO IL MALE NON ESISTE. LA SAGGEZZA DIVINA

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QUANDO IL MALE NON ESISTE. LA SAGGEZZA DIVINA e IL DESTINO

10314546_10203794752303353_5590699758095609709_nEntrare nella “mente di Dio” ossia penetrare negli arcani della logica del destino, può richiedere molta spregiudicatezza. Spesso ci si chiede perché accadano disastri, tragedie e sofferenze: queste cose possono apparire come reali misteri. In realtà i misteri esistono solo sino a quando non vengono rivelati. Come i giochi di prestigio. Anche se questi ultimi sono congegnati con minore saggezza.

In realtà se si penetra con profondità e reale chiaroveggenza, molti “fatti” inspiegabili oltre che apparire spiegabili, appaiono come legati da una “logica” o saggezza infinita, la quale mostra che “non esiste un male” in senso superiore. Ossia che il “male” appare solo perché si assiste solo ad una parte del processo.

Al di là del fatto che ogni sofferenza serve per produrre progresso, la saggezza divina (l’antica Provvidenza) abbraccia un enorme quantità di eventi. Ad esempio, vi sono persone che periscono in un evento catastrofico. Sono morte per caso?

Qualche occultista potrebbe dire:

1- “sono i pensieri negativi, la condotta amorale degli uomini che produce interferenze nel sottosuolo, così da produrre effetti distruttivi tellurici”.

2- Oppure ancora un altro può affermare: “sono i pensieri di odio e vendetta di popoli uccisi da guerre che chiedono vendetta e riversano nel mondo spirituale questa energia negativa”.

3-Ecco che un altro saggio potrebbe dire: “spiriti maligni afferranno i pensieri negativi degli umani e li veicolano entro il sottosuolo, facendoli scaturire come fenomeni vulcanici e tellurici.

Vi inoltre un’altra possibilità: un uomo muore in un terremoto. Ma se il destino di un uomo è scritto, come è possibile che si inseriscano eventi non previsti?

Come si può vedere si penetra in un caos.

In realtà tutto questo è “legato” da una necessità che a tutta prima pare irrisolvibile. Ma non lo sé.

In molti casi, ci sono persone che decidono –scrivendolo nel loro destini prima di nascere- di perire in un evento catastrofico, per conseguire determinati risultati: aumento di coscienza, purificazione da karma passato, ecc.  E questo è un fatto ineluttabile, una necessità. Essi scelgono di morire in un dato modo.

Come può avvenire che essi si trovino coinvolti in un terremoto?

Serve che:

  • vengano creati pensieri negativi da altri uomini;
  • che defunti reclamino la loro vendetta sulla terra;
  • che esseri demoniaci usino queste forze per scatenare un terremoto.

Come si può vedere tutto ciò che prima sembrava male, interferenza e arbitrio, viene “legato” da un armonica legge di necessità: ognuna delle persone ed esseri coinvolti concorre-seppur inconsapevolmente- a soddisfare la richiesta di quel gruppo di persone che perisce in un terremoto.

Se si osserva, affinché possa realizzarsi il tutto, appare necessario che

  • debbano essere uomini materialisti che producano pensieri negativi;
  • che debbano esservi defunti che inviano forze distruttive;
  • che vi siano entità superiori negative che siano in grado di trasformare i pensieri in effetti tellurici.

Questa “logica” o saggezza, ci invita a vedere che “non esiste il male, non esiste il caso”. Tutto ha un significato, intrinseco. Esistono solo cause ed effetti che operano al di là della coscienza umana.

Ovviamente questo non lenisce il dolore e la sofferenza per coloro che hanno un caro che è perito in un evento catastrofico. E non vuole neppure essere una giustificazione. Il dolore è sacro e deve essere rispettato, come un “mezzo” per evolversi e purificarsi.

Tuttavia, la scienza spirituale può aiutare coloro che – esigendo una risposta- sono in cerca di una logica superiore che legittimi l’esistenza di un intelligenza superiore che opera ovunque. Ma che può essere compresa solo se conosciuta per via chiaroveggente.

 

Tiziano Bellucci

 

 

 

 

 

 

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L’INFLUENZA DELLE FORME PENSIERO UMANE SULLA SOSTANZA TERRESTRE

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L’INFLUENZA DELLE FORME PENSIERO UMANE SULLA SOSTANZA TERRESTRE

 

10485536_1512893852262731_5360980893310810246_nSenza dubbio le esercitazioni militari, gli esperimenti nucleari e di particelle subatomiche nel sottosuolo terrestre non fanno bene alla struttura della terra.

Ma per trovare un responsabile dei terremoti, non occorre andare molto lontano. Non occorre accusare o scomodare i sistemi guidati da logge nere e multinazionali.

Siamo noi stessi la potenziale causa di terremoti e catastrofi.

Ogni umano è un possibile “agente” tellurico.

Oggi si è ancora lontani dal credere che un pensiero o un sentimento possano avere effetti sulla sostanza fisica.

Anche se, vi sono molti ricercatori che mostrano come sia possibile influenzare con pensieri e sentimenti, una sostanza “informata” sino a modificarne la struttura molecolare, la forma sottile, la sua biologia.

Nell’analisi delle forme d’onda sonore, la fisica afferma che  un “suono” è costituito di onde regolari. Un rumore è strutturato di forme non regolari. La stessa cosa accade con un suono: se si emettono suoni su un “tonoscopio cimatico” compaiono forme regolari e geometriche. Se si crea un rumore, appaiono forme non lineari.

Si è sperimentato inoltre che mettendo un bicchiere d’acqua sopra un foglietto su cui è scritto: “ti odio” andando poi a cristallizzare il liquido, si assisterà alla formazione di cristalli irregolari, sgradevoli e non armonici.

Un suono o una parola positiva crea vita. Una parola o un pensiero di maledizione crea caos.

La scienza spirituale da millenni insegna che il pensiero ha influenze sul fisico, che un pensiero maligno agisce come un sasso verso un individuo.

Ogni giorno, milioni di persone pensano. A cosa pensano? Alle loro insoddisfazioni, ai loro dolori. Vengono emesse invidie, gelosie, paure, minacce. Molte persone credono che il mondo sia nato dal caso e non esista nessuna realtà spirituale.

Moltissimi individui  “si arrangiano” a vivere la vita a più lungo possibile e nel miglior modo possibile, perché non credono che la vita dell’essere umano abbia altri significati al di là “del vivere e del godere”.

Questi pensieri si disperdono nel nulla? Si vaporizzano?

Immagini_fantasy_381Migliaia di pensieri negativi, sentimenti di ateismo, di maledizione e disperazione, dove vanno a finire? Cosa accade ai pensieri di coloro che muoiono per una guerra, per un suicidio, per annegamento in un battello?

Tutto sparisce? Nessuno ode quelle grida? Cosa producono questi pensieri?

Rudolf Steiner, nella sua scienza spirituale ci dice che ogni particella nel cosmo, è fatta di luce. E questa luce, è affine alla sostanza che vive nel pensiero. Steiner dice che ogni cosa è intessuta di luce, di saggezza di pensiero. Si tratta di pensieri non umani: ma di pensieri cosmici, “pensati” da entità spirituali”, le quali reggono ogni briciola di materia.

Esistono Forze (con la F maiuscola) che strutturano la materia, la tengono in vita e le conferiscono una forma. Ogni Forza fisica o Legge fisica che conosciamo non è un sistema privo di vita e di coscienza, ma ognuna di esse è un entità sovrumana, che con il suo pensare superiore rende possibile la vita sulla terra.

La religione parla di Gerarchie spirituali consapevoli. La fisica le chiama “leggi e forze” inconsapevoli.

Tutto nel mondo è quindi retto da pensieri –o se si preferisce da Forze intelligenti- e ogni cosa è quindi un pensiero cristallizzato, un raggio di luce immobilizzato. Animato dal suo Essere creatore.

Il cosmo e l’interno della terra sono attraversati continuamente dall’intersecarsi di linee di forza (provenienti da queste entità angeliche) che “tessono” vita pensante in ogni cosa ed essere. Nel sottosuolo, vi sono miriadi di correnti che strutturano cristalli, che agiscono nei minerali.

L’uomo è un essere che è capace di pensare, anche se in modo inferiore, rispetto queste entità.Ma il suo potere è simile. Con la differenza che l’uomo produce pensieri non di luce, ma di tenebra.

Se immaginiamo ogni pensiero e sentimento umano negativo come un fascio di luce nera, e lo seguiamo con la vista chiaroveggente, vediamo che queste ombre, o negatività umane tendono a sprofondare nel terreno, ad entrare in contatto con le forze di luce degli esseri superiori.

Abbiamo visto che la luce è armonia: è vita, rigenerazione. La tenebra è caos: distruzione, disordine.

Ecco come si genera caos nel sottosuolo: i pensieri umani “urtano” contro i pensieri divini insiti nelle cose e producono sfaldamenti, rotture, sprofondamenti nel sottosuolo.

Si crea la disposizione alla polverizzazione delle falde e quindi alle catastrofi, alle distruzioni.

Digital surrealism 2Scrivo questo articolo con il turbamento di chi avverte la sofferenza delle vittime delle catastrofe.

E invito a chi cerca “dei responsabili” per questi eventi, a rivolgere verso se stesso la ricerca.

Indagare fuori di sé un potenziale “nemico” da combattere è qualcosa che serve soltanto a distogliere l’attenzione su di sé. Serve solo a “spostare” l’attenzione fuori di sé, evitando di lavorare su di sé. Perché lavorare sui propri pensieri negativi è la soluzione. Non rimettere ad altri la responsabilità. Ognuno è responsabile dei propri pensieri.

Non serve a nulla ipotizzare cause esteriori militari o fisiche. Non porta a nulla. Farlo è anzi un de-responsabilizzarsi.

Perché è proprio il credere che un terremoto sia causato da cause materialistiche che crea i presupposti perché esso avvenga.

E’ il pensiero materialista che provoca le catastrofi.

I pensieri negativi, di paura, di vendetta e soprattutto il non riconoscere cause spirituali agenti nel mondo, innesca lo “sprofondamento” di un pezzo di terra. Pensare in modo materialista è un adulterio verso lo spirito. Verso la fiducia nello spirito. Nell’antico testamento si “lapidavano” con le pietre le adultere. Non lasciamo che il nostro materialismo vada a “lapidare” con i sassi del terremoto altri innocenti.

 

Tiziano Bellucci

 

ESPRIMERE I PROPRI TALENTI PER ESSERE FELICI

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ESPRIMERE I PROPRI TALENTI PER ESSERE FELICI

moneteSpesso si è scontenti del proprio lavoro, delle proprie relazioni. Si è insoddisfatti del proprio status di vita. Non ci si sente realizzati.

In realtà questo non dipende dal mondo, o dagli altri, ma dalla nostra non capacità di aver messo in pratica la nostra vera individualità, con le sue qualità migliori. Che è anche in senso occulto “intuire” quale è il nostro compito, quale è il nostro ruolo entro l’economia spirituale del mondo.

I luoghi, le situazioni e le persone che ci sono affianco o di fronte, sono quelle perfette per la nostra evoluzione, per il nostro attuale livello evolutivo. Ci sono “arrivate” perchè sono adeguate alla nostra evoluzione.

Questo non significa che sia per noi qualcosa di positivo, ossia che tutto ciò debba darci piacere.

Spesso è duro e pesante, è alienante e deprimente.

Ma queste “persone”, questo lavoro che non ci piace, hanno un loro significato: servono per “spingerci” ad andare oltre noi stessi, ci portano a lavorare nella nostra biografia, ad analizzare “cosa non funziona”, cosa non abbiamo compreso nella nostra vita.

In realtà abbiamo questo lavoro, questa moglie, questa casa, perché è ciò che sinora siamo stati in grado di ottenere dall’esistenza. Non ci sono stati imposti. Abbiamo scelto queste situazioni. Si può dire: “non potevo fare altrimenti”. In realtà è invece ciò che i nostri limiti ci hanno fatto credere di poter fare.

Come fare per ottenere di più, per sentirsi pieni, realizzati e in armonia con se stessi?

Se vogliamo dare una svolta alla nostra vita dobbiamo chiederci: “sono consapevole dei talenti, delle capacità che mi sono state date con la nascita?”

Facciamo una lista dei nostri talenti. Scriviamo quali sono le nostre qualità più positive. Facendoci semmai aiutare anche da amici o conoscenti.

Una volta scritti (almeno 5 talenti) cerchiamo di analizzare se queste capacità che abbiamo “le stiamo esprimendo” nella vita attuale. O se qualcosa ce lo impedisce.

Ad esempio, ci si può dire: “io faccio un lavoro in cui la mia (…creatività, onestà, moralità, puntualità, determinazione…) viene ad espressione? Riesco ad immettere queste qualità dentro il mio agire quotidiano nel lavoro, così da fecondare il mondo tramite le mie azioni?”

Perché solo se immettiamo nel mondo una “nostra impronta individuale” unica e irripetibile, colorata dai nostri talenti, allora stiamo adempiendo al nostro destino e -di conseguenza- possiamo essere felici, sentirci in armonia con noi stessi.

Questi “talenti” che possediamo, in realtà sono ciò che dobbiamo fare “fruttare” nella vita: sono il simbolo del nostro ruolo nel mondo, di un compito che solo noi possiamo adempiere, come singoli esseri umani.

Un altra cosa che possiamo fare è: “immaginarsi davanti allo specchio e vedersi da bambino, immaginando che la nostra immagine bambino ci chieda: sei stato capace di realizzare i miei sogni di quando ero bambino? tu adulto, porti con te i miei sogni, le mie aspirazioni, le mie fantasie? tu che vivi nel futuro, sei riuscito a realizzare i miei desideri?”

Non è colpa del mondo se abbiamo una vita non soddisfacente: dipende dal fatto che non siamo stati capaci di applicare nella vita quello che realmente siamo, ciò per cui siamo più predisposti, ciò che è maggiormente espressione del nostro essere. Abbiamo una nostra “dotazione”, abbiamo delle doti: perchè non le adoperiamo?

Non è solo motivo di insoddisfazione non mettere in pratica le proprie qualità innate: è anche un “delitto spirituale”. E questo viene ben spiegato nel passo del Vangelo di Matteo, ove vengono analizzati i “frutti” individuali dell’intera evoluzione dell’umanità.

Invito all’interpretazione del seguente passo, che è grandemente illuminato dalla conoscenza spirituale: essa ci dice che “dovremo rendere conto delle nostre qualità inespresse, che non siamo stati capaci di mettere al servizio del mondo”. Perchè questo “servizio” può divenire un dovere se non è eseguito secondo i canoni sopradescritti, ma può diventare un piacere immenso se sentito come un atto libero, che si riempie di amore per noi e per gli altri.

Esprimere se stessi, diviene un godimento pieno, in massima libertà.

Perchè solo l’amore per l’azione realizza la vera libertà.

 

PARABOLA DEI TALENTI, Matteo 25, 14
lupetta22v2“ Avverrà (alla fine della Terra) come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì”.
L’uomo, o padrone che parte è l’io dell’uomo (il principio Cristo) che consegna all’anima umana dei doni, delle capacità. Talenti artistici, filosofici, scientifici, morali.

“Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone”.
Lungo il ciclo di tutte le incarnazioni dell’uomo, due parti dell’umanità riescono ad arricchire se stesse tramite un intenso lavoro su di sè, raddoppiando le loro capacità rispetto la misura iniziale. Una parte dell’umanità invece rimane inerte, pigra, lasciando inoperose in sé le sue doti, vivendo la vita passivamente, come al cinematografo.

“Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Ecco che due parti dell’umanità acquisiscono il potere di “entrare nel regno dei cieli” che è diventare partecipi attivi e consapevoli dei piani, delle direttive cosmiche, concepite nell’intelletto divino. Esse divengono “esseri della decima gerarchia divina”.

“Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo”.
La parte inattiva dell’umanità, che vede negativamente la divinità come “spietato despota, come dura legge, priva di pietà e di misericordia” non sarà in grado di produrre nessun frutto di se stessa.

parabola_dei_talenti-1“Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.”
La parola “a chi non ha sarà tolto anche quello che ha” rappresenta che alla fine della fase terrestre, l’umanità non evoluta correttamente “rimarrà indietro” e oltre a non poter partecipare nel cosmo, come entità della futura decima gerarchia, verrà privata di una coscienza, di anima individuale. Essa verrà “riassorbita” nel tutto, perdendo così l’identità personale. Le “tenebre” non sono l’Inferno. Ma il “vuoto” della coscienza, il buio totale interiore. L’annullamento. Chiamata anche “la seconda morte”.

mondo08aL’invito della scienza spirituale è quindi: domandiamoci quali sono le nostre doti, le nostre capacità che possiamo mettere al servizio del mondo. Una volta riconosciute, cerchiamo di crearci, di trovarci un lavoro che permetta di esprimere queste nostre virtù. Cerchiamo di frequentare persone che sentano utili le nostre qualità. Cerchiamo di esercitare questi talenti in famiglia in maniera più consapevole.

E non saremo solo più sereni.

Realizzeremo ciò per cui l’essere umano si incarna in un corpo: collaborare al divenire del mondo.

Tiziano Bellucci

CATASTROFI naturali E PROGRESSI SPIRITUALI

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CATASTROFI E PROGRESSI SPIRITUALI
02- KARMA tessitura RanakpurSorgono molte domande sul perché debbano morire tanti innocenti a causa di terremoti o disastri naturali.
Non sono pochi quelli che reagiscono mettendo in discussione il “Dio” tradizionale. Se Lui dirige gli eventi del mondo come può permettere simili catastrofi ? Altri interpretano questi fatti come la prova che non può esserci un dio.
Steiner dice: “tutto quello che accade in natura è effetto di ciò che avviene prima nell’interiorità dell’uomo,nella sua evoluzione morale”.
Steiner, nei cicli di conferenze GA0094 dice che vi sono fatti impressionanti dietro i retroscena di una catastrofe: “lassù, nel mondo spirituale, nel periodo tra morte e nuova nascita, vivono
anime umane in gruppi determinati dal loro karma e che lavorano secondo le loro precedenti relazioni karmiche per predisporre quelle future.
Vediamo tali gruppi umani, gruppi di anime umane che, nel loro discendere dallo stato preterrestre in quello terreno, si dirigono verso luoghi in prossimità di vulcani o dove sono possibili scosse di terremoto, proprio al fine di acquisire quel destino che, a partire dalle catastrofi naturali, può compiersi per loro in quei luoghi.”
Scopriamo nientemeno che nella vita tra la morte e la nuova nascita, durante la quale l’uomo ha tutt’altro modo di pensare e di sentire, le anime che si appartengono reciprocamente vanno in cerca proprio di quei luoghi che permettano loro di sperimentare il destino corrispondente.
Nella vita prima della terra, andiamo in cerca proprio di un’eruzione vulcanica, di un terremoto, per conseguire il nostro perfezionamento mediante la sventura.
Anime sono venute dall’esistenza preterrena ad incarnarsi nel medesimo luogo e, di conseguenza, sono andate insieme incontro alla conclusione improvvisa della loro esistenza.
Noi dobbiamo fare nostri questi due diversi modi di giudicare:quello proprio del mondo spirituale e quello che viene dal mondo fisico.
Cosa accade se si muore per una catastrofe naturale? C’è una memoria rafforzata, un ricordo ben chiaro nell’anima dell’uomo morto in una catastrofe naturale. E questa esperienza, il suo ricordo ha una grande importanza dopo la morte. Rende l’individuo più attivo e capace di partecipare attivamente-nel mondo spirituale- a costruire la prossima incarnazione.
Può sembrare difficile da accettare, ma solitamente –ed esistono eccezioni- chi perisce in un terremoto, si accorda con altri esseri umani, per morire insieme di questo tipo di morte, per conseguire poi determinate forze di coscienza da cui trarrà l’occasione per costruirsi una particolari qualità nella prossima vita sulla terra.
Dietro la tragedia, vi è un intento di “guardare” oltre, verso anime che aspirano a perfezionarsi e tramite quel tipo di morte, saliranno di un gradino verso l’evoluzione della coscienza.
Riflessioni antroposofiche a cura di Tiziano Bellucci

QUANDO UN UOMO PUO’ DISTRUGGERE LA TERRA CON LA SUA VOLONTA’

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QUANDO UN UOMO PUO’ DISTRUGGERE LA TERRA CON LA SUA VOLONTA’

397332_342667265752260_1443945263_nE’ interessante che nel terremoto del 29 maggio 2012, il comune modenese più colpito si chiamava “Concordia“.
Oggi, nel terremoto del 24 Agosto 2016 il paese più colpito in provincia di Rieti sia “Amatrice“.
 Un caso, un beffa del destino che indica che avvenne un terremoto perchè “non vi era concordia fra gli umani”?
 E in provincia di Rieti, non potrebbe sembrare che la Terra non è sufficientemente un “amatrice“, capace di amare?
Questi nomi, sono scelti a caso? o indicano qualcosa?
e se fossero indizi spirituali?
R. Steiner (Dornach, 9 novembre 1919) dice che se si vogliono trovare le cause di molti eventi catastrofici, le si devono cercare entro la volontà umana.
Ogni uomo possiede un “centro di gravità” volitivo nel plesso solare,sotto il diaframma, il quale è collegato con una sfera sotterranea della terra.
Vi sono quindi miliardi di “centri di gravità” umani sulla crosta terrestre, collegati da un “filo” volitivo con le profondità della terra.
Solitamente questo “centro volitivo” è ordinariamente usato per scopi legittimi: per regolare ed attuare i processi metabolici nel corpo umano: digestione, assimilazione, ricambio, riproduzione.
Si tratta di forze distruttive e costruttive che trasformano le sostanze nell’oragnismo.
Ma se ci si addestra, si può divenire capaci di usare queste forze non solo per il metabolismo, per distruggere e metamorfosare sostanze: si possono usare contro altri uomini, per far loro del male, per poterli prendere sotto il proprio dominio.
Questa attività illegittima si chiama “magia nera”.
Non occorre pensare però che per fare “magia nera” occorra essere dei maghi consapevoli: si possono compiere atti magici neri anche se si è normali umani.
Mentire, pensare negativamente e augurare malessere ad altri, è divenire “centro di gravità” nera, quindi andare a dirigere forze distruttive metaboliche verso altri umani.
Ogni volta pensiamo male o diciamo menzogne, qualcosa nel sottosuolo viene “toccato”, smosso: forze occulte si agitano nel sottosuolo e prendono due direzioni: verso l’individuo che odiamo e verso la terra stessa.
Penasndo male, mentendo, non facciamo solo male ad un umano: al contempo “distruggiamo” una parte delle fondamenta della terra.
E presto o tardi, quella parte del sottosuolo che abbiamo distrutto, cede, e può causare crolli (terremoti) o tempeste aere, nubifragi.
Sapere queste conoscenze occulte può aiutare a divenire piu consapevoli.
Tiziano Bellucci

Blocco profilo

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io piramide parco le Cascine FIrenze luglio 2016Mi scuso con tutti i miei contatti ma FB ha bloccato il mio account come TIZIANO DELLA LUCE. Probabilmente molti avranno visto sparire il mio profilo e tutti i post ad esso collegati. Sto cercando di recuperare il profilo. Per il momento mi scuso. Non dipende dalla mia volontà. Un caro saluto a tutti

Tiziano Bellucci

LA NUOVA ENERGIA: LA FORZA MORALE COME PROPULSORE ETERICO

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LA NUOVA ENERGIA: LA FORZA MORALE COME PROPULSORE  ETERICO

levitazioneNella “Cronaca dell’akasha” Steiner racconta che l’atlantideo (12000 anni fa) aveva la capacità di manipolare la materia, di poterla sollevare e muoversi con mezzi aerei che non sfioravano il terreno.

Queste immagini non devono ricondurci a qualche civiltà extraterrestre che avesse dotato quegli uomini primordiali di tecnologie aliene, ma ad una facoltà che l’umano aveva: quella di dominare la materia, attraversa la sua forza animica interiore.

Nell’opera O.O. 97- Rudolf Steiner-Il mistero cristiano, leggiamo:

JWK1Sviluppando la sua forza morale l’essere umano sarà capace di produrre delle forze molto diverse da quelle che esistono sul piano fisico. Il sig. Keely (vedi sotto) ha impostato il suo motore che funziona con delle vibrazioni…..Tale tipo di vibrazioni, dipendono dalla natura morale dell’uomo. Questo è il primo impulso di qualche cosa che formerà la tecnologia del futuro. In un futuro avremo delle macchine che opereranno solo in risposta alle forze provenienti dall’essere umano che sia morale. Persone immorali non saranno in grado di farle lavorare. Meccanismi puramente meccanici dovranno mutarsi in meccanismi morali.”

Nella seconda metà dell’ottocento John Worrel Keely(1837-1898), inventò una serie di macchine per sollevare in aria gli oggetti e disintegrare la pietra. Keely utilizzava il suono prodotto da strumenti musicali e propagato attraverso un filo metallico. Molti i testimoni dei suoi esperimenti: da Jules Verne a Thomas Edison, tanto da spingere i grandi finanzieri dell’epoca a costituire un’azienda, la Motor Keely, impegnando ben cinque milioni di dollari nell’impresa.

keely_motor L’approccio di Keely era basato sull’uso dei suoni al fine di mettere in risonanza l’etere che compone la materia trasformandola per ricavarne energia o per polarizzarla in modo da poter controllare la gravità. In questo modo poteva fare levitare pesanti sfere metalliche, senza l’impiego di meccanismi, ma solo dominando la forza gravitazionale magnetica.

Helena Petrovna Blavatsky dichiarò che a Keely era stato concesso il permesso di oltrepassare un limite, che aveva inconsciamente scoperto la terribile forza siderale atlantidea, Keely rifiutò però di rivelare la natura della forza “eterea” utilizzata e il conflitto con i finanziatori, lo spinse, in preda all’ira, a distruggere parte di quanto aveva  creato. Morì povero e dimenticato.

Rudolf Steiner ha accennato diverse volte alla tecnologia nel futuro. Steiner forniva indicazioni per la creazione di motori e altre macchine guidate da qualche cosa di nuovo; dalla forza morale. Questa forza è messa in moto da un impulso dell’anima umana. Macchine di questo tipo sono qualche cosa di sconosciuto nella tecnologia convenzionale.

Rudolf Steiner nel 1913 affermò che lo sviluppo di questa tecnologia era urgente. Egli sperava che fosse raggiunta nei circoli antroposofici già nel 1933. La TECNOLOGIA MORALE è l’unico tipo di tecnologia che può unire l’uomo e la macchina in modo tale che l’umanità possa continuare la sua evoluzione spirituale.

Cosa possiamo fare davanti a questo?

keelyvig“ L’uomo deve trovare la forza, l’intima potenza della conoscenza, per evitare di essere travolto da Arimane nella civilizzazione tecnologica del presente. La sub natura deve essere presa per quello che è, e questo può avvenire solo se l’uomo si innalza sulla natura tanto quanto è disceso nella sub natura con la sua tecnologia” (R. Steiner, da il Mistero di Michele).

Questa forza “da trovare” è l’amore.L’amore altruistico è una forza oggettiva, una forza eterica, che può addirittura condurre la macchina. (la tecnologia morale). Amore altruistico e la capacità di un vero sacrificio di se, queste furono le forze con cui gli dei crearono il mondo. Sono queste le forze più potenti dell’universo.

Come fare questo lavoro? Quando un circolo di dodici persone inizia questo lavoro è come se l’amore fluisse in mezzo a loro, si crea qualche cosa molto maggiore delle singole individualità.

Una unione quasi magica si realizza però quando un gruppo di persone sono motivate dall’amore altruistico, e uniscono le loro forze in pensare, sentire e volere. Non si tratta di un cammino né breve né semplice, di reciproco sostegno. In passato era seguito solo dai Maestri nelle sacre logge dei grandi iniziati.

Si crea così una sfera completamente al servizio di Michele. Se un numero sufficiente di persone si dedicherà, la vittoria sarà certa.

keelymotors

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci, in riferimento al giornale dell’Anthro-Tec Institute, per la ricerca e lo sviluppo della tecnologia morale.

Anthro-tech institute – route de la Dent de Lys,15

CH 1669 – LES SCIERNES D’ALBEUVE

Svizzera, Cantone del Gruviere.