Antroposofia generale

L’espulsione dei regni fisici. Le nuovi “SPECIE “umane del futuro.”I BUONI E I MALVAGI”

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L’espulsione dei regni fisici. Le nuovi “SPECIE “umane del futuro.”I BUONI E I MALVAGI”

L’espulsione del mondo vegetale e minerale

Vi sono molluschi che costruiscono il loro guscio secernendo una particolare sostanza; con grande saggezza modellano il duro involucro esterno, il quale prima era sostanza viva e molle parte interna dell’animale. Ciò che è ora la protezione esteriore, era prima al suo interiore.
Allo stesso modo la crosta terrestre che ci circonda, la parte minerale su cui poggiamo i piedi, è da ritenersi come una sorta di sostanza che prima era una parte interiore dell’uomo molle e vivente che si è indurita nei millenni, divenendo così come una “conchiglia”. Come il baco da seta “fila” fuori di sé la seta, l’uomo “tesseva” la trama del mondo, gli involucri dei regni. Un guscio e un vestito emesso dall’uomo primordiale, dall’essere umano Adamico.

In realtà, tutto il mondo si è edificato in virtù da un processo di secrezione, di espulsione da parte dell’essere umano.

Un tempo ogni sostanza che appare fuori nel mondo era dentro l’uomo. Si trattava di sostanza con una consistenza dissimile da ora: una parte di essa venne come abbandonata dall’essere umano. Tale sostanza venne “presa” da altre entità spirituali che cominciarono a utilizzarla come loro involucro. Essa e si “cristallizzò”. Queste entità sono gli attuali “spiriti di gruppo” o “archetipo” del minerale, del vegetale. I “Geni” della roccia, del cristallo, del marmo, cominciarono a lavorare sulla sostnza umana estratta, abbandonata dall’uomo. I “Geni” delle piante, della quercia, del salice, si misero all’opera per costituire i mondi del verde.

 

L’espulsione del mondo animale

Dapprima una parte di sostanza umana venne dunque devoluta per creare la base, l’ambiente minerale e vegetale. Divenne il mondo delle rocce e delle piante. Ci fu un tempo in cui non esisteva nessuna specie animale sulla terra.
Infatti esisteva solo l’essere umano e oltre a lui, le piante e i sassi. L’uomo era un essere unitario (ADAMO), che racchiudeva potenzialmente in sè  anche tutte le creature dei regni animali che sarebbero poi apparse sulla terra. Si trattava di una particolare “specie” costituita di innumerevoli esemplari, ma costituita in involucri molto diversi dall’attuale forma umana. Questi “involucri umani” dovettero venire ulteriormente suddivisi e separati, per altri scopi, non umani.

Una parte di sostanza umana si separò dall’essere umano ADAMITICO e divenne il mondo degli esseri acquatici, marini: i pesci.
Poi venne espulsa la sostanza che divenne il mondo aereo degli uccelli.
Seguirono poi da parte dell’uomo ADAMO l’espulsione di giganteschi rettili e anfibi.
Infine venne espulsa una sostanza che divenne il regno dei mammiferi e per ultimo, delle scimmie.

Dopo tali “emissioni” o raffinazioni, l’essere umano giunse ad essere pronto per poter apparire nella sua forma umana, apparendo gradatamente come lo vediamo oggi.

L’uomo fu sempre uomo fin da principio e mai fu scimmia: quest’ultima è un uomo “mancato”.

Come se tutto fosse stato parte di un liquido colorato, l’uomo dovette estrarre da se stesso le sostanze che davano il colore alla sostanza generale, affinchè potesse divenire limpido e trasparente: senza elementi che gli dessero torbidità o opacità.

Noi siamo al contempo i “produttori e i contemplatori del mondo circostante: esso una volta era parte di noi. Densificato e concretato nelle altre creature.

L’espulsione del regni umani futuri

Ma così come l’uomo ha dovuto espellere da sè i vari regni, per poter raffinarsi e diventare ciò che è, allo stesso modo in futuro l’umanità dovrà emettere da sè ciò che vi è di male e di bene. Apparirà un umanità “buona” e una “cattiva”. Avverrà una ultima, definitiva e cruciale raffinazione.
Come dice l’Apocalisse.

L’umanità è chiamata ad un elevazione verso la santità, al bene e alla fraternità assoluta.
Può sembrare paradossale, ma perchè questo possa essere conseguito, deve necessariamente prodursi un eccesso di male.
Il male deve essere trasformato in bene.
La forza di divenire “santa” l’umanità la potrà prendere solo dal confronto con il male, dal suo superamento.

Anche i campi devono essere concimati con letame nauseabondi, di sostanza in putrefazione. Allo stesso modo l’umanità ha bisogno del concime del male per poter giungere alle vette della santità.Questa è la missione dell’uomo.

Ciò che non si trasformerà e rimarrà solo letame, non potrà continuare ad essere umano. Decaderà in una forma di esistenza e di coscienza inferiore. Molte tradizioni la chiamano: inferno.

Ciononostante il male ha il compito di far ascendere l’umanità.
Solo grazie ad alcuni che non si salveranno (per loro arbitrio), molti potranno salvarsi.
Questo è al contempo il vero agire di una libertà vera, che non predestina nè buoni nè cattivi.
Ho ognuno ha la libertà di salvarsi o di dannarsi.

Più tardi, tuttavia gli uomini “santificati” potranno accingersi a redimere le creature da lui cacciate verso il basso e a spese delle quali si è evoluto.

 

Rielaborazioni da O.O 95, Ottava conferenza, R. Steiner.
Tiziano Bellucci

L’UOMO COME “RIGENERATORE” DI VITA DEL COSMO

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L’UOMO COME “RIGENERATORE” DI VITA DEL COSMO

Non si deve credere che l’uomo abbia sempre “pensato” o creato in se i pensieri come fa ora. Nell’epoca in cui agivano le Exusiai (dal 747 A.C. sino al 4° secolo) la conoscenza non era “studio”, informazione: era esperienza diretta.

Ad es. il greco antico non elaborava da se stesso il pensiero tramite memorie e associazioni, comparazioni, ma riceveva dall’esterno –durante l’esperienza di percezione- i concetti già pronti, già definiti. Mentre osservava, oltre alle forme e i colori, sorgeva in lui anche il concetto o idea della cosa osservata, come “riversata” dentro di lui.

Oggi, osservando un colore o una forma di un oggetto  non si può credere che siamo noi, con la nostra attività “a creare forma e colore”: le riteniamo qualità che provengono dall’esterno, appartengono all’ente osservato.

Allo stesso modo “sentiva” il greco: il concetto o conoscenza della cosa osservata apparteneva alle cose, era dentro alle cose; non era qualcosa che egli creava dentro la sua testa. Sentiva che da fuori, da dentro le cose, la conoscenza  penetrava dentro di lui.

L’antico greco, di fronte ad una rosa, non aveva bisogno di andarsi a leggere trattati di botanica o conoscenze enciclopediche: riceveva istantaneamente mentre guardava, la comunicazione vivente di ciò che era presente come “essenza” dentro l’oggetto osservato. Aveva l’esperienza spirituale della cosa in sé. Non elaborava in proprio le sue opinioni: si creava una conoscenza diretta, fra osservatore e “osservato”. Riceveva come un dono, i pensieri dal mondo spirituale, dagli esseri elementari.  A quei tempi una “scienza” come quella attuale che computa, analizza, compara e ipotizza non sarebbe servita a nulla: perché si arrivava ad “incontrare” l’essere, non la sua “spiegazione”, o la sua ipotesi.

L’uomo doveva e deve credere di essere lui ad elaborare i pensieri, deve perdere la connessione con il mondo delle idee.

L’uomo deve imparare a “pensare” lo spirito dentro le cose. Deve ritrovare e riconoscere lo spirito che agisce ovunque. L’antroposofia può aiutare a suscitare nell’uomo impulsi morali capaci di sentire la presenza dello spirito nelle cose, di poter percepire entità viventi entro ogni creatura.  L’uomo deve essere capace di pensare in “senso morale” la vita del mondo.

Ciò che viene definito “l’ordine naturale” o “saggezza della natura” altro non è che “legge morale universale” che è istillata in ogni essere terrestre. Il materialismo ha eliminato, cancellato la base spirituale del cosmo, vedendo solo ovunque astrattezza di leggi naturali inconsapevoli di sè.

Pensare “morale” significa:  sentire l’universo come un unico organismo dove ogni essere è collegato e partecipa al divenire mondiale.

Dopo la nostra morte, si verrà a sapere se si “è pensato moralmente” se si è stati capaci di sentire lo spirito nel mondo. Ci sono entità (Archai) che hanno il compito di ricollegare i nostri pensieri, al cosmo, di inserirli entro il cosmo. E saranno essi a dirci se siamo stati in grado di ridare al cosmo la moralità che abbiamo riscoperto dentro la creazione.

Lo spirito si aspetta dall’uomo una rigenerazione del mondo spirituale stesso. Lo spirito esige che l’uomo divenga l’essere capace di pensare in modo individuale contenuti universali. Un entità capace di tradurre l’esperienza monistica del “tutto dello spirito” in caratteri di “individualizzazione umana. Missione impossibile rendere individuale il sovraindividuale, spiritualizzare la materia, separare il tutto, senza ucciderlo?

L’uomo ha il potere di pensare in proprio, senza l’influenza degli Dèi; può pensare in due modi: in modo vuoto, materialistico oppure in modo vivente, colmo di spirito.

Egli può decidere se riconsegnare al cosmo pensieri morti, o pensieri viventi.

Il mondo spirituale ha bisogno del pensare umano, nato dalla vita entro l’egoismo, entro la separazione: gli Dèi hanno bisogno di “rivitalizzare” l’antico mondo spirituale grazie alla facoltà umana di individualizzare tutto.

Il cosmo attende che l’uomo sia capace di dare all’universo il “senso” della vita universale. Mistero dei misteri: che solo l’uomo può sciogliere, attraverso il suo spirito individuale.

Da essere dell’egoismo, che ha vissuto nella massima separazione ed alienazione, può divenire l’essere che arricchisce il cosmo in modo nuovo.

L’iniziazione è quella via che permette all’uomo di essere in grado come nell’antichità di collegarsi con il divino, non come dono, ma con sforzo interiore, quindi con piena consapevolezza, partendo da se stesso.

 

Tiziano Bellucci

Che cosa fa l’angelo custode nella nostra anima?

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 16 Dicembre 2016. CONFERENZA INCONTRO

Che cosa fa l’angelo custode nella nostra anima? CONTROLLO DELLA PRESENZA DI SE’

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      A cura di Tiziano Bellucci, musicista, ricercatore e antroposofo

  Le ispirazione dell’Angelo custode per  una crescita interiore che l’uomo è chiamato a realizzare coscientemente. La scienza dello spirito come «impegno di vita», come aiuto per svegliarsi e percepire la protezione dell’Angelo.

Sala Falcone Borsellino, Via Battindarno 123

Quartiere Reno Bologna

ORE 20,30

  APERTO A TUTTI

 INGRESSO GRATUITO

 

 

 

 

 

 

 

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L’arte della libertà SEMINARIO a Treviso

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L’arte della libertà:

intuire il proprio destino

Incontro a cura di Tiziano Bellucci

PROGRAMMA:

ore 10-11.15 libertà, destino, arbitrio

11.30 – 13 le forze del libero arbitrio (Lucifero e Arimane) e della libertà (Cristo)

  • 15- 15.30 Reincarnazione e destino
  • 15-45 -17 Iniziazione o liberazione

MEDITANDO SULLE EPOCHE STORICHE

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MEDITANDO SULLE EPOCHE STORICHE

2013_10_25_2_rsz_crp_crp1 civiltà Paleoindiana. UNITA’. Danza e mondo delle farfalle, degli insetti. 1° settennio

La nostalgia dello spirtuale. La fuga dalla materia.

“Tutto è uno. L’universo è il corpo di Dio e io sono una cellula che fa parte del suo corpo. Il mio io è una parte di Dio ed Egli pensa in me, sono pensato da Dio, continuamente. La mia testa non è solo racchiusa nel mio cranio, la mia anima non è solo nel mio petto. Essa continua, fuori di me. Se voglio cercare dove finisce la mia testa e lamia anima devo cercarle ai limiti della via Lattea. La volta celeste con le sue stelle, sono le pareti del mio cranio, il sistema solare, i pianeti sono la mia anima. Il cielo è il luogo in cui fluttuano i pensieri e i sentimenti cosmici. L’universo autonomamente fa comparire e crea in quel cielo, ciò che chiamo e posso sentire come miei pensieri, miei sentimenti, miei istinti. Essi si librano nell’atmosfera esterna e interna a me, indicandomi cosa devo fare, dove devo andare. Osservando il cielo stellato e quei pensieri, è come se essi fossero segni grafici in cui leggo la cronaca vivente di eventi passati, ai quali anche io partecipai in un tempo antico, ma non ero ancora umano. Ero come l’ape e la Terra era il mio alveare. Le stelle e il sole erano i miei genitori. Vivevo con altre api, farfalle, libellule. Eravamo parte di un mondo in cui ancora oggi mi sento partecipe, e svolgo i miei compiti, che non conosco, ma che mi vengono indicati di giorno in giorno dalla vita, dal destino.

Vivo una profonda nostalgia. Io provengo dalla civiltà di Atlantide: ne ricordo la vita. Tempi in cui gli Dèi camminavano fianco a fianco con gli uomini.

Vivo in una strana condizione. Credo di vedere di fronte a me degli oggetti, delle persone, mentre in realtà essi non esistono, sono illusioni, visioni, fumi, sogni di una realtà non esistente. Tali forme non hanno realtà, perche sono scollegate dal mondo da cui provengo, non hanno relazione. Sono come “ombre di fantasmi” che mi attorniano, quasi forse volendomi confondere. Perchè in verità esiste solo il divino e queste forme non vi partecipano. Esse non hanno alcuna utilità. Io vedo illusioni, vedo apparenze di un mondo mi turba e mi fa paura. Spero che Dio possa portarmi via da questo mondo al più presto, per portarmi a casa, in cielo.

Al momento solo lo Yoga può aiutarmi. Quando medito, rivedo l’antico mondo e i miei genitori. Ogni stella dell’universo, è un Dio. Tutto è Dio. Nulla è separato. La materia, che mi appare separata, è illusione. E’ solo “schiuma”, fumo, che mi offusca la visione del divino.

Io sono un bambino di 7 anni, per tutta la vita. Amo i miei genitori che mi avvolgono e mi riempiono. Gli oggetti di questo mondo vogliono farmi credere che io posso pensarli. Invece so bene che tutto si autocrea in me e nel mondo e non pensieri autonomi, non esiste l’io. Non esiste separazione. Esiste solo il bene. Ogni cosa è bene, anche gli oggetti esterni illusori sono bene. Non servono a nulla, ma non possono essere che bene. Io canto, ballando, inni a Dio. Sogno e dormo sulla terra. Danzando mi collego con la volontà della natura. Sento il battito della vita universale e danzando cerco di sincronizzarmi con il fluttuare della corrente di vita cosmica.

 

3444394028_c804deb37b_b2 civiltà Paleo Persiana. DUALITA’. La tessitura dell’abbigliamento, il mondo degli ovipari, secondo settennio.

La materia nemico da combattere, non da fuggire.

Per la coscienza umana tutta la globalità degli Dèi che vedeva l’indiano, si raggruppò in un’unica massa. Così come uno stormo di uccelli da lontano può sembrare un unico essere, il persiano vedeva da una parte gli Dèi buoni come un unico Dio (il sole) e vedeva gli Dèi cattivi (la materia) in un’unica forma.

“Sono un raggio della luce del sole. Egli, AuraMazdao è Dio. Ma non esiste solo la luce, che rappresenta il bene assoluto che tutto nutre e vivifica. Esiste anche la tenebra, il male. Arimane. Oltre alla luce io vedo anche il suo effetto. Essa si blocca sulle figure fuori di me, e le rende visibili. Io sono luce: la luce mi illumina dentro, ma al contempo mi fa accorgere che esiste una realtà esterna a me. Dentro me trovo Dio, fuori trovo il mondo di Arimane. L’universo è come diviso in due. In una parte di esso pensa Dio, in un altra vi pensa Arimane.

Sento in me vivere il mio spirito luminoso e il mio corpo di tenebra. La mia coscienza è limitata e condizionata dal mio corpo: da dentro di esso io sperimento come di essere circondato da rettili alati. Sento il serpente e tutte le specie ovipari effuse nei corpi dei miei simili.

La materia mi chiama a usarla e a goderla, ma è impura. Essa è ricoperta di cenere, di tenebra. Non devo però rinnegarla, distruggerla. Se la ripulisco dalla polvere, in essa posso trovare un ponte che mi indica la via per ritornare nella luce. Ho 14 anni. Devo imparare a trovare l’alba nel tramonto, la morte nella vita, il buono nel cattivo.

Io sul corpo del mondo scorgo come una “tessitura” di destino. Inoltre entro essa mi sento inadeguato. Ho bisogno di riprodurre cio che sono dentro, cio che ero prima di arrivare sulla terra. Lassù ero vestito di luce e colori. Voglio tessere lane e filati, per dare dignitá e valore al mio essere, per celebrare i miei padri celesti. Voglio creare abbigliamento.

 

13203535-egyptian-papyrus-depicting-queen-nefertari-making-an-offering-to-isis-stock-photo3 civiltà Egizio Caldea. TERNARIO.  L’Architettura, gli animali mammiferi, 3° settennio

Le stelle quale aiuto per capire a cosa serve la materia.

“Sento tre forze nell’universo. Sento esistere il Sole/Spirito Osiride, la Luna/Anima Iside e la Terra/Corpo Horus. Avverto in me il mio spirito, la mia anima e il mio corpo. La mia anima mi sta mostrando che la vita terrestre ha un valore. Sto affezionandomi ad essa e alle cose che mi offre. Essa mi distoglie dalla luce divina, ma posso aggrapparmi alla salvezza se guardo le stelle. Esse mi indicano cosa devo fare, quali leggi devo dare al mondo, quali medicine per curarmi, quali vie devo seguire. Ho 21 anno. Il cielo è mio padre. La luna è mia madre. Sulla terra posso essere consapevole della loro presenza.

La mia coscienza è affine alle anime delle costellazioni, allo zodiaco. Là vi sono i miei Dei. Essi si riflettono in forme di felini, cani, buoi, di animali superiori: li sento affini alla mia coscienza e per questo mi creo immagini di Dei che riproducano archetipi animali.

Sento il bisogno di edificare dimore che possa innalzare il mio spirito e la mia anima verso le stelle. La forza di HORUS mi indica come costruire, architettonicamente, secondo le geometrie cosmiche, che leggo nel firmamento. Ricalcando quelle forme aiuterò ad innalzare il mio essere verso l’alto sia durante la vita che dopo la morte.

 

admotum-roma-temple_and_forum_augusti_v24 Civiltá Greco Romana. QUATERNARIO. La scultura, il regno umano, 4° settennio

Il bello e il desiderio quali vie per comprendere la vita terrena.

“il mio spirito, la mia anima e il mio corpo sono pervasi da una nuova forza cosmica. EROS. Il desiderio di conoscere. Esso mi spinge a dare un senso all’esistenza. Tramite lui mi accorgo di essere accerchiato da “domande” che mi incitano a risolvere i loro enigmi. Eros mi attrae verso me stesso, verso l’alto. Egli mi mette in cerca della veritá mostrandomi che essa si cela dietro le leggi perfette della bellezza. Sento il bisogno di cercare e riprodurre il bello che scorre nelle mie forze vitali affinchè ogni cosa che le mie mani toccano possano rivelare il divino. Per questo scolpisco. Non per copiare, ma per contemplare fuori di me le belle, armoniche e simmetriche forze divine che vivono nel mio corpo, nei miei muscoli. Io voglio oggettivare la mia forza di vita, il mio organismo eterico, il quale esprime l’operare vivente delle forze eteriche, della seconda gerarchia. Ho 28 anni. La mia anima razionale mi mette in cerca dei misteri della vita.

 

arte-105 Civiltà attuale. La musica, mondo inferiore e superiore. 5° settennio

Il mondo spirituale non esiste. Esiste solo la materia e il goderla.

L’uomo è schiavo del suo ambiente, delle circostanze e delle condizioni esteriori.
Lo spirito è servitore della materia.
L’uomo ha compiuto invenzioni, scoperte e passi da giganti, ha dimostrato una elevato intelligenza, ma la ha usata soltanto per metterla al servizio della sua pancia e del suo benessere fisico e animico.

 

 

 

 

 

Tiziano Bellucci

QUANDO IL MALE NON ESISTE. LA SAGGEZZA DIVINA

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QUANDO IL MALE NON ESISTE. LA SAGGEZZA DIVINA e IL DESTINO

10314546_10203794752303353_5590699758095609709_nEntrare nella “mente di Dio” ossia penetrare negli arcani della logica del destino, può richiedere molta spregiudicatezza. Spesso ci si chiede perché accadano disastri, tragedie e sofferenze: queste cose possono apparire come reali misteri. In realtà i misteri esistono solo sino a quando non vengono rivelati. Come i giochi di prestigio. Anche se questi ultimi sono congegnati con minore saggezza.

In realtà se si penetra con profondità e reale chiaroveggenza, molti “fatti” inspiegabili oltre che apparire spiegabili, appaiono come legati da una “logica” o saggezza infinita, la quale mostra che “non esiste un male” in senso superiore. Ossia che il “male” appare solo perché si assiste solo ad una parte del processo.

Al di là del fatto che ogni sofferenza serve per produrre progresso, la saggezza divina (l’antica Provvidenza) abbraccia un enorme quantità di eventi. Ad esempio, vi sono persone che periscono in un evento catastrofico. Sono morte per caso?

Qualche occultista potrebbe dire:

1- “sono i pensieri negativi, la condotta amorale degli uomini che produce interferenze nel sottosuolo, così da produrre effetti distruttivi tellurici”.

2- Oppure ancora un altro può affermare: “sono i pensieri di odio e vendetta di popoli uccisi da guerre che chiedono vendetta e riversano nel mondo spirituale questa energia negativa”.

3-Ecco che un altro saggio potrebbe dire: “spiriti maligni afferranno i pensieri negativi degli umani e li veicolano entro il sottosuolo, facendoli scaturire come fenomeni vulcanici e tellurici.

Vi inoltre un’altra possibilità: un uomo muore in un terremoto. Ma se il destino di un uomo è scritto, come è possibile che si inseriscano eventi non previsti?

Come si può vedere si penetra in un caos.

In realtà tutto questo è “legato” da una necessità che a tutta prima pare irrisolvibile. Ma non lo sé.

In molti casi, ci sono persone che decidono –scrivendolo nel loro destini prima di nascere- di perire in un evento catastrofico, per conseguire determinati risultati: aumento di coscienza, purificazione da karma passato, ecc.  E questo è un fatto ineluttabile, una necessità. Essi scelgono di morire in un dato modo.

Come può avvenire che essi si trovino coinvolti in un terremoto?

Serve che:

  • vengano creati pensieri negativi da altri uomini;
  • che defunti reclamino la loro vendetta sulla terra;
  • che esseri demoniaci usino queste forze per scatenare un terremoto.

Come si può vedere tutto ciò che prima sembrava male, interferenza e arbitrio, viene “legato” da un armonica legge di necessità: ognuna delle persone ed esseri coinvolti concorre-seppur inconsapevolmente- a soddisfare la richiesta di quel gruppo di persone che perisce in un terremoto.

Se si osserva, affinché possa realizzarsi il tutto, appare necessario che

  • debbano essere uomini materialisti che producano pensieri negativi;
  • che debbano esservi defunti che inviano forze distruttive;
  • che vi siano entità superiori negative che siano in grado di trasformare i pensieri in effetti tellurici.

Questa “logica” o saggezza, ci invita a vedere che “non esiste il male, non esiste il caso”. Tutto ha un significato, intrinseco. Esistono solo cause ed effetti che operano al di là della coscienza umana.

Ovviamente questo non lenisce il dolore e la sofferenza per coloro che hanno un caro che è perito in un evento catastrofico. E non vuole neppure essere una giustificazione. Il dolore è sacro e deve essere rispettato, come un “mezzo” per evolversi e purificarsi.

Tuttavia, la scienza spirituale può aiutare coloro che – esigendo una risposta- sono in cerca di una logica superiore che legittimi l’esistenza di un intelligenza superiore che opera ovunque. Ma che può essere compresa solo se conosciuta per via chiaroveggente.

 

Tiziano Bellucci

 

 

 

 

 

 

Blocco profilo

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io piramide parco le Cascine FIrenze luglio 2016Mi scuso con tutti i miei contatti ma FB ha bloccato il mio account come TIZIANO DELLA LUCE. Probabilmente molti avranno visto sparire il mio profilo e tutti i post ad esso collegati. Sto cercando di recuperare il profilo. Per il momento mi scuso. Non dipende dalla mia volontà. Un caro saluto a tutti

Tiziano Bellucci