Angeli e Gerarchie spirituali

LE QUATTRO SETTIMANE DELL’AVVENTO DI NATALE

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 Le 4 candele, i 4 angeli e le quattro Virtù

  Nel periodo dell’avvento, il “velo” che separa il mondo fisico dal mondo spirituale, si assottiglia: l’uomo diviene più ricettivo verso le manifestazioni dello spirituale.

In queste 4 settimane dell’avvento si presentano all’anima dell’uomo quattro specie di tentazioni, ognuna per ogni settimana.

Fronteggiare queste 4 “prove” è possibile evocando la presenza di un rappresentante del mondo spirituale (Angelo) tramite l’accensione quotidiana al mattino, di una candela, cercando di intonare l’anima con una determinata qualità animica:

  1. Prima settimana: Candela (Angelo) Blu GIUSTIZIA
  2. Seconda settimana: Candela (Angelo) Rossa  ATTENZIONE O TEMPERANZA
  3. Terza di settimana: Candela (Angelo) Bianca CORAGGIO
  4. Quarta di settimana: Candela (Angelo) Viola SAGGEZZA

Le candele devono essere accese al mattino e spente la notte.

 Nella prima settimana d’avvento le entità ostacolanti e tentatrici Lucifero e Arimane si avvicinano soprattutto al corpo fisico dell’uomo.

Essi lo portano a sentire l’elemento minerale: l’uomo sente di essere mortale, avverte il trionfo della morte entro il suo corpo.

Questo lo getterebbe nell’abisso di una sconfinata DISPERAZIONE, una vera morte dell’anima.

Per opporsi a questa prima tentazione, l’anima umana deve sviluppare in alto grado la Virtù della GIUSTIZIA UNIVERSALE: deve avvertire la presenza delle 12 forze cosmiche dello zodiaco che regnano ovunque nella natura e nell’uomo, quali grandi protettrici della Giustizia Onnipresente che si esprime come legge di compensazione del Karma universale.


Durante la seconda d’Avvento le potenze tentatrici si accostano principalmente al corpo eterico dell’uomo per istigarlo ad uno uso smodato ed egoistico dei desideri, a uan sperimentazione avida delle forze vitali.

L’EGOISMO non ancora superato, l’amore di sé che si annida nelle profondità nascoste del nostro carattere, assomiglia ad una massa di piante velenose che si espande impetuosamente.

Le forze avversarie si accostano e tentano di trasformare la nostra lingua in un pungiglione velenoso. A questa pressione delle forze avverse sul nostro corpo eterico possiamo opporci solo sviluppando coscientemente e con tutte le nostre forze le Virtù della MISURA e dell’AVVEDUTEZZA e ATTENZIONE.

Sono i sette pianeti del nostro sistema solare si sostengono in armonia e misura.

Infatti solo nel perfetto equilibrio fra Avvedutezza e Misura la parola umana può progressivamente avvicinarsi al suo grande archetipo universale.


Nella terza settimana d’Avvento le potenze luciferico-arimaniche si accostano alla terza parte costitutiva dell’entità umana: il corpo astrale. Esse cercano di risvegliare in esso ogni sorta di passione, di paura e di angoscia.

L’uomo avverte che le tre forze animiche del pensare, sentire e volere possono trasformarsi in bestie selvagge pronte a gettarsi su di lui e dilaniarlo: l’aquila rapace, il leone ruggente e il toro furioso.

Questo ha oggi come conseguenza una aumentata “tendenza alla Menzogna” e dell’intolleranza. Poiché in fondo ogni menzogna sorge da una paura inconscia.

Per far fronte a questa minaccia, bisogna sviluppare la Virtù del CORAGGIO, del Valore, ovvero in senso lato, della PRESENZA DI SPIRITO, vale a dire la capacità di non smarrirsi in nessuna situazione: l’equilibrio di Pensare, Sentire e Volere.


“Nella quarta settimana d’Avvento, le forze tentatrici si avvicinano alla più elevata e più interiore parte costitutiva dell’uomo: il suo Io.

In questo periodo dell’anno l’uomo si avvicina interiormente alla soglia del mondo spirituale e, incontra il piccolo guardiano della soglia.

Lucifero cerca di dissolvere l’autoconoscenza dell’uomo in un misticismo nebbioso, in sogni e fantasie, mentre Arimane la vuole incatenare in pensieri e rappresentazioni aridi e duri, materialiste

Si può anche dire che in questo tempo dell’anno in cui si apre per ogni uomo la possibilità di accedere ai mondi superiori, Arimane fa di tutto per nascondere questa possibilità, mentre Lucifero vorrebbe lasciare entrare l’uomo nel mondo spirituale ma senza incontrare il guardiano della soglia.

Questa duplice tentazione può anche manifestarsi come uno stato interiore del tutto particolare, simile a una perdita di memoria.

A questo punto sono richiesti il coraggio animico e la forza di ricordare oggettivamente non solo gli avvenimenti e le esperienze dell’anno passato, ma tutta la vita trascorsa. Per fare questo è necessaria la quarta delle Virtù platoniche, vale a dire la SAGGEZZA.


La solitudine nei giorni prima di Natale

Nei giorni immediatamente precedenti il Natale come non mai siamo abbandonati a noi stessi.

Per un breve lasso di tempo dobbiamo assumerci in prima persona il compito del nostro sviluppo interiore, poiché la saggezza cosmica prende da noi le distanze.

Il nostro Io, conquistandosi le forza di Saggezza, riesce ad elevarsi dall’Io inferiore all’Io superiore, immortale. E con le forze interiori così acquisite l’uomo è in grado di proseguire il suo cammino.”

 

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci sul testo di  SERGEJ O. PROKOFIEFF: “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’entità del Cristo”

(immagini: Liane Collot D’Herbois)

 

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LE CIVILTA’ EXTRATERRESTRI: GLI ALIENI E L’UOMO

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LE CIVILTA’ EXTRATERRESTRI  E L’UOMO

Si sente spesso dire: “l’universo è immenso: è presuntuoso credere che non esistano altre forme di vita su altri pianeti”.

L’uomo medio, non ha la capacità rappresentativa tale da poter supporre che possano esistere forme di vita intelligenti prive di un corpo fisico: la dimensione materiale, fatta di sostanza rilevabile ai sensi fisici è la sola che può avvalorare la vericidità di un fatto, di un esperimento.

Per annoverare e riconoscere un dato di realtà oggettiva ad un essere questo deve essere provvisto di materia fisica, altrimenti non lo si può considerare reale. Se esso non ne fosse dotato entrerebbe nel campo della visione, dell’allucinazione.

E’ ovvio quindi che si dovrà ricercare prove dell’esistenza tramite una ricerca scientifica che poggi sulla percezione fisica: che ricerchi una razza extraterrestre dotata di connotati fisici, e che viaggi su apparecchiature fisiche. Una specie aliena priva di corpi materia, non sarebbe visibile all’intendimento umano e quindi non sarebbe possibile conferire ad essa un dato di realtà.

In realtà, in modo semplice si può osservare che esistono tanti tipi di esistenza e tanti diversi stati di coscienza: veglia, sogno, sonno. A seconda del tipo di coscienza, si appare nell’esistenza secondo una certa conformazione fisica.

Sulla Terra si rivestono di materia i portatori di queste coscienze, prendendo forme e generando i corrispondenti regni minerali, vegetali, animali e umano.

E’ bene considerare che esistono anche altri stati di coscienza superiori a quelli del sasso (coscienza ottusa), della pianta (di sonno), dell’animale (di sogno) e dell’uomo (di veglia).

L’uomo è colui che reca in sé la consapevolezza di sé, la coscienza più alta: e quindi ha anche il corpo più perfetto. Si tratti in ogni regno, di corpi fatti di materia.

Uno spirito spregiudicato non potrà pensare che la manifestazione della coscienza si concluda con l’umano. Così come esistono coscienza a lui inferiori possono esistere coscienze superiori.

Devono esistere coscienze superiori e “portatori” di una coscienza superiore, i quali potrebbero  però non avere un corpo fisico .

Si guardi ad esempio le forze agenti nella natura, come la gravità, l’elettricità, la capillarità a volte chiamate energia o “saggezza o istinto” della natura; in verità non si tratta di forze astratte,  ma dell’espressione di una coscienza superiore: entità che hanno in sé un intelligenza più elevata.

Noi vediamo l’effetto di tali forze, ma non vediamo le forze stesse. Queste forze non hanno un corpo fisico e operano entro la natura e dentro all’uomo: esse non sono di natura terrestre. Hanno una origine cosmica, extraterrestre.

Esistono forze che cosi come agiscono nella meteorologia o nell’assetto vitale planetario, agiscono anche dentro l’uomo, determinando i suoi stati d’animo, la forma delle sue immagini di pensiero, che lo inducono a pensare e a sentire. Si tratta di forze provviste di coscienza molto superiore e interagiscono entro la coscienza umana.

Queste forze sono gli “Alieni” tanto ricercati nei cieli sotto forma di dischi volanti.

Non hanno sembianze umane, né consapevolezza umana, né morale, nè sostanza umana.

Queste forze si dividono in tre grandi ceppi:

Entità del progresso, che favoriscono l’evoluzione dell’umanità e della Terra

Entità che ritardano l’evoluzione dell’umanità e della Terra

Entità che anticipano il progresso dell’umanità e della Terra

 

Il primo gruppo sono forze (regolari) chiamate anche di natura “Angelica”

Il secondo gruppo di natura demoniaca (forze di luce luciferica)

Il terzo gruppo di natura diabolica (forze di tenebra arimanica)

 

Possiamo dire quindi che gli “Alieni” di natura luciferica o demoniaca operano dall’interno, dell’uomo vivono dentro la sua anima: dall’interno possono produrre qualsiasi tipo di pensieri e sentimenti che possano suscitare fenomeni di “abduction” o rapimento alieno, oppure visioni medianiche mistiche o divine falsificate come apparizioni di madonne, angeli.

Gli “Alieni” invece di natura arimanica o demoniaca invece operano dall’esterno, alterando la natura della sostanza che percepiamo con i sensi, facendola apparire secondo le loro intenzioni: manifestazioni ed evoluzioni aeree, divulgazioni e canalizzazioni di entità aliene che comunicano nuove dottrine, sono manipolazioni di tali entità.

L’affermazione comune: “l’universo è immenso: è presuntuoso credere che non esistano altre forme di vita su altri pianeti” ha la sua verità. Siamo infatti “pieni” dentro e fuori di vita extraterrestre. Ma essa non è fatta di materia fisica come siamo fatti noi.

E’ opportuno e fondamentale sorpassare il pensiero –che vuole mostrarsi pseudo scientifico- che l’esistenza debba presentarsi solo in forma fisica.

E’ piuttosto presuntuoso pensare che l’universo debba essere “per forza”  essere solo fatto di materia fisica

E’ presuntuoso credere che la vita debba essere per forza, costituita obbligatoriamente di materia fisica, come noi.

Vorremmo dire a coloro che ambiscono e si attendono di poter incontrare alieni in carne ed ossa provenienti da pianeti extrasolari:  se esistono forme di vita lontane da noi lontane milioni di kilometri o anni luce per poter arrivare sulla terra non potrebbero farlo con apparecchiature fatte di materia, ma dovrebbero viaggiare in altro modo, usando non veicoli fisici, ma veicoli animici.

In altre parole per essere in grado di muoversi a velocità superiori a quelle della luce non “salirebbero” su mezzi, ma dovrebbero trasporre la loro coscienza rendendosi capaci di viaggiare da una capo all’altro dell’universo scavalcando le leggi della fisica.

Gli esseri che abbiamo citato, quali Angeli, Demoni e Diavoli hanno questa possibilità: viaggiano a velocità astrale, tramite i loro corpi astrali. Inoltre essi provengono da pianeti entro il sistema solare; non da pianeti occulti o sconosciuti: gli stessi pianeti che conosciamo.

Molti di essi vivono entro il sottosuolo terrestre e dentro l’uomo stesso.

Siamo dunque  “abitati” da alieni ovunque e sono molto più presenti di quanto si creda.

L’importante è non cadere nell’inganno che essi debbano essere fatti di materia. Le dottrine, le filosofie, le psuedo scienze che divulgano conoscenze di Alieni fatti di carne, di metallo viaggianti su astronavi, sono cognizioni divulgate ed ispirate da questi stessi spiriti ostacolanti.

Chi divulga una dottrina di “contattismo, di avvistamenti o di “abduction” è  egli stesso vittima di suggestioni che muovono dal suo interno (luciferiche) o da allucinazioni  al suo esterno (arimaniche).

Questo lo si dice non per screditare o giudicare coloro che credono in questo tipo di fenomeni, ma per stimolare a pensare che tali fatti (manifestazioni aliene, cerchi nel grano, madonne, angeli) altro non sono che il tentativo di creare una nuova “religione” o nuova “scienza” che ha tutta l’intenzione di DISORIENTARE le coscienze verso quella che dovrebbe essere una ricerca sana e consapevole dell’origine e della meta dell’essere umano.

Si vorrebbe stimolare coloro che si sentono appassionati verso l’ufologia o il contattismo, a ricercare le cause e a dirigere le proprie indagini verso l’esoterismo e l’occultismo, piuttosto che in sedi pseudo quantistiche o pseudo scientifiche.

La materia non è l’unica condizione della realtà. Anche la musica, i pensieri, i sogni, gli esseri spirituali, i defunti, non sono fatti di materia, tuttavia hanno una loro esistenza. Esistono. Anche per chi non ci crede.

Tiziano Bellucci

 

 

 

 

IL TERZO “IO”: l’uomo angelo

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IL TERZO “IO”: l’uomo angelo

Esistono tre “io”: l’inferiore, il superiore e il vero io.

–          L’io inferiore o ego, o terreno è ciò a cui ci identifichiamo quotidianamente, tramite l’attività pensante e senziente umana.

–          L’io superiore o trascendente, è l’essere spirituale che dopo la morte incontriamo nell’aldilà e insieme a lui, compitiamo il nostro agire e stipuliamo il nostro destino

–          L’io vero è il frutto, il compendio dell’evoluzione dell’inferiore unito all’io superiore: l’immagine futura di ciò che noi saremo e rappresenteremo come entità angelica  umana.

Questo “vero io” è un essere in formazione, in crisalide, una sorta di “bambino celeste” che vive nel grembo del mondo spirituale e nascerà alla fine dell’evoluzione terrestre:  quando il singolo uomo avrà superato la sua umanità da tutte le influenze ostacolanti e avrà adempiuto alla sua missione di uomo.

Nascerà quando non esisterà più differenza fra l’io terreno inferiore e l’io celeste superiore. Dall’interno o dalla “fusione” di questi due “io” si genererà il vero io.

Il vero io è quindi l’immagine futura che avremo come angelo, parte delle schiere angeliche: un essere purissimo che ha sviluppato e unito insieme l’amore e la libertà, come qualità fondante e qualificante la sua gerarchia di appartenenza: la decima gerarchia, gli “angeli dell’amore nella libertà.

Questa “immagine divina di noi”  non esiste solo nel futuro: proietta la sua forza anche nel presente. Potremmo stupirci, ma ogni volta che sentiamo l’entusiasmo per intraprendere un azione, quando si accende in noi la passione per ogni iniziativa che ci infiamma, dovremmo essere coscienti che questa forza proviene dal futuro, proviene dal nostro “Vero io”.

Esso, come “trasmettendo” indietro da tempi che ancora non esistono è ciò che ci indica la “via”, ciò che ci avvampa e ci spinge verso situazioni di vita e di destino. La forza che ci ha aiutato e ci aiuta per superare le prove quotidiane, che ci ha migliorato proviene da lui, dal nostro futuro essere angelico. L’io vero.

Esistono tradizioni attuali, che parlano di “dimensioni parallele”, di mondi  interagenti, a causa della non conoscenza della realtà dell’io. La fisica quantistica sta postulando un sistema che è frutto solo di ingenue deduzioni, “rubate” dall’esoterismo e male interpretate: si equivoca il fatto che un essere spirituale può muoversi ed agire nel futuro, e collegarsi con il presente. Ma non si tratta di una realtà parallela : è l’io vero che comunica con l’io attuale.

Non ci sembrerà possibile, ma questo vero io, questo angelo in gestazione che riposa in ogni uomo, può accadere ed è sicuramente accaduto che noi lo abbiamo visto, anche se solo per  incantati momenti : quando ci siamo innamorati di qualcuno.

Se riandiamo con la memoria a quegli intimi momenti, in cui la scintilla dell’amore è scoccata, possiamo sentire che allora, vedemmo negli occhi del nostro amato, l’immagine del suo futuro essere angelico. Abbiamo incontrato per un attimo, il suo vero io, la sua regale entità angelica del futuro.

La conoscenza di questo mistero, dovrebbe aiutarci nei momenti in cui perdiamo la stima dell’amico, del compagno, del fratello: cercare di riandare con la memoria a quel momento magico, in cui vedemmo l’archetipo del suo essere divino in divenire dovrebbe far risorgere in noi la magia dell’amore che ci unì in maniera così potente e celeste.

Tiziano Bellucci


Steiner ci ha dato questa poesia, in merito:

Creati un modo nuovo, forte e coraggioso, di vedere la fedeltà.
Ciò che gli uomini chiamano generalmente fedeltà, svanisce rapidamente;
trasforma invece in ciò che segue la tua fedeltà:
nell’altro avrai sperimentato talune situazioni di brevissima durata,
attimi in cui egli ti sia apparso come ricolmo dell’archetipo del suo spirito.
Potranno poi sopravvenire altri momenti,periodi anche lunghi, in cui l’altro appare avvolto nell’oscurità.
Proprio durante tali periodi dovresti imparare a dirti:
lo spirito mi rinforza, io penso al suo archetipo umano che una volta ho avuto modo di vedere in lui.
Questo archetipo sia oggetto del mio sforzo.
Questo sforzo è fedeltà.
E così, anelando alla fedeltà, ogni uomo potrà essere vicino all’altro con la forza di un’angelo custode.R. Steiner

 

 

 

L’amata immortale. L’Angelo in noi

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L’amata immortale.  L’Angelo in noi

angel-2Si cerca fuori, ciò che non si trova dentro.

D’improvviso può accadere che ci si senta trasalire e colti dai brividi, come se ci trovassimo al cospetto di un Dio o di una Dea. Incontrando, osservando le creature e le cose, i nostri desideri sorgono, stimolati dalle loro belle e amorevoli forme.

Crediamo sia amore. L’attrazione per il bello e il sublime lo decodifichiamo come il “nobile sentire” che si annuncia nella passione amorosa.

L’essere amato e desiderato ci appare “angelicato”, quale essere celeste trasposto nel fisico, che seppur non alato, è cittadino di un mondo che vive al di là dell’Eden, nel luogo che poeti e musici declamano: “mondo divino”.

E vi è qualcosa di vero. Ogni umano è anche un essere spirituale, con una doppia cittadinanza: spirituale e terrestre. Ma non è un angelo. Per ora.

Tuttavia nella ricerca dell’amore “vero”, dell’amata immortale, della consorte o anima gemella, è incantato un mistero che vive solo e proprio dentro di noi.

 

Il mistero dice: “Non troverai mai il vero amore se lo cercherai fuori di te”.

Cerchiamo di svelare questo segreto, rinchiuso in una allegoria.

eros-e-psiche Nella fiaba antica di Apuleio, Psyche si incontra ogni notte con il suo amante Eros, e pur facendoci l’amore meravigliosamente non può mai vederlo in viso. Le è proibito. Tutto deve accadere nel buio. Deve abbracciare e godere delle delizie del suo sublime amante, senza potere mai averne una percezione visiva, oggettiva. Eros scappa sempre, con il sorgere del sole.

In questa allegoria vi è qualcosa che accade ad ognuno di noi, ogni notte. Infatti andiamo ogni notte nel mondo dei sogni, che è in realtà il mondo da cui siamo provenuti e dove andremo dopo la morte: il regno dello spirito.  Ci addormentiamo ed ecco che incontriamo là il nostro Angelo. Il Custode, l’essere della nostra anima.

La scienza spirituale ci parla di questa entità unita al nostro io, e di questo evento.

Esiste un legame magnetico fra noi e il nostro Angelo. Che è potentissimo. E’ il partecipare del “bruciare” di un fuoco spirituale comune. Egli ci “inonda” di amore, di beatitudine celeste.

Egli vive in noi in ogni momento. Dentro la nostra anima, nel nostro pensare e sentire. E’ parte di noi.
In immagine è un essere di Luce possente, che ci compenetra in ogni istante. Ma non ne abbiamo coscienza. Egli non può manifestarsi a noi durante lo stato di veglia. Solo di notte lo incontriamo e con lui abbiamo un attiva vita cosmica, di amore e beatitudine notturna. Si può dire che nel sonno “facciamo l’amore” con il nostro Angelo, ogni notte. Egli ci trasporta entro le regioni superiori e con lui sorvoliamo le distese planetarie. Abbiamo per “giaciglio” l’universo intero.

L’Angelo ci segue, ci ama dal principio dei tempi. Ci fu affidato tramite una legge soprasensibile: ci scelse e si concedette a noi come “compagno per l’eternità”. Lo si può vedere come una sorta di “matrimonio Edenico”  avvenuto millenni fa, nel quale il cielo ci unì in un indissolubile legame.

Il suo ruolo è di custodire la scrittura del nostro destino. Di condurci agli incontri del destino, e a “ispirarci” le direzioni giuste da seguire. Ma non solo. E’ l’essere Forza che ci fornisce la “base” di pensiero, il campo pensante tramite cui si può estrinsecare un attività pensante. Se possiamo pensare, lo dobbiamo al nostro Angelo, perché è tramite Esso che i nostri pensieri possono prendere forma e realtà interiore.

Ma Egli è soprattutto un “dispensatore” di amore in noi. Si può inoltre dire che l’Angelo è il nostro educatore all’amore. L’amato che ci insegna ad amare.

E in che modo ci dà questo insegnamento?

Ispirandoci l’amore, la passione amorosa per gli altri esseri umani. Ci fa sentire il suo Amore da dentro gli altri umani.

angelo

L’Angelo è androgino. Non né maschio né femmina. Durante la vita di veglia egli infonde a noi la sua presenza in modo singolare. Può essere sentito in noi come l’anelito per la ricerca della sublime “amata immortale” dal maschio; e come divino “principe amato” dalla femmina.

E’ il nostro Angelo che suscita in noi il bisogno di trovare un “anima complementare” o “gemella”.

E’ lui, il nostro “amante immortale”, il principe o principessa che rincorriamo durante tutta la vita. Ci spinge fuori, a cercare qualcosa che è già in noi: Lui stesso.

Incontrando un altro umano, che in qualche modo è legato a noi nel destino, ci pare di scorgere in esso una sembianza divina. In apparenza è così infatti. Di fatto il nostro Angelo si specchia nell’altro umano, e la sua luce meravigliosa ci inonda, facendoci scambiare il suo amore con il suo riflesso. Amiamo di un amore rispecchiato. L’essere umano assume fattezze celesti e emana la presenza del “nostro Angelo”, che prende così una forma fisica. Amando un umano, abbracciandolo, altro non facciamo che “surrogare” la mancanza fisica del nostro essere superiore.

Questo fatto è cause di innumerevoli vicende e fatti. In questo modo le creature umane, che divengono nostre compagne, vengono investite di un ruolo altissimo per il quale non possono essere all’altezza.  Ci aspettiamo dal nostro compagno un comportamento angelico, divino. Che sarà condannato a venire disatteso perché troppo elevato.

Nessun umano può darci l’amore potente e divino del nostro Angelo.

angelo-olivia-ralphangel-567-r-contr-ok3Questa conoscenza fa male all’amore verso gli uomini? La scienza spirituale dice che può invece rinforzarlo.

Sapere che durante la vita di veglia siamo strumenti, o “sostituti” dell’immagine riflessa dell’essere angelico che custodisce il nostro compagno, può servire ad essere più capaci di comprendere cosa “cova” dietro ogni unione.

Sentirci “potenziali Angeli” può farci diventate sempre più capaci di “emulare” un Angelo, di diventare capaci di amare in modo divino. Solo se crediamo che esiste qualcosa di più elevato di noi possiamo tendere ad elevarci verso esso. E non si può essere gelosi di un Angelo. Può solo nascere una “sana invidia” che ci spinge a lavorare su di noi, affinché si possa raggiungere una facoltà di amare simile a quella degli angeli. Che significa realizzare la meta umana. Amare in modo libero.

Questo è infatti il ruolo occulto dell’Angelo. Riempirci di amore durante la notte, per abbandonarci al mattino colmi di nostalgia, spingendoci a ritrovarLo tramite il rapporto con gli altri umani.

L’eterna corsa a cercare una anima gemella é la controimmagine di un unione che esiste già in noi, che é la possibilità di scoprire che in noi vi é già un amore eterno. Perfetto. Il nostro Angelo.

E il bello di questo è amore è che ci insegna ad amare gli altri umani. Cercare l’angelo fra gli umani è una ricerca vana.
Ma interessante. Per imparare ad amare non il divino, ma gli esseri che vogliono diventare divini: gli umani. Futuri angeli della libertà e dell’amore. La decima gerarchia

angel-3Con questi pensieri vorremmo dire che é il nostro Angelo, la nostra anima gemella. Colei che cerchiamo tutta la vita, illudendoci di trovarla fra i mortali. Mentre questo amore é già parte di noi. E sempre lo sarà, in eterno. Come amore immortale. Il “matrimonio chimico”, interiore è già avvenuto: migliaia di anni fa. Si tratta solo di accorgersene, cogliendo in un abbraccio, in un bacio, il profumo di un unione divina.

 

 

 

Chistian Morgenstern, canta una sua ode all’Angelo, ricordandoci dello stato d’animo a cui Egli è soggetto.

L’Angelo dice all’uomo:

Oh, se tu sapessi quando il tuo volto
si muta quando, nel mezzo di un tuo sguardo
che puro e silenzioso si unisce a me,
ti perdi interiormente e ti allontani!
Come un paesaggio, che era luminoso,
si annuvola e da te mi allontana.
Allora attendo: attendo in silenzio,
spesso a lungo.
E, se fossi un uomo come te,
mi ucciderebbero le pene d’amore disprezzate.
Ma il Padre mi donò un infinita pazienza
ed impassibile ti attendo, quando vorrai tornare.
Prendi questo dolce rimprovero
non come rimprovero, ma come un puro messaggio
”.

 

Angelo e Sé spirituale (Genio)

Steiner, O.O. 175, 20-02-1917): “L’uomo deve effettivamente, a poco a poco, unirsi più intimamente con il suo Sé spirituale, che è già in germe, anche se non ancora sviluppato, nell’aura astrale che al contempo è irraggiata dall’alto, da un elemento che viene incontro dal futuro. Quando avviene questo incontro? Si può sperimentare a metà di un sonno prolungato un incontro più intimo col Sé spirituale, ossia con le qualità spirituali da cui sarà composto il Sé spirituale, un incontro con il Genio. Questo incontro avviene per l’uomo più o meno ogni notte. Dapprima esso avviene in modo inconsapevole, ma diverrà sempre più cosciente grazie alle idee e alle rappresentazioni trasmesse dalla scienza dello spirito.

Lo spirito dell’uomo e lo spirito dell’Angelo Scoto Eriugena (810 D.C)

Eriugena parlava dell’esistenza di una relazione fra lo spirito dell’uomo e quello dell’Angelo. Come se nello Spirito dell’Angelo si trovasse un modello per lo Spirito dell’uomo e come se vi fosse un interdipendenza fra i due spiriti.

Questo comporta un certo lavoro da parte dell’uomo: un cammino di liberazione dalle brame e dai desideri. Questo lavoro conduce anche ad una “liberazione” dell’Angelo custode, il quale non è più necessario ad un uomo che abbia “superato l’umano”, perché quest’ultimo elevandosi di un gradino, diventa Uomo Angelo. Questa “emancipazione” dall’Angelo diviene dopo la morte o dopo l’iniziazione una comunione, una partecipazione cosciente insieme al proprio Angelo.

La purificazione effettuata dal discepolo permette che lo spirito del suo Angelo possa diventare spirito dell’uomo. La comunione con lo spirito dell’Angelo permette all’uomo di incorporare entro il suo spirito la forza dell’Angelo, cosichè l’uomo diviene per partecipazione, anch’egli Angelo. Rudolf Steiner chiama questo processo di partecipazione con l’Angelo “la realizzazione del Sé spirituale” nell’uomo. In altri termini, il corpo astrale viene trasmutato dal lavoro iniziatico dell’uomo, in un elemento spirituale che è della stessa natura e qualità del Sé del suo Angelo. Avviene come un “appropriazione” dello spirito dell’Angelo. Questi, ha il sé già sviluppato il Sé spirituale: partecipando della vita dell’uomo, vi è la possibilità che il corpo astrale umano possa essere fecondato da questo modello spirituale angelico e possa innalzarsi alla medesima natura.

 

Di notte voglio parlare con l’Angelo

Se riconosce i miei occhi.

Se egli improvvisamente chiedesse: “Vedi tu l’Eden?

Io dovrei rispondere: “l’Eden brucia.”

Voglio innalzare la bocca verso di lui,

indurita come chi non ha più desideri.

L’Angelo direbbe: “Intuisci tu la vita?”

E io dovrei rispondere: “la vita consuma.”

Se trovasse in me qualcosa di quella gioia

che è eternamente presente nel suo spirito

e la innalzasse nelle sue mani

io dovrei dire: “La gioia confonde”.

Rainer Maria Rilke

 

(Con umiltà devo confessare che questa conoscenza proviene da me. L’ho intuita poco dopo la pubblicazione del mio libro Erosophia. E l’ho sentita come una “ispirazione” giuntami dalla mia “Custode” (Angelo). Senza orgoglio non l’ho “rubata” o copiata da nessuno. Tanto è vero che è un tipo di verità che non è riscontrabile in altri ambiti. E’ nuova. E sono certo sia anche vera.  Tiziano Bellucci)

GLI ANGELI. Il colpo d’ala del pensiero

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angel-2GLI ANGELI

Il colpo d’ala del pensiero

(dai Quaderni di Flensburg)

Libero studio e rielaborazione di Tiziano Bellucci, dicembre 2016

 

 Il corpi fisici degli angeli negli elementi

L’angelo non ha un corpo fisico con limiti spaziali: esso può compenetrare una parte di acqua qui, e più lontano un’altra parte di acqua. Essi possono incorporarsi nei 4 elementi, senza necessariamente delimitarsi in uno spazio unico. Entro un lago e in una nuvola possono esservi decine di angeli che compenetrano la nebbia umida. L’idea che abbiamo di “Natura” che abbiamo deve arricchirsi di una globalità di esseri elementari che “abitano” negli elementi, i quali sono governati e “mossi” da Angeli e Arcangeli, come fossero loro “arti” o “continuazioni” del loro essere.

Non è il lago il corpo dell’angelo: lo sono i vari esseri elementari che vivono negli elementi. Gli elementari non hanno uno “spirito proprio”; il loro spirito appartiene all’angelo.

 

Il rapporto uomo/angelo

L’angelo vive in relazione con le forze di destino, i dolori e le gioie dell’uomo. Egli tende a promuovere, ad alimentare le forze migliori riposte nell’uomo, in modo che questi possa adempiere il suo destino con maggiore forza e coscienza.

L’angelo conosce dai tempi primordiali il passato e il presente dell’uomo che custodisce.

Egli “accompagna” l’uomo agli incontri di destino: può “attutire” in determinati momenti la coscienza umana, per provocare incitamenti “automatici” nel prendere determinate direzioni di cammino. Egli ispira “presentimenti” all’uomo: o semplicemente lo conduce su strade, “fa accadere” fatti che poi introducono ad eventi pre/scritti prima di nascere. Può accadere che in una fase delle vita, determinate cose ci appaiono fondamentali. Recanti in sé “premonizione”. Senza sapere la ragione, questo ci spinge a “sentire” di dovere intraprendere una data strada. Si tratta dell’influenza dell’angelo. Egli, tramite un particolare sforzo di concentrazione, riesce a penetrare nella nostro coscienza umana, portandoci a coscienza in un dato momento della vita, qualcosa di essenziale.

L’angelo dispone di un gran numero di possibilità per portare avanti il destino umano.

 

 

angels_in_americaLa coscienza dell’angelo e la coscienza umana

Ciò che è attinente alla vita ordinaria rimane oscuro all’angelo: non ha una percezione diretta della materia. Solo quando l’uomo si attiva per pensare e sentire la realtà spirituale, tanto piu egli sente presente l’uomo, sentendosi “pensato”. I coltivare sentimenti di venerazione, gratitudine e amore ci apre al rapporto con l’angelo.

Più l’uomo riesce a mettersi in rapporto cosciente con l’angelo (il quale conosce il piano di destino), tanto più diviene capace di intuire quali possono essere le vie che egli può intraprendere per incrementare positivamente il suo sviluppo.

Così come l’uomo può arricchirsi tramite il rapporto con l’angelo, quest’ultimo può decadere a causa della degradazione in cui può incorrere il suo protetto.

 

 

Le collaborazioni fra angeli

Gli angeli di diversi uomini, “collaborano” fra loro. Essendo in grado di muoversi fuori dalla spazio/tempo, riescono ad abbracciare nessi di destino più ampi, tramite una vista d’insieme globale. Quando deve avvenire un incontro karmico fra piu persone, più angeli concordano le condizioni fra loro.

 

Malattie e angeli

Quando deve avvenire una malattia predestinata, l’angelo gioca un ruolo nell’insorgere del male, non provocando direttamente la malattia, ma servendosi di altri esseri affinché essa accada.

 

Angeli e incarnazione del bambino

L’angelo coordina molto tempo prima, insieme ad un arcangelo, le condizioni per l’incarnazione dell’anima in base al destino umano. Vengono ricercate: una coppia di genitori, il territorio, la razza, il popolo.

Prima che l’io si manifesti nel fisico (prima dei tre anni) il mondo sovrasensibile parla attraverso il bambino. Guardando negli occhi un bambino si guarda negli occhi il suo angelo custode.

Può sgorgare molta saggezza dalle parole di un bambino. Perché è portatore di un angelo.

L’io del bambino è attivo sin dalla terza settimana dal concepimento, solo che è dedito ad altre attività: come quella di edificare lo strumento della coscienza, il cervello. Prima dei tre anni l’io è lo scultore, che plasma il suo corpo affinché vi possa esservi una possibilità di manifestazione. Quando il bimbo dice “io” a se stesso, è il momento in cui avviene un distacco graduale fra il suo angelo e il suo corpo. Tale distacco con l’angelo continua gradatamente, sino al 21°-28°  anno di età, momento in cui l’uomo arriva a prendere in mano il suo destino pienamente, ossia può esercitare il totale libero arbitrio. Quello è il momento in cui “si dovrebbe” riacquisire un contatto cosciente con l’angelo, per poter “intuire” il proprio piano di vita. Dopo il 28° anno, l’Angelo si attiva soltanto se l’uomo collabora e vuole che esso lo aiuti.

Più dedichiamo la nostra attenzione agli Angeli, più consegnamo a loro la possibilità di agire ed aiutarci a riconoscere il nostro destino.

 

Incontri notturni con l’angelo e la visione del giorno dopo

Nel Vangelo di Matteo, Giuseppe viene avvertito in sogno da un angelo dell’imminente nascita di Gesù. Steiner dice che l’angelo di notte siamo legati al nostro angelo custode, ed egli vive nell’ambiente astrale in cui noi passiamo la notte. E’ parte di quel mondo come rappresentante del “regno” spirituale.

In genere, a metà del periodo di sonno notturno, avviene un incontro dell’uomo con il suo angelo durante il quale vengono elaborati i fatti che andranno ad accadere il giorno dopo. Si ha come una “visione” profetica del destino del giorno seguente. Solitamente questo non affiora alla coscienza ordinaria: ma più si diviene consapevoli dell’incontro con l’angelo, più potremo prendere giuste decisioni e trasferire pensieri consapevoli entro le azioni della giornata a venire.

Supponiamo che a mezzogiorno debba accadere un dato evento: quello che sarebbe più giusto da fare è già stato “discusso” con l’angelo custode la notte precedente. Ci si può come sentire interiormente dire: “quel che ora andrò a fare è stato ieri concordato con il mio angelo”. E’ fondamentale riconoscere come la vita notturna sia un tutt’uno con la vita diurna e abbia retroscena spirituali.

Per affrontare coscientemente l’incontro con l’Angelo è bene prima di dormire prepararsi con il pensiero nella convinzione che nelle ore notturne si entrerà in rapporto con il proprio custode. Il sonno ci unisce con il mondo spirituale.

Steiner consiglia, se si voglio porgere domande all’angelo sul proprio destino, di farlo prima di addormentarsi. Le risposte possono arrivare da un’altra direzione, forse mediante un evento apparentemente casuale. E’ importante in tal proposito, sviluppare una certa capacità di osservazione degli eventi più sottili che accadono durante il giorno.

 

fallen_angelAngelo e Sé spirituale (Genio)

Steiner, O.O. 175, 20-02-1917): “L’uomo deve effettivamente, a poco a poco, unirsi più intimamente con il suo Sé spirituale, che è già in germe, anche se non ancora sviluppato, nell’aura astrale che al contempo è irraggiata dall’alto, da un elemento che viene incontro dal futuro. Quando avviene questo incontro? Si può sperimentare a metà di un sonno prolungato un incontro più intimo col Sé spirituale, ossia con le qualità spirituali da cui sarà composto il Sé spirituale, un incontro con il Genio. Questo incontro avviene per l’uomo più o meno ogni notte. Dapprima esso avviene in modo inconsapevole, ma diverrà sempre più cosciente grazie alle idee e alle rappresentazioni trasmesse dalla scienza dello spirito.

Io mi addormento;

fino al mio risveglio sarò nel mondo spirituale;

la mia anima vi incontrerà la potenza animica della mia vita sulla terra,

potenza che esiste nel mondo spirituale

e circonda come un aura il mio capo:

essa è il Genio;

le ali del Genio hanno sfiorato la mia anima”.

 

L’angelo dopo la morte

L’angelo accompagna l’uomo dopo la morte. Egli favorisce il processo di rivedere la “vita al contrario”: facendo sperimentare all’uomo la tipica coscienza angelica, capace di abbracciare con un colpo d’occhio, con grande precisione e completezza sorprendente, tutta l’esistenza trascorsa. Ciò che l’uomo vive come esperienza del kamaloca è esperienza analoga al vivere la coscienza ordinaria dell’angelo, dove il mondo interiore diviene mondo esteriore.

Compito dell’angelo è di instaurare un rapporto con le gerarchie superiori e il disincarnato. Egli è compenetrato dall’angelo. Il suo angelo si collega ad altri angeli, i quali sono legati a loro volta, ad altri umani disincarnati che dimorano nel mondo spirituale.
Come sulla terra siamo avvolti da un corpo fisico, nel mondo spirituale dopo la morte siamo avvolti da un organismo spirituale che è l’essere angelico nostro custode. Permaniamo con questo “vestito” angelico per il periodo in cui si resta nel kamaloca. Poi sorge l’esigenza di “estendersi” e di essere compenetrati da sostanza arcangelica, per salire di coscienza e di altezza sui piani del mondo spirituale.

 

 

Lo spezzare il legame con l’Angelo

Il farsi pervadere dal materialismo, può impedire la nostra collaborazione con l’angelo nel post mortem, durante la “mezzanotte cosmica”: infatti in quel momento l’angelo –lui solo- può intessere una collaborazione con un arcangelo, per configurare le fasi e lo sviluppo del destino umano. Se si spezza il legame con l’angelo, si va a complicare molto la strutturazione del destino.

L’uomo una volta incarnato infatti, non potrebbe piu sentire gli effetti delle esperienze karmiche: non avrebbe piu presentimenti che gli possono indicare un agire corretto, da intraprendere.

Da un certo momento in poi potrebbe “non succedere piu nulla” che possa portare occasioni di progresso in questa vita. Cessano le “ispirazioni” angeliche. Un angelo che non riceve piu dall’uomo impulsi, stimoli di natura spirituale, morale e religiosa, non può piu intervenire nel destino del suo custodito. L’angelo non accompagna piu l’uomo, se questi durante la veglia lo ignora, lo rinnega. Il fatto che egli possa agire dipende dalla disposizione animica di fiducia dell’uomo. Ciononostante l’angelo compie innumerevoli tentativi per scuotere l’uomo dal materialismo e svegliarlo.

 

Archai, Arcangeli e Angeli

Le Archai si occupano di preservare operare nelle forze del corpo fisico umano, gli Arcangeli in quelle del corpo eterico e gli Angeli in quelle del corpo astrale.

 

Natale e Angeli

“In inverno, a Natale la terra apre le sue finestre ed Angeli ed Arcangeli vi guardano attraverso”.

L’ansia, la malinconia natalizia è dovuta al fatto che entità superiori possono osservare il contenuto morale ed etico delle anime umane. Ci si sente “indagati” all’interno.

 

guardian-angel-2Il pensare, il meditare e l’Angelo

Quando ci si solleva dalla coscienza ordinaria, la percezione che si ha dello stato eterico del proprio essere è un “assaggio” di ciò che è l’essenza angelica. Essa è presente nel pensare puro, libero dai sensi. La sostanza del pensare stesso è parte di essa. “Si tocca” l’ala dell’angelo, quando si ascende ad un pensare superiore, rafforzato, concentrato.

L’angelo ci protegge anche dalla reale natura del pensare. Esso sarebbe pura “immaginazione”. Forza che non sarebbe sostenibile dall’uomo. L’angelo ha il compito di “codificare” il pensare vivente in pensare astratto: altrimenti le entità viventi presenti nei pensieri, nelle percezioni ci ucciderebbero, a causa della potenza che esse emanano.

 

Pregare all’Angelo

Ci si può rivolgere al proprio Angelo affinché si rivolga all’Angelo di un altro umano in modo da mettergli a disposizione le forze per permettergli di promuovere adeguate azioni all’interno della coscienza di quell’uomo, che vadano a estrinsecarsi in una corretta esecuzione del suo destino.

Si deve pensare concretamente alla persona ponendosela davanti mentalmente in immagine, richiamando il tipo di rapporto che abbiamo con essa.  Ricordandosi che ognuno ha un Custode, viene messo in atto un processo spirituale.

Pregare significa accrescere le forze dell’Angelo, il quale può mettere in moto il destino, facendo progredire l’altro uomo. La volontà e l’amore inviati vengono ritrasmessi dall’Angelo al suo protetto. Questo si ripercuoterà sul comportamento della persona a cui è stata inviata la preghiera.

Ecco una preghiera di Steiner, in merito:

Spirito della sua anima,

attivo guardiano,

che le tue ali possano portare

l’amore implorante della mia anima

all’essere umano affidato alla tua custodia,

affinché, unita alla tua potenza,

la mia preghiera irraggi piena di aiuto

sull’anima che cerca con amore”.

 

Si dovrebbe provare gratitudine e riconoscenza per il proprio Angelo, che funge da intermediario.

 

 

Lo spirito dell’uomo e lo spirito dell’Angelo Scoto Eriugena (810 D.C)

Eriugena parlava dell’esistenza di una relazione fra lo spirito dell’uomo e quello dell’Angelo. Come se nello Spirito dell’Angelo si trovasse un modello per lo Spirito dell’uomo e come se vi fosse un interdipendenza fra i due spiriti.

Questo comporta un certo lavoro da parte dell’uomo: un cammino di liberazione dalle brame e dai desideri. Questo lavoro conduce anche ad una “liberazione” dell’Angelo custode, il quale non è più necessario ad un uomo che abbia “superato l’umano”, perché quest’ultimo elevandosi di un gradino, diventa Uomo Angelo. Questa “emancipazione” dall’Angelo diviene dopo la morte o dopo l’iniziazione una comunione, una partecipazione cosciente insieme al proprio Angelo.

La purificazione effettuata dal discepolo permette che lo spirito del suo Angelo possa diventare spirito dell’uomo. La comunione con lo spirito dell’Angelo permette all’uomo di incorporare entro il suo spirito la forza dell’Angelo, cosichè l’uomo diviene per partecipazione, anch’egli Angelo. Rudolf Steiner chiama questo processo di partecipazione con l’Angelo “la realizzazione del Sé spirituale” nell’uomo. In altri termini, il corpo astrale viene trasmutato dal lavoro iniziatico dell’uomo, in un elemento spirituale che è della stessa natura e qualità del Sé del suo Angelo. Avviene come un “appropriazione” dello spirito dell’Angelo. Questi, ha il sé già sviluppato il Sé spirituale: partecipando della vita dell’uomo, vi è la possibilità che il corpo astrale umano possa essere fecondato da questo modello spirituale angelico e possa innalzarsi alla medesima natura.

 

Come pensa l’uomo e come pensa l’angelo?

L’uomo pensando parte da un punto e dice: io ho compreso questa cosa. A partire da questa conoscenza cerco di comprendere altre cose ad essa collegata. Si parte da un punto per progredire ulteriormente, per allargare i concetti e la visione d’insieme, abbracciando sempre più ampie sfere di realtà. Per fare questo serve l’elemento del “tempo”. Concatenare concetti uno dopo l’altro, significa disporli su una ipotetica linea mnemonica temporale. Una costruzione di pensiero non equivale al “lampo animico” che come visione globale d’insieme appare all’Angelo. L’uomo deve sforzarsi a trovare il seguito logico di un pensiero. Gli Angeli hanno un pensiero spirituale istantaneo, un immagine spirituale immediata. Non devono faticare a concatenare nel tempo. Tutto diviene spazio animico contemplabile con un colpo d’occhio che riassume in sé tutto, in un’unica immagine. Come una sorta di “istinto” nell’angelo compare la globale verità su una cosa.

L’uomo deve faticosamente elaborare il suo spirito, mentre l’Angelo ha già elaborato il suo spirito.

L’uomo può acquistarsi concetti esatti e chiare forme di pensiero, tramite il suo potere di “nominare” ossia di differenziare la realtà: capacità che l’Angelo non possiede.

(Si potrebbe dire che l’Angelo non ha uno spirito individuale come l’uomo. E’ parte dell’uomo. In qualche modo è l’io superiore dell’uomo. Rimane un essere esterno all’uomo sino a che questi non riesce ad identificarsi con il proprio spirito. Quando l’uomo elevandosi, diviene Angelo, l’Angelo e l’uomo divengono una cosa sola)

 

Di notte voglio parlare con l’Angelo

Se riconosce i miei occhi.

Se egli improvvisamente chiedesse: “Vedi tu l’Eden?

Io dovrei rispondere: “l’Eden brucia.”

Voglio innalzare la bocca verso di lui,

indurita come chi non ha più desideri.

L’Angelo direbbe: “Intuisci tu la vita?”

E io dovrei rispondere: “la vita consuma.”

Se trovasse in me qualcosa di quella gioia

che è eternamente presente nel suo spirito

e la innalzasse nelle sue mani

io dovrei dire: “La gioia confonde”.

Rainer Maria Rilke

 

 

 

L’Angelo dice all’uomo:

Oh, se tu sapessi quando il tuo volto

si muta quando, nel mezzo di un tuo sguardo

che puro e silenzioso si unisce a me,

ti perdi interiormente e ti allontani!

Come un paesaggio, che era luminoso,

si annuvola e da te mi allontana.

Allora attendo: attendo in silenzio,

spesso a lungo.

E, se fossi  un uomo come te,

mi ucciderebbero le pene d’amore disprezzate.

Ma il Padre mi donò un infinita pazienza

ed impassibile ti attendo, quando vorrai tornare.

Prendi questo dolce rimprovero

non come rimprovero, ma come un puro messaggio”.

Chistian Morgenstern.

 

 

 

Angelo“Fluisca in te la luce che ti può afferrare.

Io accompagno i suoi raggi col calore del mio amore.

Con i pensieri più gioiosi del mio pensare

Io penso ai moti del tuo cuore.

Che essi ti rafforzino,

che essi ti sorreggano,

che essi ti illuminino.

Davanti ai passi della tua vita

vorrei raccogliere i miei pensieri gioiosi;

che essi si uniscano alla tua volontà di vita

ed essa si ritrovi con forza in tutto il mondo,

sempre di più attraverso se stessa”.

Rudolf Steiner

LE 4 COSCIENZE i 4 elementi i 4 MONDI

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LE 4 COSCIENZE i 4 elementi i 4 MONDI

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  • Se l’uomo sente che tutto ciò che è solido, minerale nella terra è presente anche in lui nelle sue ossa solide, minerali, se vive il “senso” del suo essere minerale, allora sperimenta anche la prima coscienza, quella legata al corpo fisico: LA COSCIENZA MINERALE O NEUROSENSORIALE. Percezione degli esseri presenti nel mondo fisico.

 

  • Se invece egli sente che tutto ciò che è acqueo, che fluisce liquidamente nella terra è presente anche in lui nel suo sistema linfatico, nei liquidi interni, nel suo sangue, se vive il “senso” del suo essere liquido, allora sperimenta la seconda coscienza, quella legata al corpo eterico: LA COSCIENZA ETERICA O IMMAGINATIVA Percezione degli esseri presenti nel mondo astrale ed elementare. Esseri della natura e entità della 3° gerarchia angelica

 

  • Se l’uomo sente che tutto ciò che è aereo, gassoso nella terra è presente anche in lui nel suo respiro, entro i suoi polmoni, se vive il “senso” del suo essere aeriforme, allora sperimenta anche la terza coscienza, quella legata al corpo astrale: LA COSCIENZA ASTRALE O ISPIRATIVA. Percezione degli esseri presenti nel mondo celeste o spirituale inferiore. Esseri della 2° gerarchia angelica

 

  • Se l’uomo sente che tutto ciò che è infuocato nella terra è presente anche in lui e si esprime nella sua temperatura corporea, se vive il “senso” del suo essere di calore, allora giunge a sperimentare la quarta coscienza, quella legata al corpo dell’io: LA COSCIENZA SPIRITUALE O INTUITIVA. Percezione degli esseri presenti nel mondo spirituale superiore. Entità della 1° gerarchia angelica

 

Tiziano Bellucci

 

 

 

L’ARMONIA DELLE SFERE CELESTI

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L’ARMONIA DELLE SFERE CELESTI

 

Quando Pitagora, Dante e gli iniziati parlano delle cosiddette “armonie delle sfere celesti” di null’altro trattano se non dei sublimi dialoghi delle entità cosmiche che da un lato all’altro dell’universo, da cielo a cielo, da coro a coro si passano fra loro le direttive per tenere in armonia il piano divino.

Ogni legge di gravitazione, di coesione, di meteorologia è di fatto un insieme di parole inudibili, di suoni capaci di strutturare la sostanza e di tenerla in ordine, secondo un criterio di proporzione e sincronismo perfetto. Tali suoni sono quelle che un tempo la gente semplice chiamava le “parole degli angeli”. Voci e canti che si intessono su laghi, mari e montagne: sibili e vibrazioni che rendono possibile il “mistero della vita”.

Tiziano Bellucci