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ECOLOGIA ANIMICA dell’EGOISMO

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Il mondo è un’unità.

Una purissima legge di vita scorre nei 4 regni terrestri: a seconda del regno che attraversa, essa si apre dal minerale all’uomo, trasformandosi e mutandosi in qualcosa di diverso: da forza verde di vita impersonale vegetale, diviene rossa forza di vita nell’animale e nell’uomo.

Si illumina, sino a divenire man mano coscienza. Si fa possibilità di sapere di sé.

Mentre la pianta e il sasso esistono ma non arrivano a chiedersi di esistere, l’animale si compiace di sapere di essere vivo e di poter godere della vita del mondo.

L’uomo non solo sperimenta la coscienza di essere, ma riesce anche a chiedersi e ad indagare cosa è questa coscienza di sé.

 

La vita unitaria quindi vive, agisce e si esprime in ogni essere, anche nelle pietre, ma solo come potere di dare una forma. Tale vita può quindi “accendersi” e arrivare a diventare capacità di consapevolezza sé a livelli diversi.

Allo stesso modo, questa “vita che aspira a divenire cosciente di sé” si avverte come germe ed è presente in ogni umano, ma “accendendosi” lungo 4 livelli di ascesa: è ciò che l’uomo chiama dentro di lui, “voce della coscienza”.

 

E’ come se vi fossero 4 tipi di uomini:

uomini “pietra” (in stato di trance)

uomini “pianta” (in stato di sonno)

uomini “bestie” (in stato di sogno)

uomini “umani” (in stato di veglia)

Solo nel quarto grado nell’uomo umano questa “coscienza di sé” diviene addirittura cosciente di sè stessa. Per lo meno, potrebbe e vorrebbe arrivarvi.

 

Nei regni inferiori all’uomo la vita agisce senza lasciare espressioni e possibilità di libertà.

Si presenta come forza direttiva e legge di vita della specie. Come forza evolutiva.

Nell’uomo essa continua, ma da forza di specie degli individui, agisce dall’interno dell’uomo come forza di evoluzione dell’individuo singolo.

 

Per poter agire in modo individuale e fecondo, deve permettere che l’arbitrio personale possa penetrare nell’uomo. Deve esservi una “controforza” che contrasti la “vita”.  E in questo modo si smette di dirigere l’uomo, come invece viene fatto negli altri regni.

La vita deve lasciare libero l’uomo di dirigersi da se stesso.

 

Questa controforza esiste anche nei regni inferiori: si chiama istinto di sopravvivenza.

Solo che nell’uomo si estende ai suoi pensieri e sentimenti. Egli non solo sopravvivere, ma la utilizza per “super vivere”. Per sfruttare ovunque tornaconti, occasioni di godimento personale.

Il lui questa forza diviene “egoismo”.

L’animale, la pianta, la pietra non sono egoisti: si rimettono alle regole delle leggi di vita.

In questa epoca di “contagi, di infezioni” è importante cercare di trovare le cause di questa emergenza.

 

“SPOSTARE IL PROBLEMA, NON LO RISOLVE”

Oggi è comune ricercare le cause di un fatto, spostandolo, equivocandone l’origine.

In una malattia, l’attenzione si concentra esclusivamente sull’azione dei bacilli, dei virus. Questo distoglie, distrae dalla conoscenza della vera e propria origine della malattia.

I bacilli non sono la causa della malattia, ma solo una conseguenza. La causa primaria è sempre altrove.

Un conto è “prendersela” con un virus, cercando a tutti i costi di debellarlo con una cura o un vaccino. Altra cosa è indagare sul “perché” si è originato il virus, per andare così ad agire e a risolvere la causa primaria.

 

Ad esempio può accadere che batteri si generino a causa di mancanza di igiene.  Non si risolverà il problema delle infezioni da sporco inventando un vaccino contro i batteri dello sporco. Occorrerà applicare misure di pulizia igieniche che non permettano l’insorgere di batteri dallo sporco.

La soluzione non è quindi nel creare una cura per i batteri, ma per eliminare l’origine.

Se una stanza è piena di mosche (bacilli), vi sono due possibili cause: una che la stanza è sporca, secondo che la padrona di casa è pigra e non vuole pulirla.

Andare solo a “sgridare” la donna pigra, non porterebbe ad eliminare le mosche. Occorre anche pulire la stanza. E lo può fare la donna, o qualcun altro per lei.

 

Una determinata specie di bacilli si sviluppa sotto l’influsso di un certo fattore primario.

I bacilli sono quindi un fattore secondario: la causa primaria dovrebbe essere cercata nell’osservare come e perché l’organismo umano sia diventato portatore o recettore di certi bacilli.

Continuare a ricercare medicinali per curare le cause secondarie, è un atteggiamento alla pigrizia e alla non intelligenza.

PANDEMIA E NATURA

Secondo le precedenti considerazioni, la terra appare come un organismo organico unitario in cui la vita scorre, in cui ogni regno partecipa. Ogni regno è come un “sistema” vitale, un organo che costituisce un corpo unitario.

La Terra è da intendere come un organismo vivente, unico: costituito di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e corpo dell’io.

Il mondo minerale è il corpo fisico del pianeta
Il mondo vegetale è il corpo eterico del pianeta
Il mondo animale è il corpo astrale del pianeta
Il mondo umano è l’io del pianeta

L’io del pianeta –l’umanità- ha creato continue disarmonie con i vari regni, che sono divenuti vere e proprie irriverenze: trivellazioni del sottosuolo, inquinamento dei mari e dell’aria, nelle foreste, violenza verso gli animali per scopi alimentari e scientifici.

Così come esiste una ecologia del mondo dovrebbe esistere un’ecologia dell’anima, che si occupa di “ripulirsi” dall’inquinamento del proprio egoismo interiore.

Trasmettere idee che allontanino dal materialismo e spingano alla ricerca di un amore, un’armonia verso il mondo, è il vero antidoto contro qualsiasi malattia.

CONTAGIO ED EGOISMO

Si può dire che l’egoismo ha contagiato il mondo all’interno dell’anima umana: portando ogni uomo a separarsi dall’altro, dalla natura. Infettandolo di brame nel godimento di sé.

Stiamo raccogliendo i “frutti” della mentalità materialista i cui semi sono stati deposti dai nostri antenati nel piano astrale. Il materialismo ha immerso l’umanità in tali tenebre che per trarla fuori è necessaria un’immensa concentrazione di forze.

Esiste un rimedio:

La nobiltà d’animo che favorisce l’amorevole aiuto reciproco è la medicina per ogni male.

Ma per realizzare questo occorre che non solo il singolo si attivi, ma che un’intera comunità lo imiti, lo emuli e lo faccia.

La cosa più ovvia sarebbe creare una sinergia con le associazioni ecologiste, in modo di poter sviluppare una maggiore consapevolezza e un conseguente rispetto della natura.

Si è tentato di contattarle: ma tutte hanno dimostrato di non avere nessun interesse per una visione olistica e spirituale del pianeta terra. Esse badano solo all’aspetto materialistico, giudicando inutile e dannoso ogni incrocio con filosofie o religioni.

Interessante vedere che proprio là dove vi dovrebbe la massima spiritualità, vi è invece una chiusura completa soprattutto verso la spiritualità dell’uomo.

 

Tiziano Bellucci

 

consiglio la lettura:

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L’ENTROPIA DEL MATERIALISMO

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L’ENTROPIA DEL MATERIALISMO

1° La costituzione occulta dell’uomo FIRENZE 2016
-7 ore audio-

Ci si può chiedere: PERCHE’ DURANTE L’ESTATE in Italia, IL VIRUS SEMBRAVA ESSERE SPARITO?

C’è chi sostiene che “le grandi restrizioni attuate con il lock down hanno creato le condizioni per un estate senza virus”.

Se fosse stato a causa del lock down di marzo e aprile, dopo la riapertura, si sarebbero già riaccesi focolai dopo 2/3 settimane. A giugno -considerando i grandi movimenti sui posti di lavoro, gli assembramenti vacanzieri sulle spiagge e sui viali- si sarebbero dovuti ripresentare “numeri” di infetti e morti considerevoli. Le strade, i bar, i ristoranti, gli autobus e i treni erano colmi di persone.

In luglio e agosto gli ospedali avrebbero dovuto esseri saturi di infetti. Invece non è stato cosi.

 

Ancora c’è chi afferma: “le condizioni di calore estive hanno limitato la forza del virus”. Si può vedere che questo vale solo per l’Italia. Perché in tutto l’emisfero superiore (America, India, Europa) era estate, eppure là il virus si è alquanto diffuso.

C’è chi dice: “è a causa della riapertura delle scuole”.

Sono stati imposti ai bambini e ragazzi protocolli rigidissimi: in realtà le scuole sono più tutelate di qualsiasi altro ambiente.

Ritorniamo alla domanda: “perché in Italia in estate sembrava tutto attenuato, come verso uno spegnimento epidemico?”

Alcuni spiritualisti sostengono che si era raggiunto ad aprile un innalzamento morale ed etico da parte di una considerevole parte degli italiani, il quale aveva attutito, beneficiato sullo stato epidemico.

Ma in quale modo si può comprendere questa affermazione? Come è possibile che la moralità, l’etica umana possano interferire con la salute?

Si immagini che intorno alla terra esista l’atmosfera aerea in cui respirano gli umani, in questo caso il popolo italiano. Nell’aria non vi è solo ossigeno e azoto, ma anche altre componenti di natura non fisica.

Ad esempio non si è a conoscenza che vi è un legame fra l’elemento aria e i pensieri, i sentimenti umani.

Quando si espira la propria aria non si compie solo un’emissione di anidride carbonica, ma si emette con essa anche il contenuto psichico che si sta vivendo interiormente. Si emettono parole che fanno parte dei nostri pensieri e sentimenti: avviene così che essi si effondono nell’etere. E non è sempre necessario che si “parli” per compiere questo. È sufficiente “pensare, sentire” perché durante l’espirazione fuoriesca dal polmone il contenuto psichico della nostra interiorità. L’anidride carbonica espirata è il “supporto” fisico dei nostri pensieri e sentimenti, i quali si riversano nell’atmosfera terrestre.

Sappiamo che il respiro è il veicolo della nostra vita. Non è solo simbolo di creazione della vita organica entro il sangue e negli organi, ma anche supporto ed espressione della vita psichica. “Respirando pensiamo” e questo pensare crea delle forme pensiero, immagini, le quali non svaniscono come visioni prive di realtà, “restano” presenti nella realtà.

“Pensare è un sottile respirare” (dice Steiner).

Dell’effetto postumo e perdurante che ha un pensiero lo si ha quando si riceve un offesa, o si ottiene una conoscenza illuminante: il pensiero produce dolore o piacere nel ricevente, che può perdurare addirittura per ore e anche giorni. Si porta questo esempio per mostrare come il pensiero non sia solo un evanescente manifestazione psichica, ma produca reali effetti nella psiche. E come vedremo non sono in essa.

Si prenda atto che intorno a noi nell’atmosfera non vi è solo ossigeno, azoto e anidride carbonica, ma anche la globalità di pensieri e sentimenti che ogni umano emette respirando.

L’ambiente in cui vive un popolo è quindi saturo dei pensieri di tutta comunità: esiste quindi riconoscere che possa esistere anche un “ecologia psichica” (misconosciuta) che interagisce con l’ambiente fisico e psichico esterno.

In altri termini: ciò che pensiamo e sentiamo crea vita o morte all’esterno di noi. Ovviamente, questo si riflette poi creando danno in noi stessi.

Allo stesso modo di come noi possiamo creare danno “offendendo” un altro uomo con pensieri fatti di parole, respirando “offendiamo” l’anima della terra con i nostri pensieri egoistici.

Anche la Natura ha un’anima.

Se emettiamo pensieri e sentimenti di rabbia, di paura, o di egoismo, di menefreghismo oppure di superficialità, di materialismo, questo tipo di cause producono disarmonie nell’ambiente atmosferico. Inseriamo dei germi di antipatia, di caos nell’aria.  Nell’anima della Natura.

Questo attiva delle forze naturali di “compensazione” le quali tendono e vogliono mantenere sotto un certo limite il “caos” per evitare che si vada verso un’entropia psichica, che porti la terra ad un collasso psichico.

La “compensazione” anti entropica avviene tramite il prodursi di catastrofi naturali o di epidemie, nell’ambiente che ha creato la causa. Essa stimola (o purtroppo elimina) le cause del danno, per riportare un equilibrio. Questo a livello planetario.

Questo tipo di legge, è stata chiamata equivocando, il “castigo di Dio”: le piaghe che la Divinità infligge alla terra.

La “Forza di conservazione dell’energia” non ha una coscienza umana, ma planetaria: essa si limita a mantenere armonia nella natura, e fra le sue creature. Non agisce con arbitrio cosciente di “colpa”.

Se la disarmonia proveniente dai pensieri materialisti e transumani proviene dal consorzio degli uomini volendo usare un termine arcaico si può dire: “la Divinità è innocente”.

La colpa è nell’uomo, nel suo modo di essere. Che deve cambiare.

In Aprile, questo ambiente atmosferico italico aveva raggiunto una buona, elevata qualità di “aria e pensieri etici”. Una buona o considerevole parte degli italiani aveva raggiunto una presa di risoluzione della coscienza verso un miglioramento delle proprie condizioni e abitudini di vita interiori.

Questo ha causato il miglioramento epidemico.

L’aria dell’Italia era meno permeata di pensieri superficiali, e si era intrisa di anelito per la profondità.

E se questa tendenza si fosse mantenuta, saremmo arrivati ad una stabilità immunitaria.

 

Il libero arbitrio però esiste. Ed è ciò che ha permesso agli italiani di ritornare a pensare e sentire nello stesso modo materialistico e superficiale che vi era prima di Marzo.

Si è sottovalutato il monito che si era prodotto, e si è nuovamente caduti in comportamenti etici che hanno degenerato, provocando nuovo pericolo di entropia.

E quando questo succede, la Legge compensatrice si attiva.

La decadenza richiama riequilibrio.

 

Viviamo in un’epoca in cui il problema dell’entropia materialistica riguardo tutto il pianeta. E a causa di ciò i è presentata una pandemia.

Più individui condurranno un errato stile di vita, con pensieri materialisti, con sentimenti egoisti e con rabbie, paure più la pandemia si protrarrà.

 

Occorre prendere atto che il pianeta ci chiede un atto di ecologia etica per riequilibrare la salute della Terra.

E ognuno può farlo, cominciando a respirare pensieri e sentimenti profondi, umani ed etici. Grazie allo studio e alla pratica dell’antroposofia, ai rimedi della scienza dello spirito.

 

Quali sono i “rimedi” proposti dall’antroposofia?

L’essere umano grazie a questa emergenza, si è accorto di avere un’anima. E sempre più è palese che essa (psiche) influisce sullo stato della salute del corpo.

Non è il Virus che attacca l’uomo, ma è l’uomo stesso si predispone ad essere un terreno adatto entro il quale il virus può attecchire. Perché in una famiglia dove vi è malato, non tutti si ammalano? Perché non tutti hanno “la stessa base” salutistica, per lasciare che si sviluppi l’infezione.

I virus sono in ogni uomo: crescono e si potenziano solo se trovano il nutrimento necessario per proliferare.

Quali sono gli “alimenti” favorevoli alla moltiplicazione dei virus? Quali sono “cibi” per i batteri?

  1. Le abitudini materialistiche di pensiero: coltivare un modo di pensare consumistico ed utilitaristico, che si affida ad una visione e ad una interpretazione del mondo meccanicistica e fatalista, rende possibile la “lievitazione” attiva dei patogeni;
  2. I sentimenti egoistici: il ritirarsi in una propria dimora elettiva approfittando degli altri, dei beni del mondo per trarne vantaggi economici o di piacere, senza condividere il proprio affetto con altri, favorisce la proliferazione di batteri.
  3. La paura, la rabbia e la sfiducia: questi aspetti sono veri e propri veleni nei rapporti di indebolimento del sistema immunitario
  4. lo stile di vita: l’uso continuo TV, PC, smartphone, materiali digitali ed elettronici. Questi dispositivi predispongono a disseccare e attaccabile da qualsiasi patogeno il sistema vitale del corpo;

 

  • Le abitudini materialistiche di pensiero
  • I sentimenti egoistici
  • La paura, la rabbia e la sfiducia
  • lo stile di vita

Questi quattro aspetti sono le cause dell’attuale epidemia.

Addormentarsi ogni sera con un errato stile di vita, con pensieri materialisti, con sentimenti egoisti e con rabbie, paure, predispone a diventare un possibile recettore di infezione.

In questo caso i virus non provengono da un contatto con l’esterno, ma si attivano dall’interno dell’uomo.

La “cura” consiste

  1. aprirsi a idee che elevino ad un pensare superiore capace di abbracciare altri significati, non solo materiali
  2. promuovere atti di solidarietà, di fraternità, umanesimo e di socialità
  3. nutrire coraggio, calma e fiducia nella vita;
  4. nel limitare al minimo l’uso dell’elettronica, dei media digitali

Senza questi quatto “antidoti” ci si avvierà verso una continua decadenza.

 

Tiziano Bellucci

“RESPIRARE FIDUCIA”: COME OGNUNO PUO’ RISOLLEVARE UNA NAZIONE DALLA PANDEMIA

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“RESPIRARE FIDUCIA”: COME OGNUNO PUO’ RISOLLEVARE UNA NAZIONE DALLA PANDEMIA

Quando avviene una pandemia o una catastrofe mondiale, significa che tutte le forze invisibili, tutti gli SPIRITI che sono a governo di ogni nazione del mondo, concorrono contemporaneamente a regolare, rilevare, o meglio “testare” il grado di sviluppo SPIRITUALE di ogni singolo popolo, con “prove evolutive”, crisi umanitarie. E questo viene fatto tramite eventi salutistici (pandemie o epidemie) sia a mezzo di cause naturali (terremoti, maremoti, vulcani, ecc).

Quella a cui si assiste è una “prova” legata all’uso deRespirare – spaziopsicoterapial polmone, entro l’aria: dell’elemento che ci mette in relazione con il respiro di ogni umano sulla terra.

L’atmosfera della Terra è costituita di aria e forza eterica vitale. Questo “etere” non è solo ossigeno e azoto, ma è espressione dell’etica spirituale della natura, della legge di armonia della Terra.

Ogni uomo, respirando inspira “forza etica terrestre” ed espira “forza etica umana re-individualizzata” .

L’etica è la capacità di operare verso un bene universale, che possa creare benessere interiore alla comunità.

E’ abitudine credere che ciò che accade dentro all’uomo, come pensiero e sentimento sia un “affare” che riguardi solo lui e non coinvolga e non influisca sull’ambiente esterno. Esiste invece un aspetto non solo fisico, ma anche un aspetto eterico terrestre, provvisto di una sua “ecologia morale ed etica” che può venire deturpata o offesa dai comportamenti pensanti e passionali umani.

L’ambiente si riempie, tramite il respiro polmonare, del lavoro interiore etico, sociale ed animico che viene operato da ogni umano verso altri umani e le creature terrestri. Ogni azione, sentimento e pensiero che l’uomo compie, viene immesso nell’atmosfera terrestre come “frutto” della sua partecipazione.

Rabbia, indignazione, indifferenza e odio, attraverso il respiro umano (che è collegato con le forze astrali presenti nell’anima umana) vengono immessi nell’atmosfera eterica terrestre.

E’ bene considerare ora che ciò che crea, “tutela” la salute animica e fisica di un popolo è legato allo stato di “risveglio” e di spiritualizzazione di un certo numero di individui che si dedicano ad uno sviluppo superiore.

E’ subordinato al grado di “inquinamento” immorale e asociale che il singolo uomo rilascia nell’ambiente eterico: questa mancanza di “etica umana” crea un effetto sull’ambiente. E di conseguenza ritorna verso l’uomo.

 

I 12 MAESTRI DELLA “CONFRATERNITA BIANCA” « UnicornosTuttavia esistono individui, che si distinguono dagli umani comuni, che si possono qualificare come “adepti” o “praticanti” spirituali, i quali continuamente osservano e si dedicano ad una disciplina di sviluppo etico/morale superiore che tenda ad elevare verso il “sovraumano”: verso lo stato angelico umano.

Costoro sono in grado di “emettere” un tipo di respiro non intriso di negatività e aggressività, ma molto simile all’aria immessa dalle piante. Essi possono “compensare”, controbilanciare l’amoralità diffusa dalla maggioranza della popolazione

Questo vale per ogni persona dotata di elevati valori etici/morali: questi individui “etici” non rilasciano la stessa qualità di anidride carbonica nell’aria, allo stesso modo di chi invece è avulso dal materialismo e dal nervosismo. Il respiro della persona che persegue uno sviluppo superiore, assomiglia più ad un respirare vegetale, puro, carico di forze di vita, eteriche, di forze di salute.

Ripetiamo nel dire che a questa opera, contribuisce ogni umano, nel suo piccolo: non è indispensabile essere “adepti” per accrescere l’aura etica/eterica della Terra, con la propria respirazione spirituale, ma vi concorre ogni umano che “aspira e pratica” una reale miglioramento di se stesso verso l’altruismo e la fraternità.

Esiste dunque la possibilità che grazie al lavoro etico interiore di pochi, molti possano giovarne ed essere salvati.

Non è dato di sapere quale debba essere il numero necessario di “adepti dello spirito” che deve essere raggiunto affinchè vi sia una “compensazione” e un equilibrio di salute stabile nel territorio a vantaggio di tutti gli abitanti.

Tuttavia una data quantità di “presenze” etiche conferiscono solidità sulla bilancia della moralità terrestre.

Gli “uomini evoluti spiritualmente” sono a loro volta in collegamento, o meglio sono “osservati” dai cosiddetti “maestri della fratellanza bianca” i quali hanno già superato il grado umano, guadagnandosi il grado di “angelo umano”.   A loro volta, i Maestri o uomini angelo, sono in partecipazione con entità superiori nominati al principio di questo scritto, che vengono chiamati “spiriti di popolo”, che sono i veri e propri governanti occulti di ogni nazione.

Non si tratta di “governanti” umani ma di “Arcangeli”. Questi esseri seguono, armonizzano e determinano lo sviluppo spirituale di ogni singolo popolo. E ne traggono loro stessi vantaggi personali per la loro evoluzione, in conseguenza del giusto sviluppo del popolo che “seguono” e sovrintendono.

 

Lo sviluppo di un dato popolo è determinato da un minimo di individui che abbiano raggiunto un dato livello di “risveglio interiore”. Sono questi uomini spirituali che accrescono e mantengono alta quella che si può chiamare la “massa critica evolutiva”. Quando quel numero è raggiunto, l’Arcangelo “pulisce” l’ambiente dai patogeni che hanno causato la pandemia, riducendo man mano la letalità.

 

Andria: Aiutiamo le persone a respirare!Ad Aprile, la “massa critica” era stata superata: si era raggiunto il livello di spiritualità auspicato dall’Arcangelo di popolo italiano. In Italia e nei paesi in cui la pandemia si stava attenuando e finendo, era stato raggiunto il numero “consentito” affinchè la “prova” evolutiva venisse risolta, accettata dai rispettivi Arcangeli delle nazioni.

Qualcosa ora è cambiato in Italia. La “massa critica” è decaduta, diminuita.

Probabilmente non vi sono più sufficienti adepti o individui che mirano allo sviluppo della propria spiritualità, non vi sono sufficienti individui etici, morali.

Gli Arcangeli hanno prorogato la” prova”: e le condizioni astrali per farlo sussisteranno sino al 21 Dicembre.

In altri articoli l’autore aveva nominato questa possibilità, anche se allora (Aprile 2020) sembrava che il pericolo fosse stato scongiurato dal superamento della “massa critica etica”.

 

Questo scritto è un invito a prendere coscienza che più si alzeranno i contagi, più sarà un segnale di diminuita condotta e consapevolezza etica. Più uomini smetteranno di avere rabbia, paura e avranno FIDUCIA nelle forze spirituali che vivono nel loro io, più la pandemia andrà verso una fine.

Cerchiamo quindi dal risveglio e all’addormentamento di scegliere “di dare” al mondo il nostro contributo etico e spirituale, promuovendo azioni e pensieri di FIDUCIA, di RESPONSABILITA’, FRATERNITA’ e di SOCIALITA’.

Grazie per chi leggerà queste parole e le porterà nel mondo.

Tiziano Bellucci, Bologna 28-10-20

CORONAVIRUS: IL BENE E IL MALE DI UNA CRISI

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CORONAVIRUS

IL BENE E IL MALE DI UNA CRISI. Contributi dall’antroposofia per comprendere e superare

La crisi, il lock down ha portato a paure esistenziali, violenze domestiche, aumento della dipendenza dei bambini davanti allo schermo, a misure di sorveglianza mai viste prima.

Il fantasma di una dittatura sanitaria che impone una digitalizzazione tracciante verso ogni individuo è allarmante.

E’ però avvenuto anche un rallentamento dei ritmi di vita, il quale ha richiamato una maggiore percezione e presenza di sé; è aumentata la solidarietà, il ri-apprezzamento dell’essenziale, della bellezza nella natura: è aumentato il coraggio di porsi nuove domande sull’ecologia, sul sistema consumistico.

In molte persone questa crisi è stata accolta come una rovina, un disastro.

In altre può invece essere un’occasione di sviluppo, per dare un contributo attivo per cambiare sé stessi e cambiare il mondo concretamente.

 

Lo scudo della conoscenza di se’

Un virus non attacca chi ha difese forti, ma solo chi è debole. In questo momento storico, ci sono molte persone che hanno basse difese, per motivi soprattutto legati alla paura, all’ansia, alla mancanza di movimento, di sonno, di stress, di sopportazione e di sicurezza interiore.

La calma, la tranquillità sono il maggiore antidoto per gestire il momento attuale:

“Porto la calma in me,

porto in me stesso

le forze che mi fortificano.

Voglio ricolmarmi

del calore di queste forze

voglio compenetrarmi,

della potenza della mia volontà.

 

E voglio sentire

Come la calma si riversa

In tutto il mio essere,

quando rafforzo in me,

nel trovare in me

la calma come forza

col poderoso mio tendere”

R. Steiner

 

Vaccini e immunità

L'Immunità innata: la tua prima difesa.Ipnosi e vitamina D la attivano.Per favorire una “protezione” globale -senza dover ricorrere ad un vaccino- occorrerebbe permettere che il Virus si diffonda, andando a creare un “immunità” di gregge, ovviamente tutelando in massimo grado le persone a rischio, quelle più deboli tramite il supporto di personale ospedaliero preparato. Queste strutture devono però essere molto forti, molto organizzate.

Può sembrare paradossale, ma sempre più persone dovrebbero infettarsi per creare maggiore reazione immunitaria.

Un altro problema riguarda i bambini: chiudere le scuole riduce la diffusione del virus e quindi anche “rimanda” verso il futuro una immunizzazione senza vaccino.

Più il virus si diffonde fra le persone, più la carica di letalità diminuisce.

E’ probabile che in Italia la popolazione -da marzo ad oggi- sia stata infettata in una misura del 50%. Solo il 1% avrebbe avuto manifestazioni gravi. L’aumento delle infezioni attuali testimonia una ripresa delle infezioni, meno letali. Quando si avrà raggiunto il massimo delle persone infette (90%), il virus sarà mutato e diverrà una comune influenza, affrontabile come le altre.

Se la vita da Gennaio ad oggi, fosse proseguita senza panico e restrizioni, si sarebbe costituita una spontanea immunità di gregge e oggi saremmo fuori da ogni pericolo. Non sarebbero morte più persone, ma essendosi immunizzate più persone, si sarebbe rallentata la diffusione dell’epidemia. Si avrebbero inoltre avuti più volontari donatori di immuno globuline da usare per trattare i malati gravi.

I governanti non dovrebbero rendere partecipi delle loro scelte il popolo, coinvolgendolo in scelte di cui non ha competenze.

Pubblicare dati statistici giornalieri su morti e feriti non permette di poter acquisire una visione d’insieme capace di vedere realmente gli effetti di date scelte prese a livello più ampio.

Dovrebbero essere prese decisioni che siano in grado di valutare quale è il bene migliore, non il male minore: come lasciare che vi sia una piena e libera diffusione del virus. Queste decisioni potrebbero apparire drastiche in un primo momento, ma molto fruttuose successivamente.

L’elettrosmog, l’inquinamento e il 5G non sono le cause principali dell’epidemia, ma solo fattori aggiuntivi.

 

Il ricercatore Aaron Antonovsky dice che esistono 3 qualità di sentimento che rendono l’uomo sicuro e capace di adattamento.

  • Il capire l’altro e sentirsi compresi dall’altro
  • vedere “sensato” il nostro pensiero e quello dell’altro
  • Il sapere che siamo in grado di compiere una data azione

Il sistema immunitario viene stimolato quando non crediamo di essere solo un corpo fisico, ma che abbiamo un’individualità immortale accessibile al pensare.

 

Il 666?

L'immagine può contenere: una o più personeBill Gates, fondatore della Microsoft, conosce molto bene l’ingegneria e il futuro virtuale: ha lavorato molto sui programmi e i Virus informatici. Sa come creare Virus informatici e quindi ANTI virus. E lo fa con un atteggiamento che sorpassa il concetto di umanesimo: si rivolge al “transumanesimo”

Ci si può chiedere: perché un uomo come Bill Gates che è un informatico si occupa di igiene e pandemie?

Bill Gates considera l’uomo come una macchina, la quale può essere ottimizzata, protetta, evoluta attraverso la tecnologia e la medicina.

Egli crede di agire per il bene dell’umanità: crede che tramite la sua ricerca biotecnologica, sull’intelligenza artificiale sia possibile arrivare ad “installare” nell’uomo “firewalls” e “antivirus” che lo proteggano e lo rendano sano e chissà un giorno, immortale.

L’uomo non è una macchina, per ora.

Si sa che l’azienda Google, simbolo della nuova tecnologia informatica, fu fondata nel 1998. Se moltiplichiamo “l’apocalittico segno della bestia 666” per 3, otteniamo proprio 1998. Un suo rappresentante attuale, Ray Kurzweil predice per il 2045 un nuovo “salto” evolutivo per l’umanità: avverrà la fusione fra evoluzione biologica umana e evoluzione dell’intelligenza delle macchine da lui costruite.

E’ quindi nell’interesse della visione di Bill Gates, quella di prendersi cura del futuro “uomo macchina” predisponendo tutto affinchè possa esservi un accesso tramite un “wireless sanitario” che “prenda in cura” e controlli ogni umano.

Il certificato “digitale” andrebbe impiantato sotto pelle, come microchip.

Non si creda che Bill Gates si muova con la consapevole malvagia intenzione di voler approfittare o causare danni all’umanità: egli desidera e crede proprio il contrario! Bill Gates vuole consegnare all’umanità una nuova medicina virtuale, che possa proteggerlo da ogni virus mortale.

Vuole che l’umanità divenga una perfetta creatura immortale e intelligente.

Gli ideali transumanisti sono quindi un vantaggio o una minaccia per l’anima e lo spirito dell’uomo?

Steiner e le epidemie

“Chi afferma che le malattie come le influenze vengono da piccoli esseri viventi, come i bacilli o i batteri, è astuto come colui che dice che dice che la pioggia viene dalle rane. Queste gracidano, quando sta per piovere, perché sentono l’arrivo della pioggia, ma non ne sono la causa. Allo stesso modo non sono i bacilli a portare l’influenza, ma si presentano e si attivano (come le rane) solo quando vi sono le condizioni adatte per svilupparsi” (R. Steiner)

Così come la causa della pioggia non va cercata nelle rane che gracidano, allo stesso modo le cause di una malattia non andrebbe ricercata nei virus, ma nelle nuvole che portano la pioggia. E nell’uomo, queste “nuvole” sono i bacilli, i virus che pre-esistono dentro all’uomo.

Solo se vi è un terreno adatto, insano o debole, si sviluppa una malattia.

Se un uomo vive solo di idee e rappresentazioni materialistiche, determinerà in lui che “piovano” in lui batteri e bacilli. La concezione materialistica è un “egregora”, una nuvola che scarica -soprattutto di notte, durante il sonno- malattie nell’uomo.

Chi, attorniato da malati e da persone che muoiono, si sente prendere dalla paura egoistica e dal panico, lui stesso alimenta “temporali”, precipitazioni batteriche in lui: è soggetto ad ammalarsi. Chi invece si addormenta sereno, con fiducia e con desiderio amorevole di aiutare chi è ammalato, non si ammalerà.

Il panico, la paura e la solitudine diventano “fattori patogeni” soprattutto fra gli anziani le persone deboli.

La paura egoistica del virus e delle malattie indeboliscono il sistema immunitario, mentre l’altruismo e la nobile fiducia rafforzano l’organismo.

Il coronavirus indica una profonda crisi dell’umanità, una malattia della propria coscienza.

 

La causa della pandemia

Il coronavirus non è una catastrofe naturale casuale, ma una pandemia che si è resa possibile grazie all’uomo stesso.

Il coronavirus viene dalla condotta deviata dell’umanità. E la conseguenza di una “malattia” sociale che si è instaurata da decenni nell’uomo: l’isolamento della coscienza umana dal mondo circostante, dalle altre persone, dal mondo spirituale e da noi stessi”.

L’isolamento il degrado a cui abbiamo sottoposto la natura, si è riversato ora su di noi, come contro immagine. Come un segno distintivo, siamo noi che dobbiamo ora stare isolati gli uni dagli altri. Degradando la nostra dignità.

L’isolamento egoistico che pian piano ha voluto l’anima umana nei confronti delle altre anime umane, ha creato il contraccolpo all’auto isolamento fisico verso gli altri umani.

Lo sfruttamento consumistico della natura sui regni minerale, vegetale e animale è un fondamentale atto di saccheggio, quindi di “separazione” fra consorzio umano e altri regni. Si è creato un distanziamento.

Pur avendo dichiarato al principio della pandemia che poteva esservi un’implicazione sulla causa del virus proveniente dal mondo animale selvatico e quindi un uso indegno dell’uomo verso l’imprigionamento e utilizzo degli animali, non vi è stata nessuna rilevazione o collegamento a livello internazionale.

Vi è stata una temporanea chiusura dei mercati di animali selvatici, poi ripresa subito dopo.

 

La causa della pandemia è soprattutto legata al pensare materialistico: non è però possibile rinunciare a questo pensare, perché esso è necessario per gestire la nostra quotidianità, immersa nel materialismo. Senza questo pensare non ci sarebbero stati e non ci sarebbero i progressi raggiunti dalla scienza che hanno migliorato la qualità della vita.

Vi è la necessità di trasformare il pensare ordinario in un nuovo modo di pensare superiore, che divenga consapevole della forza spirituale di cui è animato e tessuto.

Steiner indica una via per un pensare che avviene tramite il cuore, senza passare dal cervello. Si pensa con il cuore, in modo vivente e mobile. Esso ci consente di ricreare e a farci rientrare in un nuovo “respiro” con l’ambiente circostante. E’ un pensare che si attiva tramite la pratica della concentrazione e della meditazione quotidiana. Tramite questo pensare del cuore si percepiscono le impressioni dei sensi come un “sottile respirare”. Si sente che pensando si “inspira” i pensieri contenuti entro le cose, dentro le percezioni, e si “espira” ridonando alle stesse percezioni il nostro pensare scaldato dalla nostra umanità. Si diviene coscienti che non si guarda soltanto una cosa, ma la si “respira” nell’atto di percezione: si vive una coscienza che inspira pensieri dal cosmo e li espira umanizzati.

Goethe dice: “nulla è dentro, nulla è fuori, perché il dentro è il fuori”.

Tramite il pensare del cuore, si avverte di essere uno con il mondo, tutto si quaderna: ogni idea, ogni cosa, ogni pensiero è vivo. Non è solo percezione, caldo, freddo, luce o aria, tutto è globalità di idee divine, di esseri viventi parte di un organismo universale.

Si smette di sentirsi staccati o separati dal mondo: l’esperienza interiore e le percezioni esterne sono unite, diventano una cosa sola, così come quando respiriamo: prendiamo dentro una parte del mondo e reimmettiamo fuori.

La meditazione antroposofica si basa su la concentrazione su un mantra, oppure approfondendo (contemplando) in modo particolare un oggetto, un ente esterno.

Un esempio si può indicare nel praticare la meditazione dei 52 versetti settimanali presenti nel “Calendario dell’anima di R. Steiner”, da svolgere come approfondito contenuto meditativo.

Ad es (dal Calendario dell’anima di Aprile):

“Io sento l’entità del mio essere:

così mi parla il senso

che nel mondo dal sole illuminato

ai fiotti di luce si congiunge;

vuole al pensiero oltre alla chiarità donar calore

e uomo e mondo

avvincere strettamente in unità”.

 

Il collegamento dell’uomo con il mondo è il principio base del calendario dell’anima. E anche la soluzione per la fine della pandemia. Con la meditazione quotidiana dei versetti della settimana avviene un ricollegamento con il cosmo e la natura.

Si impara a “respira con i sensi”.

Un’altra meditazione utilissima per lo sviluppo del pensare del cuore e dell’unità con il mondo (tratta dalla pietra di fondazione”:

Anima dell’uomo!
Tu vivi nel battito del cuore e del polmone,
Che attraverso il ritmo del tempo
Ti portano a sentire l’essere della tua propria anima:
Esercita il riflettere nello spirito
Nell’equilibrio dell’anima
Dove le fluttuanti
Azioni del divenire universale
L’Io proprio
All’Io universale
Uniscono;
E veramente tu sentirai
Nell’attività dell’anima umana”.

E’ importante inoltre mantenere un contatto con i defunti, per liberarsi dall’isolamento prodotto dal materialismo. Essi continuano a vivere, in un’altra dimensione.

La luce avvolge la terra: lo sguardo chiaroveggente vede che in unico spazio, in tutta l’atmosfera in cui irraggia la luce solare tutto è riempito, colmo di tante entità quanti sono gli uomini sulla terra.

Questi esseri che vivono dentro nella luce che avvolge la terra un tempo furono uomini. Sono i disincarnati, i nostri defunti.

Essi vivono nella luce, i loro corpi sono fatti di luce.

Dopo la morte ogni uomo diviene un raggio di sole: e lavora collaborando per edificare nuova vita sulla terra, illuminando e vivificando con il suo calore e la sua luce i vegetali, gli animali e gli umani. Aiutando le condizioni evolutive terrestri a progredire.

Tutti i pensieri degli uomini si intersecano in questo involucro di esseri viventi di luce: ed essi respirano i nostri pensieri, intessendoli nella loro luce. E ci sentono. Pensare è nuotare nella luce: è avvertire la presenze del mondo degli spiriti umani che vivono nell’aldilà.

 

Meditare questi versetti aiuta a sentire la connessione con essi:

 

“Il mio amore sia con te nel mondo spirituale,

in cui ti trovi.

Il mio amore lenisca la tua arsura.

Il mio amore lenisca il tuo gelo.

Giunga fino a te

E ti aiuti

A trovare la via

Attraverso l’oscurità spirituale

Verso la luce dello spirito.”

 

Cosa ci insegna la crisi attuale? che tutto è connesso e che proprio l’ignorare quest’unità ha portato scompensi al singolo uomo.

Di cosa ha più bisogno l’essere umano in situazione di crisi? contatto umano, presenza e vicinanza fisica.

Tutto ciò che è stato tolto dalla politica “di sicurezza”.

Chi vuole essere libero deve rinunciare alla sicurezza.

Se si crede che si muoia per caso o per sfortuna, allora si ha paura. La paura non ci rende liberi.
La “sicurezza” materiale non ci aiuta a sentirci liberi.
E’ una sicurezza falsa. Ci aiuta solo a scacciare la paura.
La paura cessa quando si è convinti che si muore solo quando è scritto. Allora si è liberi, perchè la “sicurezza” la si prende da un principio superiore, non materiale.
Ma non è per tutti.

La soluzione del tutto sta nell’imparare a rapportarci reciprocamente di nuovo in modo spirituale, fra uomo e uomo, fra uomo e ambiente. Smettere di saccheggiare la natura, rispettandola. Riscoprire lo spirito che vive nell’umano, nell’altra creatura.

Lo spirituale deve ridivenire il contenuto centrale sul quale gli uomini si rivolgono per vivere e collaborare sulla terra in modo consapevole e cosciente.

“Corona” è un idolo: è il simbolo, il monito mondiale di una via errata nella politica, nell’economia e nell’ecologia.

Tiziano Bellucci

 

Contributi dall’antroposofia per comprendere e superare; una sintesi tratta dal testo “Coronavirus: una crisi come superarla” edito dall’editrice arcobaleno

https://www.rudolfsteiner.it/shop/libri/medicina-e-salute/corona-virus-una-crisi-come-superarla-/

 

Corona virus: una crisi, come superarla?

Riconquistare la “CORONA”

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Riconquistare la “CORONA”

Da un mio articolo del 25 febbraio 2020, intitolato “perdere la Corona”:

“Il nostro Spirito ha perso la “corona” divina ed essa é diventata malattia. Abbiamo perduto la dignità di essere figli della spiritualità del cosmo e abbiamo “espulso” da noi la regalità, come forma virale. Abbiamo abbandonato la nostra Corona Regale, ed essa ci viene ora incontro come Virus.”

Alla luce dei nuovi avvenimenti sento sia il tempo di “aggiornare” le nostre considerazioni.

Noi sappiamo che i coronavirus sono un ceppo già conosciuto: i responsabili del raffreddore e dell’influenza comune.

Si dice che il “corona” attuale (covid19) é nuovo, diverso rispetto a quelli conosciuti: non esiste un “antidoto”.

I virologi dichiarano che quando si fa un vaccino, si crea immunizzazione inoculando preventivamente nei sani dei virus stessi responsabili dell’infezione, i quali vengono però preventivamente “disattivati” con procedimenti di laboratorio.

A ottobre e novembre molti anziani (nel mondo) si sono vaccinati contro l’influenza, e questi vaccini annuali comuni, contenevano come ogni anno, certi coronavirus disattivati, trattati in laboratorio in previsione di ceppi invernali.

Cosa accadrebbe ora se si venisse a sapere che quei coronavirus iniettati sono proprio essi la causa dell’epidemia 2020?

Ipotizziamo una tesi: se i “coronavirus” utilizzati per creare il vaccino antinfluenzale 2019 fossero stati disattivati (a cominciare da laboratori cinesi) e per un fatale errore, si fossero geneticamente  “mutati” durante la disattivazione, rendendosi invece super attivi riguardo nuovi possibili ceppi di infezione?

Questi nuovi “vaccini” (con modifiche involontarie letali) sarebbero poi stati distribuiti nelle varie strutture che praticano vaccinazione preventiva.

Solitamente sono le persone più a rischio a cui viene consigliato di vaccinarsi  preventivamente, quali gli anziani debilitati con patologie pregresse. In certe località ci sarebbero state maggiori vaccinazioni di altre località.

A causa dell’errore entro la composizione vaccinale, si sarebbe dunque assistito ad una maggiore mortalità in quelle zone del mondo, in cui è stata approntata maggiore prevenzione. Le località con più decessi sarebbero quelle in cui sono stati praticate più vaccinazioni influenzali. Ecco perché tanti decessi fra anziani debilitati.

L’infezione sarebbe quindi partita da individui in cui era stato inoculato preventivamente il “virus disattivato”,  i quali a loro volta hanno poi diffuso l’infezione trasmettendola per via orale ad altri individui con cui sono venuti a contatto.

Errore umano?

Ipotizzando un errore umano in questo evento pandemico, in tal modo “cadrebbe” ogni malignità e complotto da parte di qualsiasi tesi che sostenga “cospirazione” di individui o società che intenzionalmente hanno creato la pandemia per i loro interessi.

Ci si troverebbe davanti ad un errore non giustificabile, ma ammissibile.

É probabile che molti novax o cospirazionisti abbiamo già pensato a quello che io scrivo. Quale é la differenza ? Che essi credono sia stata intenzionalmente voluta, l’infezione.

Ci sono invece possibilità di pensare razionalmente e oggettivamente che questa “infezione” sia stata involontaria.

Tuttavia, gli errori non fanno parte della fatalità.

La scienza spirituale, potrebbe dire: “quando accade un errore umano, non è mai un “caso” ma è perché si è creata la possibilità (un vuoto di coscienza) affinchè entità ostacolanti possano penetrare entro l’evoluzione umana”.

Quindi nella genesi dell’epidemia non si può né sostenere la tesi di una “fatalità” né quella di una intenzionale “malignità” da parte del genere umano.

Si può pensare ad un azione “correttiva” che l’economia del cosmo ha inserito per ripristinare un ordine che stavo portando verso un caos dell’etica e della coscienza.

Entità spirituali superiori –quelle che operano in ogni vicenda umana- contemplando la degenerazione della coscienza umana, hanno permesso ad altre entità spirituali inferiori, di poter agire come potere di grande interferenza, per suscitare un “risveglio” globale a mezzo di una epidemia.

Queste entità irregolari, inferiori, avrebbero permesso l’accadere dell’errore di laboratorio, la creazione del virus pandemico.

Riguarda la “fine della pandemia”

 Già a metà aprile – in tempi in cui si poteva apparire solo come illusi visionari- avevo “proposto” (predetto è una parola impropria) una possibile “sparizione” del virus entro il solstizio d’estate, legato ad influssi planetari: questa “fine del virus” oggi sembra venire confermata da diversi virologi.

Essi dicono che ogni organismo, anche virale, tende a crearsi un ambiente abitativo (in questo caso è l’uomo stesso) in cui poter trovare occasioni di sopravvivenza. Un virus che distruggesse l’umanità arriverebbe a distruggere anche se stesso, dato che toglierebbe di mezzo le basi su cui esistere. La Natura tende ad adattarsi, per creare condizioni favorevoli: essa cambia, muta, diminuendo la sua letalità, la sua aggressività.

Il virus nel giro di 3-4 settimane “sperimenta” ed elabora (progressivamente in ogni parte del mondo) i corpi umani in cui penetra, sino a cambiare il suo essere, in favore di una migliore reciproca possibilità “abitativa”. Questo sta avvenendo progressivamente in ogni latitudine mondiale.

Al termine di questo periodo di mutazione, esso diviene simile ad altri virus influenzali, rendendo possibile la convivenza fra lui stesso e l’uomo.

A tutt’oggi nei tamponi fatti, il virus ha oltre che dimezzato la carica infettiva.

Il virus tornerà quindi in futuro, ma sarà annoverato fra i ceppi già conosciuti, e sarà della stessa ridotta letalità degli altri.

Non vi sarà più bisogno di misure protettive come le attuali, ma di comuni norme di igiene e di prevenzione.

Conservarne in futuro alcune (come l’uso della mascherina in luoghi sovraffollati), anziché vaccinarsi (visto il dramma che potrebbe essere stato causato dalla precedente vaccinazione antinfluenzale), è una buona idea soprattutto per le persone con patologie, quindi più a rischio.

Tiziano Bellucci

LE CAUSE NATURALI ED ESOTERICHE DI UN EPIDEMIA

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LE CAUSE NATURALI ED ESOTERICHE DI UN EPIDEMIA

Le comunicazioni esoteriche dovrebbero sempre essere fatte in modo diverso, a seconda del pubblico, della tipologia e del livello di ascolto.

A chi è materialista si può parlare dell’esistenza di “cause naturali o “leggi” di auto-regolazione della vita sulla Terra.

A chi è spirtiualista si può parlare di “cause esoteriche dell’epidemia”.

Occupiamoci ora della visione materialista.

Le cause naturali di una epidemia

L'immagine può contenere: 1 personaE’ bene convenire sul fatto che l’età media fissata per l’uomo – dal punto di vista della realtà spirituale – si basa su un calcolo legato al tempo che il Sole impiega per percorrere tutto lo zodiaco. Occorrono 25920 anni per questo tragitto siderale. Questo numero corrisponde anche al numero di respiri che vengono compiuti giornalmente da un essere umano (18 respiri al minuto).

Se 25920  lo dividiamo per 365  giorni (un anno) otteniamo la cifra: 71 anni.

La massima “resa” per l’attività psichica e fisica per l’uomo è quindi 71 anni. Un uomo “dovrebbe” riuscire a compiere con efficacia e saggezza la sua missione terrestre entro questo tempo.

E’ ovvio che questo poteva valere sino a metà del secolo scorso: ora la vita è stata allungata di parecchio. Grazie ai medicinali, alla chirurgia, a protesi e macchine, la vita dell’uomo si è estesa di 20 anni.

Ci si potrebbe chiedere: meglio una vita corta, ricca e intensa o una vita lunga, ma povera di spirito e fiacca di entusiasmo?

Certamente se viene aumentato il tempo aumentano anche le possibilità di arricchire o di donare all’umanità i propri talenti. Il problema è: questi anni di vita in più vengono utilizzati per compiere azioni che accrescano il proprio essere e l’umanità? Ossia, l’aumento di tempo a disposizione è utilizzato e legittimato da una maggiore possibilità di sviluppo e azione spirituale? Oppure gli anni in più servono soltanto per vivere “a tutti i costi” materialisticamente, riducendo la propria lucidità, senza dare un senso e un contributo al tempo che si vive?

Si può dire che esiste una regola nella Natura, non conosciuta, ma attiva.

Quando la popolazione anziana in una specie esorbita, eccede o addirittura supera la media degli individui giovani, entra in atto un “meccanismo di controllo”, di riorganizzazione naturale.

Vengono attivati – dalla Natura stessa – dei “dispositivi medici” chiamati “epidemie”.

Essi possono prodursi o dall’ambiente circostante, o dall’interno stesso della specie: avviene una “mutazione” di un dato organismo, che all’improvviso diviene letale.

Nel caso attuale esso è fatale non solo per gli anziani, ma soprattutto per le persone che, grazie a particolari farmaci o chirurgie, sono riuscite a “scampare” ad una morte che, senza aiuti medici, sarebbe immancabilmente arrivata prima.

Ecco che entra in scena così un “meccanismo” auto-regolatore (Virus) che va a “togliere” ciò che è in eccesso. Molte influenze invernali si basano sullo stesso principio di “auto-compensazione” del giovane sul vecchio.

La vita terrestre deve essere sfruttata al massimo, nel pieno delle facoltà: gli individui che non sono più produttivi né per se stessi, né per gli altri significa che hanno esaurito il loro compito terrestre. Ecco che la Natura provvede a togliere “gli esuberi”.

Quanto è stato detto sopra è indirizzato a coloro che si attendono risposte materialiste. E qui esse si possono fermare.

Ciò che segue non ha senso che venga letto da chi ha questo tipo di approccio, perché non verrà né compreso, né accolto: non gli verrà dato il giusto valore.

Tuttavia l’approfondire esotericamente rende possibile “illuminare” la visione sopraesposta, la quale può a tutta prima apparire fredda e “meccanicistica”.

Si apre una prospettiva nuova, che rende vivente ciò che invece sembra solo un “congegno” automatico di compensazione della Natura.

 

Le cause esoteriche di una epidemia

Nessuna descrizione della foto disponibile. Sappiamo che ogni individuo predispone nel pre-natale un destino, prima di scendere sulla Terra. E lo fa con una coscienza non umana, ma spirituale. Gli intenti e la disposizione animica sono molto diversi: si vede la propria essenza come entità in divenire, in evoluzione e si è rivolti soltanto a favorire lo sviluppo del proprio essere spirituale. L’esistenza terrestre non è sentita come qua, ma viene vista come un “campo scuola” dove ci si reca per apprendere e sviluppare delle qualità che si possono conseguire solo qua. Una sorta di “specializzazione” superiore.

In media, abbiamo detto, ogni individuo si impegna a stare sulla terra per 71 anni. Ovviamente ci sono eccezioni: a seconda di vicende di destino pregresse (prodotte in altre vite) possono apparire condizioni che prevedono una vita più corta o addirittura più lunga di 71 anni. Non ci occuperemo ora di questo.

In genere, la maggior parte degli individui “dovrebbe” vivere mediamente 71 anni. C’è chi si autoriduce questo tempo, ad esempio assumendo una condotta di vita viziosa che lo fa ammalare prematuramente, o la fa esaurire psico-fisicamente.

Oggi, come abbiamo già detto, questo limite di tempo viene notevolmente allungato dai farmaci e da altro.

Un individuo che “avrebbe dovuto” ritornare nel mondo spirituale a 71 anni, si ritrova a vivere 10 o addirittura 20 anni in più oltre la media, grazie ad aiuti farmacologici o chirurgici.

Si deve a priori considerare che esiste sì un destino personale che viene scritto dal singolo, ma che esiste anche un destino di gruppo, di popolo, dell’umanità. Cosa significa? Che oltre a pensare al proprio individuale cammino, si può scegliere – o viene consigliato di scegliere – di “partecipare” anche a destini di altri individui. Questo sempre per ampliare le possibilità di sviluppo.

E’ importante, prima di tutto notare che in questa epoca la Terra è molto popolata: 7 miliardi e mezzo di persone. I mondi spirituali sono quasi “vuoti” di uomini: la massima parte degli spiriti umani ha scelto di incarnarsi proprio in questo periodo.  La futura decima gerarchia è quasi completamente sulla Terra. Perché? E’ ovvio che vi debbano essere occasioni davvero speciali sulla Terra che offrono grandi possibilità di sviluppo per l’individuo: ad es. il superamento del materialismo scientifico è una delle principali opportunità, la quale ha portato ad una ridiscussione dei valori morali/etici e ad una “caduta”  delle confessioni religiose.

Ci è dunque un grande “fermento” sulla Terra oggi.

Ad es. le persone che sono nate nel secolo scorso fra il 1930 e il 1950 si può immaginare che mentre si trovavano ancora nell’aldilà, come spiriti prima di nascere, abbiano detto: “stiamo scendendo in un’incarnazione fisica in una fase storica in cui la Terra è particolarmente “materialistica”. Oltre all’alta tecnologia di cui usufruiremo (nel bene o nel male), ci sarà anche un grande progresso della medicina, che permetterà addirittura di poter “prorogare” le date del nostro ritorno nel mondo spirituale.”

Alcune entità del mondo spirituale dissero: “E’ stato tutto predisposto: a causa del predominare e dell’imperare del materialismo è necessario che restiate sulla terra il più possibile, oltre il limite consueto dei 71 anni, perché più resterete, più potrete trasformare spiritualmente la terra, contrastare il materialismo, strappando la Terra ad Arimane. E grazie alla nuova medicina vi sarà possibile restare più a lungo”.

Quelle individualità (che erano centinaia di migliaia) vennero però anche “avvisate”, da quelle sagge entità con cui soggiornavano nei mondi spirituali, che questo permanere oltre tempo presentava anche dei gravi rischi.

Infatti quando l’uomo giunge sulla terra accade che egli dimentichi i “piani” di destino e sopravvengano bisogni e necessità che possono farlo disattendere dalla sua missione. Egli si dimentica di tutto ciò che si era proposto nel pre-natale, arrivando a rinnegare anche la sua stessa spiritualità, facendosi assuefare dal materialismo terrestre.

Egli può “dimenticarsi” dei suoi propositi e vivere sulla Terra in modo passivo, senza svolgere un servizio di spiritualizzazione della materia.

Di fatto queste individualità avrebbero potuto arrivare a 71 anni e usufruire di tempo in aggiunta, per “lavorare” contro il materialismo arimanico, ma avrebbero potuto anche trovarsi soverchiate, obnubilate dal più profondo materialismo. Esso li avrebbe resi esseri passivi, limitati nel pensare e nell’agire, al punto di vanificare la loro presenza e “utilità” spirituale sulla terra.

Vi sarebbero state centinaia di migliaia di anziani resi dal materialismo semi dementi, con scarse capacità motorie e limitatissime capacità di pensiero. Sarebbe avvenuto un “ingorgo” di individualità sulla terra, che non avrebbero svolto nessuna funzione utile né a se stessi, né per la società.

Queste entità sagge proposero allora di attivare uno “strumento” di ritorno di massa, che sarebbe servito nel caso le anime umane fossero “cadute” nella rete materialistica arimanica.

Queste persone, ora ottantenni, osservarono dai mondi spirituali qualche decennio prima di scendere (nel 1918-20), un particolare fenomeno definito influenza “spagnola” che infettò il genere umano. Quel tipo di epidemia “ispirò” ad essi un’idea.

Il 2020 (grazie a particolari congiunzioni planetarie) venne predisposto come “portale per il ritorno di massa” di quelle anime che non sarebbero state in grado di stare al passo con le antiche intenzioni prenatali.

Coloro che avrebbero potuto continuare a vivere grazie ai farmaci “allunga vita” di cui facevano uso e avevano dipendenza, sarebbero stati “riassorbiti” tramite un’epidemia. Una forma virale altamente selettiva in grado di “prelevare” solo quelle anime anziane ultra settantenni che, con patologie pregresse sostenute da farmaci, avevano allungato la vita e continuavano a vivere senza portare contributi attivi a se stessi e al mondo.

Le persone che erano presenti nei mondi spirituali prima del 1930 si sono incarnate in diverse parti del mondo, sottostando a questo “protocollo prenatale”.  Si tratta di un numero fisso, stabilito. Una volta realizzato il “reimpatrio” delle anime, l’epidemia cesserà, improvvisamente. E questo dipende in parte anche dalle anime stesse. Tuttavia sono possibili due date come “fine” epidemiologica: il solstizio d’estate o quello d’inverno.

Ovviamente non tutte le anime saranno coinvolte nell’epidemia (infettandosi), ma  solo quelle che non sono riuscite ad agire attivamente nel senso sopradescritto. Chi si sarà dotato di forze superiori non soccomberà.

Questo dona un altro aspetto alle epidemie, le quali devono essere viste come “vie per ritornare a casa”, per coloro che hanno sorpassato un limite inoperoso, oltre misura.

La seguente comunicazione non può prendere in considerazione le eccezioni, ossia anche i singoli casi di pazienti morti più giovani, o addirittura super attivi anche spiritualmente. Può bastare soltanto ravvisare che un individuo può decidere prima di nascere di usare eccezionalmente una data “via” per ritornare nel mondo spirituale (epidemia di massa, terremoto), pur non appartenendo o facendo parte delle intenzioni di una data corrente di individui.

I “giovani” o “spiritualisti” morti in questa epidemia sono quindi individui che “non sono morti per caso”, ma anime che hanno scelto di morire in questo momento, e in questo modo, per loro motivi speciali, legati al loro destino.

Siamo certi che presentare questi aspetti può mostrare una diversa luce sulle epidemie, le quali devono essere viste come “vie per ritornare a casa”, e non come punizioni divine: coloro che hanno sorpassato un limite di vita oltre misura, vengono “ri-accolte” nello spirituale, per rimandare ad un’altra vita la loro evoluzione.

Tiziano Bellucci

MESSAGGIO DAL PIANETA TERRA 

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MESSAGGIO DAL PIANETA TERRA

La Terra è un organismo vivente, unico: costituito di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e corpo dell’io.

Il mondo minerale è il corpo fisico del pianeta
Il mondo vegetale è il corpo eterico del pianeta
Il mondo animale è il corpo astrale del pianeta
Il mondo umano è l’io del pianeta

L’antroposofia ci propone questo schema:

POLMONI TERRA Corpo fisico REGNO MINERALE
FEGATO ACQUA Corpo eterico REGNO VEGETALE
RENI ARIA Corpo astrale REGNO ANIMALE
CUORE FUOCO Corpo dell’io REGNO UMANO

Le pietre dormono, nell’incanto del carbonio e della fissità (mondo minerale) POLMONE
Le piante sognano, nel fluire dell’elemento liquido linfatico (mondo acquatico) FEGATO
Gli animali si rallegrano della coscienza di sé (aria atmosferica) RENE
L’umanità si auto percepisce, tramite la temperatura del sangue (calore solare) CUORE

L’io del pianeta –l’umanità- ha creato continue disarmonie con i vari regni, che sono divenuti vere e proprie irriverenze: trivellazioni del sottosuolo, inquinamento dei mari e dell’aria, nelle foreste, violenza verso gli animali per scopi alimentari e scientifici.

Quando in un organismo si danneggia uno degli apparati che lo costituiscono, esso si protegge, reagendo.

Nella situazione attuale il CUORE dell’uomo ha smesso di aver rispetto degli altri sistemi, degli altri organi: come conseguenza l’organo del POLMONE, legato alla base terrestre, sotterranea,  al mondo minerale, ha creato un autodifesa. Una malattia infettiva legata al POLMONE.

Nella terra opera quello che viene chiamato l’etere della vita. Perché? Perché dalla terra germogliano le piante, che sono il polmone verde del pianeta: la terra è la base da cui si origina per PRIMA causa la possibilità della vita.

Lo ripetiamo: il pianeta Terra non è un ingranaggio automatico: è un organismo che chiede di essere compreso da idee viventi, non meccaniche.

E’ un corpo unitario, collegato con tutti i regni, dotato di leggi viventi, fondate sul reciproco scambio e bilanciamento.

Esiste un equilibrio fra le leggi della natura e le leggi etiche umane che è stato infranto dall’utilitarismo dell’uomo.

Dobbiamo capire che non esiste una legge naturale e una legislazione etica umana separata: vi è una sola legge: la legge della vita.

Soltanto che nell’uomo questa “legge di vita” ha la possibilità di andare oltre la legge stessa: può addirittura distruggere la vita stessa.

Andare contro la natura significa anche andare contro se stessi.

Credere di poter usare la natura per i propri scopi è il problema.

Ci sono limiti e forme di rispetto che sono state superate nei confronti della terra.

Adesso la Terra ci sta portando ad un analisi di coscienza tramite una malattia.

Io penso che ognuno di noi deve promuovere la creazione  di un organizzazione che possa occuparsi di creare un governo che sia cosciente che il problema attuale, è un problema di violato equilibrio.

La soluzione è ritornare ad un sistema di vita che abbia rispetto della Natura e delle sue leggi. Serve un Governo che lo attui.

Esiste un equilibrio fra le leggi della natura e le leggi etiche umane che è stato infranto dall’utilitarismo dell’uomo.

Occorre accendere in tutti una conoscenza e li porti a sostenere un cambiamento che deve accadere sia nel sistema politico che economico.

So che posso sembrare un sognatore utopico.

Ma il virus attuale non ci fa sognare, ci chiede di svegliarci.

Bisognerebbe creare un associazionismo fra le varie parti ambientaliste, ecologiste, che vogliano essere fecondate una conoscenza esoterica della vita della terra.

L’antroposofia ha questa forza, di illuminare le verità dell’esistenza.

Non si tratta di  schierarsi dalla parte delle foreste, del clima degli animali per tutelarli soltanto come animalisti o ecologisti. Non è sufficiente. Bisogno arrivare a pensare che dobbiamo tutelare tutto, anche l’essere umano stesso.

Purtroppo molte buone intenzioni a volte sono nascoste dietro ad un egoismo animalista o  ambientalista e questo non aiuta il benessere della terra.

Ci sono molti movimenti grandiosi, rispettabili potenti nel mondo che sono attente alla natura: si tratta di riunirle consegnando loro i retroscena esoterici di ciò che si intesse dietro la vita dei regni terrestri affinchè con la loro iniziativa si possa creare un movimento che possa agire anche in ambito politico. Che faccia leggi a tutela dell’armonia del pianeta e dell’uomo.

Spesso, queste stesse associazioni, pur mosse da intenti etici, si fondano su un AMBIENTALISMO MATERIALISTA, che non è in grado di prendere in considerazione aspetti spirituali, filosofici o sovrasensibili. E questo è un problema.

Deve sorgere un movimento unitario che accolga in sé ogni associazione che illuminata dalla conoscenza sovrasensibile vada a ripristinare l’ordine, l’armonia e soprattutto il rispetto fra la natura e l’uomo.

Non è un problema solo ecologico: è un profondo problema spirituale.

La malattia si presenta soltanto se vi è possibilità di guarigione; è sempre una prova, ma una prova che se superata, porta alla guarigione. La malattia viene perché vuole spronare l’uomo alla guarigione, tramite il cammino e il lavorio che egli attua nel corso della patologia.

La malattia porta in sè, già prevista, la sua guarigione: di per sé non vorrebbe mai portare alla morte.

Questa sopravviene non quale conseguenza del processo di malattia, ma soltanto perché non vi sono nell’uomo le forze capaci di migliorare se stesso, quale anima in evoluzione.

Subentra la guarigione quando un uomo, in relazione al suo karma complessivo, mediante il superamento della malattia si appropria di forze che lo aiuteranno a progredire come anima migliore ed innalzata, nel piano fisico.

L’umanità non può tornare ad essere come prima. Deve creare un NUOVO rapporto con il pianeta e tornare a rispettarlo secondo i suoi ritmi e le sue leggi.

Non è solo un problema di ambientalismo, di ecologia o di animalismo: è un CAMBIAMENTO globale –su tutti i fronti- nei confronti tutti i regni terrestri, che viene chiesto obbligatoriamente all’umanità.

Una nota:

Ai tempi di Rudolf Steiner comparve l’epidemia della “spagnola”: egli disse che “i virus sono forme di escrezione delle cellule, le quali, se avvelenate , tendono a difendersi buttando fuori elementi quelli che chiamiamo virus per disintossicarsi”. Rudolf Steiner indica il fatto che l’umanità a quei tempi (inizio del 1900) era stata sottoposta ad una sorta di considerevole inquinamento elettrico ed aveva reagito con l’epidemia.

Questo può far riflettere sull’elettromagnetismo artificiale che avvolge la terra, con satelliti e ripetitori, e sul fatto che la Cina sia stata la prima ad attuare il 5G.

Dobbiamo rivedere ogni sistema alimentare, biologico e climatico da un punto di vista NON più economico ed utilitaristico.

Tiziano Bellucci

PIPISTRELLI, ANIMALI e CORONE

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PIPISTRELLI, ANIMALI e CORONE
La medicina sa che molti dei virus provengono da animali.
Il virus Corona proviene probabilmente dal pipistrello giavanese. Allora perché i virus dal regno animale diventano pericolosi per l’uomo?
Rudolf Steiner disse che le sofferenze indicibili prodotte agli animali come la macellazione di massa intensiva e la sperimentazione su animali da laboratorio provocano un dolore che il regno animale non può più sopportare.
Non solo noi, ma tutto il mondo scientifico dovrebbe chiedersi: questa sofferenza può portare a conseguenze che alterano i virus originari dell’organismo animale?
Non si tratta qui di sostenere il vegetarianesimo o l’animalismo: occorre prendere atto che la natura ci sta indicando che dobbiamo rivedere il modo in cui trattiamo il mondo animale e soprattutto dobbiamo smettere di infliggere sofferenza agli animali.
Non si può più superficialmente dire: “il mondo chiede di mangiare carne”. Si deve trasformare il concetto di alimentazione, evolverlo in sistemi più rispettosi ed etici verso l’animale.
Si dovrebbe limitare al minimo l’alimentazione carnea, decretando che possano esistere solo forme di allevamento più “umane” che perlomeno lascino la possibilità di avere una vita sana e naturale all’animale da carne o da latte.

Ogni abitudine che l’umano assume, una volta radicata, diviene un attitudine “normale” che è difficile sradicare.

Mangiare carne è un abitudine.

Cambiare abitudini, come il vegetarianesimo non deve essere mai una scelta, ma il dispiegarsi di una forma di consapevolezza naturale che si presenta spontaneamente ad un dato momento nell’individuo, il quale non avverte più il bisogno di mangiare carne, fumare, bere.

Altrimenti diventa una frustrazione, una punizione. E ciò che viene fatto per coercizione non è MAI sano.

Di certo il cessare di un bisogno può anche provenire da un approfondire le tematiche esoteriche e salutistiche, che vi stanno dietro il “mangiare” carne o altro, possono alimentare l’accendersi di una forma di coscienza diversa.

Tuttavia, non si tratta di “convincere” o propagandare il vegetarianesimo o l’animalismo, o qualche forma probizionista le quali possono sconfinare in forme estreme di fanatismo, anche dannose all’evoluzione umana.

“Conoscere è accorgersi di qualcosa che vi è sempre stato”: questo processo nutre da sè l’anima e la conduce spontaneamente a mutare abitudini.

Mangiare carne è SOLO un abitudine. Come molte altre cose che facciamo, che si rivelano prima o poi poco utili al nostro progresso.

Inoltre- è fondamentale-  si dovrebbe cessare ogni vivisezione o sperimentazione dal vivo.
Si noti che gli esperimenti vengono soprattutto fatti sui ratti e cavie: il pippistrello ha qualcosa del “topo”. Inoltre esso è stato sempre simbolo dell’occulto, della magia nera.
Il Pipistrello da un lato abita anfratti oscuri che ricordano il buio della tomba, dall’altro riposa a testa in giù nella posizione che ha un bimbo nel ventre materno poco prima della nascita.
Nell’accezione positiva è simbolo di “rinascita”.
Il pipistrello, è segno che indica la necessità di staccarci da una parte di noi stessi, da una nostra particolare attitudine, oppure da una situazione di vita non più soddisfacente.
In altre parole, è morire ad una morte simbolica per poter progredire ulteriormente.
In futuro si dovranno rivedere le modalità di rapportarci con il mondo animale: ora non è più possibile ignorare, non fare qualcosa.

Dobbiamo guardare al mondo animale con questo sentimento:
“Voi siete là fuori, o animali, se voi soffrite
soffrite qualcosa che torna a vantaggio di noi uomini.
Noi uomini abbiamo la possibilità di vincere
la sofferenza, voi la dovete sopportare.
Ma noi vi abbiamo lasciato la sofferenza e
ci siamo presi il superamento”.

Rudolf Steiner

“Il male di mangiare carne è l’effetto (che si origina contro l’uomo) nel ferire ed uccidere gli animali. Questi animali martirizzati ritornano sotto forma di creature che rivolgono le loro forze contro i corpi dei discendenti di coloro che un tempo li uccisero. I batteri sono tracce reincarnate sotto forma di microrganismi, di ciò che un tempo furono animali torturati, uccisi e mangiati.”

R. Steiner

E. L. Koeln, 9 Maggio 1912

http://wn.rsarchive.org/Lectures/GA266/English/UNK1999/19120509e01.html

a cura di Tiziano Bellucci

La SFINGE e l’influenza sulla respirazione polmonare

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La SFINGE e l’influenza sulla respirazione polmonare

Risultato immagini per enigma della sfinge

Le opinioni oggi si dividono in due gruppi

  • è l’apocalisse, moriremo tutti (negativisti mediatici e politici)
  • è solo una banale influenza, muoiono solo i vecchi (positivisti new age e religiosi)

Se si resta nella dualità non si risolve mai il problema del bene e del male.

Esiste una terza possibilità, che non può divenire parte di un gruppo, ma di ogni individuo:

“stiamo vivendo un segno dei tempi: quello che accade è il rispecchiamento di ciò che l’umanità ha prodotto come evento “necessario”.

Ma quale è questa necessità?

Di fatto si è generata una malattia polmonare, connessa con il  processo della respirazione.

Cosa significa ammalarsi a causa di problemi polmonari?

La scienza spirituale dice che l’ansia, la paura, l’insicurezza, sono legati al respiro. Chi ha dubbi, chi si pone troppe domande, ha incertezze, respira male.

Cosa significa che le problematiche del “respirare” sono connesse con la spinta all’interrogarsi, al domandarsi?

Sino ad ora, e in questi secoli sempre maggiormente l’intelligenza è stata usata solo per “spiegare” il mondo, gli avvenimenti da un punto di vista materiale.

Le risposte alle domande sono sempre state di natura materiale e razionale.

Questo atteggiamento razionale, scientifico e fatalista ha soddisfatto apparentemente l’uomo: in realtà inconsciamente le anime umane si sono riempite di dubbi,  di sentimenti di insoddisfazione inconscia.

L’umanità è stata portata ad ignorare sinora, le proprie origini sovrasensibili e il senso della propria vita. L’uomo non sa nulla che in lui abita un anima sovrasensibile –dotata di altre intenzioni, non materiali – che si attende da lui di essere riconosciuta.

Questo “ignorare” inconscio, le risposte materiali e scientifiche hanno suscitato nell’anima dell’umanità infiniti dubbi, paure, insicurezze che hanno innescano un movimento di ansie, inquietudini, agitazioni all’interno dell’intimo essere umano.

L’umanità per decenni, per secoli, ha “covato” in se stessa l’INFLUENZA di idee materiali, che le ha tolte ogni sicurezza, ogni certezza, ogni fiducia riguardo l’esistenza della propria essenza spirituale.

La negazione di una dimensione spirituale fuori e dentro l’uomo, ha influenzato l’uomo riempendolo di una inconscio dubbio abissale.

L’anima di ogni uomo sa di provenire da un mondo sovrasensibile: sa che non esiste il caso. Sa di avere una destinazione che va oltre le aspettative e i disegni materiali ordinari.

Ora l’umanità è palesemente preda di paure e ansie a causa di un virus.

Il dubbio dell’umanità è divenuto:  “non ho un anima, sono solo fatto di materia? ”

Sino a qualche mese fa, l’umanità non si poteva nessuna domanda riguardo il significato e il proprio ruolo nell’esistenza.

Tutto si svolgeva come legato al caso, alla fatalità e si viveva sulla superficie degli eventi, facendosi trasportare da essi.

Le condizioni di vita attuali hanno inconsciamente creato nell’anima di ogni essere umano un grande attaccamento alla Terra, al punto di non arrivare mai a supporre che egli sia sulla Terra per altri motivi che non siano quelli contingenti legati ai bisogni e ai piaceri materiali provvisori.

In realtà, nell’intimo di ogni uomo esiste un essenza, che pur non essendo materialmente individuabile, lo guida durante la vita: è un elemento che lo accompagna sulla Terra affinchè egli possa fruire di essa come “base” per lo sviluppo della sua anima.

Questo elemento non è il DNA o il cervello.

E’ qualcosa di sovrasensibile, che abita nell’interiorità umana.

Ogni umano è portatore di questo elemento “sovrasensibile”.

Questo “principio” nell’uomo –una sorta di “monitore” saggio nascosto in noi- vorrebbe che l’uomo divenisse consapevole di essere sulla Terra non solo per uno scopo materiale.

L’antroposofia si occupa di fornire all’uomo le indicazioni per ritrovare e conoscere questo tipo di scopo “perduto”, smarrito dall’umanità

Come si è detto oggi si è generata una malattia polmonare, connessa con il  processo della respirazione. E quindi del dubbio, di sentirsi in ansia, per la mancanza di risposte

Risultato immagini per enigma della sfingeNell’antichità il “dubbio” si presentava sotto forma di una Sfinge.

Esso chiedeva al discepolo antico: “

«Qual è l’animale che di mattina cammina a quattro zampe, a mezzogiorno con due e alla sera con tre?».

La risposta era “ l’uomo.

Ma questa domanda sottintendeva un doppio enigma: “cosa è l’uomo, e quale è il suo ruolo sulla Terra”.

La malattia attuale legata al “respirare” è nata quindi da una mancata spinta all’interrogarsi, al domandarsi.

Quale può essere il rimedio?

E’ semplice, occorre darsi delle risposte.

Che non siano quelle che sinora sono state date dalla società materiale.

Occorre procurarsi, intuire, cercarsi risposte inerenti al senso della vita umana.

Prima di tutto bisogna accorgersi di avere un anima.

E poi occorre prima informarsi su ciò che dicono coloro che hanno trovato quale è il senso della vita umana: gli iniziati.

 

Il ritrovamento della propria anima “perduta” e la conoscenza di quale sia la via dell’uomo sulla terra sono le medicine per “guarire” dalla malattia del respirare, dallo strangolamento della Sfinge.

Tiziano Bellucci

 

Il video https://www.facebook.com/lascienza.spirituale/videos/2637772902988483/

 

 

 

https://www.facebook.com/lascienza.spirituale/videos/2637772902988483/

Vincere la paura

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Buon ascolto e buona fiducia

CONTRO LA PAURA

“Qualsiasi cosa accada, qualunque cosa, a me sconosciuta,
mi possa accadere la prossima ora o domani, certamente non la potrò modificare con la paura e l’ansia.

L’affronto dunque con perfetta pace interiore, con il mare del sentire perfettamente calmo.
Paura ed angoscia paralizzano la nostra evoluzione; respingiamo allora le ondate di paura e di ansia per quanto nella nostra anima ci viene incontro dal futuro.

La devozione nei confronti di ciò che viene chiamato la Sapienza divina presente negli eventi, la certezza che qualsiasi cosa accadrà perché doveva accadere, e che – qualsiasi ne sia la direzione – avrà comunque i suoi effetti positivi; traducendo questo atteggiamento animico in parole, sentimenti, idee, realizziamo lo stato d’animo della preghiera devota.

Tra le cose che dovremmo imparare nel nostro tempo vi è questa: il vivere nell’assoluta fiducia,
senza nessun esteriore appiglio al nostro esistere,
confidando nell’aiuto sempre presente del Mondo Spirituale.

In verità non può oggi essere diversamente, pena il venir meno del coraggio.

Educhiamo rettamente la nostra volontà
e cerchiamo di destarci interiormente e consapevolmente
ogni mattina ed ogni sera.

(R.S. 17.02.1910)
Rudolf Steiner

“Qualunque cosa ti possa accadere te la caverai, poichè svilupperai in quel momento sempre maggiori forze e crescerai, superando ostacoli e impedimenti. Ogni difficoltà è un aiuto spirituale, che ti è posto davanti per diventare sempre più forte, sempre più consapevole di recare in te un essere divino”.

Musica e voce di Tiziano Bellucci