Angeli e Gerarchie spirituali

L’ARMONIA DELLE SFERE CELESTI

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L’ARMONIA DELLE SFERE CELESTI

 

Quando Pitagora, Dante e gli iniziati parlano delle cosiddette “armonie delle sfere celesti” di null’altro trattano se non dei sublimi dialoghi delle entità cosmiche che da un lato all’altro dell’universo, da cielo a cielo, da coro a coro si passano fra loro le direttive per tenere in armonia il piano divino.

Ogni legge di gravitazione, di coesione, di meteorologia è di fatto un insieme di parole inudibili, di suoni capaci di strutturare la sostanza e di tenerla in ordine, secondo un criterio di proporzione e sincronismo perfetto. Tali suoni sono quelle che un tempo la gente semplice chiamava le “parole degli angeli”. Voci e canti che si intessono su laghi, mari e montagne: sibili e vibrazioni che rendono possibile il “mistero della vita”.

Tiziano Bellucci

 

 

La leggenda di Lucifero

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Vi era un tempo in cui vi era un Angelo potente, pieno di grazia e di bellezza, di nome Lucifero. La sua veste scintillava con uno sfolgorio di luci turchine ed azzurre. Sulla fronte aveva un diadema di smeraldo verde.
Egli viveva entro il Sole e “portava” la luce fuori nel mondo, e illuminava ogni essere.
La sua forza e il suo fascino erano grandi, tanto che Michele non lo eguagliava: Lucifero era il “principe” della luce. Sapeva di essere bello e potente, ma a quei tempi donava la sua bellezza e la sua forza per il bene del Divenire universale.
Un giorno venne convocato da Dio. Egli gli disse:
“Lucifero, ho in serbo per te una missione grandiosa. Un compito a cui solo un essere meraviglioso e fedele come te può attendere. Vuoi sapere di cosa si tratta?”
Lucifero rispose:
“Onore e gloria al Dio degli eserciti celesti: ogni progetto che viene dalla tua mente santa è per me un onore adempiere e realizzare. Accetto a priori la missione, senza doverla conoscere. Può esservi solo assoluto bene, perfezione e amore, se un piano viene concepito da Te. E io posso solo inchinarmi se hai scelto me per realizzarlo”.
Dio replicò:
“Lucifero, io voglio che tu sappia i termini del Mio mandato. Perché la consapevolezza è il più grande dei doni e degli onori. E tu meriti questo dono.
Lucifero inchinandosi implorò:
“Dio delle meraviglie, delle cose mai nate e mai morte; nel tuo Essere risiede il segreto dei segreti. Io ammiro e glorifico ciò che proviene da te, ti ripeto: non voglio sapere la natura del progetto. Ardo solo da ora, di adempierlo con tutto me stesso”.
Dio disse allora.
“Lucifero devi  essere cosciente che nel momento in cui ti rivelerò quale è il mio piano, tu ti dimenticherai di te stesso, del tuo essere e “diventerai” il mio progetto.
Lucifero ancora, prostrandosi sussurrò:
“E sia, Dio: voglio trasformarmi nella tua idea, dimenticarmi di tutto ciò che sono. Dimmi cosa devo fare, rivelami il tuo piano”.
E Dio disse:
“Lucifero, da ora sino alla fine del tempo fissato, tu devi odiarmi”.
E in quell’attimo esatto sotto i piedi di Lucifero si aprì un abisso, obliando il suo passato e il suo essere.
 Egli cadde dai cieli, rotolandosi nel vuoto, perdendo dalla fronte la pietra del potere della luce, il diamante verde. Molti dicono che venne trovata da Adamo, e che poi la ebbe Melchisedek e infine venne plasmata nel calice con cui Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo sul Golghota.
Di fatto Lucifero, da quel  momento odia Dio sino alla fine del mondo: adempie in perfetta esecuzione il piano divino.
Ma c’è chi dice che qualcuno lo redimerà, qualcuno gli riconsegnerà la memoria perduta. Qualcuno che gli rivelerà il mistero dell’amore che in lui è stato nascosto, cancellato.
Il Figlio dell’uomo, che nascerà dall’anima purificata dell’uomo,  lo salverà ed esso ritornerà ad essere quell’angelo di luce che fu un tempo.

Gli spiriti della Forma: Exusiai, Potestà (plasmatori di forme)

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L’etere di luce e spiriti della forma

I 6+1 Elohim
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Esistono 7 spiriti della forma: essi sono di natura solare.
Sei di essi dimorano entro il Sole. Uno di loro è rimasto ad abitare sulla Luna: questo spirito è chiamato “Javhè”. Questi 6 spiriti si ritirarono sul Sole fuoriuscendo dalla terra nell’era iperborea. Sei Elohim andarono a agire dal Sole, uno rimase collegato alla luna/terra. Dopodichè anche Javhè decise di fuoriuscire dalla terra, portandosi con sé la sostanza lunare e gli esseri lunari.L’elemento proprio in cui agiscono le Exusiai sono in raggi di luce solareConcentrandosi solo sulla forma degli enti della natura, prescindendo da qualsiasi altra qualità, limitandosi ad osservare le forme della molteplicità di vegetali, animali e umani, si perviene a quelle entità chiamate Spiriti della forma. Essi conferiscono forme fisse, conchiuse, determinate.Nel regno minerale vediamo attivi entità denominate spiriti della forma, o meglio i loro discendenti, i quali determinano le pure forme minerali al di là di ciò che si considera come colore e come componente interno, in merito a sostanza. Gli spiriti della forma si occupano esclusivamente di ciò che appare come contorno, delimitazione esteriore, non per ciò che è contenuto interiore.

 

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PENSANDO, AFFERRIAMO PER UN LEMBO LA VESTE DEL NOSTRO ANGELO CUSTODE

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PENSANDO, AFFERRIAMO PER UN LEMBO LA VESTE DEL NOSTRO ANGELO CUSTODE
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L’angelo è il nostro tessuto di pensiero. E non solo.
Le entità della gerachia degli angeli forniscono il campo, la sostanza spirituale impersonale di supporto su cui possono esprimersi pensieri, sentimenti e azioni individuali. Sono una sorta di pensieri, sentimenti, volizioni impersonali, privi di connotazioni egoiche; si tratta di un pensare, sentire e volere di gruppo, di induzioni all’automatismo, più simili al pensare, sentire e volere animale, vegetale ossia più “naturale”.
Gli angeli con la loro stessa sostanza astrale, eterica e spirituale pervadono e compenetrano gli uomini; tale sostanza diviene il tessuto su cui gli umani possono pensare, sentire e volere in modo personale. Nel momento in cui l’uomo usufruisce di questo loro “supporto” spirituale impersonale, vi imprime a causa della particolare natura individualista del suo Io, una vibrazione impregnata di carattere egoico. In altri termini, nel momento in cui l’uomo si forma un pensiero o un sentimento, o compie un’atto, tale fatto “scuote” la sostanza astrale di proprietà dell’angelo e questo “scuotimento” vibrazionale viene registrato dall’angelo stesso come la percezione della sua sostanza in attività, manifesta.

Gli angeli hanno una coscienza diversa rispetto all’uomo. Gli angeli non sono liberi di avere un’esperienza interiore personale: se potessero averla, l’ingranaggio del cosmo s’incaglierebbe nell’arbitrio di qualcuno. Essi sono abilitati soltanto a riprodurre in modo perfetto le direttive che ricevono entro la loro interiorità (mondi più elevati). Le entità angeliche non sono abilitate a poter percepire qualcosa in modo tipicamente umano, ossia a mezzo dell’attività di un soggetto e un oggetto; essendo il mondo esterno (uomo compreso) parte di loro stessi, possono solo cogliere (ascoltando se stessi) una manifestazione, o meglio una presenza della loro stessa essenza. E’ come se un uomo, tentasse di osservare i suoi ricordi, i suoi stati d’animo; più che un “vederli” avvertirebbe un “sentirli”: non li registrerebbe come una percezione, ma come una manifestazione di parti (sottili, mnemoniche o animiche) di se stesso che affiorano alla sua coscienza. Come alzando il braccio abbiamo la percezione di avere il braccio oppure sbattendo il piede sentiamo il nostro piede, allo stesso modo quando un pensiero viene pensato da un uomo, l’angelo avverte come una modificazione entro il suo essere animico, entro la sua interiorità.

In realtà noi siamo protetti dall’ordinamento del mondo dallo sperimentare nella loro intierezza le entità e i processi spirituali che ci circondano.
Una grande somma di quelle stesse potenti immaginazioni ci appartengono pure: sono parte del nostro essere spirituale; fanno parte di una serie di forze che sono creativamente attive in noi: il nostro Io spirituale. Così come è costituito, l’uomo fisico è impossibilitato ad accogliere in sè pensieri viventi.
Nella vita ordinaria vi è “qualcosa” che ci protegge dall’esperienza di quelle stesse forze che ci appartengono, ma che non possiamo percepire direttamente, che altrimenti ci causerebbero una folgorazione. Ciononostante dobbiamo usarle, farci compenetrare da esse per poter essere ciò che siamo come umani; vi è qualcosa sopra di noi che come un filtro, è capace di accogliere nella loro titanica potenza le nostre stesse immaginazioni (i pensieri viventi del nostro Io) per poi trasmutarle in modo che possano giungere alla nostra interiorità in forma diminuita, ossia sotto forma di pensieri, rappresentazioni, sentimenti e volontà.
In realtà in ogni momento in cui pensiamo, sentiamo o vogliamo, sopra di noi opera un essere che ci sottrae la potenza di ciò che come una sorta di Luce spirituale viene promanato a noi dal nostro Io spirituale, la quale se giungesse a noi direttamente, ci ucciderebbe.
Mentre pensiamo o osserviamo una cosa, ci occorre poter usufruire della potenza di Luce del nostro Io; anche in ogni cosa che ci appare presente nel mondo esterno è insita una immaginazione spirituale: il pensiero vivente di un essere. Se essa entrasse in noi nella sua intierezza noi non potremmo sopportarla: così come non ci è possibile guardare il sole, senza proteggerci gli occhi.
In ogni attimo della vita di percezione diurna, vi è un essere che ci protegge, che modifica la prorompente sostanza di Vita che da ogni parte del mondo irraggia in noi e verso di noi.
Tale essere è il nostro Angelo. Esso protegge e controlla ciò che non siamo in grado di eseguire: ciò che a noi giunge come pensieri e rappresentazioni non è altro che l’ombra, il riflesso di ciò che in forma diminuita, corrisponde alla reale natura di un pensiero vivente.
L’Angelo fa rispecchiare entro il suo corpo eterico le immaginazioni, per inviarle poi verso il corpo fisico dell’uomo: a sua volta esso le rispecchia nuovamente. L’immaginazione passa così attraverso due filtri: uno eterico e uno fisico.

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