ETERO. OMOSEX. ANDROGINO.

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60 Leonardo-S. Giovanni Battista

ETERO. OMOSEX. ANDROGINO.

La natura ha disposto le cose affinché per perpetuare la specie occorresse un incontro fra maschio e femmina. E’ una regola. Se esistesse solo un sesso, non si potrebbe garantire continuità alla vita terrestre. Questo in ambito non solo umano, ma anche nel regno animale e vegetale. Non serve una eccessiva spregiudicatezza per accogliere questo pensiero, essendo un dato oggettivo.

Il “progetto” UOMO (diverso dal progetto NATURA) non ha però un carattere esclusivamente eterosessuale.

Di fatto, il rapporto omosessuale non può contribuire a far durare la specie umana. Esso deve quindi avere un altro scopo, sicuramente legittimo, ma che non riguarda la continuità della vita.
Si tratta di comprendere quale è il compito del rapporto non eterosessuale.

Secondo l’esoterismo, l’incarnazione omosessuale rappresenta una “esperienza a sé”, una fra le tante possibilità previste dal cosmo che lo spirito umano può scegliere di fare di preferenza, per arricchire il bagaglio del suo Sé.

Non si tratta di una faccenda “contro lo spirito” nascere omosessuali. Ma di altro.

Questo tipo di incarnazione è una scelta difficile, la quale dovrà applicare o “inventarsi” una propria deontologia, una propria etica e assumersi responsabilità nei confronti di ruoli e di scelte di costumi, morali e sociali. Un duro lavoro. Scegliere di nascere omosessuali significa scegliere coraggiosamente di sperimentare delle dure e malagevoli esperienze, uniche, che non si potrebbero fare altrimenti.

L’incarnazione omossessuale la si potrebbe vedere addirittura anche come una via nella quale l’individuo rinuncia alla procreazione, all’avere un figlio.

Da una prospettiva superiore, l’essere umano che prima di incarnarsi decide che vivrà sulla terra come omosessuale, intraprende in piena coscienza un profondo e gravoso impegno: quella di vivere un incarnazione di sacrificio e sforzo. Essa può essere intesa come rinuncia, limitazione e esperienza in una vita entro un mondo terreno in cui sarà difficile integrarsi e legittimare se stessi.
Questa scelta darà modo all’individuo di forgiare in sé delle forze e delle capacità eccezionali di sopportazione e controllo, impossibili da conseguire per altre vie.
Questa può essere una risposta esoterica al grande tema dell’omosessualità.

Inoltre l’omosessualità non è solo un problema di diversità, di una strenua volontà di perseguire parità di diritti che possono certamente essere pienamente riconosciuti sul piano civile. Chi si ama, è giusto che viva una vita insieme, al di là della propria sessualità. Non è solo un sacrosanto diritto: è un dovere quello di amare. Quindi lo scopo non è sull’ottenere una parità di diritto economico, politico, sociale come ha l’eterosessuale. Il problema è pretendere di poter fare, di inventare inedite soluzioni per la creazione della vita e della riproduzione che la natura non ha escogitato.

Il problema è rivendicare un ruolo che non fa parte del “progetto procreativo”.

Ad esempio non ha senso parlare di “matrimonio” fra omosessuali: perchè “matrimonio” signfica rendere madre una donna. La parola matrimonio deriva dal latino matrimonium, ossia dall’unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere.

Quindi una coppia omosessuale ha pieno diritto di convivere con pari diritti legali dell’eterosessuale, ma da tale unione non si può rendere madre nessuno. Quindi l’unione omosesuale non può chiamarsi matrimonio, ma deve chiamarsi in altro modo.

 

La Natura non ha mai detto: “mi fermo qui, perché nel 2016 arriveranno coloro che risolveranno il problema della perpetuazione della vita sulla terra”.

E’ un problema che riguarda anche gli eterosessuali. Imitare la natura è attenersi da una guida sicura. Ogni “utero in affitto”, ogni fecondazione assistita, o le altre novità in merito riproduttivo sono da considerare come risoluzioni non scaturite dalla volontà della natura. E di conseguenza possono condurre in direzioni non tutelate dalla natura stessa, la quale è più potente e saggia dell’uomo.

L’eterosessuale come l’omosessuale sono chiamati a scoprire e a dare un senso superiore alla propria incarnazione.

Colui che è consapevole di non essere solo sulla terra per un caso, ma perchè proviene da una matrice divina, deve porsi questo quesito.

 

In realtà vi sono prospettive che possono dire che l’incarnazione omosessuale potrebbe addirittura condurre a mete più alte di quelle tramite una vita eterosessuale.

La via del superamento della sessualità, della sublimazione dell’eros, la via della castità è un obiettivo che riguarderà ogni umano, prima o poi, dato che verrà un tempo in cui vi sarà un’atrofia degli organi sessuali nel futuro dell’umanità. Cambierà il modo di riprodursi e non sarà più necessaria la sessualità, l’eterossessualità. L’uomo è chiamato a diventare androgino, creatore di se stesso.

Come si è accennato sopra, incarnarsi omosessuali e dedicarsi ad una profonda e seria ascesi esoterica, che includa la purificazione dalle brame sessuali (come nell’ascesi eterosessuale) può essere un modo per arrivare a livelli spirituali elevatissimi, anche più alti di ciò che è possibile in incarnazioni eterosessuali.

Amare il “fratello” al di là della specie femminile o maschile è lo scopo dell’umano, quindi farlo partendo dallo stesso sesso, potrebbe essere una delle vie più dirette, purché si arrivi ad escludere la brama e il desiderio sessuale.
L’omosessuale, se purificato, può divenire l’iniziato più alto, come araldo della fraternità che ha superato la carne e la sessualità. Può divenire l’androgino di ora, un individuo che ama senza usare la sessualità, per amore dell’altro uomo.

Perchè l’amore non ha bisogno del sesso per esistere. Il sesso non è l’amore.

Così come è necessario fare sesso per perpetuare la vita, non è indispensabile fare sesso per amare.

Confondere e mischiare sesso e con l’amore è il grande equivoco: per gli omosessuali, e per gli eterosessuali.

T.B.

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MA I DESIDERI SI AVVERANO?

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01theeveningbefore-easterMA I DESIDERI SI AVVERANO?

Tutta l’esistenza umana è per l’uomo un vivere serbando sogni, aneliti e obiettivi: un fantasticare nella beata speranza di poter realizzare un bel giorno, i propri desideri.

L’anima attende silenziosa, osservando il cielo stellato, di vedersi consegnato ciò che vi è di più sacro e dolce nel cuore: un dono adamantino di felicità.

C’è chi desidera l’amore. Chi il successo, il denaro, la salute: chi l’iniziazione ai Misteri superiori.

Vivendo, nello scorrere del tempo, può accadere però che le proprie aspirazioni spesso non si accordino con ciò che ci si era prefigurato; addirittura il destino ci può portare il contrario del desiderato. Sofferenze, disagi, fatiche giungono. I desideri non coincidono con il corso degli eventi. E l’anima è delusa. L’uomo si sfiducia, diventa diverso. Ma diverso come? Si indebolisce, si deprime?

 

Nell’amaro considerare, molti uomini possono soccombere ed arrivare a maledire Dio e la sorte; in alcuni rari uomini potrebbe però invece sorgere un pensiero nuovo:

non sarà che i miei desideri —non sono reali—, ma sono solo surrogati, motori che si interpongono fra me e il vero obiettivo che cerco? non sarà che l’obiettivo della mia vita —sia diverso— da ciò che io desidero? Non potrebbe essere che io non sono al mondo per realizzare le mie aspirazioni e i miei sogni, ma per potenziare e arricchire me stesso di facoltà e doti che posso forgiare – solo- attraverso lo sforzo nel cercare di concretizzare quelli che ritengo i miei desideri? Non sarà che io vengo spinto dai desideri per creare in me disposizioni che non potrebbero mai suscitarsi senza di essi?

Steiner dice: “ciò che ci guida non è ciò che cerchiamo”.

Ciò che chiamiamo i “nostri desideri” non sono la nostra vera meta: sono mezzi per condurci verso il nostro progresso superiore. Il vero “desiderio” ci è occulto. Come nella fiaba del Dio Eros e Psyche: ella faceva l’amore con il Dio ogni notte, ma non poteva vederlo in viso.

Dalla Cronaca dell’Akasha di Steiner: “(dopo l’impulso delle forze luciferiche) L’uomo diventò egoista, ed egoistici diventarono anche la sua azione verso l’esterno e i suoi sforzi per lo sviluppo interiore. Egli amò perché desiderava; egli pensò pure perché desiderava, perché spinto dal desiderio del sapere. La sua guida non fu più il mondo spirituale e le sue leggi, ma il DESIDERIO in lui”.

Forse alla fine della nostra vita i nostri desideri non si saranno realizzati, ma saremo diventati certamente diversi da come eravamo. Senza lo “sforzo incessante” nel dare tutto noi stessi per raggiungere un obiettivo, non saremmo mai divenuti quell’essere grandioso che ora possiamo essere.

E’ certamente diverso colui che alla fine della vita si dispiace di aver fallito, da quello che sa che la sua vita è stata una grande occasione per trovare se stesso, per diventare un essere migliore e più forte di quanto era prima. Un essere che ha usato le occasioni della vita per evolversi.

E meravigliosamente può anche accadere il miracolo, perché il mondo spirituale è anche “buono e misericordioso”: può arrivare un dono dal cielo, -un regalo certamente diverso da quello che erano le nostre “umane aspirazioni”- un dono stupendamente più grande di qualsiasi desiderio avevamo prima potuto chiedere o immaginare.

 

Tiziano Bellucci

 

Il corpo eterico o vitale (il mondo vegetale)

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Riflessioni sull'Antroposofia. La Scienza dello SpiritoRiflessioni sull’Antroposofia

Il corpo eterico o vitale (il mondo vegetale)

Febbraio 2016

per leggere l’articolo cliccare qui:

http://www.riflessioni.it/antroposofia/corpo-eterico-vitale-mondo-vegetale.htm

 

La Scienza dello Spirito di Tiziano Bellucci sul sito “Riflessioni.it”  indice articoli

Invito alla pratica dei 6 Esercizi di R. Steiner

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Cortese ricercatore,

 con la presente vorrei invitarti ad un lavoro di sperimentazione insieme. Per favorire un lavoro di comunità anche se a distanza.

 Si tratta della pratica dei 6 esercizi complementari della scienza spirituale di Rudolf Steiner: controllo del pensare, del volere, del sentire, spregiudicatezza, positività, armonizzazione

 Gli esercizi complementari rafforzano il carattere animico del discepolo, portandolo nella giusta forma, e rendendo migliori i risultati della meditazione. Conferendo anche una protezione all’anima e al corpo durante il sonno.

Ogni esercizio è da eseguire per una settimana, per un totale di 6 settimane.

 Nel link sottostante puoi ascoltare una panoramica generale del lavoro a compiere.

 https://www.youtube.com/watch?v=l6tbAGYoJ04

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 Nel caso tu senta la necessità e il desiderio di partecipare, ti invierò al piu presto le indicazioni (scritte e audio) per eseguire il primo esercizio, che inizierà a partire da lunedì 15 Febbraio.

Prego chiunque volesse partecipare di darmene comunicazione entro sabato 13 Febbraio, alla mail unicornos@hotmail.it

Si comincia dunque da lunedì 15 febbraio e si proseguirà per 6 settimane seguendo la scansione dei 6 esercizi.

A causa della necessità di un “sincronismo” fra i praticanti, ovviamente non saranno possibili proroghe o “partenze” o inserimenti diversi da quelli ipotizzati. Il ciclo deve essere praticato secondo la cadenza indicata: del pensare, del volere, del sentire, spregiudicatezza, positività, armonizzazione.

 E siccome lo si vuole fare insieme, seguendo una prassi esoterica, non è desiderabile che lo si faccia secondo i propri ritmi.

 Restando in attesa di un tuo cenno.

Un caro saluto.

Tiziano Bellucci

 

QUI DI SEGUITO E’ POSSIBILE COMMENTARE,FACENDO DOMANDE O INVIANDO CONTRIBUTI IN MERITO ALLE PRATICHE SUGLI ESERCIZI

Destino, libero arbitrio e libertà secondo la scienza dello spirito

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08- Gruppo ligneo Rudolf Steiner 0013

Sabato 20 febbraio 2016, ore 15.30

*CONFERENZA

Destino, libero arbitrio e libertà secondo la scienza dello spirito

 Indirizzo: c/o via Tassoni, 62 (RE)
 Organizza: Associazione Anthropos per le attività antroposofiche

 Relatore: dott. Tiziano Bellucci
 Sito web: http://space.comune.re.it/anthropos
 Email: infoantroposofia.re@libero.it

MAURO BIGLINO E I NON SEGRETI DELLA BIBBIA

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la-bibbia-non-e-un-libro-sacro-libro-65848MAURO BIGLINO E I NON SEGRETI DELLA BIBBIA. il Grande inganno religioso

JAVHE’, E L’ ELOHIM EXTRATERRESTRE

Sotto stimolo di diverse persone mi sono documentato nei confronti del biblista, o meglio traduttore di ebraico, Mauro Biglino.

Ho letto e ascoltato interviste in cui un ottimo filologo, traduttore e interprete cerca di dire la “sua” sul contenuto della Bibbia. Biglino si qualifica ateo, privo conoscenze esoteriche  o spirituali che analizza i passi ebraici biblici da un punto di vista materiale.

 

Con grande acume e ottime capacità si dedica con passione agli studi biblici, convinto di poter arrivare ad un momento in cui la scienza stessa possa confermare le sue tesi.

 

Egli non suppone, non nega nessun Dio trascendente: egli dice che non si interessa di religione. Ciononostante interpreta un testo religioso: dicendo che esso non parla di religione, ma di eventi e di creature extraterrestri, fatte di materia.

Riesce a vedere in ogni “iota” o sillaba biblica solo materia.

Sostiene che la Bibbia, in ogni sua parte sia il racconto di vicende aliene, ufologiche e che ogni passo si “celano” astronavi, ominidi di metallo e di materia densa.

Ogni angelo, cherubino non è un essere spirituale, ma un appartenente ad un regno alieno che in qualche modo ha collaborato al divenire della terra, comunicando con gli uomini. Parla di “macchine” e di apparecchi, di genetica inscritta nella Bibbia.

Deve la sua notorietà proprio a questa sua appassionata interpretazione extraterrestre della Bibbia. E’ ciò che gli dà da mangiare.

L’esoterismo, ha qualcosa da dire in merito: riguardo la natura dei cosiddetti “alieni” si potrà comprendere meglio che le esperienze in questione hanno una natura ed un ‘origine molto più interiori ed occulte di quanto la apparente “materialità” dei racconti possa far pensare.

Gli “alieni” sarebbero nient’altro che allucinazioni collettive prodotte da entità che agiscono dentro l’uomo. Si assisterebbe a evoluzioni di esseri demoniaci che si presentano però con la strutura di esseri di metallo. Ma ciò è illusorio. Si tratterebbe di esseri spirituali, privi di materia che appaiono con parvenze tecnologiche.

Il  timore potrebbe sorgere se si volesse spiegare o comprendere il divino solo tramite la materia: come se questa fosse l’unica che avvalorasse la realtà. A mio parere la soluzione dei “misteri” non sta “qui” nel mondo dello spazio e del tempo, e quindi neppure in possibili “astronavi” collocate in questo spazio e tempo. Il problema è “saltare” lo spazio e il tempo per entrare in un nuovo stato di coscienza.

Dio e il divino non usano “mediatori” se non esseri che sappiano traghettare fra questo stato e quell’altro stato di coscienza. E per far ciò non servono astronavi. L’uomo è uno dei pochi individui nel cosmo, forse l’unico in grado di poter creare questo ponte, fra il divino e il terreno.

E’ bene comunque tener conto che oggi giorno si crede che lo spirito sia materia “raffinata, più fine. Si crede che i “Quanti” e il DNA siano “spirito”: invece sono materia, infinitesima. Non si arriva da nessuna parte se si crede che sia il DNA l’artefice della vita o addirittura la presenza di Dio nell’uomo. Lo spirito è al di là della materia: vive in stati coscienza che nulla hanno a che fare con la materia. Ad es: quando sognamo, abbiamo forse a che fare con “sostanze” o esseri dotati di DNA, di Quanti? sono immagini spirituali, prive di materia. E’ lì che si deve cercare, non nell’infintesimo microscopico,e neppure nel macroscopico.

Biglino è un traduttore ateo. Forse non dovrebbe occuparsi di libri di storia, atei o agnostici e non di documenti religiosi?

Non avendo competenze religiose ed esoteriche come può comprendere ciò che traduce?

E’ come far tradurre un libro inglese di fisica quantistica da un cuoco italiano che sa l’inglese: tradurrà di certo le parole. ma avrà capito ciò che ha tradotto? farà qualcosa di utile?

Non si rischia di dimostrarsi dei dilettanti?

Biglino è un ottimo esempio di come si possa creare una “religione scientifica”. Senza Dio.  Da parte della scienza spirituale, lo spirito non ha bisogno della materia per esistere. Biglino ha invece bisogno della materia per crearsi un suo mondo.

Domando ai lettori: come è possibile tradurre un libro come la Bibbia, che narra di eventi spirituali, interpretandoli solo come eventi materiali?

Come è possibile credere che il serpente della bibbia sia fatto di materia e sia realmente un rettile? Che Adamo ed Eva siano due umani in carne ed ossa? Che Elohim sia un extraterrestre fatto di materia, che organizza la vita sulla terra?

Biglino non è capace di elevarsi a qualcosa che può esistere oltre la materia. Se lo si osserva, quando tiene conferenze, si nota “rabbia” e astio nella sua espressione. E’ probabile stia lavorando per ritorcersi verso la chiesa, per cui ha lavorato per anni e da cui è stato licenziato.

Legge la Bibbia, come il bambino che studia la mitologia greca.

Crede che Zeus si arrabbi sulle nuvole e lanci fulmini.

Non è dotato di strumenti superiori per accedere al suo spirito.

Lascio ad altri modo di documentarsi.

Tiziano Bellucci

 

Di seguito, pubblico un intervista fatta al traduttore tratta dal sito http://ilgaragedidemetrio.blogspot.it/2013/10/dei-o-alieni-lipotesi-di-mauro-biglino.html

intervista a Biglino:

La Terra colonia di “divinità” aliene provenienti da altri mondi; Navicelle spaziali scambiate per angeli, genere umano frutto di incroci tra ominidi e alieni. Questa la tesi dissacrante sposata da Mauro Biglino nel suo libro Il Dio Alieno della Bibbia. Una tesi che nasce da un suo approfondito studio di traduzione testuale dall’ebraico antico della Bibbia.
“Per molti anni – racconta lo scrittore torinese – ho lavorato nel mondo dell’editoria e da 30 anni mi interesso di storia delle religioni; ho studiato l’ebraico per avvicinarmi la testo originale della più importante religione dell’occidente e poi ho iniziato a tradurre per le Ed San Paolo che hanno pubblicato 17 libri dell’Antico Testamento da me tradotti letteralmente per la collana delle Bibbia Ebraica Interlineare. Il rapporto si è interrotto quando ho iniziato a pubblicare i saggi in cui analizzo le traduzioni letterali e presento le ipotesi conseguenti, che sono in contrasto con la tradizione religiosa dogmatica. Ho volutamente usato il termine ipotesi perché non sono un possessore di verità e per questo motivo riporto sempre nei libri i versetti ebraici con la relativa traduzione: ciascuno potrà così verificare o fare verificare ciò che dico e scrivo”.
Religione e extraterrestri, che cosa hanno in comune? Quindi qual è la sua tesi in proposito
“Nell’ultimo lavoro IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA ho analizzato il culto dei cargo, un magnifico esempio che si è sviluppato sotto gli occhi degli antropologi. La mia ipotesi è che il pensiero religioso sia nato nell’umanità a seguito del contatto avvenuto con civiltà superiori che hanno “formato” l’Homo sapiens da ogni punto vista: da quello strettamente fisico a quello più ampiamente culturale. La perdita del contatto e del rapporto diretto con questi individui ha reso poi necessaria tutta quella elaborazione di ordine teologico spirituale e/o magico religioso che conosciamo. Di questo fatto danno conto tutti i racconti di tutti i popoli di tutti i continenti del pianeta: ho ripetuti il vocabolo “tutti” perché è un elemento fondamentale per cominciare a pensare che si tratta di una cronaca vera e non di miti o favole. La Bibbia non fa eccezione: ci racconta la stessa successione di eventi, facendo però riferimento specifico a “quello” tra i vari individui che ha stabilito il suo patto di alleanza e collaborazione con il popolo ebraico. Insomma sono convito che la storia dell’umanità vada riscritta ed alcuni progetti interdisciplinari che sono in avvio cominceranno a farlo nel prossimo futuro: finalmente”.
Come è arrivato a questo convincimento?
“Con molta semplicità dallo studio dei testi antichi condotto senza pregiudizi teologici o dogmatici. E’ sufficiente analizzare con mente aperta ciò che i popoli hanno narrato, scritto, disegnato e costruito, per capire che la storia che la terra è stata oggetto di colonizzazione da parte di individui provenuti da altri mondi. Sumeri e zulu, maori e hopi, maya e celti, indù e cinesi, egizi e babilonesi, greci e inca… tutti testimoniano che in origine l’umanità ha conosciuto individui provenuti da altri mondi. La Bibbia letta con serenità, come un normalissimo testo di storia, ci narra lo stesso evento. Non dobbiamo stupirci ma prendere atto. Mons. Corrado Balducci, incaricato dal Vaticano di studiare il fenomeno della vita aliena, disse con grande onestà: “Gli UFO esistono e la Bibbia li conosceva”. Moltissimi sono coloro che conoscono il famoso autore Z. Sitchin ma pochi sanno che ciò che ha scritto lui negli ultimi decenni era già stato anticipato nei lavori di gesuiti tedeschi di fine ottocento inizi novecento. Il direttore della specola vaticano, padre Jorge Funes, ripete da tempo che dobbiamo prepararci all’incontro con in nostri fratelli provenienti da altri mondi. Insomma, chi vuole sapere ha modo di capire che la verità storica è diversa da quella che ci è stata raccontata”.
Sono in antitesi i due argomenti (Religione – extraterrestri), cioè uno sconfessa l’altro?
“Direi di no, almeno non necessariamente. Per una persona di fede solida in realtà potrebbe non cambiare nulla: per lui Dio rimane Dio e gli eventuali alieni non altro che suoi “figli”; in quanto tali essi rientrano pienamente nel suo disegno provvidenziale e sono intervenuti sul nostro pianeta per dare come un colpo di acceleratore alla evoluzione umana. Ma questo attiene alla fede che è una scelta assolutamente personale e di questa non mi occupo perché mi limito a narrare ciò che leggo nella Bibbia e l’Antico Testamento non parla di Dio o di mondi spirituali”.
Chi erano Adamo ed Eva, Mosè, Gesù. Cosa accadde 2012 anni fa a Betlemme e 33 anni dopo su monte Golgota.
“Adamo ed Eva erano i progenitori di un gruppo specifico che gli Elohim (EL al singolare…così la Bibbia definisce quegli esseri) hanno creato per inserire nel cosiddetto paradiso terrestre allo scopo di utilizzarli come loro lavoranti. Nel IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA analizzo nei particolari tutta la vicenda che non può essere riassunta negli spazi di una intervista, mi limito qui a dire che, contrariamente a ciò che si pensa, non sono i progenitori dell’umanità: questo lo si evince chiaramente anche dalla lettura attenta delle bibbie che tutti abbiamo in casa. Il problema è che si legge poco, troppo poco.
Mosè era il rappresentate che l’Elohìm conosciuto col nome di Yahwèh si era scelto per fare da intermediario tra lui e il popolo che aveva la necessità di costruirsi per affermare e consolidare il suo potere su quella parte dio territorio che gli era stata assegnata. Devo dire che da ciò che si evince dalla Bibbia era anche uno dei meno importanti nel gruppo dei colonizzatori: in Deuteronomio 32 si comprende bene come a lui sia stato assegnato un territorio desertico ed un popolo ancora tutto da costruire.
Di Gesù e del Nuovo testamento vorrei non parlare per ora mi limito a raccontare una curiosità. Nel capitolo 6 della Genesi si narra che i figli degli Elohìm si unirono con le donne terrestri e ne nacque una razza definita dei “Ghibblorìm” (uomini, forti, potenti, famosi); il singolare del termine Ghibborìm è Ghevèr e “uomo forte di El” in ebraico si dice Ghevrìel cioè Gabriele che era dunque un nome funzionale e non un nome proprio. Un Ghevrìel visita Maria e lei rimane incinta… ma qui mi fermo”.
Se un tempo c’erano contatti tra il nostro mondo e altri nell’universo, perché oggi non accade più?
“Questa sarebbe una domanda specifica per gli ufologi che avrebbero molto da dire ma io non sono un ufologo e dunque mi limito ad ipotizzare che si siano comportati come tutti i colonizzatori: finito l’interesse, raggiunti gli scopi si abbandona tutto e si torna a casa.
Nel libro riporto il testo dello storico giudeo-romano Giuseppe Flavio che ci narra come “questi” nel 68 d.C . se ne siano andati tra le nuvole sui loro carri volanti”.
Come cambierebbe il mondo se accadesse che fosse verificata la tesi della genesi aliena dell’essere umano?
“Per le persone intelligenti non cambierebbe nulla: in fondo si tratterebbe solo di prendere atto del fatto che siamo degli OGM. La natura è piena di esempi di incroci tra specie compatibili, quindi capiremmo che noi siamo veramente portatori dell’immagine fisica di quelli che ci hanno creato unendo i due DNA: quello degli elohìm (che la Bibbia chiama TZELEM) e quello degli ominidi che la Bibbia chiama AFAR.
Ma penso che prima o poi tutti dovranno farsene una ragione: ormai le conoscenze vanno verso questa direzione che pare avere un cammino segnato e la Bibbia è una delle pietre miliari su questo percorso così affascinante e liberatorio”.
Gli ufologi più convinti potrebbero essere considerati i nuovi sacerdoti?
“Sarebbe un dramma colossale! Purtroppo stiamo già assistendo alla nascita di nuove religioni, psicosette e altre pericolosissime amenità del genere, guidate da cialtroni che ancora una volta approfittano del bisogno umano di certezze, anche se palesemente inventate, per speculare.
Gli alieni stanno diventando i nuovi angeli o i nuovi demoni, vengono manicheisticamente divisi in gruppi di buoni o malvagi, ci amano o ci succhiano l’anima… mi pare una sorta di nuovo, drammatico e ridicolo, medioevo in cui il terrore o la speranza ingenua tornano a prevalere in questa rida di emozioni provocate dai nuovi sacerdoti. Non bisogna seguire nessuno!!! Bisogna semplicemente ascoltare quanto più possibile e poi costruirsi idee motivate e proprie procedendo con serenità sulla via del pensiero autonomo.
Ho citato gli Angeli per dire che nell’Antico Testamento non esistono le figure che poi la teologia ha elaborato e dico anche, consapevole del peso dell’affermazione, che i Cherubini biblici non sono neppure individui ma oggetti meccanici: non a caso ho dedicato loro ben due capitoli nel libro.
I nuovi angeli o spiriti delle religioni emergenti sostituiscono quindi angeli o spiriti che non esistevano neppure allora”.
Un tempo lei sarebbe finito arso vivo accusato di blasfemia. Quanto costa oggi parlare di questi argomenti?
“Già ho detto della perdita degli incarichi professionali di traduttore e quindi ho sperimentato che costa molto. In pratica la mia vita privata è stata stravolta ma devo dire con onestà che questo è avvenuto sia nel bene che nel male: grandissimo apprezzamento ed odio violento sono i due sentimenti che mi vengono espressi continuamente. Comunque, per fortuna, non ci sono più i roghi”

A conclusione, comunque, la domanda che io mi pongo da un po’ di tempo, è soprattutto questa:
– sapere che le cose sono andate come dice Biglino (qualora fosse tutto vero), deve cambiare i principi della nostra fede?
– Il fatto che questi dei (o questo dio) sia venuto dallo spazio invece che esistere in un luogo indefinito, teologico, fa cadere gli insegnamenti che troviamo in ogni religione dell’amore verso prossimo? O per noi cristiani dell’attesa di una fine del mondo, di una seconda venuta del Messia, di un mondo nuovo?
– Senza le premesse, scardinate da Biglino, può ancora esistere una spiritualità come comunemente la intendiamo?

Tim / Juan Segundo

tratto da: http://ilgaragedidemetrio.blogspot.it/2013/10/dei-o-alieni-lipotesi-di-mauro-biglino.html

“La vita” SUI SOCIAL NETWORK. La disinformazione. La demenza digitale

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“La vita” SUI SOCIAL NETWORK. E la disinformazione. La demenza digitale

socialSino a qualche tempo fa ritenevo utile usare i canali dei Social Network per pubblicare e condividere le mie riflessioni, i miei studi. Come dicono molti pensavo: “si tratta di quale uso fare dei canali mediatici”.

Sino a quando mi sono accorto che la volontà di “questo uso” –che crediamo di amministrare in modo libero, autonomo e cosciente- frequentando tali network, tale volontà viene manipolata senza accorgersene. Si crede di muoversi secondo libero arbitrio, invece piano piano, si diventa succubi accondiscendenti della volontà del “network”. E la cosa interessante è che “si crede di essere liberi”.

 

Un sintomo evidente, dell’azione del network è la “dipendenza”. Basta guardarsi intorno e si nota che la maggior parte dell’umanità vive passeggiando con un telefono connesso ai Network. La connessione wi-fi dona l’illusione di essere “collegati” con il mondo. Fa sorgere lo stimolo a credere di poter “esser cercati” e trovati da un momento all’altro da chi ha bisogno di noi e chi vuole stare con noi. Il network alimenta l’ambizione di poter essere “corteggiati”, di poter flirtare ininterrottamente e quindi di offrire occasione di potenziamento del proprio ego, che si sente “cercato” e desiderato.

Questo aspetto reca in sè anche un senso di misericordia. Che mostra il grande bisogno dell’umano di “cure e di affetto”. Il network “lenisce” o meglio illude che si possa essere “curati” e cercati in ogni attimo della vita.

E’ innegabile dunque l’aspetto di “dipendenza” che si crea con la comunicazione network. Molti adolescenti ne sono vittime. E non solo adolescenti. Già questo aspetto dovrebbe mettere in guardia.

Altro aspetto è il problema digitale. Il contatto continuo con strumenti elettromagnetici, crea e creerà patologie nervose. L’uso del monitor causa problemi alla vista, e al sistema nervoso. Inoltre la modalità “intuitiva” con cui sono disposti i software depotenziano le capacità mnemoniche ed intelettive umane, sino a portarle ad una passività che presto o tardi potrebbe manifestarsi in forme neurologiche anche gravi.

 

Un ulteriore aspetto è il seeguente- Con il tempo, ho notato che sui network imperano diversi elementi destabilizzanti per la volontà umana:

  • notizie false, bufale
  • tendenze all’immaginare ovunque complotti
  • volontà di fenomenalismo
  • tendenza al vivere secondo condizioni “estreme”

 

Quando nell’anima si presentano elementi di questo tipo, non si è piu in grado di poter usare un giudizio sano. La realtà e la verità viene perduta.

Le notizie che ci pervengono dai media, vengono assimilate senza conoscere la natura dei loro effetii nella psiche umana.

R. Steiner dice che le “news” dei giornali (e dei Network) sono creature che vivono un giorno solo: si dimenticano in fretta. A differenza dei libri, che invece rimangono nella memoria molto tempo.

Ciononostante le notizie giornalistiche siano concepite con più superficialità e minore veracidità, penetrano e si annidano molto più profondamente nell subconscio.
Il contenuto di un libro resta nella nostra coscienza, a lungo.

Ciò che si legge, si ascolta, si assimila e si dimentica in fretta (come il telegiornale) diventa una forza inconscia che non si manifesta subito -quindi non sembra dove essere preoccupante- ma creerà purtroppo in futuro un effetto. Agisce sullo spirito generale del tempo, di natura arimanica.
Cosa comporta questo?

Significa che la natura fuggevole della news quotidiana, non imprimendosi nella memoria, produce un effetto inaspettato: diventa addirittura una “parte” costitutiva delle profondità remote dell’anima. Essa piano piano “diventa” quelle notizie, assumendo e “diventando” noi stessi superficiali e poco veritieri tanto quanto è la natura stessa di quelle notizie. Esse “plasmano” nell’inconscio umano disposizioni alla superficialità e alla menzogna.

Questo non significa che occorre smettere di accogliere notizie dai quotidiani: ma si tratta di educarsi a vigilare per poter distinguere se un contenuto è scritto con coscienza o morale o per puri scopi divulgativi di entusiasmologia. Ossia se è un informazione che si occupa di prendersi cura di aspetti morali o se invece viene detto per suscitare solo sensazioni estreme, capaci di esaltare lo sdegno verso tutto o la rabbia indignata, il riso incontrollato e superficiale.
Le notizie del secondo tipo creano “insensibilità” nell’anima. La predispongono a non essere più reattiva, ma ad accomunare l’omicidio con la gara sportiva. Come l’elenco delle news di oggi, riportato sotto. Non vi è differenza fra drammi umani e divertimenti. E’ tipico di un telegiornale parlare prima di fatti di sangue e d’improvviso nominare i risultati sportivi,o le nuove tendenze di moda. In questo modo l’anima si desensibilizza: smette di avere parametri di carità e misericordia. Tutto diventa piatto e uguale.
Questo è un grave pericolo, soprattutto per i bambini.

“Agire sullo spirito arimanico del tempo”, significa predisporre ora i germi dell’umanità del futuro.

Quando tutto ciò che è al confine dell’umano diventa “estremo” e possibile, quando i limiti esistono solo per essere superati, quando tutto ciò che solo qualche tempo fa poteva essere assurdo e amorale diventa condivisibile e ammissibile solo perché tutti ne parlano, è probabile che si stia smarrendo l’orientamento.

Anche se si potrebbe pensare che la mente si sta spregiudicatamente aprendo a tutto, in realtà vi è un’altra possibilità: che la mente e l’anima umana abbiano perso o stiano perdendo il loro centro di gravitazione. E che si muovano senza poggiare su nessun valore pedagogico per lo sviluppo interiore.

E’ come dire: si può parlare di qualcosa, ma non necessariamente quel qualcosa deve essere reale.

Si possono usare parole e parlare di nulla.

L’umanità attuale sembra far questo: riesce ad avere coscienza di sé non perché attinge da un patrimonio di ideali interiori che la sostiene come un fuoco caldo, ma si ha la sensazione di stare vivendo perché la coscienza viene continuamente alimentata da piccoli fuochi fatui, o pensieri momentanei che non hanno nessun valore, ma che la sostengono secondo dopo secondo, spegnendosi e accendendosi l’uno dopo l’altro.

ind22exNon si vive dei principi, ma su “scintille” di informazioni, scaglie di aforismi, che conferiscono la sensazione di avere qualcosa che conferisce un senso di coesione interiore.

Oggi, l’io umano è una nozione. L’io vive per il tempo che essa può sentirsi preso dall’informazione, sino a quando non ne arriva un’altra che la sostituisce.

 

Per tal motivo ho deciso di non trovare più interessante utilizzare i social network.

Tiziano Bellucci