Antroposofia generale

CHATTANDO CON L’ALIENO

Postato il Aggiornato il

CHATTANDO CON L’ALIENO

kirk-communicatorLa gente gira con il cellulare in mano. Ovunque. Come una sorta di “comunicatore o terminale” in grado di mantenere un collegamento costante -come nell’immagine sotto, stile “Enterprise”- con l’astronave base, con la centrale operativa.

L’astronave sono i nostri cari, l’amante, il collega, l’amica o il cliente?  No.

E allora chi è questa “base” e perché la chiamiamo  “astronave centrale”?

La chiamiamo così perché si tratta realmente di un ente extraterrestre, un elemento alieno, che non vive sulla terra, ma che opera dal futuro. Dal tempo futuro riesce ad inserirsi nel presente e arriva a “gestire” il nostro tempo. Ce lo “ruba”.

Non ha le antennine sul capo e non indossa una tuta metallica. No. L’alieno vuole distaccarci dal vivere il nostro attuale presente. E lo fa ogni giorno. Come lo fa?

croppedimage701426-capitano-spockAd esempio, stiamo passeggiando davanti un bel fiume:  arriva  un messaggio notifica dal web. Ecco che ci scolleghiamo dal paesaggio circostante. Il fiume, l’aria, l’ambiente sparisce. Viviamo nello schermo. Veniamo sottratti dall’attimo presente in cui ci troviamo e cominciamo una comunicazione con qualcuno, che ci trasporta in un altro stato di coscienza, in un altro tempo.

Colui che permette questo processo ordinario al tempo odierno, è un essere della schiera degli spiriti delle tenebra, arimanici. Esso vuole spingerci a scollegarci dal presente, dal qui e ora.

Comunicando via chat o messaggi teniamo comunicazioni con persone nella inconscia intenzione di progettare un evento, un fatto futuro. Non parliamo dell’oggi, ma sfuggendo dal presente sentiamo fortemente attrattivo occuparci di qualcosa che ” sembra” stiamo preparando per un futuro. È  un forte stimolo di brama psichica.

Affascina di più immaginare di “stare” progettando il domani che vivere l’oggi.

star-trek-the-original-series-captain-kirk-with-a-communicatorArimane, l’alieno, alimenta il tutto inserendo una brama nel comunicare, che nascostamente cela un elemento di erotismo mentale, una smania come di stare commettendo un sottile e intrigante atto di godimento futuro. Atto che vive solo nell’immaginazione e che raramente si realizzerá. Ogni volta che si “chatta” si rende l’altro complice di un “flirt” gestito da potenze che vivono in noi e nell’elemento elettromagnetico. Si gode nel credere di stare creando “qualcosa” di futuribile, dimenticando di vivere il presente.

Compito di Arimane è di proiettarci nel futuro, con illusioni e desideri, ma anche con paure ed ansie: l’oggi diviene monotono e poco interessante da vivere al confronto. Meglio creare un illusione virtuale futura che vivere il bello e il sacro della vita quotidiana?

 

Tiziano Bellucci

Annunci

IL PENSARE DELLA TESTA E IL PENSARE DEL CUORE

Postato il Aggiornato il

IL PENSARE DELLA TESTA E IL PENSARE DEL CUORE

noli me tangereSteiner parla di quattro forze universali eteriche presenti e agenti entro il corpo eterico umano. Due tipi inferiori –etere del calore e della luce- sono alla base del pensare logico e razionale, cerebrale; due eteri superiori – etere del suono e della vita- realizzano i processi del pensare vivente, sopralogico.

In termini di fisiologia occulta il cervello e i nervi sovrintendono il pensare logico e astratto, mentre il sistema ritmico, costituito di cuore e polmoni, realizzano il pensare vivente, spirituale.

Con il cervello si pensa in termini di peso, numero e misura. Con il cuore si pensa in termini di Fiducia, Amore e Speranza.

Mentre nel cervello gli elementi del pensare astratto sono i neuroni, nel cuore il pensare vivente si origina tramite le onde e le oscillazioni, i moti del fluire del ritmo.

 

Il pensare del cuore non è il pensare antico, il pensare dell’Eden. Quello è stato perduto.

Il pensare del cuore è stato impiantato dal Cristo, tramite il mistero del Golghota. Il pensare cristico.

Il pensare del cuore non è ancora realizzato su scala planetaria. E’ in divenire.

E’ un pensare che si riveste di parole, ma che emana un calore singolare, unico. In colui che parla in modo vivente viene percepito anche un sentimento che irraggia entro le parole, il quale “riscalda” e arriva direttamente all’anima, senza fermarsi nella testa.

Il pensare del cuore non agisce tramite il “riflettere”: penetra direttamente nel cuore dell’altro uomo e si abbraccia con il suo sentire, celebrando un reale atto di fraternità reciproca, che viene accolta e riconosciuta con amore.

Tiziano Bellucci

 

 

 

DIVULGARE – ROVINARE – NASCONDERE L’ANTROPOSOFIA?

Postato il Aggiornato il

DIVULGARE – ROVINARE –  NASCONDERE L’ANTROPOSOFIA?

VANGELO DI GIOVANNI l'UNO 3Spesso vengo “tacciato” per essere un “elaboratore” inutile dell’antroposofia. Essendo questa –secondo alcuni- una scienza già compiuta, alla quale non è possibile aggiungere o “interpretare” nulla. La si vede – e a ragione-  come una perfetta “sinfonia musicale” dove rielaborare anche una sola nota, la renderebbe una “copia”, un “plagio” meschino dell’originale.

Perché allora mi dedico a “rielaborare” o “plagiare” Rudolf Steiner?

Prima di tutto è bene sapere che egli non ha un modo di scrivere aforistico. Non sintetizza concetti, ma invita a leggere un insieme. Non è possibile “estrarre” da un suo testo un contenuto che in una o due frasi possa “esporre” un concetto. Per farlo occorre leggere tutto il capitolo o tutta la conferenza. Pubblicare una “citazione” letterale di Steiner è un assurdo. Steiner non consente di usare le sue frasi in senso aforistico. Quindi si possono fare due cose. Si può dire: “se volete leggere sulla malattia e la guarigione”, leggete da pag. 106 a pag 115 il testo di Steiner…. Sulla reincarnazione leggete da pag. 106 a pag 115 il testo di Steiner Opera omnia…. Oppure leggete l’intero suo libro…”

In questo modo non si stimola nessuno. Anzi, si “isola” l’antroposofia in un ghetto per pochi privilegiati.

Non poco importante è anche il fatto che Steiner scrive in tedesco: e noi leggiamo traduzioni di scritture stenografate durante le sue conferenze. Spesso traduzioni ben fatte, in altri casi confuse e poco chiare. Già la parola tradire e tradurre hanno la stessa radice.  Se si rimandasse all’originale tedesco forse sarebbe coerente. Ma rimandare alla citazione di una traduzione potrebbe non essere il massimo.

Studio e pratico da allora la scienza dello spirito dagli anni 90’: mi dedico alla divulgazione delle scoperte di Rudolf Steiner tramite miei scritti e conferenze. Sento mio questo ruolo.

Rudolf Steiner è un genio, ma anche un iniziato, un chiaroveggente.

Nella mia coscienza “elaboro” un concetto contenuto in una sua conferenza o in un suo libro e compiendo un grande sforzo di sintesi, “cerco” di portare una mia idea sintetica a riguardo.

Questo lo faccio unicamente per invitare chi mi legge (solitamente individui che non conoscono Steiner), ad approfondire lui stesso il tema, andando a comprarsi i testi di Steiner. Il mio modo di divulgare è “stimolare” qualcuno ad incontrare l’antroposofia tramite i miei umili lavori. Il genio è Steiner, non il sottoscritto.

Non ho nessun interesse a far credere di aver creato io l’antroposofia o di essermi creato una mia antroposofia. E’ ovvio che si può peccare di presunzione nel “credere” di poter compiere un buon lavoro o addirittura arrivare a screditare l’iniziato.

Il mio lavoro è per i neofiti: non è rivolto a chi “pensa di aver capito tutto dell’antroposofia”. Chi crede questo, non è obbligato a leggermi. Può benissimo non farlo. Può continuare a leggersi intimamente Steiner nella sua stanza, da solo.

Anzi, nel nome dell’antroposofia, lo invito a dedicarsi lui stesso a diffondere Steiner secondo le proprie forze, anzichè perdere il suo tempo a criticare il lavoro altrui.

Fare antroposofia è due cose: non omettere il lavoro degli altri e soprattutto non omettere la propria manifestazione, come spirito sulla terra.

 

Tiziano Bellucci

 

 

 

L’UOMO FUTURO CREATORE della Futura Evoluzione

Postato il

 

L’UOMO FUTURO CREATORE della Futura Evoluzione

Continue evoluzioni

Il nostro sistema solare, la via lattea non è nata dal nulla.
Tutto proviene da una precedente evoluzione, nella quale si sono sviluppate quelle Forze (entità spirituali) che hanno poi creato questo attuale sistema.
Lo stesso accadrà alla fine di questa evoluzione.
Gli esseri che vivono attualmente, sono oggetto di in una “formazione” superiore: diverranno i creatori della prossima evoluzione, quando questa sarà giunta al termine.
Questi esseri sono gli uomini.

Tiziano Bellucci

Il corpo senziente o corpo animico astrale

Postato il

 

IMG_20160221_110451Il corpo senziente o corpo animico astrale, veicolo della percezione e della sensazione (il mondo delle anime)

Marzo 2016

per leggere l’articolo cliccare qui:

http://www.riflessioni.it/antroposofia/corpo-senziente-animico-astrale.htm

 

Le sette fasi di resurrezione nella TORRE OLIMPO di Chistian Rosenkreutz nelle Nozze chimiche

Postato il

Corpus_Hermeticum_-_The_Harmony_of_the_Spheres_jkLe sette fasi di resurrezione nella TORRE OLIMPO di Chistian Rosenkreutz nelle Nozze chimiche

Le sette fasi simbolizzano per l’umanità le 7 sfere o incarnazioni planetarie – della durata di milioni di anni- attraverso cui l’umanità si evolverà.

Al contempo tali “sfere” possono essere compiute in una vita sola da un adepto che sia pronto ad accelerare e anticipare i processi evolutivi che si compiranno invece nei millenni per l’umanità.

  • Nel 1° piano si pestano erbe per fare tinture (la preparazione, o studio) compenetrarsi di pensieri provenienti da comunicazioni di altri veggenti, affinchè ci si possa formare rappresentazioni plausibili e logiche, tramite similitudini, delle realtà soprasensibili.
    Ciò si chiama: vita in puri pensieri. Pestare le “erbe” è il trasformare i pensieri astratti in pensieri viventi, pensieri “piante viventi”.
  • Nel 2° piano si sciolgono i corpi dei defunti e con l’essenza di tutti viene fatto un liquore, che viene versato in una sfera d’oro. E’ la coscienza immaginativa. Ci si deve esercitare a sperimentare in ogni essere o cosa sensibile la presenza di un essere o forma pensiero che lo anima. In ogni pietra, fiore o animale, ci si deve dapprima concentrare sull’intero processo che regna entro l’ente osservato, per poi generare un’immagine sintesi (essenza) che raggruppi in sè l’intera vita di quell’ente. Il liquore è l’elemento animico nell’uomo che diviene capace di vedere le auree. La sfera d’oro è il corpo eterico, l’aura vivente delle cose.
  • Nel 3° piano la sfera viene aperta e messa al centro della stanza ove molti specchi rifraggono la luce solare verso la sfera. Dentro di essa, compare un uovo bianchissimo. Lettura della scrittura occulta; è la capacità di poter intendere l’alfabeto simbolico che si dispiega al discepolo che ha conseguito l’immaginazione. La luce UNICA dello spirito risplende entro l’aura e appare il vero essere della cosa contemplata: l’entità vivente che sta per manifestarsi, sta per nascere di fronte alla nostra consapevolezza. Si comprendono i vari nessi, insiti nelle immagini. Ciò equivale all’ispirazione.
  • Nel 4° piano l’uovo viene sepolto in una sabbia calda e “covato” per portarlo a maturazione, e da esso nasce un uccello selvaggio (FENICE) con le piume nere. Esso va nutrito con il sangue dei re defunti. Esso cresce, diventa enorme ed aggressivo. Occorre legarlo appena nato, per impossibilità poi di domarlo. L’uccello perde le penne nere. Gli crescono prima bianche. Poi multicolori. Si tratta preparazione della pietra filosofale; essa si attua tramite particolari esercizi di respirazione. Essa riflette e anticipa un fatto futuro, quando l’uomo saprà, come le piante, tramutare il carbonio in ossigeno. L’uccello FENICE che nasce rappresenta lo spirito dell’uomo. Va nutrito con lo “sforzo” fatto dai RE del’anima, ossia dal sacrificio delle sue parti inferiori. Diviene pericoloso perchè non ancora domato, non umanizzato.
  • Nel 5° piano la Fenice viene immerso in un liquido: perde le piume. Viene a crearsi una tintura BLU dal liquido in cui era immersa. Viene dipinto l’uccello di BLU. Siamo davanti alla corrispondenza macrocosmo/microcosmo; il cielo BLU, è l’universo. Il discepolo si conosce come arto parte dell’universo, capace di lavorare seppur individualmente e autocoscientemente, al comune bene e interesse dell’unico corpo universale. La cellula autocosciente.
  • Nel 6° piano viene decapitato l’uccello il corpo viene incenerito e le ceneri conservato. Si giunge alla vita nel macrocosmo: ci si accorge di portare in sè una parte di Dio che si è resa capace nella separazione di poter ritornare entro la coscienza coscmica indifferenziata portandovi la propria coscienza soggettiva.
  • Nel 7° piano, vi sono “soffiatori” che alimentano il forno Atanhor. Le ceneri della fenice vengono versate in due stampi creando due figurine umane di qualche centimetro. Prima di aver bruciato la Fenice, le si era estratto del sangue. Esso viene ora irrorato sulle due figurine umane. Si raggiunge la beatitudine divina: l’uomo partecipa alla volontà universale, identificandosi con essa.

Tiziano Bellucci

 

Il corpo eterico o vitale (il mondo vegetale)

Postato il

Riflessioni sull'Antroposofia. La Scienza dello SpiritoRiflessioni sull’Antroposofia

Il corpo eterico o vitale (il mondo vegetale)

Febbraio 2016

per leggere l’articolo cliccare qui:

http://www.riflessioni.it/antroposofia/corpo-eterico-vitale-mondo-vegetale.htm

 

La Scienza dello Spirito di Tiziano Bellucci sul sito “Riflessioni.it”  indice articoli