Riconquistare la “CORONA”

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Riconquistare la “CORONA”

Da un mio articolo del 25 febbraio 2020, intitolato “perdere la Corona”:

“Il nostro Spirito ha perso la “corona” divina ed essa é diventata malattia. Abbiamo perduto la dignità di essere figli della spiritualità del cosmo e abbiamo “espulso” da noi la regalità, come forma virale. Abbiamo abbandonato la nostra Corona Regale, ed essa ci viene ora incontro come Virus.”

Alla luce dei nuovi avvenimenti sento sia il tempo di “aggiornare” le nostre considerazioni.

Noi sappiamo che i coronavirus sono un ceppo già conosciuto: i responsabili del raffreddore e dell’influenza comune.

Si dice che il “corona” attuale (covid19) é nuovo, diverso rispetto a quelli conosciuti: non esiste un “antidoto”.

I virologi dichiarano che quando si fa un vaccino, si crea immunizzazione inoculando preventivamente nei sani dei virus stessi responsabili dell’infezione, i quali vengono però preventivamente “disattivati” con procedimenti di laboratorio.

A ottobre e novembre molti anziani (nel mondo) si sono vaccinati contro l’influenza, e questi vaccini annuali comuni, contenevano come ogni anno, certi coronavirus disattivati, trattati in laboratorio in previsione di ceppi invernali.

Cosa accadrebbe ora se si venisse a sapere che quei coronavirus iniettati sono proprio essi la causa dell’epidemia 2020?

Ipotizziamo una tesi: se i “coronavirus” utilizzati per creare il vaccino antinfluenzale 2019 fossero stati disattivati (a cominciare da laboratori cinesi) e per un fatale errore, si fossero geneticamente  “mutati” durante la disattivazione, rendendosi invece super attivi riguardo nuovi possibili ceppi di infezione?

Questi nuovi “vaccini” (con modifiche involontarie letali) sarebbero poi stati distribuiti nelle varie strutture che praticano vaccinazione preventiva.

Solitamente sono le persone più a rischio a cui viene consigliato di vaccinarsi  preventivamente, quali gli anziani debilitati con patologie pregresse. In certe località ci sarebbero state maggiori vaccinazioni di altre località.

A causa dell’errore entro la composizione vaccinale, si sarebbe dunque assistito ad una maggiore mortalità in quelle zone del mondo, in cui è stata approntata maggiore prevenzione. Le località con più decessi sarebbero quelle in cui sono stati praticate più vaccinazioni influenzali. Ecco perché tanti decessi fra anziani debilitati.

L’infezione sarebbe quindi partita da individui in cui era stato inoculato preventivamente il “virus disattivato”,  i quali a loro volta hanno poi diffuso l’infezione trasmettendola per via orale ad altri individui con cui sono venuti a contatto.

Errore umano?

Ipotizzando un errore umano in questo evento pandemico, in tal modo “cadrebbe” ogni malignità e complotto da parte di qualsiasi tesi che sostenga “cospirazione” di individui o società che intenzionalmente hanno creato la pandemia per i loro interessi.

Ci si troverebbe davanti ad un errore non giustificabile, ma ammissibile.

É probabile che molti novax o cospirazionisti abbiamo già pensato a quello che io scrivo. Quale é la differenza ? Che essi credono sia stata intenzionalmente voluta, l’infezione.

Ci sono invece possibilità di pensare razionalmente e oggettivamente che questa “infezione” sia stata involontaria.

Tuttavia, gli errori non fanno parte della fatalità.

La scienza spirituale, potrebbe dire: “quando accade un errore umano, non è mai un “caso” ma è perché si è creata la possibilità (un vuoto di coscienza) affinchè entità ostacolanti possano penetrare entro l’evoluzione umana”.

Quindi nella genesi dell’epidemia non si può né sostenere la tesi di una “fatalità” né quella di una intenzionale “malignità” da parte del genere umano.

Si può pensare ad un azione “correttiva” che l’economia del cosmo ha inserito per ripristinare un ordine che stavo portando verso un caos dell’etica e della coscienza.

Entità spirituali superiori –quelle che operano in ogni vicenda umana- contemplando la degenerazione della coscienza umana, hanno permesso ad altre entità spirituali inferiori, di poter agire come potere di grande interferenza, per suscitare un “risveglio” globale a mezzo di una epidemia.

Queste entità irregolari, inferiori, avrebbero permesso l’accadere dell’errore di laboratorio, la creazione del virus pandemico.

Riguarda la “fine della pandemia”

 Già a metà aprile – in tempi in cui si poteva apparire solo come illusi visionari- avevo “proposto” (predetto è una parola impropria) una possibile “sparizione” del virus entro il solstizio d’estate, legato ad influssi planetari: questa “fine del virus” oggi sembra venire confermata da diversi virologi.

Essi dicono che ogni organismo, anche virale, tende a crearsi un ambiente abitativo (in questo caso è l’uomo stesso) in cui poter trovare occasioni di sopravvivenza. Un virus che distruggesse l’umanità arriverebbe a distruggere anche se stesso, dato che toglierebbe di mezzo le basi su cui esistere. La Natura tende ad adattarsi, per creare condizioni favorevoli: essa cambia, muta, diminuendo la sua letalità, la sua aggressività.

Il virus nel giro di 3-4 settimane “sperimenta” ed elabora (progressivamente in ogni parte del mondo) i corpi umani in cui penetra, sino a cambiare il suo essere, in favore di una migliore reciproca possibilità “abitativa”. Questo sta avvenendo progressivamente in ogni latitudine mondiale.

Al termine di questo periodo di mutazione, esso diviene simile ad altri virus influenzali, rendendo possibile la convivenza fra lui stesso e l’uomo.

A tutt’oggi nei tamponi fatti, il virus ha oltre che dimezzato la carica infettiva.

Il virus tornerà quindi in futuro, ma sarà annoverato fra i ceppi già conosciuti, e sarà della stessa ridotta letalità degli altri.

Non vi sarà più bisogno di misure protettive come le attuali, ma di comuni norme di igiene e di prevenzione.

Conservarne in futuro alcune (come l’uso della mascherina in luoghi sovraffollati), anziché vaccinarsi (visto il dramma che potrebbe essere stato causato dalla precedente vaccinazione antinfluenzale), è una buona idea soprattutto per le persone con patologie, quindi più a rischio.

Tiziano Bellucci

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