Eros filosofico

Nel principio tutto era “femmina”

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Nel principio tutto era “femmina”

 
Quando l’umanità cominciò a separarsi in due sessi, ai principi dell’era atlantica, la società e l’organizzazione umana la si poteva paragonare ad un alveare. Tutto era nelle mani delle “api” femmine, mentre i “fuchi” maschi venivano utilizzati solo per la procreazione.
 
Le femmine erano più numerose, a differenza dei maschi: esse usavano soprattutto la telepatia per comunicare, esse potevano tramite il linguaggio e il canto, iniziare a usare una comunicazione poggiante su immagini di pensiero. Esse ricevano immaginazioni e ispirazioni dal mondo spirituale ed erano in grado di tradurle in una forma di pensiero immaginativo in modo tale che i maschi, potessero poi realizzare nella pratica indicazioni pratiche utili per la vita quotidiana. I maschi non avevano capacità immaginative, ma disponevano solo di forza di volontà magica e forza fisica: erano esseri d’azione, di movimento. Le donne cantavano le gesta degli Dèi, in cui si imparava ad accendere il fuoco, a lavorare il metallo, a coltivare la terra, a cacciare, ad armonizzare con la natura. Tutto questo insegnamento veniva impartito dal cielo verso le donne ed esse verso gli uomini.
Molte entità spirituali si incorporavano in corpi umani femminili e “ammaestravano” l’umanità bambina.
 
L’umanità femminile era ispirata dal divino, riceveva comunicazioni direttamente dall’alto, spontaneamente, tramite sogni, vaticinii, e divinazioni.
Tutto il patrimonio spirituale di conoscenze misteriche, tutto ciò che come “rivelazione divina” diventò “tradizione ecclesiastica sacerdotale” fluì nell’umanità grazie al potere spontaneo chiaroveggente femminile. Nell’anima femminile si riversavano visioni, immagini: nelle Pizie, nelle sacerdotesse, nelle indovine.
 
Tutto ciò che ad esempio conosciamo come Antico testamento, un tempo non era scritto ma veniva riportato in forma orale: derivava da veggenza “della pancia” femminile, che si presentava nel mondo femminile. Il fatto che nella Bibbia si parli soprattutto di “profeti maschi” è dovuto al fatto che la conoscenza femminile venne “interpretata” e codificato in linguaggio dialettico dai maschi di cui ne divennero i portatori. Molti profeti venivano “ispirati” da femmine a loro vicine, compagne o no, dalle quali ricevevano le forze di veggenza e di ispirazione. La donna “parlava” entro l’anima maschile e gli rivelava i segreti del cosmo. Non era l’uomo l’artefice delle visioni. Vi era quasi sempre una donna, dietro ad un profeta che lo illuminava direttamente o indirettamente.
Quindi tutto il patrimonio spirituale che venne annotato nei libri sacri è “femmina”, proveniente da potere di ispirazione chiaroveggente femminile.
 
L’umanità è quindi nata femmina ed è stata guidata spiritualmente dalla conoscenza ispirata delle donne.
L’uomo è quindi un essere più giovane rispetto la donna, è arrivato dopo, ha cominciato ad influenzare il mondo più tardi.
Gli uomini antichi agivano nel mondo sotto ispirazione delle donne: essi non avendo forze interiori individuali, si affidavano alla saggezza femminile, che li guidava come intermediarie.
L’umanità non poteva però rimanere solo femminile, collegata al mondo spirituale, guidata dal mondo spirituale. Doveva diventare autonoma, indipendente anche dalla guida del cosmo. Occorreva che il “filo” fra Dèi e umanità venisse reciso: e al maschio venne consegnata questa missione.
 
L’uomo doveva riconquistare da sé in modo consapevole la saggezza del cosmo, ma non ricevendola in modo spontaneo: ma conquistandola con le proprie forze. L’umanità doveva smettere di “sognare” il mondo divino, per viverlo in piena coscienza. Essa dovette “scollegarsi” dal divino e perdere la connessione.
 
Tiziano Bellucci (dal Libro Erosophia)
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LE 3 CLASSI DELLA SCUOLA DELL’AMORE

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LE 3 CLASSI DELLA SCUOLA DELL’AMORE

Dantis Amor 1860 Dante Gabriel Rossetti 1828-1882 Presented by F. Treharne James 1920 http://www.tate.org.uk/art/work/N03532

IL MITO DELL’ANDROGINO

Il mito dell’androgino racconta di un tempo in cui l’uomo era un essere sia maschile che femminile: aveva in sé entrambe i generi e i caratteri. Questo essere era molto potente e faceva paura a Giove, il quale fece in modo di diminuirlo di potenza: separò il maschile dal femminile in due individui distinti.I due esseri divisi in due, si cercavano, e quando si abbracciavano rimanevano uniti senza più fare nulla. Morivano di inedia. L’umanità andava incontro all’estinzione.
Giove fece mettere a Mercurio due organi sessuali ad uno e l’altro, in modo che quando si incontrassero, potessero generare un simile.
La natura dell’uomo è quindi unitaria. Da sempre egli persegue questa unità perduta. A questa “brama di interezza”, volta a ripristinare l’unità, si dà il nome di “amore”.

 

IL MITO DI EROS E PSYCHE
Psyche è una ragazza bellissima che attira le invidie di Venere, perché ella viene paragonata ad una Dea. Venere incarica suo figlio Eros di fare innamorare con le sue frecce Psyche di un uomo orrendo, mostruoso.
Ma mentre Eros star per scoccare la freccia, rimane punto dal suo stesso dardo e così si innamora perdutamente di Psyche.
Di nascosto dalla madre, rapisce Psyche in un palazzo e la obbliga ad incontrarlo ogni notte. Egli si unisce a lei in amplessi amorosi e romantici, senza però permettere a Psiche di poterlo vedere. Tutto si svolge nel buio completo. Al mattino Eros se ne va prima delle luci dell’alba.
Psyche vuole però vedere l’aspetto del suo amante. Mentre Eros dorme, una notte ella accende una lampada e lo vede. Un Dio stupendo. Ma una goccia dell’olio della lampada cade sulla coscia di Eros ed egli si desta, scoprendo il tutto. Eros, indignato, scappa e sparisce da Psyche.
Psyche viene scoperta da Venere, la quale in cambio della sua morte, chiede di sottostare a 3 prove.
Psyche le supera. Ma tuttavia muore. Eros riesce a farla risuscitare tramite il Dio del tempo e la rende sua sposa, per l’eternità.

La favola della Bella e della Bestia

Una strega scatenò un incantesimo verso un principe che era molto superbo, tramutandolo in una bestia orrenda. Solo chi lo avesse amato, al di là del suo aspetto avrebbe sciolto la magia.
Una rosa avrebbe scandito il tempo. Ogni giorno un suo petalo sarebbe caduto: quando la rosa avesse perduto tutti i petali, il principe sarebbe morto, rimanendo una bestia.
Una ragazza viene rapita dalla bestia, la quale è molto gentile con lei, le offre ogni ben di Dio, affinché potesse sposarlo. Ma lei rifiuta. Il padre della Bella si ammala, ella riesce ad ottenere il permesso dalla Bestia di uscire dal castello. Il tempo passa e la rosa perde i petali. Ne rimane solo uno. La Bestia sta morendo. Bella è mossa a compassione e sente che se fosse morto, lei avrebbe sofferto: si accorge che lo ama. Questo rompe l’incantesimo: la Bestia si tramuta in un bellissimo principe. E i due si sposano.

Questi tre racconti mitici, hanno un legame: esprimono l’evoluzione dell’amore sulla terra.

Il primo mito parla della nascita dell’amore carnale, dell’amore sessuale, degli istinti del corpo.
Il secondo parla dell’amore sentimentale, delle passioni dell’anima.
Il terzo dell’amore spirituale, dell’io.

Nell’androgino, gli umani sentono l’impulso a cercarsi gli uni con gli altri, per istinto conservativo della specie. E’ l’amore solo sessuale, che chiede al consorzio umano di riprodursi. Non ci sono sentimenti, ma solo impulsi. Nasce il mito dell’anima gemella, dell’eterna ricerca di un essere complementare, che possa “compensare” il bisogno di sentirsi una “metà”.

In Eros e Psyche l’umano comincia a mischiare il sesso con i sentimenti.
Ogni notte ogni uomo, ogni anima umana si incontra con il suo Angelo custode (Eros). Con lui viviamo un amore divino, che ci colma e ci riempie. Ma solo durante la notte abbiamo questo legame, questo “matrimonio” notturno. Di giorno ci svegliamo, ci dimentichiamo di questo, ma ce ne rimane un cruciale presentimento: una mancanza che andiamo a compensare cercando nel mondo “un potenziale angelo” , un anima gemella, con la quale cerchiamo di “surrogare” l’amore notturno vissuto con il nostro angelo. Il nostro compagno, marito è in realtà il nostro bisogno diurno di riempire la mancanza dell’amore notturno del nostro angelo.
E’ l’angelo che ci spinge a cercare e a credere esista “una copia” di angelo, tra gli umani.

Nella fiaba della Bella e della Bestia, l’anima umana vede sola la bruttezza della materia, e a tutta prima ne è spaventata; ma riesce poi a superarla, scoprendo la bellezza interiore che abita dentro il corpo materiale umano: lo spirito.
L’anima è divenuta capace di non farsi comandare dagli istinti sessuali del corpo, dalle passioni illusorie dell’anima che cercano un surrogato nell’altro umano. Riesce a scoprire nell’essere umano (Bestia) un essere divino, come creatura in divenire. Non cerca l’altra metà compensatrice, né cerca il suo angelo tramite l’altro, ma si innamora dello spirito umano. Mentre prima è amore dei corpi e dell’anima, questo è vero amore. Amore per l’uomo.

Il corpo dell’androgino ci ha insegnato a riconoscere il sesso come strumento procreativo: l’anima ci ha fatto scoprire che è il nostro angelo custode colui che ci ama; Lo spirito ci ha portato a riconoscere nell’altro il suo spirito, come angelo umano in divenire.
Sono tre livelli di amore: del corpo, dell’angelo custode, dell’angelo umano.
Ora possiamo amare il corpo, scoprire l’angelo in noi e intuire l’angelo in divenire nello spirito dell’altro.

Meravigliati della bellezza e della potenza che vive in ogni umano.

Tiziano Bellucci

Erosophia: intervista a Tiziano Bellucci

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In tutte le librerie (Ottobre 2016):

EROSOPHIA

L’argomento della castità e dell’esercizio libero della sessualità muove di certo sempre interessi continui: ed è un bene che questo accada. La sessualità non sarà mai un problema o un “demonio”. Tutt’altro. Semmai la conoscenza di come si è originata la sessualità può essere il punto d’inizio per un moderno ricercatore, il principio su cui poggiare lo sviluppo delle forze di consapevolezza.

Ora si possono intravedere nuove basi, grazie alla conoscenza spirituale europea:  che potrebbero non dover più “poggiare” né sulla “fede” mistica del sentimento che disapprova il sesso e neppure sulla capacità contemplativa e volitiva dell’indiano che sublimava la sua volontà con il sesso stesso. La soluzione non è né nel sentire castrato, né nel volere liberato. Si deve guardare nella direzione di un nuovo tipo di sesso, che si origina da un pensare puro, purificato.

– L’origine della sessualità  secondo la  “Scienza occulta” di R. Steiner

-Il sesso nella Bibbia secondo il Genesi di Mosè

– la meditazione della  Rosacroce: un percorso possibile per una nuova sessualità

– il ruolo del maschile e del femminile per il futuro del Divenire terrestre

Per acquistare on line il libro:

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MATRIMONIO, ANDROGINIA E NOZZE ALCHEMICHE

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MATRIMONIO, ANDROGINIA E NOZZE ALCHEMICHE

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 Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito mandare via la propria moglie per un motivo qualsiasi?»  Ed egli rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse:  “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne“?  Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi».  Matteo 19,3-12

A tutt’oggi questo passo è riconosciuto a tutela e sostegno dell’indissolubilità del matrimonio.

Viene detto che l’uomo sposato deve stare unito alla donna, cosicché il divorzio pare impossibile senza violare apertamente l’ordinanza di Dio.

Questa è un’interpretazione data dalle istituzioni religiose: e aveva e ha tuttora un suo valore per regolamentare le relazioni sociali, lo status della famiglia.

Ma vi è anche un’altra interpretazione, esoterica.

Bisogna vedere nel matrimonio un istituzione esteriore che indica l’attuarsi di un processo interiore che avverrà, in un lontano futuro, dentro al singolo essere umano.

AngeloLa scienza spirituale ci indica un futuro, fra qualche migliaio di anni, in cui vi sarà una recessione, un atrofia degli organi sessuali e quindi anche una mutazione nella modalità di riprodursi.

L’essere umano cesserà di nascere maschio o femmina: non appariranno più caratteristiche che mostreranno l’appartenenza ad un “genere”.

Quando avverrà questo l’essere umano sarà stato in grado di fondere in lui le qualità maschili e femminili “legandole” in un matrimonio sia fisico, sia animico che spirituale.

Questo processo viene chiamato “nozze chimiche”.

Il matrimonio è quindi simbolo di un legame, è controimmagine di un matrimonio che mostrerà l’attuarsi di legame delle essenze dentro al singolo individuo umano. La fusione mercurio e zolfo alchemici. Che significa: l’unione di anima con la spirito.

Il matrimonio serve per tutelare l’istituzione della famiglia, la quale offre la base per l’incarnazione dell’essere umano: particolare indispensabile per l’esperienza dentro la materia, in un corpo.

Se si guarda indietro al divenire dell’essere umano, dapprima esso appare androgino, ossia asessuato. La fecondazione e la riproduzione avvenivano senza bisogno di accoppiamento, di un altro essere: come in alcune specie vegetali ermafrodite. Poi, a causa di mutazioni cosmiche e planetarie (la fuoriuscita della luna dalla terra) venne a mutarsi il modo in cui ci si riproduceva: comparve la necessità fecondarsi tramite l’unione di un secondo individuo.

Da quel momento l’essere umano si distinse in due generi: maschio e femmina.

13901591_1107103439326594_143431279058947227_nQuesto mutamento riproduttivo, richiese il bisogno di fondare appunto una forma giuridica che tutelasse la vita dei nascituri, da parte dei genitori. Il “matrimonio” divenne la forma legale per proteggere la maternità e la prole. E questa “legge matrimoniale” vale tutt’ora, per la media dell’umanità; per tutti coloro che ancora non è giunto il tempo per sentire la spinta a lavorare dentro di sè per una “riunificazione delle essenze” maschili e femminili. Il “tantra” o “alchimia interiore” o iniziazione, è la via che conduce al matrimonio interiore. Processo che in modo cosciente corrisponde ad un accelerazione del singolo, riguardo ad una metamorfosi che avverrà su base planetaria.

 

La scienza spirituale ci dice che esperienza di vivere dentro ad un corpo tramite la nascita da due genitori, verrà superata. Muterà.

L’essere umano non avrà più bisogno di un corpo fisico per sperimentare. E quindi cesserà anche la forma di riproduzione. L’uomo si genererà da se stesso, tramite una modalità che la scienza spirituale indica come “facoltà di autoemanazione di sé”.

Cesseranno di esistere le polarità maschili e femminili, cesserà il modo ordinario di unirsi sessualmente, cesseranno di nascere bambini di carne.

Cesseranno i matrimoni esteriori e avverranno matrimoni, legami interiori.

L’umano sarà giunto ad un livello superiore di umanità: ascenderà ad un livello superiore di evoluzione.

Da umano, diventerà uomo.

 

 

Uomo, non significa “maschio”. Uomo è un grado gerarchico. Così come lo è angelo, arcangelo.

Così come da umani si “diventa” uomini, da uomini diventeremo “angeli”. E così via.

E gli angeli non hanno sesso. Non sono né maschi né femmine.
”Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi».

Il matrimonio sarà compiuto: l’uomo sarà stato ricreato e riunificato. “la tua anima si unificherà al suo spirito” Da due, diventeranno uno.

 

Riflessioni antroposofiche a cura di Tiziano Bellucci

AMORE DI SE’ – AMORE DELL’ALTRO

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AMORE DI SE’ – AMORE DELL’ALTRO

orfeo012Solitamente si ama qualcuno perché egli ha in sé determinate caratteristiche nelle quali noi proviamo appagamento. E questo appagamento deriva dal fatto che egli è simile a noi, in alcuni aspetti e così noi rispecchiandosi in essi, troviamo un autocompiacimento. Crediamo di amare lui, mentre amiamo noi attraverso di lui. Egli ci dà modo di poter apprezzare nostre qualità che sentiamo rifletterci indietro come simpatia, come viva luce e caldo colore animico. Si ama l’altro per amore di sé: lo si utilizza come una superficie specchiante. Quando egli non “riflette” in modo appropriato, allora spesso è giunta l’ora di cambiare lo specchio.

Forse non si sa abbastanza con chiarezza che il vero amore dovrebbe invece amare l’essere per ciò che è. Amarlo perché riscontriamo in lui qualità creative che noi non possediamo, ma che troviamo belle, importanti. Vedere belle qualità nell’altro suscitano in noi un caloroso apprezzamento, ed esse ci stimolano ad amarlo, ad elogiarlo, a poterlo frequentare, per godere della bellezza di cui è portatore. E’ amore per lo spirito, per i suoi talenti spirituali.

Questo tipo di amore chiede una partecipazione attiva da parte nostra: non si dà da sé, non sorge spontaneamente, al principio. Deve essere voluto. Si tratta di volere approfondirsi nell’altro al punto di volerlo conoscere a pieno, con vivo interesse. Indagare con dedizione lo spirito e l’anima dell’altro per sincero interesse conoscitivo, è già amore.

L’amore per l’altro si sviluppa tendendo a perfezionarsi, a porsi delle piccole rinunce: a rinunciare ad alcune nostre debolezze, che ci limitano. Se tendiamo a voler diventare migliori, operiamo già nella direzione di creare in noi facoltà di amare. L’impulso a perfezionarsi si tramuta in capacità di amare.

 

Tiziano Bellucci

LE ABERRAZIONI SENSUALI E LE “SANTE ISPIRAZIONI”

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LE ABERRAZIONI SENSUALI E LE “SANTE ISPIRAZIONI”
Ogni male nasce perchè qualcosa che è buono, viene utilizzato nel mondo in un altro modo, e viene così trasformato in male“. R. Steiner
struzzoI materialisti sono veri e propri struzzi: mettono la testa nella materia, credendo che fuori di essa non esista null’altro. Ma anche nel materialista esiste un impulso a “cercare” la verità, a indagare il senso della vita: anche se non viene portato a coscienza, in ogni anima vi è un amore per il mondo spirituale, un impulso vivente alla sua ricerca, che viene messo a tacere.
Esiste una legge che dice: ciò che viene ignorato, rispunta poi da un’altra parte. E spesso esso “spunta” come esagerata brama, desiderio dei sensi.
Dallo spirito che è in ogni uomo affiora l’impulso a cercare se stesso –impulso anticamente chiamato Eros- e non trovando libero sfogo come filosofia, conoscenza ed esperienza esoterica di “passione per la ricerca dello spirito” trova la sua via invece entro i sensi.
Ciò che sarebbe elevatissimo, se colto a livello mentale, viene impiegato con la “mente” inferiore. La sessualità o la pancia.
Le massime perversioni, passioni ignobili e aberrazioni sensuali che si presentano oggi nell’uomo, sarebbero in realtà “sante aspirazioni per la ricerca di sé” che lo porterebbero in alto: invece non trovando terreno adatto, scadono dal loro reale livello, in un ambito materiale.
Da “ispirazioni divine” divengono degenerazioni dei sensi. Ciò che elevato e delizioso, si tramuta in basso e disgustoso
Questo non lo si dice per giustificare il maniaco o il pedofilo, ma per suggerire che in realtà ogni cosa ha in sé un “bene” che se impegato in un ambito diverso, diviene un “male”.
Tiziano Bellucci

AMA IL PROSSIMO TUO (non quello degli altri)

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“Ama il prossimo tuo”- dice il Vangelo.

Spesso si crede che il “prossimo” sia ogni essere umano.

Non è così.

Di certo ogni uomo è degno di essere rispettato e amato.

Ma quelli che sarebbero da amare subito, in modo impellente, sono quelli che sono “scaduti” giù dal nostro piedistallo, verso i quali abbiamo completamente perso stima e rispetto: coloro che un tempo furono molto importanti per noi, ma che compirono atti che ci delusero e ci amareggiarono.

 

Coloro che un tempo abbiamo amato, che ci hanno amato e ci erano molto prossimi, molto vicini.

La nostra ex moglie, l’amico che ci ha portato sul lastrico, lo zio che ora odiamo ma che un tempo amavamo.

Questi sono il nostro vero prossimo, che amammo, e ci viene chiesto di amare di nuovo, come noi stessi.

Sono esseri che non vogliamo piu rivedere, che abbiamo bandito dalla nostra vita.

Ma che ineluttabilmente reincontreremo di certo nella prossima vita.

Uomini legati a noi, imprigionati al nostro destino.

 

Tutti coloro che un tempo erano molto importanti per noi, ma con i quali abbiamo rotto ogni rapporto, per malevoli cause di destino considerandoli traditori, malvagi irrecuperabili. Ora sono lontani da noi, non piu vicini.

Se riuscissimo a riavvicinarci ad essi, ad “approssimarci” guariremmo la nostra vita. E libereremmo noi e loro dal karma, dalla legge di Giustizia compensatrice.

Perchè ogni malattia ha un origine sociale, un causa karmica legata a qualcuno che ci è debitore o verso cui siamo debitori.

 

Il “prossimo” è colui che ci è più vicino, in termini di legami di destino.

Ci viene detto “ama il prossimo tuo” –non il prossimo di qualcun altro,il prossimo in generale. Vi è un prossimo che è solo “mio”: che appartiene solo al mio destino.

 

Amare chi ci è prossimo è cruciale, risolutivo. Per noi e per lui.

Chi ha piu diritto di essere amato se non colui che un tempo amavamo, ed ora odiamo?

Amare quegli amori infangati, che un tempo ci furono prossimi, è la medicina per guarire dal “male del vivere”.

Pacificarsi, perdonare è la vera soluzione al morire quotidiano. É vero amore, approssimarsi a chi abbiamo scacciato, a chi ci ha maledetto.

 

 

Il Cristo voleva indicarci una via per liberarci, certa: amare coloro verso i quali abbiamo stretto forti nodi di destino, che ci sono estremamente vicini. Prossimi. Sono i primi a cui “avvicinarsi, approssimarsi”.

 

Tiziano Bellucci