Antroposofia generale

DA DOVE VIENE L’UOMO?

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DA DOVE VIENE L’UOMO?

  L’umanità proviene da una passata condizione spirituale.

Vi fu un tempo che l’umanità era un’unità, parte del Sole: in uno stato della coscienza e della materia diverso da ora. Le tradizioni chiamano quella condizione “solare” GIARDINO DELL’EDEN.

In quello stato l’umanità viveva a contatto con le essenzialità e le spiritualità, ma in piena dipendenza da esse. Come un neonato fra le braccia della madre.

Tale Madre (mondo spirituale) si occupava di lui in tutto, essendo egli impossibilitato di potersi autogestire, alimentarsi e sopravvivere.

La vita dell’uomo di quei tempi era un librarsi nel cosmo spirituale attorniato da colori, profumi e suoni celestiali (edenici) con esperienze di perenne beatitudine.

Successivamente mano a mano l’umanitàviene progressivamente svincolata, allontanata dal grembo materno, per far sì che possa rendersi autonoma. (caduta)

Si inserisce in lei un elemento egoico, definibile con il termine luciferico, il quale la spinge alla volontà dell’autonomia, del libero arbitrio, necessario per la sua sana evoluzione indipendente. Tale volontà di indipendenza determina un allontanamento dallo spirituale.

Tale allontanamento causa inevitabilmente la perdita del contatto diretto con la madre, o mondo spirituale, sia dal punto di vista della condizione della corporeità, che diventa sempre più materializzata, sia dal punto di vista della percezione, per il graduale scomparire della sua capacità di poter vedere e sentire la spiritualità.

Tale mancanza e contatto con la spiritualità crea nell’uomo la nostalgia per lo spirituale; egli crea dei surrogati che suppliscano a tale mancanza: l’arte. Attraverso l’arte egli evoca stati d’animo similari a ciò che un tempo sperimentava direttamente. Simula, per alcuni attimi un incontro con il divino.

La capacità cognitiva veggente viene man a mano a spegnersi, e un eco rimane sino all’epoca greca, sino a giungere ad un suo completo oscuramento, che lo porta addirittura alla negazione dell’esistenza di un mondo spirituale.

La conformazione fisica dei suoi organi di senso, crea una condizione della realtà che è distorta: non appare più la spiritualità agente in ogni cosa, ma appaiono solo le cose, svuotate di spiritualità. Nasce il materialismo: scienza della materia.

In quel passato remoto non esistevano cose: tutto era essere, entità vivente, cosciente. Le cose, i colori, i suoni che l’uomo vede e sente sulla terra sono qualcosa che in realtà non esiste, ma che si crea solo in virtù dell’incontro fra la sua coscienza e la spiritualità del cosmo. Il cozzare dello spirito umano contro lo spirito cosmico determina la comparsa di forme e colori. Lo spirito non appare più nella sua veste reale, ma al suo posto compaiono delle sagome colorate risuonanti.

Per tal motivo in quasi tutte le religioni si dice che l’uomo davanti al mondo, incontra solo illusione, parvenza: egli vede soltanto l’immagine morta dello spirito.

Tale perdita di contatto con lo spirituale si è originata dalla necessità di fondare nell’uomo un essere che divenisse capace di scendere sino al più basso gradino della materia per sprofondare nell’illusione,  dandogli così modo di destarsi dalla condizione di caduta, per stimolarlo a spingersi volontariamente verso una ricerca della reale e vera condizione dell’esistenza. Se egli non fosse caduto dalla condizione primordiale, egli non avrebbe mai potuto giungere a conseguire una facoltà autonoma di ricongiungersi con lo spirituale arricchito della capacità dell’autocoscienza.

Lo scopo dell’uomo è di ridiventare un essere spirituale, con la massima consapevolezza di sè e della sua missione.

In tutte le scuole dei misteri si insegnava questo: tu sei un dio. L’uomo deve diventare una consapevole del suo ruolo e del suo rango gerarchico.

In tali sedi venivano insegnate anche le tecniche per giungere a riacquistare la capacità di diventare un collaboratore dello spirito. L’uomo acquisendo la coscienza di veglia in realtà rispetto allo spirituale cade in uno stato di sogno: il sogno della vita terrestre. Egli crede di essere desto, ma in realtà dorme, per ciò che accade nello spirito.

Questa tecnica di risveglio –che è un ritorno cosciente a quella che era la condizione dell’inizio– è chiamata iniziazione.

Tiziano Bellucci

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L’antroposofia o “conoscenza dell’uomo” del Dott. R. Steiner

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L’antroposofia o “conoscenza dell’uomo” del Dott. R. Steiner

 La scienza dello spirito Europea (nata al principio del secolo scorso tramite l’impulso di Rudolf Steiner può e vuole essere un riferimento per tutti coloro che sono in cerca del senso della vita.
A lato della scienza ufficiale,” egli dice “esiste ed è sempre esistita un’altra scienza che si occupa di indagare ciò che vuole essere la verità totale del mondo: essa è antichissima, anzi nata prima della stessa scienza materialista ufficiale; essa è denominata “esoterismo”, o scienza dello Spirito.”

Chiunque può constatare che il 1900 è stato il primo secolo in cui siano mai state conseguite così tante scoperte in un lasso di tempo breve, rispetto i millenni addietro.

Tale fatto è in collegamento con la presenza di una particolare Forza che agisce nel pensiero umano, dalla fine del secolo diciannovesimo sino ad ora, la quale reca imponenti impulsi di pensiero, ritrovabili come possanza, solo nel periodo greco, ai tempi della filosofia greca: è difatti il medesimo periodo in cui questa stessa Forza agiva anche allora.

Questa Forza, non ha solo il compito di promuovere le scoperte scientifiche ed intellettuali, ma ha anche lo scopo di infondere nell’uomo particolari forze di pensiero atte a praticare il ricongiungimento con Essa stessa: si tratta di un’energia metafisica, che si trova condensata ed espressa in un uomo solo, in tutto il pensiero di R. Steiner: la scienza dello spirito.

Egli scrive: “L’uomo vede solo gli effetti sensibili di cause invisibili che sfuggono alla sua percezione; queste cause sono attività di Forze che dimorano al di fuori del mondo degli effetti: quest’ultimo è soltanto una loro manifestazione.”

In altre parole: “Noi vediamo per prima solo una parte del mondo: non siamo abilitati a vedere i legami tramite i quali vengono azionati gli ingranaggi del mondo; tale movimento è determinato dalle Forze che stanno alla base del cosmo, le quali sono invisibili ai sensi.

In realtà l’uomo vede solo gli effetti sensibili che vengono prodotti da cause extrasensibili.

Tale scienza spirituale si propone di elaborare un metodo scientifico di conoscenza delle realtà invisibili e inconoscibili, altrettanto rigoroso ed esatto di ciò che oggi si pretende dai metodi scientifici nel campo delle scienze naturali. Lo sguardo dello scienziato dello Spirito deve possedere la stessa precisione che viene applicata dal fisico o dal matematico usuale. Si tratta di esattezza dei particolari nell’indagine soprasensibile.

Come la scienza fisica utilizza materiali e sensi fisici per l’indagine del fisico, la scienza dello spirito utilizza materiali e sensi spirituali per indagare lo Spirito.

Il problema di come poter giungere alla visione della realtà che è al di là della materia, si basa però non su un potenziamento degli organi di senso, ma su un superamento degli stessi: essi devono invero tacere; l’uomo deve elevarsi in uno stato superiore di coscienza.

Così come nel sogno l’uomo pur avendo gli occhi chiusi vede e vive se pur passivamente una realtà che gli appare reale, allo stesso modo lo sperimentatore lascia che il corpo si addormenti, e attivamente segue le fasi del sonno, sino a penetrarvi e a parteciparvi sapendo che il suo corpo sta dormendo.

Non gli appare più un mondo di simboli e immagini oniriche: gli si svela quella parte del mondo che prima nella veglia del corpo gli era celata.

Steiner giunge a poter affermare che è possibile dapprima per tutti gli uomini attraverso il pensiero, afferrare e comprendere in forma di pensieri, di concetti e immagini ciò che un “iniziato” o uno sperimentatore dello spirito, può comunicare circa le sue visioni o percezioni, ottenute attraverso lo sviluppo di determinati organi di senso capaci di percepire manifestazioni che rimangono invisibili ai sensi ordinari.

Comunque egli sostiene che tali rivelazioni possono e devono venir effettuate e confermate da qualsiasi uomo che si dedichi alla conformazione di tali organi, attraverso particolari tecniche.

Non devi credere a quello che ti dico, ma solo lasciarlo agire in te; verrà un tempo che tu stesso perverrai ad una visione extrasensibile, e allora ti accorgerai che queste comunicazioni oltre che ad essere vere, non erano quindi solo astratti pensieri, ma forze attive che hanno fatto nascere in te facoltà di percezione spirituale.”

Il principale lavoro di Steiner sarà di divulgare, oltre alle molteplici conoscenze spirituali, vari metodi ed esercizi di tirocinio esoterico onde poter conseguire una personale facoltà di percepire la realtà spirituale; tali esercizi attuano modificazioni superiori nella struttura morale dell’anima: l’individuo che li pratica si eleva dal comune gradino di umanità, modificando la sua costituzione interiore animica.  Lo stato di coscienza si innalza, mutandosi in una “supercoscienza” tanto da poter entrare in contatto con tutto ciò che è al di là e al di sopra del comune stato di coscienza. Uno dei primi gradini è appunto di portare la coscienza di veglia attiva, nello stato di sogno e di sonno.

Tale “elevazione morale” causa lo schiudersi di organi di percezione spirituale sopiti nell’uomo stesso, ma presenti in lui da tempi remotissimi.

 

Tiziano Bellucci

L’espulsione dei regni fisici. Le nuovi “SPECIE “umane del futuro.”I BUONI E I MALVAGI”

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L’espulsione dei regni fisici. Le nuovi “SPECIE “umane del futuro.”I BUONI E I MALVAGI”

L’espulsione del mondo vegetale e minerale

Vi sono molluschi che costruiscono il loro guscio secernendo una particolare sostanza; con grande saggezza modellano il duro involucro esterno, il quale prima era sostanza viva e molle parte interna dell’animale. Ciò che è ora la protezione esteriore, era prima al suo interiore.
Allo stesso modo la crosta terrestre che ci circonda, la parte minerale su cui poggiamo i piedi, è da ritenersi come una sorta di sostanza che prima era una parte interiore dell’uomo molle e vivente che si è indurita nei millenni, divenendo così come una “conchiglia”. Come il baco da seta “fila” fuori di sé la seta, l’uomo “tesseva” la trama del mondo, gli involucri dei regni. Un guscio e un vestito emesso dall’uomo primordiale, dall’essere umano Adamico.

In realtà, tutto il mondo si è edificato in virtù da un processo di secrezione, di espulsione da parte dell’essere umano.

Un tempo ogni sostanza che appare fuori nel mondo era dentro l’uomo. Si trattava di sostanza con una consistenza dissimile da ora: una parte di essa venne come abbandonata dall’essere umano. Tale sostanza venne “presa” da altre entità spirituali che cominciarono a utilizzarla come loro involucro. Essa e si “cristallizzò”. Queste entità sono gli attuali “spiriti di gruppo” o “archetipo” del minerale, del vegetale. I “Geni” della roccia, del cristallo, del marmo, cominciarono a lavorare sulla sostnza umana estratta, abbandonata dall’uomo. I “Geni” delle piante, della quercia, del salice, si misero all’opera per costituire i mondi del verde.

 

L’espulsione del mondo animale

Dapprima una parte di sostanza umana venne dunque devoluta per creare la base, l’ambiente minerale e vegetale. Divenne il mondo delle rocce e delle piante. Ci fu un tempo in cui non esisteva nessuna specie animale sulla terra.
Infatti esisteva solo l’essere umano e oltre a lui, le piante e i sassi. L’uomo era un essere unitario (ADAMO), che racchiudeva potenzialmente in sè  anche tutte le creature dei regni animali che sarebbero poi apparse sulla terra. Si trattava di una particolare “specie” costituita di innumerevoli esemplari, ma costituita in involucri molto diversi dall’attuale forma umana. Questi “involucri umani” dovettero venire ulteriormente suddivisi e separati, per altri scopi, non umani.

Una parte di sostanza umana si separò dall’essere umano ADAMITICO e divenne il mondo degli esseri acquatici, marini: i pesci.
Poi venne espulsa la sostanza che divenne il mondo aereo degli uccelli.
Seguirono poi da parte dell’uomo ADAMO l’espulsione di giganteschi rettili e anfibi.
Infine venne espulsa una sostanza che divenne il regno dei mammiferi e per ultimo, delle scimmie.

Dopo tali “emissioni” o raffinazioni, l’essere umano giunse ad essere pronto per poter apparire nella sua forma umana, apparendo gradatamente come lo vediamo oggi.

L’uomo fu sempre uomo fin da principio e mai fu scimmia: quest’ultima è un uomo “mancato”.

Come se tutto fosse stato parte di un liquido colorato, l’uomo dovette estrarre da se stesso le sostanze che davano il colore alla sostanza generale, affinchè potesse divenire limpido e trasparente: senza elementi che gli dessero torbidità o opacità.

Noi siamo al contempo i “produttori e i contemplatori del mondo circostante: esso una volta era parte di noi. Densificato e concretato nelle altre creature.

L’espulsione del regni umani futuri

Ma così come l’uomo ha dovuto espellere da sè i vari regni, per poter raffinarsi e diventare ciò che è, allo stesso modo in futuro l’umanità dovrà emettere da sè ciò che vi è di male e di bene. Apparirà un umanità “buona” e una “cattiva”. Avverrà una ultima, definitiva e cruciale raffinazione.
Come dice l’Apocalisse.

L’umanità è chiamata ad un elevazione verso la santità, al bene e alla fraternità assoluta.
Può sembrare paradossale, ma perchè questo possa essere conseguito, deve necessariamente prodursi un eccesso di male.
Il male deve essere trasformato in bene.
La forza di divenire “santa” l’umanità la potrà prendere solo dal confronto con il male, dal suo superamento.

Anche i campi devono essere concimati con letame nauseabondi, di sostanza in putrefazione. Allo stesso modo l’umanità ha bisogno del concime del male per poter giungere alle vette della santità.Questa è la missione dell’uomo.

Ciò che non si trasformerà e rimarrà solo letame, non potrà continuare ad essere umano. Decaderà in una forma di esistenza e di coscienza inferiore. Molte tradizioni la chiamano: inferno.

Ciononostante il male ha il compito di far ascendere l’umanità.
Solo grazie ad alcuni che non si salveranno (per loro arbitrio), molti potranno salvarsi.
Questo è al contempo il vero agire di una libertà vera, che non predestina nè buoni nè cattivi.
Ho ognuno ha la libertà di salvarsi o di dannarsi.

Più tardi, tuttavia gli uomini “santificati” potranno accingersi a redimere le creature da lui cacciate verso il basso e a spese delle quali si è evoluto.

 

Rielaborazioni da O.O 95, Ottava conferenza, R. Steiner.
Tiziano Bellucci

L’UOMO COME “RIGENERATORE” DI VITA DEL COSMO

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L’UOMO COME “RIGENERATORE” DI VITA DEL COSMO

Non si deve credere che l’uomo abbia sempre “pensato” o creato in se i pensieri come fa ora. Nell’epoca in cui agivano le Exusiai (dal 747 A.C. sino al 4° secolo) la conoscenza non era “studio”, informazione: era esperienza diretta.

Ad es. il greco antico non elaborava da se stesso il pensiero tramite memorie e associazioni, comparazioni, ma riceveva dall’esterno –durante l’esperienza di percezione- i concetti già pronti, già definiti. Mentre osservava, oltre alle forme e i colori, sorgeva in lui anche il concetto o idea della cosa osservata, come “riversata” dentro di lui.

Oggi, osservando un colore o una forma di un oggetto  non si può credere che siamo noi, con la nostra attività “a creare forma e colore”: le riteniamo qualità che provengono dall’esterno, appartengono all’ente osservato.

Allo stesso modo “sentiva” il greco: il concetto o conoscenza della cosa osservata apparteneva alle cose, era dentro alle cose; non era qualcosa che egli creava dentro la sua testa. Sentiva che da fuori, da dentro le cose, la conoscenza  penetrava dentro di lui.

L’antico greco, di fronte ad una rosa, non aveva bisogno di andarsi a leggere trattati di botanica o conoscenze enciclopediche: riceveva istantaneamente mentre guardava, la comunicazione vivente di ciò che era presente come “essenza” dentro l’oggetto osservato. Aveva l’esperienza spirituale della cosa in sé. Non elaborava in proprio le sue opinioni: si creava una conoscenza diretta, fra osservatore e “osservato”. Riceveva come un dono, i pensieri dal mondo spirituale, dagli esseri elementari.  A quei tempi una “scienza” come quella attuale che computa, analizza, compara e ipotizza non sarebbe servita a nulla: perché si arrivava ad “incontrare” l’essere, non la sua “spiegazione”, o la sua ipotesi.

L’uomo doveva e deve credere di essere lui ad elaborare i pensieri, deve perdere la connessione con il mondo delle idee.

L’uomo deve imparare a “pensare” lo spirito dentro le cose. Deve ritrovare e riconoscere lo spirito che agisce ovunque. L’antroposofia può aiutare a suscitare nell’uomo impulsi morali capaci di sentire la presenza dello spirito nelle cose, di poter percepire entità viventi entro ogni creatura.  L’uomo deve essere capace di pensare in “senso morale” la vita del mondo.

Ciò che viene definito “l’ordine naturale” o “saggezza della natura” altro non è che “legge morale universale” che è istillata in ogni essere terrestre. Il materialismo ha eliminato, cancellato la base spirituale del cosmo, vedendo solo ovunque astrattezza di leggi naturali inconsapevoli di sè.

Pensare “morale” significa:  sentire l’universo come un unico organismo dove ogni essere è collegato e partecipa al divenire mondiale.

Dopo la nostra morte, si verrà a sapere se si “è pensato moralmente” se si è stati capaci di sentire lo spirito nel mondo. Ci sono entità (Archai) che hanno il compito di ricollegare i nostri pensieri, al cosmo, di inserirli entro il cosmo. E saranno essi a dirci se siamo stati in grado di ridare al cosmo la moralità che abbiamo riscoperto dentro la creazione.

Lo spirito si aspetta dall’uomo una rigenerazione del mondo spirituale stesso. Lo spirito esige che l’uomo divenga l’essere capace di pensare in modo individuale contenuti universali. Un entità capace di tradurre l’esperienza monistica del “tutto dello spirito” in caratteri di “individualizzazione umana. Missione impossibile rendere individuale il sovraindividuale, spiritualizzare la materia, separare il tutto, senza ucciderlo?

L’uomo ha il potere di pensare in proprio, senza l’influenza degli Dèi; può pensare in due modi: in modo vuoto, materialistico oppure in modo vivente, colmo di spirito.

Egli può decidere se riconsegnare al cosmo pensieri morti, o pensieri viventi.

Il mondo spirituale ha bisogno del pensare umano, nato dalla vita entro l’egoismo, entro la separazione: gli Dèi hanno bisogno di “rivitalizzare” l’antico mondo spirituale grazie alla facoltà umana di individualizzare tutto.

Il cosmo attende che l’uomo sia capace di dare all’universo il “senso” della vita universale. Mistero dei misteri: che solo l’uomo può sciogliere, attraverso il suo spirito individuale.

Da essere dell’egoismo, che ha vissuto nella massima separazione ed alienazione, può divenire l’essere che arricchisce il cosmo in modo nuovo.

L’iniziazione è quella via che permette all’uomo di essere in grado come nell’antichità di collegarsi con il divino, non come dono, ma con sforzo interiore, quindi con piena consapevolezza, partendo da se stesso.

 

Tiziano Bellucci

Che cosa fa l’angelo custode nella nostra anima?

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 16 Dicembre 2016. CONFERENZA INCONTRO

Che cosa fa l’angelo custode nella nostra anima? CONTROLLO DELLA PRESENZA DI SE’

CLICCARE  PER SCARICARE L’AUDIO DELLA CONFERENZAscarica-siti-interi

 

 

 

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      A cura di Tiziano Bellucci, musicista, ricercatore e antroposofo

  Le ispirazione dell’Angelo custode per  una crescita interiore che l’uomo è chiamato a realizzare coscientemente. La scienza dello spirito come «impegno di vita», come aiuto per svegliarsi e percepire la protezione dell’Angelo.

Sala Falcone Borsellino, Via Battindarno 123

Quartiere Reno Bologna

ORE 20,30

  APERTO A TUTTI

 INGRESSO GRATUITO

 

 

 

 

 

 

 

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L’arte della libertà SEMINARIO a Treviso

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L’arte della libertà:

intuire il proprio destino

Incontro a cura di Tiziano Bellucci

PROGRAMMA:

ore 10-11.15 libertà, destino, arbitrio

11.30 – 13 le forze del libero arbitrio (Lucifero e Arimane) e della libertà (Cristo)

  • 15- 15.30 Reincarnazione e destino
  • 15-45 -17 Iniziazione o liberazione

MEDITANDO SULLE EPOCHE STORICHE

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MEDITANDO SULLE EPOCHE STORICHE

2013_10_25_2_rsz_crp_crp1 civiltà Paleoindiana. UNITA’. Danza e mondo delle farfalle, degli insetti. 1° settennio

La nostalgia dello spirtuale. La fuga dalla materia.

“Tutto è uno. L’universo è il corpo di Dio e io sono una cellula che fa parte del suo corpo. Il mio io è una parte di Dio ed Egli pensa in me, sono pensato da Dio, continuamente. La mia testa non è solo racchiusa nel mio cranio, la mia anima non è solo nel mio petto. Essa continua, fuori di me. Se voglio cercare dove finisce la mia testa e lamia anima devo cercarle ai limiti della via Lattea. La volta celeste con le sue stelle, sono le pareti del mio cranio, il sistema solare, i pianeti sono la mia anima. Il cielo è il luogo in cui fluttuano i pensieri e i sentimenti cosmici. L’universo autonomamente fa comparire e crea in quel cielo, ciò che chiamo e posso sentire come miei pensieri, miei sentimenti, miei istinti. Essi si librano nell’atmosfera esterna e interna a me, indicandomi cosa devo fare, dove devo andare. Osservando il cielo stellato e quei pensieri, è come se essi fossero segni grafici in cui leggo la cronaca vivente di eventi passati, ai quali anche io partecipai in un tempo antico, ma non ero ancora umano. Ero come l’ape e la Terra era il mio alveare. Le stelle e il sole erano i miei genitori. Vivevo con altre api, farfalle, libellule. Eravamo parte di un mondo in cui ancora oggi mi sento partecipe, e svolgo i miei compiti, che non conosco, ma che mi vengono indicati di giorno in giorno dalla vita, dal destino.

Vivo una profonda nostalgia. Io provengo dalla civiltà di Atlantide: ne ricordo la vita. Tempi in cui gli Dèi camminavano fianco a fianco con gli uomini.

Vivo in una strana condizione. Credo di vedere di fronte a me degli oggetti, delle persone, mentre in realtà essi non esistono, sono illusioni, visioni, fumi, sogni di una realtà non esistente. Tali forme non hanno realtà, perche sono scollegate dal mondo da cui provengo, non hanno relazione. Sono come “ombre di fantasmi” che mi attorniano, quasi forse volendomi confondere. Perchè in verità esiste solo il divino e queste forme non vi partecipano. Esse non hanno alcuna utilità. Io vedo illusioni, vedo apparenze di un mondo mi turba e mi fa paura. Spero che Dio possa portarmi via da questo mondo al più presto, per portarmi a casa, in cielo.

Al momento solo lo Yoga può aiutarmi. Quando medito, rivedo l’antico mondo e i miei genitori. Ogni stella dell’universo, è un Dio. Tutto è Dio. Nulla è separato. La materia, che mi appare separata, è illusione. E’ solo “schiuma”, fumo, che mi offusca la visione del divino.

Io sono un bambino di 7 anni, per tutta la vita. Amo i miei genitori che mi avvolgono e mi riempiono. Gli oggetti di questo mondo vogliono farmi credere che io posso pensarli. Invece so bene che tutto si autocrea in me e nel mondo e non pensieri autonomi, non esiste l’io. Non esiste separazione. Esiste solo il bene. Ogni cosa è bene, anche gli oggetti esterni illusori sono bene. Non servono a nulla, ma non possono essere che bene. Io canto, ballando, inni a Dio. Sogno e dormo sulla terra. Danzando mi collego con la volontà della natura. Sento il battito della vita universale e danzando cerco di sincronizzarmi con il fluttuare della corrente di vita cosmica.

 

3444394028_c804deb37b_b2 civiltà Paleo Persiana. DUALITA’. La tessitura dell’abbigliamento, il mondo degli ovipari, secondo settennio.

La materia nemico da combattere, non da fuggire.

Per la coscienza umana tutta la globalità degli Dèi che vedeva l’indiano, si raggruppò in un’unica massa. Così come uno stormo di uccelli da lontano può sembrare un unico essere, il persiano vedeva da una parte gli Dèi buoni come un unico Dio (il sole) e vedeva gli Dèi cattivi (la materia) in un’unica forma.

“Sono un raggio della luce del sole. Egli, AuraMazdao è Dio. Ma non esiste solo la luce, che rappresenta il bene assoluto che tutto nutre e vivifica. Esiste anche la tenebra, il male. Arimane. Oltre alla luce io vedo anche il suo effetto. Essa si blocca sulle figure fuori di me, e le rende visibili. Io sono luce: la luce mi illumina dentro, ma al contempo mi fa accorgere che esiste una realtà esterna a me. Dentro me trovo Dio, fuori trovo il mondo di Arimane. L’universo è come diviso in due. In una parte di esso pensa Dio, in un altra vi pensa Arimane.

Sento in me vivere il mio spirito luminoso e il mio corpo di tenebra. La mia coscienza è limitata e condizionata dal mio corpo: da dentro di esso io sperimento come di essere circondato da rettili alati. Sento il serpente e tutte le specie ovipari effuse nei corpi dei miei simili.

La materia mi chiama a usarla e a goderla, ma è impura. Essa è ricoperta di cenere, di tenebra. Non devo però rinnegarla, distruggerla. Se la ripulisco dalla polvere, in essa posso trovare un ponte che mi indica la via per ritornare nella luce. Ho 14 anni. Devo imparare a trovare l’alba nel tramonto, la morte nella vita, il buono nel cattivo.

Io sul corpo del mondo scorgo come una “tessitura” di destino. Inoltre entro essa mi sento inadeguato. Ho bisogno di riprodurre cio che sono dentro, cio che ero prima di arrivare sulla terra. Lassù ero vestito di luce e colori. Voglio tessere lane e filati, per dare dignitá e valore al mio essere, per celebrare i miei padri celesti. Voglio creare abbigliamento.

 

13203535-egyptian-papyrus-depicting-queen-nefertari-making-an-offering-to-isis-stock-photo3 civiltà Egizio Caldea. TERNARIO.  L’Architettura, gli animali mammiferi, 3° settennio

Le stelle quale aiuto per capire a cosa serve la materia.

“Sento tre forze nell’universo. Sento esistere il Sole/Spirito Osiride, la Luna/Anima Iside e la Terra/Corpo Horus. Avverto in me il mio spirito, la mia anima e il mio corpo. La mia anima mi sta mostrando che la vita terrestre ha un valore. Sto affezionandomi ad essa e alle cose che mi offre. Essa mi distoglie dalla luce divina, ma posso aggrapparmi alla salvezza se guardo le stelle. Esse mi indicano cosa devo fare, quali leggi devo dare al mondo, quali medicine per curarmi, quali vie devo seguire. Ho 21 anno. Il cielo è mio padre. La luna è mia madre. Sulla terra posso essere consapevole della loro presenza.

La mia coscienza è affine alle anime delle costellazioni, allo zodiaco. Là vi sono i miei Dei. Essi si riflettono in forme di felini, cani, buoi, di animali superiori: li sento affini alla mia coscienza e per questo mi creo immagini di Dei che riproducano archetipi animali.

Sento il bisogno di edificare dimore che possa innalzare il mio spirito e la mia anima verso le stelle. La forza di HORUS mi indica come costruire, architettonicamente, secondo le geometrie cosmiche, che leggo nel firmamento. Ricalcando quelle forme aiuterò ad innalzare il mio essere verso l’alto sia durante la vita che dopo la morte.

 

admotum-roma-temple_and_forum_augusti_v24 Civiltá Greco Romana. QUATERNARIO. La scultura, il regno umano, 4° settennio

Il bello e il desiderio quali vie per comprendere la vita terrena.

“il mio spirito, la mia anima e il mio corpo sono pervasi da una nuova forza cosmica. EROS. Il desiderio di conoscere. Esso mi spinge a dare un senso all’esistenza. Tramite lui mi accorgo di essere accerchiato da “domande” che mi incitano a risolvere i loro enigmi. Eros mi attrae verso me stesso, verso l’alto. Egli mi mette in cerca della veritá mostrandomi che essa si cela dietro le leggi perfette della bellezza. Sento il bisogno di cercare e riprodurre il bello che scorre nelle mie forze vitali affinchè ogni cosa che le mie mani toccano possano rivelare il divino. Per questo scolpisco. Non per copiare, ma per contemplare fuori di me le belle, armoniche e simmetriche forze divine che vivono nel mio corpo, nei miei muscoli. Io voglio oggettivare la mia forza di vita, il mio organismo eterico, il quale esprime l’operare vivente delle forze eteriche, della seconda gerarchia. Ho 28 anni. La mia anima razionale mi mette in cerca dei misteri della vita.

 

arte-105 Civiltà attuale. La musica, mondo inferiore e superiore. 5° settennio

Il mondo spirituale non esiste. Esiste solo la materia e il goderla.

L’uomo è schiavo del suo ambiente, delle circostanze e delle condizioni esteriori.
Lo spirito è servitore della materia.
L’uomo ha compiuto invenzioni, scoperte e passi da giganti, ha dimostrato una elevato intelligenza, ma la ha usata soltanto per metterla al servizio della sua pancia e del suo benessere fisico e animico.

 

 

 

 

 

Tiziano Bellucci