Antroposofia generale

“La Pasqua dell’io: l’incrociarsi di terra e cielo”

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“La Pasqua dell’io: l’incrociarsi di terra e cielo”

Giovedì 29 Marzo, ore 20.30 – 22

Letture e osservazioni sul mistero della Passione Pasquale come via di iniziazione, secondo l’antroposofia
a cura di Tiziano Bellucci

Via agucchi 121/12, Bologna (presso parco Pontelungo)

Per info: 348 065 98 27

Aperto a tutti

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Evoluzione dell’uomo e del mondo. Passato, presente e futuro della Terra.

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Vi ricordo che domenica prossima  17 dicembre 2017 si terrà il seminario

 Evoluzione dell’uomo e del mondo. Passato, presente e futuro della Terra.

ore 9.30 – 17

via saffi 30 Bologna, presso la scuola di arteterapia del colore Stella Maris.

Vi aspettiamo con calore ed entusiamo.

per info:  348 065 98 27

Tiziano Bellucci

sotto, una descrizione degli argomenti che si tratteranno.

 

Evoluzione del mondo e dell’uomo.

Illustrazione dello scopo, della mèta dell’uomo e degli altri regni terrestri quali esseri in continua evoluzione.

L’uomo proviene da un passato cosmico, dove ha attraversato 3 fasi passate, iniziate miliardi di anni or sono, di evoluzione della sostanza e della coscienza: dovrà incontrare anche 3 evoluzioni future.

Origine del sistema solare: saturno: creazione del calore (con simbolo dello Zolfo infuocato), sole: luce e aria, luna: suono ed acqua, processi chimici (con simbolo dell’argento vivo o Mercurio) terra: mineralità, etere vitale (con simbolo del Sale) giove: acqua, aria e fuoco, venere: aria e fuoco, vulcano: fuoco

DA DOVE VIENE L’UOMO?

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DA DOVE VIENE L’UOMO?

  L’umanità proviene da una passata condizione spirituale.

Vi fu un tempo che l’umanità era un’unità, parte del Sole: in uno stato della coscienza e della materia diverso da ora. Le tradizioni chiamano quella condizione “solare” GIARDINO DELL’EDEN.

In quello stato l’umanità viveva a contatto con le essenzialità e le spiritualità, ma in piena dipendenza da esse. Come un neonato fra le braccia della madre.

Tale Madre (mondo spirituale) si occupava di lui in tutto, essendo egli impossibilitato di potersi autogestire, alimentarsi e sopravvivere.

La vita dell’uomo di quei tempi era un librarsi nel cosmo spirituale attorniato da colori, profumi e suoni celestiali (edenici) con esperienze di perenne beatitudine.

Successivamente mano a mano l’umanitàviene progressivamente svincolata, allontanata dal grembo materno, per far sì che possa rendersi autonoma. (caduta)

Si inserisce in lei un elemento egoico, definibile con il termine luciferico, il quale la spinge alla volontà dell’autonomia, del libero arbitrio, necessario per la sua sana evoluzione indipendente. Tale volontà di indipendenza determina un allontanamento dallo spirituale.

Tale allontanamento causa inevitabilmente la perdita del contatto diretto con la madre, o mondo spirituale, sia dal punto di vista della condizione della corporeità, che diventa sempre più materializzata, sia dal punto di vista della percezione, per il graduale scomparire della sua capacità di poter vedere e sentire la spiritualità.

Tale mancanza e contatto con la spiritualità crea nell’uomo la nostalgia per lo spirituale; egli crea dei surrogati che suppliscano a tale mancanza: l’arte. Attraverso l’arte egli evoca stati d’animo similari a ciò che un tempo sperimentava direttamente. Simula, per alcuni attimi un incontro con il divino.

La capacità cognitiva veggente viene man a mano a spegnersi, e un eco rimane sino all’epoca greca, sino a giungere ad un suo completo oscuramento, che lo porta addirittura alla negazione dell’esistenza di un mondo spirituale.

La conformazione fisica dei suoi organi di senso, crea una condizione della realtà che è distorta: non appare più la spiritualità agente in ogni cosa, ma appaiono solo le cose, svuotate di spiritualità. Nasce il materialismo: scienza della materia.

In quel passato remoto non esistevano cose: tutto era essere, entità vivente, cosciente. Le cose, i colori, i suoni che l’uomo vede e sente sulla terra sono qualcosa che in realtà non esiste, ma che si crea solo in virtù dell’incontro fra la sua coscienza e la spiritualità del cosmo. Il cozzare dello spirito umano contro lo spirito cosmico determina la comparsa di forme e colori. Lo spirito non appare più nella sua veste reale, ma al suo posto compaiono delle sagome colorate risuonanti.

Per tal motivo in quasi tutte le religioni si dice che l’uomo davanti al mondo, incontra solo illusione, parvenza: egli vede soltanto l’immagine morta dello spirito.

Tale perdita di contatto con lo spirituale si è originata dalla necessità di fondare nell’uomo un essere che divenisse capace di scendere sino al più basso gradino della materia per sprofondare nell’illusione,  dandogli così modo di destarsi dalla condizione di caduta, per stimolarlo a spingersi volontariamente verso una ricerca della reale e vera condizione dell’esistenza. Se egli non fosse caduto dalla condizione primordiale, egli non avrebbe mai potuto giungere a conseguire una facoltà autonoma di ricongiungersi con lo spirituale arricchito della capacità dell’autocoscienza.

Lo scopo dell’uomo è di ridiventare un essere spirituale, con la massima consapevolezza di sè e della sua missione.

In tutte le scuole dei misteri si insegnava questo: tu sei un dio. L’uomo deve diventare una consapevole del suo ruolo e del suo rango gerarchico.

In tali sedi venivano insegnate anche le tecniche per giungere a riacquistare la capacità di diventare un collaboratore dello spirito. L’uomo acquisendo la coscienza di veglia in realtà rispetto allo spirituale cade in uno stato di sogno: il sogno della vita terrestre. Egli crede di essere desto, ma in realtà dorme, per ciò che accade nello spirito.

Questa tecnica di risveglio –che è un ritorno cosciente a quella che era la condizione dell’inizio– è chiamata iniziazione.

Tiziano Bellucci

L’antroposofia o “conoscenza dell’uomo” del Dott. R. Steiner

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L’antroposofia o “conoscenza dell’uomo” del Dott. R. Steiner

 La scienza dello spirito Europea (nata al principio del secolo scorso tramite l’impulso di Rudolf Steiner può e vuole essere un riferimento per tutti coloro che sono in cerca del senso della vita.
A lato della scienza ufficiale,” egli dice “esiste ed è sempre esistita un’altra scienza che si occupa di indagare ciò che vuole essere la verità totale del mondo: essa è antichissima, anzi nata prima della stessa scienza materialista ufficiale; essa è denominata “esoterismo”, o scienza dello Spirito.”

Chiunque può constatare che il 1900 è stato il primo secolo in cui siano mai state conseguite così tante scoperte in un lasso di tempo breve, rispetto i millenni addietro.

Tale fatto è in collegamento con la presenza di una particolare Forza che agisce nel pensiero umano, dalla fine del secolo diciannovesimo sino ad ora, la quale reca imponenti impulsi di pensiero, ritrovabili come possanza, solo nel periodo greco, ai tempi della filosofia greca: è difatti il medesimo periodo in cui questa stessa Forza agiva anche allora.

Questa Forza, non ha solo il compito di promuovere le scoperte scientifiche ed intellettuali, ma ha anche lo scopo di infondere nell’uomo particolari forze di pensiero atte a praticare il ricongiungimento con Essa stessa: si tratta di un’energia metafisica, che si trova condensata ed espressa in un uomo solo, in tutto il pensiero di R. Steiner: la scienza dello spirito.

Egli scrive: “L’uomo vede solo gli effetti sensibili di cause invisibili che sfuggono alla sua percezione; queste cause sono attività di Forze che dimorano al di fuori del mondo degli effetti: quest’ultimo è soltanto una loro manifestazione.”

In altre parole: “Noi vediamo per prima solo una parte del mondo: non siamo abilitati a vedere i legami tramite i quali vengono azionati gli ingranaggi del mondo; tale movimento è determinato dalle Forze che stanno alla base del cosmo, le quali sono invisibili ai sensi.

In realtà l’uomo vede solo gli effetti sensibili che vengono prodotti da cause extrasensibili.

Tale scienza spirituale si propone di elaborare un metodo scientifico di conoscenza delle realtà invisibili e inconoscibili, altrettanto rigoroso ed esatto di ciò che oggi si pretende dai metodi scientifici nel campo delle scienze naturali. Lo sguardo dello scienziato dello Spirito deve possedere la stessa precisione che viene applicata dal fisico o dal matematico usuale. Si tratta di esattezza dei particolari nell’indagine soprasensibile.

Come la scienza fisica utilizza materiali e sensi fisici per l’indagine del fisico, la scienza dello spirito utilizza materiali e sensi spirituali per indagare lo Spirito.

Il problema di come poter giungere alla visione della realtà che è al di là della materia, si basa però non su un potenziamento degli organi di senso, ma su un superamento degli stessi: essi devono invero tacere; l’uomo deve elevarsi in uno stato superiore di coscienza.

Così come nel sogno l’uomo pur avendo gli occhi chiusi vede e vive se pur passivamente una realtà che gli appare reale, allo stesso modo lo sperimentatore lascia che il corpo si addormenti, e attivamente segue le fasi del sonno, sino a penetrarvi e a parteciparvi sapendo che il suo corpo sta dormendo.

Non gli appare più un mondo di simboli e immagini oniriche: gli si svela quella parte del mondo che prima nella veglia del corpo gli era celata.

Steiner giunge a poter affermare che è possibile dapprima per tutti gli uomini attraverso il pensiero, afferrare e comprendere in forma di pensieri, di concetti e immagini ciò che un “iniziato” o uno sperimentatore dello spirito, può comunicare circa le sue visioni o percezioni, ottenute attraverso lo sviluppo di determinati organi di senso capaci di percepire manifestazioni che rimangono invisibili ai sensi ordinari.

Comunque egli sostiene che tali rivelazioni possono e devono venir effettuate e confermate da qualsiasi uomo che si dedichi alla conformazione di tali organi, attraverso particolari tecniche.

Non devi credere a quello che ti dico, ma solo lasciarlo agire in te; verrà un tempo che tu stesso perverrai ad una visione extrasensibile, e allora ti accorgerai che queste comunicazioni oltre che ad essere vere, non erano quindi solo astratti pensieri, ma forze attive che hanno fatto nascere in te facoltà di percezione spirituale.”

Il principale lavoro di Steiner sarà di divulgare, oltre alle molteplici conoscenze spirituali, vari metodi ed esercizi di tirocinio esoterico onde poter conseguire una personale facoltà di percepire la realtà spirituale; tali esercizi attuano modificazioni superiori nella struttura morale dell’anima: l’individuo che li pratica si eleva dal comune gradino di umanità, modificando la sua costituzione interiore animica.  Lo stato di coscienza si innalza, mutandosi in una “supercoscienza” tanto da poter entrare in contatto con tutto ciò che è al di là e al di sopra del comune stato di coscienza. Uno dei primi gradini è appunto di portare la coscienza di veglia attiva, nello stato di sogno e di sonno.

Tale “elevazione morale” causa lo schiudersi di organi di percezione spirituale sopiti nell’uomo stesso, ma presenti in lui da tempi remotissimi.

 

Tiziano Bellucci

L’espulsione dei regni fisici. Le nuovi “SPECIE “umane del futuro.”I BUONI E I MALVAGI”

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L’espulsione dei regni fisici. Le nuovi “SPECIE “umane del futuro.”I BUONI E I MALVAGI”

L’espulsione del mondo vegetale e minerale

Vi sono molluschi che costruiscono il loro guscio secernendo una particolare sostanza; con grande saggezza modellano il duro involucro esterno, il quale prima era sostanza viva e molle parte interna dell’animale. Ciò che è ora la protezione esteriore, era prima al suo interiore.
Allo stesso modo la crosta terrestre che ci circonda, la parte minerale su cui poggiamo i piedi, è da ritenersi come una sorta di sostanza che prima era una parte interiore dell’uomo molle e vivente che si è indurita nei millenni, divenendo così come una “conchiglia”. Come il baco da seta “fila” fuori di sé la seta, l’uomo “tesseva” la trama del mondo, gli involucri dei regni. Un guscio e un vestito emesso dall’uomo primordiale, dall’essere umano Adamico.

In realtà, tutto il mondo si è edificato in virtù da un processo di secrezione, di espulsione da parte dell’essere umano.

Un tempo ogni sostanza che appare fuori nel mondo era dentro l’uomo. Si trattava di sostanza con una consistenza dissimile da ora: una parte di essa venne come abbandonata dall’essere umano. Tale sostanza venne “presa” da altre entità spirituali che cominciarono a utilizzarla come loro involucro. Essa e si “cristallizzò”. Queste entità sono gli attuali “spiriti di gruppo” o “archetipo” del minerale, del vegetale. I “Geni” della roccia, del cristallo, del marmo, cominciarono a lavorare sulla sostnza umana estratta, abbandonata dall’uomo. I “Geni” delle piante, della quercia, del salice, si misero all’opera per costituire i mondi del verde.

 

L’espulsione del mondo animale

Dapprima una parte di sostanza umana venne dunque devoluta per creare la base, l’ambiente minerale e vegetale. Divenne il mondo delle rocce e delle piante. Ci fu un tempo in cui non esisteva nessuna specie animale sulla terra.
Infatti esisteva solo l’essere umano e oltre a lui, le piante e i sassi. L’uomo era un essere unitario (ADAMO), che racchiudeva potenzialmente in sè  anche tutte le creature dei regni animali che sarebbero poi apparse sulla terra. Si trattava di una particolare “specie” costituita di innumerevoli esemplari, ma costituita in involucri molto diversi dall’attuale forma umana. Questi “involucri umani” dovettero venire ulteriormente suddivisi e separati, per altri scopi, non umani.

Una parte di sostanza umana si separò dall’essere umano ADAMITICO e divenne il mondo degli esseri acquatici, marini: i pesci.
Poi venne espulsa la sostanza che divenne il mondo aereo degli uccelli.
Seguirono poi da parte dell’uomo ADAMO l’espulsione di giganteschi rettili e anfibi.
Infine venne espulsa una sostanza che divenne il regno dei mammiferi e per ultimo, delle scimmie.

Dopo tali “emissioni” o raffinazioni, l’essere umano giunse ad essere pronto per poter apparire nella sua forma umana, apparendo gradatamente come lo vediamo oggi.

L’uomo fu sempre uomo fin da principio e mai fu scimmia: quest’ultima è un uomo “mancato”.

Come se tutto fosse stato parte di un liquido colorato, l’uomo dovette estrarre da se stesso le sostanze che davano il colore alla sostanza generale, affinchè potesse divenire limpido e trasparente: senza elementi che gli dessero torbidità o opacità.

Noi siamo al contempo i “produttori e i contemplatori del mondo circostante: esso una volta era parte di noi. Densificato e concretato nelle altre creature.

L’espulsione del regni umani futuri

Ma così come l’uomo ha dovuto espellere da sè i vari regni, per poter raffinarsi e diventare ciò che è, allo stesso modo in futuro l’umanità dovrà emettere da sè ciò che vi è di male e di bene. Apparirà un umanità “buona” e una “cattiva”. Avverrà una ultima, definitiva e cruciale raffinazione.
Come dice l’Apocalisse.

L’umanità è chiamata ad un elevazione verso la santità, al bene e alla fraternità assoluta.
Può sembrare paradossale, ma perchè questo possa essere conseguito, deve necessariamente prodursi un eccesso di male.
Il male deve essere trasformato in bene.
La forza di divenire “santa” l’umanità la potrà prendere solo dal confronto con il male, dal suo superamento.

Anche i campi devono essere concimati con letame nauseabondi, di sostanza in putrefazione. Allo stesso modo l’umanità ha bisogno del concime del male per poter giungere alle vette della santità.Questa è la missione dell’uomo.

Ciò che non si trasformerà e rimarrà solo letame, non potrà continuare ad essere umano. Decaderà in una forma di esistenza e di coscienza inferiore. Molte tradizioni la chiamano: inferno.

Ciononostante il male ha il compito di far ascendere l’umanità.
Solo grazie ad alcuni che non si salveranno (per loro arbitrio), molti potranno salvarsi.
Questo è al contempo il vero agire di una libertà vera, che non predestina nè buoni nè cattivi.
Ho ognuno ha la libertà di salvarsi o di dannarsi.

Più tardi, tuttavia gli uomini “santificati” potranno accingersi a redimere le creature da lui cacciate verso il basso e a spese delle quali si è evoluto.

 

Rielaborazioni da O.O 95, Ottava conferenza, R. Steiner.
Tiziano Bellucci

L’UOMO COME “RIGENERATORE” DI VITA DEL COSMO

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L’UOMO COME “RIGENERATORE” DI VITA DEL COSMO

Non si deve credere che l’uomo abbia sempre “pensato” o creato in se i pensieri come fa ora. Nell’epoca in cui agivano le Exusiai (dal 747 A.C. sino al 4° secolo) la conoscenza non era “studio”, informazione: era esperienza diretta.

Ad es. il greco antico non elaborava da se stesso il pensiero tramite memorie e associazioni, comparazioni, ma riceveva dall’esterno –durante l’esperienza di percezione- i concetti già pronti, già definiti. Mentre osservava, oltre alle forme e i colori, sorgeva in lui anche il concetto o idea della cosa osservata, come “riversata” dentro di lui.

Oggi, osservando un colore o una forma di un oggetto  non si può credere che siamo noi, con la nostra attività “a creare forma e colore”: le riteniamo qualità che provengono dall’esterno, appartengono all’ente osservato.

Allo stesso modo “sentiva” il greco: il concetto o conoscenza della cosa osservata apparteneva alle cose, era dentro alle cose; non era qualcosa che egli creava dentro la sua testa. Sentiva che da fuori, da dentro le cose, la conoscenza  penetrava dentro di lui.

L’antico greco, di fronte ad una rosa, non aveva bisogno di andarsi a leggere trattati di botanica o conoscenze enciclopediche: riceveva istantaneamente mentre guardava, la comunicazione vivente di ciò che era presente come “essenza” dentro l’oggetto osservato. Aveva l’esperienza spirituale della cosa in sé. Non elaborava in proprio le sue opinioni: si creava una conoscenza diretta, fra osservatore e “osservato”. Riceveva come un dono, i pensieri dal mondo spirituale, dagli esseri elementari.  A quei tempi una “scienza” come quella attuale che computa, analizza, compara e ipotizza non sarebbe servita a nulla: perché si arrivava ad “incontrare” l’essere, non la sua “spiegazione”, o la sua ipotesi.

L’uomo doveva e deve credere di essere lui ad elaborare i pensieri, deve perdere la connessione con il mondo delle idee.

L’uomo deve imparare a “pensare” lo spirito dentro le cose. Deve ritrovare e riconoscere lo spirito che agisce ovunque. L’antroposofia può aiutare a suscitare nell’uomo impulsi morali capaci di sentire la presenza dello spirito nelle cose, di poter percepire entità viventi entro ogni creatura.  L’uomo deve essere capace di pensare in “senso morale” la vita del mondo.

Ciò che viene definito “l’ordine naturale” o “saggezza della natura” altro non è che “legge morale universale” che è istillata in ogni essere terrestre. Il materialismo ha eliminato, cancellato la base spirituale del cosmo, vedendo solo ovunque astrattezza di leggi naturali inconsapevoli di sè.

Pensare “morale” significa:  sentire l’universo come un unico organismo dove ogni essere è collegato e partecipa al divenire mondiale.

Dopo la nostra morte, si verrà a sapere se si “è pensato moralmente” se si è stati capaci di sentire lo spirito nel mondo. Ci sono entità (Archai) che hanno il compito di ricollegare i nostri pensieri, al cosmo, di inserirli entro il cosmo. E saranno essi a dirci se siamo stati in grado di ridare al cosmo la moralità che abbiamo riscoperto dentro la creazione.

Lo spirito si aspetta dall’uomo una rigenerazione del mondo spirituale stesso. Lo spirito esige che l’uomo divenga l’essere capace di pensare in modo individuale contenuti universali. Un entità capace di tradurre l’esperienza monistica del “tutto dello spirito” in caratteri di “individualizzazione umana. Missione impossibile rendere individuale il sovraindividuale, spiritualizzare la materia, separare il tutto, senza ucciderlo?

L’uomo ha il potere di pensare in proprio, senza l’influenza degli Dèi; può pensare in due modi: in modo vuoto, materialistico oppure in modo vivente, colmo di spirito.

Egli può decidere se riconsegnare al cosmo pensieri morti, o pensieri viventi.

Il mondo spirituale ha bisogno del pensare umano, nato dalla vita entro l’egoismo, entro la separazione: gli Dèi hanno bisogno di “rivitalizzare” l’antico mondo spirituale grazie alla facoltà umana di individualizzare tutto.

Il cosmo attende che l’uomo sia capace di dare all’universo il “senso” della vita universale. Mistero dei misteri: che solo l’uomo può sciogliere, attraverso il suo spirito individuale.

Da essere dell’egoismo, che ha vissuto nella massima separazione ed alienazione, può divenire l’essere che arricchisce il cosmo in modo nuovo.

L’iniziazione è quella via che permette all’uomo di essere in grado come nell’antichità di collegarsi con il divino, non come dono, ma con sforzo interiore, quindi con piena consapevolezza, partendo da se stesso.

 

Tiziano Bellucci

Che cosa fa l’angelo custode nella nostra anima?

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 16 Dicembre 2016. CONFERENZA INCONTRO

Che cosa fa l’angelo custode nella nostra anima? CONTROLLO DELLA PRESENZA DI SE’

CLICCARE  PER SCARICARE L’AUDIO DELLA CONFERENZAscarica-siti-interi

 

 

 

beato

      A cura di Tiziano Bellucci, musicista, ricercatore e antroposofo

  Le ispirazione dell’Angelo custode per  una crescita interiore che l’uomo è chiamato a realizzare coscientemente. La scienza dello spirito come «impegno di vita», come aiuto per svegliarsi e percepire la protezione dell’Angelo.

Sala Falcone Borsellino, Via Battindarno 123

Quartiere Reno Bologna

ORE 20,30

  APERTO A TUTTI

 INGRESSO GRATUITO

 

 

 

 

 

 

 

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