MAURO BIGLINO E I NON SEGRETI DELLA BIBBIA

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la-bibbia-non-e-un-libro-sacro-libro-65848MAURO BIGLINO E I NON SEGRETI DELLA BIBBIA. il Grande inganno religioso

JAVHE’, E L’ ELOHIM EXTRATERRESTRE

Sotto stimolo di diverse persone mi sono documentato nei confronti del biblista, o meglio traduttore di ebraico, Mauro Biglino.

Ho letto e ascoltato interviste in cui un ottimo filologo, traduttore e interprete cerca di dire la “sua” sul contenuto della Bibbia. Biglino si qualifica ateo, privo conoscenze esoteriche  o spirituali che analizza i passi ebraici biblici da un punto di vista materiale.

 

Con grande acume e ottime capacità si dedica con passione agli studi biblici, convinto di poter arrivare ad un momento in cui la scienza stessa possa confermare le sue tesi.

 

Egli non suppone, non nega nessun Dio trascendente: egli dice che non si interessa di religione. Ciononostante interpreta un testo religioso: dicendo che esso non parla di religione, ma di eventi e di creature extraterrestri, fatte di materia.

Riesce a vedere in ogni “iota” o sillaba biblica solo materia.

Sostiene che la Bibbia, in ogni sua parte sia il racconto di vicende aliene, ufologiche e che ogni passo si “celano” astronavi, ominidi di metallo e di materia densa.

Ogni angelo, cherubino non è un essere spirituale, ma un appartenente ad un regno alieno che in qualche modo ha collaborato al divenire della terra, comunicando con gli uomini. Parla di “macchine” e di apparecchi, di genetica inscritta nella Bibbia.

Deve la sua notorietà proprio a questa sua appassionata interpretazione extraterrestre della Bibbia. E’ ciò che gli dà da mangiare.

L’esoterismo, ha qualcosa da dire in merito: riguardo la natura dei cosiddetti “alieni” si potrà comprendere meglio che le esperienze in questione hanno una natura ed un ‘origine molto più interiori ed occulte di quanto la apparente “materialità” dei racconti possa far pensare.

Gli “alieni” sarebbero nient’altro che allucinazioni collettive prodotte da entità che agiscono dentro l’uomo. Si assisterebbe a evoluzioni di esseri demoniaci che si presentano però con la strutura di esseri di metallo. Ma ciò è illusorio. Si tratterebbe di esseri spirituali, privi di materia che appaiono con parvenze tecnologiche.

Il  timore potrebbe sorgere se si volesse spiegare o comprendere il divino solo tramite la materia: come se questa fosse l’unica che avvalorasse la realtà. A mio parere la soluzione dei “misteri” non sta “qui” nel mondo dello spazio e del tempo, e quindi neppure in possibili “astronavi” collocate in questo spazio e tempo. Il problema è “saltare” lo spazio e il tempo per entrare in un nuovo stato di coscienza.

Dio e il divino non usano “mediatori” se non esseri che sappiano traghettare fra questo stato e quell’altro stato di coscienza. E per far ciò non servono astronavi. L’uomo è uno dei pochi individui nel cosmo, forse l’unico in grado di poter creare questo ponte, fra il divino e il terreno.

E’ bene comunque tener conto che oggi giorno si crede che lo spirito sia materia “raffinata, più fine. Si crede che i “Quanti” e il DNA siano “spirito”: invece sono materia, infinitesima. Non si arriva da nessuna parte se si crede che sia il DNA l’artefice della vita o addirittura la presenza di Dio nell’uomo. Lo spirito è al di là della materia: vive in stati coscienza che nulla hanno a che fare con la materia. Ad es: quando sognamo, abbiamo forse a che fare con “sostanze” o esseri dotati di DNA, di Quanti? sono immagini spirituali, prive di materia. E’ lì che si deve cercare, non nell’infintesimo microscopico,e neppure nel macroscopico.

Biglino è un traduttore ateo. Forse non dovrebbe occuparsi di libri di storia, atei o agnostici e non di documenti religiosi?

Non avendo competenze religiose ed esoteriche come può comprendere ciò che traduce?

E’ come far tradurre un libro inglese di fisica quantistica da un cuoco italiano che sa l’inglese: tradurrà di certo le parole. ma avrà capito ciò che ha tradotto? farà qualcosa di utile?

Non si rischia di dimostrarsi dei dilettanti?

Biglino è un ottimo esempio di come si possa creare una “religione scientifica”. Senza Dio.  Da parte della scienza spirituale, lo spirito non ha bisogno della materia per esistere. Biglino ha invece bisogno della materia per crearsi un suo mondo.

Domando ai lettori: come è possibile tradurre un libro come la Bibbia, che narra di eventi spirituali, interpretandoli solo come eventi materiali?

Come è possibile credere che il serpente della bibbia sia fatto di materia e sia realmente un rettile? Che Adamo ed Eva siano due umani in carne ed ossa? Che Elohim sia un extraterrestre fatto di materia, che organizza la vita sulla terra?

Biglino non è capace di elevarsi a qualcosa che può esistere oltre la materia. Se lo si osserva, quando tiene conferenze, si nota “rabbia” e astio nella sua espressione. E’ probabile stia lavorando per ritorcersi verso la chiesa, per cui ha lavorato per anni e da cui è stato licenziato.

Legge la Bibbia, come il bambino che studia la mitologia greca.

Crede che Zeus si arrabbi sulle nuvole e lanci fulmini.

Non è dotato di strumenti superiori per accedere al suo spirito.

Lascio ad altri modo di documentarsi.

Tiziano Bellucci

 

Di seguito, pubblico un intervista fatta al traduttore tratta dal sito http://ilgaragedidemetrio.blogspot.it/2013/10/dei-o-alieni-lipotesi-di-mauro-biglino.html

intervista a Biglino:

La Terra colonia di “divinità” aliene provenienti da altri mondi; Navicelle spaziali scambiate per angeli, genere umano frutto di incroci tra ominidi e alieni. Questa la tesi dissacrante sposata da Mauro Biglino nel suo libro Il Dio Alieno della Bibbia. Una tesi che nasce da un suo approfondito studio di traduzione testuale dall’ebraico antico della Bibbia.
“Per molti anni – racconta lo scrittore torinese – ho lavorato nel mondo dell’editoria e da 30 anni mi interesso di storia delle religioni; ho studiato l’ebraico per avvicinarmi la testo originale della più importante religione dell’occidente e poi ho iniziato a tradurre per le Ed San Paolo che hanno pubblicato 17 libri dell’Antico Testamento da me tradotti letteralmente per la collana delle Bibbia Ebraica Interlineare. Il rapporto si è interrotto quando ho iniziato a pubblicare i saggi in cui analizzo le traduzioni letterali e presento le ipotesi conseguenti, che sono in contrasto con la tradizione religiosa dogmatica. Ho volutamente usato il termine ipotesi perché non sono un possessore di verità e per questo motivo riporto sempre nei libri i versetti ebraici con la relativa traduzione: ciascuno potrà così verificare o fare verificare ciò che dico e scrivo”.
Religione e extraterrestri, che cosa hanno in comune? Quindi qual è la sua tesi in proposito
“Nell’ultimo lavoro IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA ho analizzato il culto dei cargo, un magnifico esempio che si è sviluppato sotto gli occhi degli antropologi. La mia ipotesi è che il pensiero religioso sia nato nell’umanità a seguito del contatto avvenuto con civiltà superiori che hanno “formato” l’Homo sapiens da ogni punto vista: da quello strettamente fisico a quello più ampiamente culturale. La perdita del contatto e del rapporto diretto con questi individui ha reso poi necessaria tutta quella elaborazione di ordine teologico spirituale e/o magico religioso che conosciamo. Di questo fatto danno conto tutti i racconti di tutti i popoli di tutti i continenti del pianeta: ho ripetuti il vocabolo “tutti” perché è un elemento fondamentale per cominciare a pensare che si tratta di una cronaca vera e non di miti o favole. La Bibbia non fa eccezione: ci racconta la stessa successione di eventi, facendo però riferimento specifico a “quello” tra i vari individui che ha stabilito il suo patto di alleanza e collaborazione con il popolo ebraico. Insomma sono convito che la storia dell’umanità vada riscritta ed alcuni progetti interdisciplinari che sono in avvio cominceranno a farlo nel prossimo futuro: finalmente”.
Come è arrivato a questo convincimento?
“Con molta semplicità dallo studio dei testi antichi condotto senza pregiudizi teologici o dogmatici. E’ sufficiente analizzare con mente aperta ciò che i popoli hanno narrato, scritto, disegnato e costruito, per capire che la storia che la terra è stata oggetto di colonizzazione da parte di individui provenuti da altri mondi. Sumeri e zulu, maori e hopi, maya e celti, indù e cinesi, egizi e babilonesi, greci e inca… tutti testimoniano che in origine l’umanità ha conosciuto individui provenuti da altri mondi. La Bibbia letta con serenità, come un normalissimo testo di storia, ci narra lo stesso evento. Non dobbiamo stupirci ma prendere atto. Mons. Corrado Balducci, incaricato dal Vaticano di studiare il fenomeno della vita aliena, disse con grande onestà: “Gli UFO esistono e la Bibbia li conosceva”. Moltissimi sono coloro che conoscono il famoso autore Z. Sitchin ma pochi sanno che ciò che ha scritto lui negli ultimi decenni era già stato anticipato nei lavori di gesuiti tedeschi di fine ottocento inizi novecento. Il direttore della specola vaticano, padre Jorge Funes, ripete da tempo che dobbiamo prepararci all’incontro con in nostri fratelli provenienti da altri mondi. Insomma, chi vuole sapere ha modo di capire che la verità storica è diversa da quella che ci è stata raccontata”.
Sono in antitesi i due argomenti (Religione – extraterrestri), cioè uno sconfessa l’altro?
“Direi di no, almeno non necessariamente. Per una persona di fede solida in realtà potrebbe non cambiare nulla: per lui Dio rimane Dio e gli eventuali alieni non altro che suoi “figli”; in quanto tali essi rientrano pienamente nel suo disegno provvidenziale e sono intervenuti sul nostro pianeta per dare come un colpo di acceleratore alla evoluzione umana. Ma questo attiene alla fede che è una scelta assolutamente personale e di questa non mi occupo perché mi limito a narrare ciò che leggo nella Bibbia e l’Antico Testamento non parla di Dio o di mondi spirituali”.
Chi erano Adamo ed Eva, Mosè, Gesù. Cosa accadde 2012 anni fa a Betlemme e 33 anni dopo su monte Golgota.
“Adamo ed Eva erano i progenitori di un gruppo specifico che gli Elohim (EL al singolare…così la Bibbia definisce quegli esseri) hanno creato per inserire nel cosiddetto paradiso terrestre allo scopo di utilizzarli come loro lavoranti. Nel IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA analizzo nei particolari tutta la vicenda che non può essere riassunta negli spazi di una intervista, mi limito qui a dire che, contrariamente a ciò che si pensa, non sono i progenitori dell’umanità: questo lo si evince chiaramente anche dalla lettura attenta delle bibbie che tutti abbiamo in casa. Il problema è che si legge poco, troppo poco.
Mosè era il rappresentate che l’Elohìm conosciuto col nome di Yahwèh si era scelto per fare da intermediario tra lui e il popolo che aveva la necessità di costruirsi per affermare e consolidare il suo potere su quella parte dio territorio che gli era stata assegnata. Devo dire che da ciò che si evince dalla Bibbia era anche uno dei meno importanti nel gruppo dei colonizzatori: in Deuteronomio 32 si comprende bene come a lui sia stato assegnato un territorio desertico ed un popolo ancora tutto da costruire.
Di Gesù e del Nuovo testamento vorrei non parlare per ora mi limito a raccontare una curiosità. Nel capitolo 6 della Genesi si narra che i figli degli Elohìm si unirono con le donne terrestri e ne nacque una razza definita dei “Ghibblorìm” (uomini, forti, potenti, famosi); il singolare del termine Ghibborìm è Ghevèr e “uomo forte di El” in ebraico si dice Ghevrìel cioè Gabriele che era dunque un nome funzionale e non un nome proprio. Un Ghevrìel visita Maria e lei rimane incinta… ma qui mi fermo”.
Se un tempo c’erano contatti tra il nostro mondo e altri nell’universo, perché oggi non accade più?
“Questa sarebbe una domanda specifica per gli ufologi che avrebbero molto da dire ma io non sono un ufologo e dunque mi limito ad ipotizzare che si siano comportati come tutti i colonizzatori: finito l’interesse, raggiunti gli scopi si abbandona tutto e si torna a casa.
Nel libro riporto il testo dello storico giudeo-romano Giuseppe Flavio che ci narra come “questi” nel 68 d.C . se ne siano andati tra le nuvole sui loro carri volanti”.
Come cambierebbe il mondo se accadesse che fosse verificata la tesi della genesi aliena dell’essere umano?
“Per le persone intelligenti non cambierebbe nulla: in fondo si tratterebbe solo di prendere atto del fatto che siamo degli OGM. La natura è piena di esempi di incroci tra specie compatibili, quindi capiremmo che noi siamo veramente portatori dell’immagine fisica di quelli che ci hanno creato unendo i due DNA: quello degli elohìm (che la Bibbia chiama TZELEM) e quello degli ominidi che la Bibbia chiama AFAR.
Ma penso che prima o poi tutti dovranno farsene una ragione: ormai le conoscenze vanno verso questa direzione che pare avere un cammino segnato e la Bibbia è una delle pietre miliari su questo percorso così affascinante e liberatorio”.
Gli ufologi più convinti potrebbero essere considerati i nuovi sacerdoti?
“Sarebbe un dramma colossale! Purtroppo stiamo già assistendo alla nascita di nuove religioni, psicosette e altre pericolosissime amenità del genere, guidate da cialtroni che ancora una volta approfittano del bisogno umano di certezze, anche se palesemente inventate, per speculare.
Gli alieni stanno diventando i nuovi angeli o i nuovi demoni, vengono manicheisticamente divisi in gruppi di buoni o malvagi, ci amano o ci succhiano l’anima… mi pare una sorta di nuovo, drammatico e ridicolo, medioevo in cui il terrore o la speranza ingenua tornano a prevalere in questa rida di emozioni provocate dai nuovi sacerdoti. Non bisogna seguire nessuno!!! Bisogna semplicemente ascoltare quanto più possibile e poi costruirsi idee motivate e proprie procedendo con serenità sulla via del pensiero autonomo.
Ho citato gli Angeli per dire che nell’Antico Testamento non esistono le figure che poi la teologia ha elaborato e dico anche, consapevole del peso dell’affermazione, che i Cherubini biblici non sono neppure individui ma oggetti meccanici: non a caso ho dedicato loro ben due capitoli nel libro.
I nuovi angeli o spiriti delle religioni emergenti sostituiscono quindi angeli o spiriti che non esistevano neppure allora”.
Un tempo lei sarebbe finito arso vivo accusato di blasfemia. Quanto costa oggi parlare di questi argomenti?
“Già ho detto della perdita degli incarichi professionali di traduttore e quindi ho sperimentato che costa molto. In pratica la mia vita privata è stata stravolta ma devo dire con onestà che questo è avvenuto sia nel bene che nel male: grandissimo apprezzamento ed odio violento sono i due sentimenti che mi vengono espressi continuamente. Comunque, per fortuna, non ci sono più i roghi”

A conclusione, comunque, la domanda che io mi pongo da un po’ di tempo, è soprattutto questa:
– sapere che le cose sono andate come dice Biglino (qualora fosse tutto vero), deve cambiare i principi della nostra fede?
– Il fatto che questi dei (o questo dio) sia venuto dallo spazio invece che esistere in un luogo indefinito, teologico, fa cadere gli insegnamenti che troviamo in ogni religione dell’amore verso prossimo? O per noi cristiani dell’attesa di una fine del mondo, di una seconda venuta del Messia, di un mondo nuovo?
– Senza le premesse, scardinate da Biglino, può ancora esistere una spiritualità come comunemente la intendiamo?

Tim / Juan Segundo

tratto da: http://ilgaragedidemetrio.blogspot.it/2013/10/dei-o-alieni-lipotesi-di-mauro-biglino.html

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“La vita” SUI SOCIAL NETWORK. La disinformazione. La demenza digitale

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“La vita” SUI SOCIAL NETWORK. E la disinformazione. La demenza digitale

socialSino a qualche tempo fa ritenevo utile usare i canali dei Social Network per pubblicare e condividere le mie riflessioni, i miei studi. Come dicono molti pensavo: “si tratta di quale uso fare dei canali mediatici”.

Sino a quando mi sono accorto che la volontà di “questo uso” –che crediamo di amministrare in modo libero, autonomo e cosciente- frequentando tali network, tale volontà viene manipolata senza accorgersene. Si crede di muoversi secondo libero arbitrio, invece piano piano, si diventa succubi accondiscendenti della volontà del “network”. E la cosa interessante è che “si crede di essere liberi”.

 

Un sintomo evidente, dell’azione del network è la “dipendenza”. Basta guardarsi intorno e si nota che la maggior parte dell’umanità vive passeggiando con un telefono connesso ai Network. La connessione wi-fi dona l’illusione di essere “collegati” con il mondo. Fa sorgere lo stimolo a credere di poter “esser cercati” e trovati da un momento all’altro da chi ha bisogno di noi e chi vuole stare con noi. Il network alimenta l’ambizione di poter essere “corteggiati”, di poter flirtare ininterrottamente e quindi di offrire occasione di potenziamento del proprio ego, che si sente “cercato” e desiderato.

Questo aspetto reca in sè anche un senso di misericordia. Che mostra il grande bisogno dell’umano di “cure e di affetto”. Il network “lenisce” o meglio illude che si possa essere “curati” e cercati in ogni attimo della vita.

E’ innegabile dunque l’aspetto di “dipendenza” che si crea con la comunicazione network. Molti adolescenti ne sono vittime. E non solo adolescenti. Già questo aspetto dovrebbe mettere in guardia.

Altro aspetto è il problema digitale. Il contatto continuo con strumenti elettromagnetici, crea e creerà patologie nervose. L’uso del monitor causa problemi alla vista, e al sistema nervoso. Inoltre la modalità “intuitiva” con cui sono disposti i software depotenziano le capacità mnemoniche ed intelettive umane, sino a portarle ad una passività che presto o tardi potrebbe manifestarsi in forme neurologiche anche gravi.

 

Un ulteriore aspetto è il seeguente- Con il tempo, ho notato che sui network imperano diversi elementi destabilizzanti per la volontà umana:

  • notizie false, bufale
  • tendenze all’immaginare ovunque complotti
  • volontà di fenomenalismo
  • tendenza al vivere secondo condizioni “estreme”

 

Quando nell’anima si presentano elementi di questo tipo, non si è piu in grado di poter usare un giudizio sano. La realtà e la verità viene perduta.

Le notizie che ci pervengono dai media, vengono assimilate senza conoscere la natura dei loro effetii nella psiche umana.

R. Steiner dice che le “news” dei giornali (e dei Network) sono creature che vivono un giorno solo: si dimenticano in fretta. A differenza dei libri, che invece rimangono nella memoria molto tempo.

Ciononostante le notizie giornalistiche siano concepite con più superficialità e minore veracidità, penetrano e si annidano molto più profondamente nell subconscio.
Il contenuto di un libro resta nella nostra coscienza, a lungo.

Ciò che si legge, si ascolta, si assimila e si dimentica in fretta (come il telegiornale) diventa una forza inconscia che non si manifesta subito -quindi non sembra dove essere preoccupante- ma creerà purtroppo in futuro un effetto. Agisce sullo spirito generale del tempo, di natura arimanica.
Cosa comporta questo?

Significa che la natura fuggevole della news quotidiana, non imprimendosi nella memoria, produce un effetto inaspettato: diventa addirittura una “parte” costitutiva delle profondità remote dell’anima. Essa piano piano “diventa” quelle notizie, assumendo e “diventando” noi stessi superficiali e poco veritieri tanto quanto è la natura stessa di quelle notizie. Esse “plasmano” nell’inconscio umano disposizioni alla superficialità e alla menzogna.

Questo non significa che occorre smettere di accogliere notizie dai quotidiani: ma si tratta di educarsi a vigilare per poter distinguere se un contenuto è scritto con coscienza o morale o per puri scopi divulgativi di entusiasmologia. Ossia se è un informazione che si occupa di prendersi cura di aspetti morali o se invece viene detto per suscitare solo sensazioni estreme, capaci di esaltare lo sdegno verso tutto o la rabbia indignata, il riso incontrollato e superficiale.
Le notizie del secondo tipo creano “insensibilità” nell’anima. La predispongono a non essere più reattiva, ma ad accomunare l’omicidio con la gara sportiva. Come l’elenco delle news di oggi, riportato sotto. Non vi è differenza fra drammi umani e divertimenti. E’ tipico di un telegiornale parlare prima di fatti di sangue e d’improvviso nominare i risultati sportivi,o le nuove tendenze di moda. In questo modo l’anima si desensibilizza: smette di avere parametri di carità e misericordia. Tutto diventa piatto e uguale.
Questo è un grave pericolo, soprattutto per i bambini.

“Agire sullo spirito arimanico del tempo”, significa predisporre ora i germi dell’umanità del futuro.

Quando tutto ciò che è al confine dell’umano diventa “estremo” e possibile, quando i limiti esistono solo per essere superati, quando tutto ciò che solo qualche tempo fa poteva essere assurdo e amorale diventa condivisibile e ammissibile solo perché tutti ne parlano, è probabile che si stia smarrendo l’orientamento.

Anche se si potrebbe pensare che la mente si sta spregiudicatamente aprendo a tutto, in realtà vi è un’altra possibilità: che la mente e l’anima umana abbiano perso o stiano perdendo il loro centro di gravitazione. E che si muovano senza poggiare su nessun valore pedagogico per lo sviluppo interiore.

E’ come dire: si può parlare di qualcosa, ma non necessariamente quel qualcosa deve essere reale.

Si possono usare parole e parlare di nulla.

L’umanità attuale sembra far questo: riesce ad avere coscienza di sé non perché attinge da un patrimonio di ideali interiori che la sostiene come un fuoco caldo, ma si ha la sensazione di stare vivendo perché la coscienza viene continuamente alimentata da piccoli fuochi fatui, o pensieri momentanei che non hanno nessun valore, ma che la sostengono secondo dopo secondo, spegnendosi e accendendosi l’uno dopo l’altro.

ind22exNon si vive dei principi, ma su “scintille” di informazioni, scaglie di aforismi, che conferiscono la sensazione di avere qualcosa che conferisce un senso di coesione interiore.

Oggi, l’io umano è una nozione. L’io vive per il tempo che essa può sentirsi preso dall’informazione, sino a quando non ne arriva un’altra che la sostituisce.

 

Per tal motivo ho deciso di non trovare più interessante utilizzare i social network.

Tiziano Bellucci

 

Le nozze chimiche e il serpente verde

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il_570xN.323617368Due vie esoteriche verso l’Iniziazione secondo R. Steiner

*Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz

*Il serpente verde e la bella Lilia

 A cura di Tiziano Bellucci, antroposofo

 

Domenica 28 Febbraio 2016 – dalle 10 alle 18

 

Presso il centro L’UNO aps

     Via Raffaello Sanzio, 26 – FIRENZE

 

Le “nozze chimiche” è un romanzo iniziatico suddiviso in Sette Giornate, in cui Christian Rosenkreuz venne invitato per assistere alle “Nozze chimiche” del re e della regina. In realtà si tratta di un matrimonio interiore, che accade dentro di lui stesso. Nel settimo giorno viene nominato cavaliera della “pietra aurea”.

Nella “Bella Lilia”, c’è un serpente in noi che si può nutrire di monete d’oro, divenendo luminoso dentro e fuori.
C’era una volta un gran fiume. C’è un giovane, nobile, valoroso ma triste, e questi anela disperatamente all’amata Lilia che regna al di là dell’acqua.
Tutto avviene grazie all’impulso iniziale del serpente. Altruisticamente generoso al punto da offrire se stesso in cristico sacrificio, per dare a tutta l’umanità la possibilità di transitare sul fiume dell’anima, coscientemente, verso l’Altra Riva: che simbolizza l’Aldilà.

Entrambi i “romanzi” costituiscono un vero e proprio «manuale di ascesi pratica», insegnando, per chi ovviamente è in grado di comprendere, «tutto quanto è trasmissibile per iscritto circa le operazioni iniziatiche»

 

       Iscrizioni: 392 0876217

associazioneluno@gmail.com       http://www.lunoaps.com

Su L’ETERNO FEMMININO

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L’ETERNO FEMMININO- dal coro mistico finale del Faust di Goethe, ultime parole

femminino

 

“Tutto l’effimero è solo un Simbolo.

L’Inattuabile si compie qua.

Qui l’Ineffabile è Realtà.

Ci trae, superno verso l’Empireo

il Femineo eterno”.

Tutto ciò che di fisico ci circonda nel mondo dei sensi è maya, illusione, inganno, è un simbolo dello spirituale. Vi è qualcosa che ci attrae oltre la materia, oltre l’illusione: è la necessità di pensare, di porci delle domande. Questa facoltà, che è presente solo nell’umano, che ci spinge a ricercare una soluzione per gli enigmi del mondo è una facoltà femminile, tipica della polarità femminile: L’IMMAGINAZIONE, che spesso può presentarsi in curiosità, in bisogno di conoscere.
“L’eterno femminino” viene citato spesso impropriamente con allusione al fascino della donna e alla facilità con cui l’uomo vi soggiace.
In realtà l’eterno femminino indica la redenzione e alla salvezza del protagonista, Faust, che avviene grazie all’amore di Margherita e all’intercessione della Vergine Maria. Dobbiamo come vedere che qualcosa di femminile – l’immaginazione – può e deve essere fecondata dal maschile. L’eterno femminino è la facoltà di poter conoscere è il Conoscere in sé, come puro principio di volontà conoscente.
A tal proposito Rudolf Steiner dice , nella conferenza del 23 gennaio 1910(O.O.N° 272):

“È un vero peccato nei confronti di Goethe dire che egli con queste parole intendesse il sesso femminile. No, Goethe intende quell’elemento profondo che l’umanità si raffigura come mistero del mondo, l’elemento eterno nell’uomo che anela all’eterno nel mondo: l’eterno femminino che eleva l’anima verso l’eterno immortale, la sapienza eterna, e
che si dona all’eterno mascolino. L’eterno femminino ci eleva all’eterno mascolino.
Non vuole affatto riferirsi a qualcosa di femminile in senso ordinario. Perciò possiamo effettivamente cercare questo eterno femminino sia nell’uomo che nella donna: l’eterno femminino che anela all’eterno mascolino nel cosmo per unirsi a lui, per divenire una cosa sola con il Divino spirituale che pervade il mondo, che agisce nel mondo, a cui Faust anela. Questo mistero dell’uomo di ogni tempo, a cui Faust anela fin dall’inizio, questo mistero, a cui la Scienza dello Spirito deve condurci in un senso moderno, Goethe lo esprime in modo pragmatico e monumentale in quelle belle parole alla chiusura della seconda parte del Faust in forma di coro spirituale mistico: tutto ciò che di fisico ci circonda nel mondo dei sensi è maya, illusione, inganno, è un simbolo dello spirituale”.

(ALTRO CONTIBUTO, IN MERITO):

[  Lecture: 17th November, 1906 | Hamburg | GA0054  ]
Woman and Society  http://wn.rsarchive.org/GA/GA0054/19061117p01.html
Una conferenza sul femminismo dal punto di vista della scienza dello spirito. “Non vi è maschile e o femminile: vi è l’essere umano in Divenire”

Questo è un punto importante. Nella storia passata gli uomini hanno giocato un ruolo più grande, perché il materialismo li ha spinti verso una cultura esterna. Questa cultura esterna è la cultura dell’ uomo, perché doveva diventare una cultura materialistica. Ma dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che nello sviluppo della storia del mondo un’epoca culturale cede il passo ad un altra, e che questa unilaterale cultura maschile deve trovare il suo completamento attraverso quella parte che vive in ogni essere umano. Si sente proprio questo nell’era di questa cultura maschile. Ecco perché, quando i mistici hanno parlato da più profondo della loro anima, hanno definito questa parte con il nome di “anima”: come qualcosa di femminile. Ed è su questo che si basa ovunque il paragone dell’anima, in quanto è elemento ricettivo al mondo, con la figura della donna:  su questo si basa Goethe che dice nel ‘Chorus mysticus’:
“Tutto l’effimero
Non è che illusione
L’inadeguato –
Qui diventa evento;
L’indescrivibile –
Qui si è fatto;
L’eterno femminino
Ci porta in alto”.

Non ha senso analizzare questo detto in modo banale. Lo si può analizzare in un modo giusto e nel vero senso goethiano, quando si dice: Colui che sapeva qualcosa di nobile, nella sua cultura spirituale ha voluto indicare il carattere femminile dell ‘anima; e proprio da quella sua cultura maschile ha espresso il detto:’ L’eterno femminino ci porta in alto ‘ sollevandoci liberi. Così il mondo più grande, il Macrocosmo è stato raffigurato come un uomo, e l’anima, che è stata fecondata dalla saggezza del Cosmo, come il femminile.

E che cosa poi è questo peculiare modo di pensare? che si è sviluppato negli uomini nel corso dei secoli, cosa è questa logica? Se vogliamo guardare nel profondo della sua natura, dobbiamo vedere qualcosa di femminile – l’immaginazione – che deve essere fecondata dal maschile.
Così, se si considera ciò che cresce al di là delle differenze maschili/femminili, vediamo la natura superiore dell’essere umano – ciò che “l’io” crea al di fuori dei corpi inferiori. L’uomo e la donna devono guardare al loro corpo fisico come uno strumento che consenta loro, in un senso o nell’altro, di essere attivo come una totalità nel mondo fisico. Più gli esseri umani saranno consapevoli della spiritualità al loro interno,  più faranno diventare il loro corpo uno strumento, più essi impareranno a capire la gente, guardando nelle profondità dell’anima.
Questo, infatti, non ci darà una soluzione alla “questione del femminismo e della donna”, ma ci darà una prospettiva.

Non si può risolvere la questione della Donna con tendenze e ideali! In realtà si può solo risolverla creando quella disposizione d’animo che consenta agli uomini e alle donne di comprendersi al di fuori della totalità della natura umana. Finché la gente è rivolta solo alla “sostanza” dei corpi (genere sessuale), una discussione veramente fruttuosa sulla questione della donna non sarà possibile.

Per questo motivo non ci si dovrebbe sorprendere che, in un’epoca impregnata di cultura maschile, la conoscenza spirituale che determinò l’inizio nel movimento teosofico sia nata da una donna. In questo modo movimento teosofico o scientifico spirituale  si rivelerà eminentemente pratico. Porterà l’umanità a superare i genere maschili e femminili e farla crescere al livello in cui l’Uomo Spirito o Atman appare al di là di ogni differenza di genere, al di là del personale – a salire al livello puramente umano. La Teosofia non parla della genesi e dello sviluppo dell’essere umano in generale, in modo che venga a poco a poco riconosciuto. Di conseguenza si desterà nella donna una coscienza simile a quella che, durante questa cultura maschile, si è destata negli uomini.

Proprio come Goethe parlando dalle profondità dell’anima, una volta disse: ‘l’Eterno femminino ci porta in alto’, così anche gli altri che come donne sentono in sé stesse l’altro lato dell’essere umano, in coloro che essendo dotate di un serio e vero senso pratico cercheranno di capire lo scientifico spirituale, quelle donne sentiranno la voce dell’Eterno mascolino parlare entro la loro natura femminile. Solo così sarà possibile una vera comprensione e una vera soluzione nell’anima della “questione femminile”.

L’ambiente esteriore in cui viviamo è specchio, riflesso della fisionomia della vita dell’anima. Nella nostra cultura esteriore, non abbiamo nulla di diverso da ciò che gli esseri umani hanno creato, ciò che gli esseri umani hanno tradotto dei loro impulsi nelle macchine, nell’industria, nel sistema giuridico. Nel loro sviluppo, le istituzioni esterne riflettono lo sviluppo dell’anima. Un’epoca, tuttavia, che si è aggrappata alla fisionomia esteriore, è stata in grado di erigere barriere tra uomini e donne.

Faust nel «Coro mistico» si rivolge all’anima umana definendola «il femminile eterno» che ci trae in alto.
L’anima presente in ogni uomo è quell’elemento femminile tramite cui sentiamo attrazione verso il maschile cosmico. E’ “L’eterno femminino” in noi, ossia la nostra anima, che ci porta, ci conduce verso lo spirito. Che è il “maschio” .
Non vi è fraintendimento di genere sessuale: ogni umano, essendo provvisto di “anima” (che sia uomo o donna) reca in sè un elemento che funge da “cercatrice” dello Spirito. L’anima umana è ciò attraverso cui sorge in ogni essere umano la tendenza a “conoscere”, a spiegarsi il mondo. In altri termini, è il “ferro” che viene attratto dal “magnete”.

Sta arrivando un’epoca non più radicata in ciò che è solo materiale, ciò che è esterno, superficiale, ma che riceverà la conoscenza della natura divina interiore dell’essere umano- la quale trascende le differenze sessuali. Sta per venire un tempo che vuole smettere di strisciare nella desolazione, nell’ascetismo o nel negare la sessualità, un era che desidera attivare, abbellire la sessualità e vivere in quell’elemento che esiste al di là di essa. E la gente avrà quindi una comprensione di ciò che porterà la vera soluzione alla problema del maschile e del femminile, perché si presenterà, al tempo stesso, la vera soluzione alla questione eterna dell’umanità. Non si potrà quindi più dire: “l’Eterno Femminino ci porta in alto’ o “l’Eterno Mascolino ci porta in alto’, ma, con profonda comprensione, con profonda comprensione spirituale si dirà: “l’Eterno essere umano”   ci porta in alto ‘.
(Traduzione di Tiziano Bellucci)
http://wn.rsarchive.org/GA/GA0054/19061117p01.html

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci

 

Considerazioni sull’eterno femminino di Steiner: L’ISIDE EGIZIA E LA MADONNA CRISTIANA

(Considerazioni sull’eterno femminino di Steiner: L’ISIDE EGIZIA E LA MADONNA CRISTIANA; Berlino, 29 aprile 1909)

iside-horusNel Faust, Goethe parla di un “regno delle Madri”; esso è quella dimensione in cui riesce ad entrare l’essere umano quando riesce a risvegliare le forze spirituali sopite nella sua anima. L’ingresso in quel regno è il momento in cui il suo occhio e il suo orecchio spirituali si aprono e percepiscono un mondo che sta dietro quello fisico, tramite l’Iniziazione.
Per comprendere la natura delle “Madri” occorre farci aiutare dall’arte. Si tratta di “3” Madri.

Prima di tutto è bene sapere che essere sono tre parti di un elemento umano: sono il pensare, il sentire e il volere intessuti nell’anima umana. Sono l’anima umana.
Nella Madonna Sistina di Raffaello abbiamo davanti a noi un’immagine dell’anima umana che dopo un percorso di iniziazione si è purificata e che viene generata, fecondata dall’universo spirituale. Quest’anima partorisce a sua volta ciò che di più sublime l’uomo è in grado di generare: la propria nascita spirituale, l’io/ Cristo. La Madonna è l’elemento puro nell’anima: è il femminile eterno nell’uomo.

Faust nel «Coro mistico» si rivolge all’anima umana definendola «il femminile eterno» che ci trae in alto.
L’anima presente in ogni uomo è quell’elemento femminile tramite cui sentiamo attrazione verso il maschile cosmico.
E’ “L’eterno femminino” in noi, ossia la nostra anima, che ci porta, ci conduce verso lo spirito. Che è il “maschio” . Non vi deve essere fraintendimento di genere sessuale: ogni umano, essendo provvisto di “anima” (che sia uomo o donna) reca in sè un elemento che funge da “cercatrice” dello Spirito. L’anima umana è ciò attraverso cui sorge in ogni essere umano la tendenza a “conoscere”, a spiegarsi il mondo. In altri termini, è il “ferro” che viene attratto dal “magnete”.
Ogni essere umano, provvisto si anima, possiede un “femminino” in sè che lo spinge a cercare “l’eterno mascolino”: lo Spirito.
Ecco perchè Socrate diceva una frase spesso equivocata: “il vero amore è solo per il Maschio”.
Possiamo ritrovare questo “femminino eterno” anche nella tradizione egizia.
Osiride è il re che in tempi antichissimi, nell’età dell’oro, regnava sugli uomini; in connubio con sua sorella Iside. Sua sposa. Egli regna sulla terra fino al tempo in cui viene ucciso da suo fratello: il maligno Set. In occasione di un banchetto, il perfido fratello Set ― che più tardi fu chiamato Tifone ― fece costruire una cassa. Ricorrendo a uno stratagemma, indusse Osiride a coricarvisi entro per provarla. In un baleno richiuse il coperchio e la sigillò. La cassa fu poi affidata alle acque, che la trasportarono
verso l’ignoto. Iside, la sposa in lutto, si mette in cerca del suo sposo e trovatolo in terra d’Asia, lo riporta
con sé in Egitto, ma il cattivo fratello Set questa volta lo fa a pezzi. I resti del corpo di Osiride ridotto a brandelli vengono allora sepolti in altrettante tombe.
In questo modo, Osiride diventa il re dei morti, mentre prima lo era degli uomini viventi sulla terra. Dal mondo dell’oltretomba manda un raggio a colpire il capo di Iside, che così dà alla luce Horus.
Costui diviene d’ora in poi il sovrano del regno dell’Egitto.
Stando dunque al mito egizio, Horus è il figlio postumo di Osiride. Dall’oltretomba Osiride, signore ormai del regno dei morti, feconda Iside facendo nascere Horus che diviene signore del mondo terreno. L’anima umana sottostà al potere di Horus per tutto il tempo in cui vive in terra racchiusa nella cassa del corpo. Quando poi, grazie alla morte, abbandona questo involucro per entrare nel regno di Osiride — basti leggere il Libro dei Morti egizio — l’anima umana diventa lei stessa un Osiride. Nel giudizio descritto nel libro egiziano dei morti, l’anima al suo arrivo viene apostrofata in modo quanto mai significativo:
«Tu, Osiride, che cosa hai fatto…» e così via. Questo significa che dopo la morte, l’anima impara a diventare lei stessa «Osiride». Il senso dell’iniziazione egiziana consisteva nel fare entrare l’iniziato, già da vivo, in regioni accessibili agli altri solo dopo la morte.
Il fratello di Osiride, Tifone suo nemico, è quell’essere che ha rivestito gli uomini di una struttura materiale.
Egli ha fatto condensare una parte dell’essere animico-spirituale fino a raggiungere la densità del corpo fisico.
Ecco in che modo l’Osiride primigenio, puramente spirituale, è stato messo dentro una cassa: questa cassa non è altro che il corpo umano! Essendo Osiride un essere che per natura non può discendere nel mondo fisico ma deve restare nel mondo divino spirituale, il venir rinchiuso nello scrigno del corpo umano equivale per lui a morire.
Iside è l’anima umana che abita dentro di noi: è in un certo senso l’eterno femminile che alberga in noi e
che ci attira verso il regno dal quale siamo nati. Quando l’Iside in noi si purifica, liberandosi da tutto
ciò che ha ricevuto dal mondo fisico, viene fecondata dal mondo spirituale dando vita all’uomo superiore, a Horus. Iside è perciò in perenne ricerca di quell’Osiride che ormai può ritrovare solo grazie all’iniziazione o alla morte.
Iside e Osiride sono l’androgino Adamo Eva.

Esistono in realtà 3 raffigurazioni di Iside nelle quali troviamo non una, ma ben tre Madri.
In primo piano c’è la figura di Iside che nutre il bambino Horus, simile alle più antiche rappresentazioni della Madonna cristiana.

Dietro questa Iside, in molte raffigurazioni egizie, ce n’è un’altra con in testa le ben note corna di mucca e ali di avvoltoio, intenta a porgere al bambino la croce ansata. In questa seconda Iside, ciò che nell’Iside in primo piano è umano in senso fisico, assume una forma più spirituale.

Dietro la seconda Iside ce n’è poi una terza, con una testa di leone, a rappresentare un terzo stadio evolutivo dell’anima umana. Queste tre immagini di Iside si presentano una dietro l’altra. Ed è proprio vero che la nostra anima umana alberga in sé tre nature: una natura volitiva che risiede nei suoi recessi più profondi, una natura di sentimento ed una intrisa di saggezza. Sono queste le «tre Madri» dell’anima, proprio come vengono rappresentate nelle tre forme dell’Iside egizia.

È significativo il fatto che siano raffigurate ali d’avvoltoio, corna di mucca e la sfera del mondo sul capo di Iside, al centro. Coloro che ancora potevano comprendere qualcosa dell’antica teoria dei numeri, hanno sempre affermato che il sacro Ternario, il numero tre, rappresenta l’aspetto divino maschile nell’universo.
Ciò corrisponde a una profonda verità. Questa santa trinità viene raffigurata col globo del mondo, con le
due corna della mucca quale immagine della Madonna con la falce di luna, se si vuole, ma più propriamente
quale espressione dell’operare fecondante delle forze di natura.

L’uomo può edificare e sviluppare in sè “conoscenza” delle cose o del mondo in virtù del fatto che egli può ricevere una “fecondazione” dallo Spirito. E’ un entità privilegiata.
Lo spirito “feconda” l’anima nel senso che la rende “gravida” di pensieri, sentimenti e volizioni. Gli dona la possibilità di essere consapevole di sè, suscitandole la vita della coscienza. I concetti, i sentimenti e le volontà sono i “figli” dell’anima.
Spesso di dice che venire illuminati o “adombrati” dallo spirito significa ricevere un “intuizione”, un illuminazione.
In altri termini: conoscere (aver coscienza) è un frutto dell’attività dello spirito, che pervade il corpo astrale umano “illuminandolo” in direzione della comprensione del mondo e di sè. Di fatto l’anima può sapere di sè e del mondo solo perchè lo spirito la “feconda”. La rende “piena” di verità superiori.

Ciò che oggi vediamo come fecondazione e nascita umane a livello fisico, è un’ultima immagine visibile,
l’ultimo simbolo di ciò che in passato era un’esperienza spirituale.
Il processo di fecondazione viene rappresentato come un’esperienza simile al processo di conoscenza.
Nell’antichità vigeva dappertutto una viva consapevolezza del fatto che il processo conoscitivo è una specie di fecondazione. Nella bibbia c’è dato di leggere: «Adamo conobbe la sua donna e diede vita a…». Lo spirituale che noi oggi riceviamo conoscitivamente, dà vita a ciò che di spirituale vive nell’anima. Si tratta di un ultimo vestigio della fecondazione delle origini. Il nostro conoscere ci mostra come noi veniamo tuttora fecondati dallo spirito universale: lo accogliamo dentro l’anima per poter conseguire l’umano conoscere, sentire e volere.
Questo è quanto ci viene presentato da Iside. La sua testa pensante viene fecondata dall’elemento maschile
divino.

La Madonna raffigura l’anima umana nel suo venir fecondata dallo spirito universale. dall’universo. Vediamo la Madonna gravida di ciò che è in grado di nascere dal grembo dell’anima umana: l’uomo nobile e vero, assopito in ogni uomo, il meglio di noi e, al contempo, lo spirito che inonda il mondo e in esso lavora.

. La Madonna rappresenta per Goethe l’anima umana. Perciò nel «Coro mistico» egli dà espressione al mistero dell’anima con le parole:
«L’eterno femminile ci trae sempre più in alto».

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci

Gli GNOMI, Coboldi, Pigmei, Nani

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 Gli GNOMI o Coboldi o Pigmei

Essi vivono nelle profondità della Terra, in luoghi che non sono compenetrati dall’elemento viventegnomo

vegetale, ossia che hanno sempre avuto una natura minerale, rocciosa, metallifera. Essi tendono a voler coprire di polvere chi tenta di percepirli. Si radunano rannicchiati insieme in quantità straordinarie, crescono, gonfiano e rimpiccioliscono la loro corporeità: tuttavia al massimo della loro espressione restano piccoli esseri, mai arrivano alle proporzioni umane. Amano molto scherzare, giocare: hanno un gran buonumore: possiedono un’anima burlona. Piace ad essi giocare scherzi all’uomo.

A differenza dall’uomo, non si può imputare  loro riguardo le loro azioni, nessuna responsabilità morale: tutto ciò che fanno, lo fanno in modo automatico, senza alcuna implicazione o speculazione morale.

La loro coscienza è paragonabile alla capacità di percepire sensorialmente connettendovi immediatamente l’intelletto, senza mediazioni di antipatia e simpatia. Essi raccolgono principalmente solo idee. Comprendono istantaneamente ciò che vedono: un sapere contemporaneo al vedere. Sono capaci di avere percezioni pure. Non hanno bisogno di elaborare, di dedurre come fa l’uomo, ma appena percepiscono qualcosa in loro compare la pura idea insita nell’oggetto osservato: incontrano l’essere dell’osservazione. Non esiste in loro la distinzione umana fra concetto e oggetto. L’oggetto ha già in sé il concetto. E per tal motivo ridono dell’uomo. Ridono della nostra capacità intellettiva e la reputano ignorante, stupida, che si affanna di afferrare, di dedurre questo e quel concetto. Diventano particolarmente ironici quando vedono gli uomini sforzarsi nel comprendere idee. Entrare in un laboratorio scientifico sarebbe per loro come andare ad uno spettacolo comico. Non capiscono come sia possibile dover compiere sforzi per potere afferrare pensieri. Gli gnomi si dicono: tutto ciò che si osserva si conosce nell’atto di guardare; perché mai si deve pensare per conoscere? Essi non sanno che l’uomo non ha la loro capacità chiaroveggente, che non è capace di avere percezioni pure.
Gli gnomi diventano maleducati se si parla di logica. Una guida per il pensiero, la logica, è inutile. “I pensieri esistono di per sé, si tratta solo di volerli. L’uomo non vuole e non ascolta i veri pensieri, non se li fa dire dalle cose, ma desidera solo parlare lui circa le cose che osserva.”

Il modo di percepire degli Gnomi.

Non avendo un corpo fisico costituito della stessa materia fisica terrestre, hanno un’esperienza percettiva totalmente dissimile da quella umana. Non hanno nessuna rappresentazione delle forme che appaiono ad un occhio fisico; non hanno neppure la sensazione che vi possa esistere una terra come la intendiamo noi umani. Avvertono solo l’esistenza di uno spazio in cui essi sperimentano varie sensazioni. Non percepiscono nulla del mondo terrestre.
Inoltre essi non possono camminare sulla terra; essendo il loro corpo di natura molto più greve del nostro, affondano dappertutto: avvertono la terra come un globo fluido, fatto di materia fangosa fluida, anche se si trovano di fronte ad una cava di pietra marmorea. Attraversano tutte le sostanze minerali dure, come se fossero molli. La legge della incompenetrabilità per loro non esiste; tutto si può attraversare.
Gli gnomi, attraversando le varie falde sotterranee del pianeta, hanno inoltre un’esperienza gustativa del loro muoversi, determinata dei materiali che incontrano e compenetrano. Avvertono interiormente il sapore dei diversi ingredienti costituenti una data falda metallifera o minerale: una vena di rame o di calcare vengono sentite in molto diverso e ben caratteristico. Non esiste per loro la terra fisica: esiste solo un luogo in cui è possibile sperimentare sensazioni d’oro, di mercurio, silice, stagno. Da tale esperienza gustativa traggono però una grande sapienza: essendo ogni metallo una traccia, un riflesso fisico delle forze attive in un data pianeta o in una data costellazione, in essi gli gnomi possono trarre insegnamenti di natura extraterrestre. Attraversando una vena d’oro vengono a conoscere i misteri del sole, in una vena d’argento quelli della luna, in una di ferro quelli di marte.

Gli gnomi sono particolarmente interessati alle forze lunari, le quali sono in relazione con la forza di gravità, quella stessa forza attraverso la quale configurano il loro corpo.
Non hanno mai infatti una figura uguale se osservati chiaroveggentemente perché tendono ad assumere sempre figure diverse, a seconda che vi sia luna piena o luna nera o fasi intermedie.
Con la luna piena gli gnomi sono a disagio. Essi non gradiscono la luce lunare fisica e l’influenza che essa determina sulla gravità, quindi per respingerla, spingono verso l’esterno tutto se stessi, onde creare una sorta di pellicola spirituale simile ad una corazza. Possono apparire come cavalieri corazzati luminosi.
Con la luna nuova lo gnomo diventa invece trasparente; scintilla di luce e di colori. Appare come una forma translucente nel cui interno si vedono brillare i pensieri del cosmo. Sembrano omini trasparenti luccicanti internamente di pensieri. Tali pensieri sono massimamente provenienti dalla Luna, dalla gerarchia degli Angeli.

Gli Gnomi e i molluschi.

I molluschi, le meduse, gli invertebrati sprovvisti di scheletro e attivi nell’elemento acqua, appartengono ad uno degli ultimi gruppi di animali che si sono formati fisicamente sulla Terra. Essi compiono ciò che l’uomo (l’essere più antico del creato) ha compiuto riguardo la configurazione della sua testa durante l’era Saturnia.
Questo gradino di animali inferiori molli e privi di ossatura che si estendono sino a rane e anfibi, esistono solo in virtù della presenza degli gnomi. Fra essi e gli gnomi scorre però un rapporto di grande antipatia: gli gnomi infatti rischiano di assumerne l’aspetto. A causa di ciò, essi esplicano un’azione che causa il completamento di tali animali inferiori, creando le disposizioni per ciò che ad esso manca, fornendo la sostanza che costituisce il loro involucro molle esteriore.
Gli gnomi sono capaci di legare insieme la forza di gravità, e si formano con essa il loro corpo, il quale essendo costituito di un’energia così poco controllabile e inafferrabile, rischia il pericolo di disgregarsi continuamente. A causa di ciò gli gnomi devono continuamente ricostruire se stessi con la gravità: portare un’attenzione costante e perfetta a tutto ciò che avviene intorno a se stessi. Devono avere una coscienza di sé al presente sempre perfetta e mai dormiente: se si addormentassero si distruggerebbero. Quest’attività di di respingere da sè stessi la forza gravitazionale, la fa depositare all’esterno, generando il corpo molle dei molluschi.
Il mantenere l’attenzione su se stessi li salva dalla disgregazione. L’attenzione tiene in essere la loro esistenza. Uno gnomo sarebbe da mettere nel primo banco di una classe: sarebbe un modello perfetto di attenzione.
Un altra particolarità è che essi non hanno nessun interesse per i propri simili, per gli altri gnomi, ma solo per il mondo circostante.

L’addormentarsi e gli gnomi

Gli gnomi si possono percepire se si diventa capaci di addormentarsi e di svegliarsi in piena coscienza durante lo stato di sogno. L’uomo quando si addormenta, non sperimenta l’aspetto vero e reale del sogno: è come se esso portasse una maschera, si rivestisse di simboli e apparenze. Il sogno si presenta come reminescenza della vita diurna e immagine mnemoniche: tutte queste sono in realtà maschere. Dietro a questi simboli, l’iniziato vede gli esseri che si nascondono dietro tali maschere. Vede, nell’attimo dell’addormentarsi una grande schiera di gnomi: essi gli vengono incontro. Solitamente si è protetti da tale visione, perché senza adeguata preparazione, la percezione di tali cose spaventerebbe. Difatti un uomo percepirebbe delle immagini di entità che producono in lui solo processi di distruzione: apparirebbero come un panorama di simboli di morte. Gli gnomi gli verrebbero incontro e in un certo senso è come se lo seppellissero con la loro corporeità, entro il mare astrale. Chiaroveggentemente, l’addormentarsi è in realtà un venir ricoperti, sepolti da una moltitudine di gnomi entro l’incoscienza del mondo astrale.
Questo è riguardo solo all’addormentarsi.

Il segreto lunare: l’avvicinamento della luna.

Gli gnomi conoscono un segreto lunare: la luna è in costante avvicinamento alla terra. Essi attendono grande impazienza il giorno in cui la terra si riunirà alla luna, perché in quella fase essi saranno gli esseri a cui spetterà (utilizzando la sostanza lunare riunita alla terra) di disgregare tutta sostanza fisica terrestre, per disperderla gradatamente nel cosmo. La sostanza terrestre non spiritualizzata dovrà essere allontanata, e invece sarà trattenuta quella buona, affinchè si produca Giove.
Il compito cosmico degli gnomi consiste nel portare l’elemento solido da un’incarnazione planetaria all’altra; sono i custodi della struttura solida dell’evoluzione.

Il pericolo di prendere forme anfibie

Gli gnomi sono nevrastenici: la nevrastenia è una condizione basilare della loro coscienza, determinata dal fatto che devono avere un’attenzione esagerata per mantenere unito insieme la lor ocorporeità che tende a disgregarsi. Non vi è infatti nulla che li tiene in “forma”, se non la loro attenzione. Mentre l’uomo ha fortunatamente altri esseri che si occupano di mantenergli una forma solida, gli gnomi devono farlo da se stessi, occupandosene in prima persona.

Gli gnomi non amano la terra, l’elemento solido. Lo odiano, vorrebbero liberarsene: esso difatti rappresenta per loro un continuo pericolo. Se essi si attaccassero troppo all’elemento terrestre tenderebbero ad assumere l’aspetto di un anfibio, di un rospo. Per evitare questo essi sono in continuo e incessante movimento. La mobilità non rende possibile il loro materializzarsi in una forma di rana. L’anelito a voler scappare in alto, a non volersi legare alla terra, sprigiona dagli gnomi una forza spirituale che dal basso va verso l’alto. Tale forza, attraversando le piante, le aiuta a spingerle verso l’alto, a fuoriuscire dalla terra. Gli gnomi provocano la fuoriuscita dalla terra del germoglio dal seme. Sono i custodi della vita. Attraverso di loro si esplicano le forze dell’etere vitale.
Essi hanno inoltre una grande importanza riguardo alla fecondazione dei vegetali, che si realizza a mezzo di una collaborazione fra spiriti della terra e spiriti del fuoco; verrà mostrata poco più avanti.

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci

gnomi

ATMOSFERA DI MICHELE ARCANGELO

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arcangelo-michele1

LA FORZA E IL VIGORE DELL’ARCANGELO MICHELE QUALE IMPULSO PER I “CERCATORI” DEI NUOVI TEMPI

Incontro di antroposofia di Tiziano Bellucci

 

PRESENTAZIONE EVENTI E ATTIVITA’ AUTUNNO INVERNO 2015-16

e RINNOVO, ISCRIZIONE TESSERA SOCI DEL CENTRO OLISTICO L’UNO APS, Firenze

A cura di Silvia Pasquini e Letizia Bracaloni

Sabato 26 Settembre 2015, alle ore 18

Centro L’UNO aps

Via Raffaello Sanzio, 26 – FIRENZE

Tel: 392 0876217

associazioneluno@gmail.com

E’ gradita la prenotazione.

Siete tutti invitati.

 

L’invocazione di Rudolf Steiner all’Arcangelo Michele

“Michael!
Prestami la tua spada
affinché io sia armato
per vincere in me il Drago.
Riempimi della tua forza
affinché io sgomini gli Spiriti
che vogliono paralizzarmi.

Agisci entro di me
perché splenda la luce del mio Io
così ch’io possa compiere gesta
degne di te, Michael!”