Mese: novembre 2017

I 4 testi di base, fondamentali per lo studio dell’antroposofia

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I testi fondamentali (editi dall’Editrice antroposofica) da cui è lecito partire, “nel bel mezzo del cammin della propria vita” sono quattro:

– Teosofia
: un testo rivolto all’uomo che ha bisogno di fondarsi sul proprio corpo, sulla sua elaborazione cosciente, razionale a mezzo del sistema cerebrale. Vi si trovano illustrazioni e indicazioni dalla prospettiva di un uomo che abita sulla terra, dotato di capacità superiori;

 

 

 

 

– L’iniziazione: tratta dello sviluppo di organi di percezione spirituale, sul corpo eterico dell’uomo, organi capaci di percepire la realtà sovrasensibile: è un manuale di esercitazione

 

 

 

 

– La scienza occulta: viene illustrata l’evoluzione del mondo e dell’uomo e il suo compito: qui non parla un uomo, ma un essere spirituale che entro il suo corpo astrale, dalla prospettiva della vita sovrasensibile – fuori dalla terra- illustra immaginazioni spirituali:

 

 

 

 

 

– Filosofia libertà: un trattato che dimostra come l’uomo debba a tutta prima di credersi libero, per accorgersi di non esserlo mai stato. E che tale libertà può essere conseguita solo se si libera dal giogo dei corpi inferiori (fisico, eterico, astrale) per afferrarsi nell’io. Nel suo nucleo divino.

 

 

 

 

 

( i libri sopra non devono essere studiati secondo questo ordine: è rimessa all’intuito dell’individuo l’ordine di scelta)

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CONOSCERE E’ DIVENTARE LIBERI

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CONOSCERE E’ DIVENTARE LIBERI

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni, 8,32)
Questa frase di Cristo è risolutiva. Contiene la “soluzione” del vivere umano.

Siamo esseri in cerca della Verità.
Per ora, la “verità” è qualcosa che arriva a noi tramite precetti, regole, leggi consegnateci dalle istituzioni etiche e religiose. La verità è “comandamento”, in questa fase.

Nel modo in cui vengono conosciute oggi tali forme morali, esse possono risuonare solo come qualcosa di estraneo, che si impone, regola e obbliga l’essere umano.

Vi sarà un momento futuro in cui ogni uomo “conoscerà” in forma diretta determinati contenuti che stanno alla base della vita del cosmo e della terra. Ciò che ora debolmente traspare come “principi universali, sistemi morali” cambierà di significato.

Quando si conoscerà in forma diretta, ci si accorgerà che sinora non si erano conosciute le leggi reali, ma si potevano cogliere solo in forma riflessa, come precetti astratti. Il nostro stato di coscienza ci mostrerà una peculiare connessione fra noi e quelle leggi che regolano il cosmo: non solo ci “piaceranno” quelle leggi, ma addirittura di “innamoreremo” della bellezza, della perfezione e della saggezza di quelle leggi.

Ci diremo: “ma era quello che volevo io! E’ la mia verità! Quello che cercavo sinora! Perché non mi sono arrivate prima di ora, le conoscenze di queste verità che sento uguali a me? Le ho cercate tutta la vita!

In realtà queste leggi occulte vanno scoperte. In modo individuale: l’essere umano deve “arrivarci” con forza propria a tale rivelazione. Quelle leggi sono sublimi, belle, armoniose e meravigliose. Ci accorgiamo che la causa di tutta la nostra sofferenza e malinconia terrena derivava dal fatto di non averle conosciute, di averle ignorate: la nostra incompletezza era dovuta al non averle conosciute.

Le verità universali, gli ideali cosmiche-che attendono di essere scoperte dal’uomo- non sono mai state scritte.

In realtà esse “sono già in noi”- le abbiamo nel nostro subconscio, sono depositate in noi in forma non cosciente: noi le abbiamo “vissute” quando eravamo esseri spirituali, prima di incarnarci sulla terra. Abbiamo vissuto insieme a quelle Leggi, le quali non erano “leggi” ma Esseri spirituali. Entità cosmiche, angeliche che vivevano intorno a noi: le stesse che ora operano per regolare ed organizzare la vita nel cosmo.
Noi veniamo da “quelle leggi” siamo della stessa sostanza di quelle leggi. Esse sono qualcosa di inesprimibile, perché si tratta di forze viventi, di creature divine.

Ciò che chiamiamo libertà è dunque legata alla conoscenza di queste Leggi e al reincontrarle: nella stessa misura in cui conosciamo noi stessi, esse appariranno come Principi viventi  e solo allora saremo liberi: liberi dall’illusione di credere di vivere solo in un mondo fisico senza un senso, privo di forze e moventi spirituali.

Questa “libertà che parte dalla conoscenza di sé” non è un atto deduttivo o razionale: è un fatto. L’illuminazione è “fare luce” dentro di sé, per elevarsi alla percezione di un altro tipo di realtà, che è appunto quella della rivelazione degli eterni Archetipi.
“Prima non era libero, perché non conoscevo la mia condizione di non libertà. La mia vita non aveva un senso. Ora so che quale è il senso della mia vita: ora sono libero di adempierla con coscienza”.
“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»
Giovanni, 8,32

Tiziano Bellucci

Immagine: -A-fishermans-dream-Surreal-art

Eventi a Bologna e Treviso

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 Sabato 25 novembre 2017, Bologna

 

“Forze cosmiche o Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni elementari della natura”

secondo la scienza spirituale di R. Steiner

a cura di Tiziano Bellucci, antroposofo.

Per questo incontro il relatore non pretende un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito, delle possibilità dei singoli.

presso centro Pontelungo via agucchi 121/12 a Bologna

Sabato 25 novembre 2017

dalle ore 15,30 alle ore 19

348 065 98 27

unicornos@hotmail.it

Programma:

Sviluppo delle facoltà superiori per percepire le entità
– Gli “Esseri elementari»: gnomi, ondine, silfidi, Salamandre

– da Tolomeo a Copernico: le sedi planetarie delle gerarchie Ruoli,

– rapporti e compiti delle Gerarchie nell’uomo e nel cosmo, Spiriti ostacolatori e luciferici»

– Gli esseri del corpo astrale della terra (entità della 3° gerarchia)
– Le entità della 2° gerarchia: regno dell’anima o vita cosmica.
– La Prima Gerarchia: il riflesso della Volontà celeste
Pomeriggio ore 15.30
– Stati di coscienza delle entità superiori ed Esperienze musicali di stati di coscienza planetari
– Rapporti fra Mondi superiori, anime di gruppo e regni terrestri
– Il cammino dell’uomo dopo la morte nelle sfere planetarie delle Gerarchie
– L’uomo angelo della 10° gerarchia

 


Esperienze fra morte e nuova nascita

SABATO 2 DICEMBRE 2017 ore 15 – 19  Bologna

L'immagine può contenere: spazio al chiuso

Esperienze fra morte e nuova nascita. L’aldidà secondo la scienza spirituale di R. Steiner. I legami fra i vivi e i morti: indicazioni per una comunicazione.
A cura di Tiziano Bellucci, ricercatore antroposofo

SABATO 2 DICEMBRE 2017 ore 15 – 19

Fondazione Biblioteca
Bozzano De Boni

Via Marconi 8/E
40122 Bologna

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Costo: € 20,00 da versare direttamente in sede di seminario

Iscrizione: tel. 373/7445232, entro il 30 NOVEMBRE 2017
051-272021 (orari di apertura)

Purificazione ed elevazione. L’incontro con le altre anime umane. Il viaggio planetario dell’anima nelle varie sfere. La mezzanottecosmica. Il ritorno verso la Terra. La legge del destino e delle vite terrene ripetute.

Abbandonare il corpo fisico, significa compiere un viaggio entro gli spazi cosmici. Il defunto compie un percorso di cambio di stati di coscienza e di mondi.

Chi lascia il piano fisico, resta unito a coloro che rimangono sulla terra attraverso uno stretto legame. Il defunto resta in rapporto, dopo la morte, con gli esseri che ama. Gli uomini devono qui sulla Terra conquistarsi sempre di più rappresentazioni sulla vita dopo la morte per essere in grado di ricordarsene dopo la morte, onde portare con sé qualche cosa al di là delle porte dell’aldilà.

I pensieri che noi ci formiamo qui sui mondi spirituali sono un nutrimento per i defunti e per una delle forze più importanti che rimangono dopo la morte: la forza del pensare.

Fondazione Biblioteca
Bozzano De Boni

Via Marconi 8/E
40122 Bologna

Telefono
051-272021 (orari di apertura)
373-7445232 (altri orari)


DA DOVE VIENE L’UOMO?

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DA DOVE VIENE L’UOMO?

  L’umanità proviene da una passata condizione spirituale.

Vi fu un tempo che l’umanità era un’unità, parte del Sole: in uno stato della coscienza e della materia diverso da ora. Le tradizioni chiamano quella condizione “solare” GIARDINO DELL’EDEN.

In quello stato l’umanità viveva a contatto con le essenzialità e le spiritualità, ma in piena dipendenza da esse. Come un neonato fra le braccia della madre.

Tale Madre (mondo spirituale) si occupava di lui in tutto, essendo egli impossibilitato di potersi autogestire, alimentarsi e sopravvivere.

La vita dell’uomo di quei tempi era un librarsi nel cosmo spirituale attorniato da colori, profumi e suoni celestiali (edenici) con esperienze di perenne beatitudine.

Successivamente mano a mano l’umanitàviene progressivamente svincolata, allontanata dal grembo materno, per far sì che possa rendersi autonoma. (caduta)

Si inserisce in lei un elemento egoico, definibile con il termine luciferico, il quale la spinge alla volontà dell’autonomia, del libero arbitrio, necessario per la sua sana evoluzione indipendente. Tale volontà di indipendenza determina un allontanamento dallo spirituale.

Tale allontanamento causa inevitabilmente la perdita del contatto diretto con la madre, o mondo spirituale, sia dal punto di vista della condizione della corporeità, che diventa sempre più materializzata, sia dal punto di vista della percezione, per il graduale scomparire della sua capacità di poter vedere e sentire la spiritualità.

Tale mancanza e contatto con la spiritualità crea nell’uomo la nostalgia per lo spirituale; egli crea dei surrogati che suppliscano a tale mancanza: l’arte. Attraverso l’arte egli evoca stati d’animo similari a ciò che un tempo sperimentava direttamente. Simula, per alcuni attimi un incontro con il divino.

La capacità cognitiva veggente viene man a mano a spegnersi, e un eco rimane sino all’epoca greca, sino a giungere ad un suo completo oscuramento, che lo porta addirittura alla negazione dell’esistenza di un mondo spirituale.

La conformazione fisica dei suoi organi di senso, crea una condizione della realtà che è distorta: non appare più la spiritualità agente in ogni cosa, ma appaiono solo le cose, svuotate di spiritualità. Nasce il materialismo: scienza della materia.

In quel passato remoto non esistevano cose: tutto era essere, entità vivente, cosciente. Le cose, i colori, i suoni che l’uomo vede e sente sulla terra sono qualcosa che in realtà non esiste, ma che si crea solo in virtù dell’incontro fra la sua coscienza e la spiritualità del cosmo. Il cozzare dello spirito umano contro lo spirito cosmico determina la comparsa di forme e colori. Lo spirito non appare più nella sua veste reale, ma al suo posto compaiono delle sagome colorate risuonanti.

Per tal motivo in quasi tutte le religioni si dice che l’uomo davanti al mondo, incontra solo illusione, parvenza: egli vede soltanto l’immagine morta dello spirito.

Tale perdita di contatto con lo spirituale si è originata dalla necessità di fondare nell’uomo un essere che divenisse capace di scendere sino al più basso gradino della materia per sprofondare nell’illusione,  dandogli così modo di destarsi dalla condizione di caduta, per stimolarlo a spingersi volontariamente verso una ricerca della reale e vera condizione dell’esistenza. Se egli non fosse caduto dalla condizione primordiale, egli non avrebbe mai potuto giungere a conseguire una facoltà autonoma di ricongiungersi con lo spirituale arricchito della capacità dell’autocoscienza.

Lo scopo dell’uomo è di ridiventare un essere spirituale, con la massima consapevolezza di sè e della sua missione.

In tutte le scuole dei misteri si insegnava questo: tu sei un dio. L’uomo deve diventare una consapevole del suo ruolo e del suo rango gerarchico.

In tali sedi venivano insegnate anche le tecniche per giungere a riacquistare la capacità di diventare un collaboratore dello spirito. L’uomo acquisendo la coscienza di veglia in realtà rispetto allo spirituale cade in uno stato di sogno: il sogno della vita terrestre. Egli crede di essere desto, ma in realtà dorme, per ciò che accade nello spirito.

Questa tecnica di risveglio –che è un ritorno cosciente a quella che era la condizione dell’inizio– è chiamata iniziazione.

Tiziano Bellucci