EXTRATERRESTRI, ALIENI, UFO,CERCHI NEL GRANO: TESTIMONIANZE DI ALTRI MONDI?

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UFO, ALIENI EXTRATERRESTRI. Vita da altri mondi?

Il team di Tiziano Bellucci vi invita all’ascolto della seguente conferenza tenuta venerdi 13 Gennaio 2017, presso sala consigliare del Quartiere Reno di Bologna. Buon ascolto!

                                                                                           CLIC QUI: scarica-siti-interiJuly-2-World-UFO-Day

 

GLI EXTRATERRESTRI ESISTONO: CERTAMENTE, MA NON SONO ALIENI

Secondo la scienza dello spirito esistono entità che operano dentro l’anima umana e sopra il velo della materia. Esseri astrali ed eterici, privi di corpi fisici.
Entità capaci di condizionare e distorcere la qualità percettiva umana, al punto di far apparire la sostanza del mondo strutturata in materia fisica, anziché secondo la sua matrice spirituale.

Per questo si dice che l’uomo vive “l’illusione”. Guardando il mondo egli vede apparire il mondo non per come è, ma per come queste entità vogliono che appaia.

Queste entità provengono da un pianeta “particolare”: non si trova al di là del sistema solare, ad anni luce: essi abitano l’interno della terra, e l’anima dell’uomo. In forma spirituale.

Ora, Esse sono responsabili di tutti gli eventi “metafisici, paranormali” che si palesano alla coscienza umana.

Sono queste forze, che causano l’apparire di fenomeni come le apparizioni di ORBS,  fantasmi, di apporti, di entità divine, di madonne piangenti sangue: sino alle cosiddette manifestazioni ufologiche.

La maggior parte dei fenomeni extraterrestri sono causate  da questi spiriti.

Queste entità “ostacolanti” suscitano immagini e processi che appaiono come reali e fisici, mentre in realtà sono processi eterici, proiettivi. Sono fenomeni schizofrenici, illusori. Molte volte, assistendo ad un evoluzione ufologica, si osserva una entità arimanica che rivestendosi di una forma simil tecnologica, appare come un disco metallico o secondo forme aliene.

La scienza spirituale non nega la possibilità di esistenze extraterresti oltre alla nostra. Dice che tali esistenze non sono fisiche, ma animiche.

Inoltre esiste un’altra legge: ciò che accade e proviene da oltre il sistema solare non fa parte dell’evoluzione terrestre. Quindi non vi può essere un motivo di “contatto o destino in comune”. Anche se dovessero esistere creature  su altri pianeti, esse non possono manifestarsi sulla terra,  non potranno mai “valicare” il sistema solare.

Le entità invece suddette, sono anch’esse effettivamente non terresti, ma assolutamente non fisiche: se per “alieno” si intende un qualsiasi essere spirituale che vive nel mondo spirituale, come angeli e demoni, elementari e spettri allora ci si intende sulla stessa cosa.
Le dottrine e le testimonianze di processi extraterrestri, anche di massa, sono in realtà espressioni di forme allucinatorie causate all’interno dell’uomo da queste entità. Che la scienza dello spirito chiama “luciferiche ed arimaniche”.

Ogni conoscenza o disciplina che diffonde contenuti o dottrine su “alieni” o civiltà extraterrestri”, è ispirata da queste entità stesse.

Ci sono innumerevoli signori (che non nominiamo qui per privacy) che con tutte le più buone intenzioni e in perfetta buona fede “predicano”, fanno convegni e libri sulle loro esperienze speciali o extratterestri. Purtroppo non sanno di essere preda e strumento di una propaganda (spirituale occulta) di cui inconsapevolmente sono prede.

ALIENI E CERCHI NEL GRANO?

Come ha ripetutamente spiegato Rudolf Steiner,l’incontro con abitanti di altri pianeti, in primo luogo con quelli del nostro sistema solare, è un esperienza che sovente avviene durante il sonno notturno e che sperimentiamo in maniera molto piú approfondita nel periodo che segue la morte fisica.

Sappiamo altresí che gli scambi fra noi e gli abitanti di altre dimensioni avvengono e avverranno in futuro, cosí come è accaduto anche nel piú lontano passato.

Di fatto non si deve compiere l’errore di credere si tratti di esseri fisici. Sono forme eteriche, costituite di energia elettrica, elettromagnetica: entità appartenenti alle sfere angeliche e demoniache.

Di “sicuro” e di scientifico in ambito ufologico vi è molto poco.
Si assiste solo a testimonianze e documenti assolutamenti insoddisfacenti dal punto di vista di uan possibile dimostrazione della loro esistenza.

La scienza dello spirito porta questa ipotesi: si tratta di entità spirituali, non di omini verdi. Se lo si vuole accogliere si potrà trovare più punti logici in questo che in qualsiasi supposizione tecnologica che si colleghi a “intelligenze” stellari, che “per forza” devono avere sembianze umanoidi o caratteristiche fisiche di questo pianeta. Questa posizione è infatti proveniente da un impostazione materialistica: credere che tutto debba essere fatto di materia è già cenno di menti non spregiudicate. Esistono tanti esseri nell’universo: ma non devono a forza, essere provvisti di sostanza fisica. Gli stati della sostanza e della coscienza sono numerosi.

Tali essere possono prendere sembianze fisiche, tecnologiche, ma sono esseri di luce, non fatti di materia. Sono entità degradate da angeli a demoni. I cerchi del grano sono da loro eseguiti. Sono entità che hanno poteri magici sulla materia e possono realizzare nel giro di pochi secondi ciò che altri uomini possono “copiare” in qualche giorno.

La terra è sempre più avvolta da una rete satellitare ed elettromagnetica, di cellulari, radio, televisioni che sempre più intensamente ci avvolge creando una sorta di involucro tramite il quale si rendono possibili questi fenomeni. Che sono tipi ci appunto di quest’era tecnologica.

Attraverso le onde elettromagnetiche queste entità operano sulla materia. Realizzando sia modificazioni morfologiche che apparizioni.
Gli Ufo, i messaggi dei cerchi del grano vogliono far credere all’uomo che esista una civiltà aliena che ci vuole contattare, mostrando la loro potenza tramite una tecnologia in grado di produrre sensazionali fenomeni.

In realtà essi vogliono cancellare lo spirituale e “spostare” l’attenzione verso la materia, facendoci credere che Dio, gli angeli e soprattutto i “demoni” (loro stessi) non esistono. I Demoni alieni dicono: “esistono extraterrestri che vogliono contattarvi”.

In realtà essi stanno preparando un doppio piano:
– realizzare una futura civiltà che rinneghi la presenza del divino nel cosmo, sostituendola con un astratto e assurdo concetto di esistenza extraterrestre che “ci osserva” e può anche “salvarci”
– preparare l’incarnazione di un demone denominato Arimane o Anticristo, che entro il terzo millennio si incarnerà sulla terra servendosi appunto del supporto di queste forze per schiavizzare a sé l’umanità

Gli UFO E GLI ALIENI MESSAGGERI DI DIO? TESTIMONI DELL’ESITENZA DEL DIVINO?

Il timore dell’autore di questo articolo è il seguente: che si voglia spiegare o comprendere il divino solo tramite la materia; come se questa fosse l’unica che avvalorasse la realtà. A mio parere la soluzione dei “misteri” non sta “qui” nel mondo dello spazio e del tempo, e quindi neppure in possibili “astronavi” collocate in questo spazio e tempo. Il problema è “saltare” lo spazio e il tempo per entrare in un nuovo stato di coscienza. Dio e il divino non usano “mediatori” se non esseri che sappiano traghettare fra questo stato e quell’altro stato di coscienza. E per far ciò non servono astronavi.  L’uomo è uno dei pochi individui nel cosmo, forse l’unico in grado di poter creare questo ponte, fra il divino e il terreno.

 Gli UFO. Esseri eterici dell’ottava sfera secondo Steiner (e secondo l’FBI?)

E’ noto come per Steiner l’”ottava  sfera” altro non sia che il “nuovo” regno evolutivo che Lucifero ad Ahrimane tentano di edificare strappando “pezzi” dal regno umano allo scopo di deviare del tutto la normale evoluzione delle “sette sfere” o  “stati planetari” o “incarnazioni” succedentisi nel tempo.
L’abuso di onde e frequenze elettromagnetiche va a costruire una specie di ponte per il continuo passaggio delle forze elementari arimanico-luciferiche fra un “mondo” e l’altro.Riguardo lla natura dei cosiddetti “alieni” si potrà comprendere meglio che le esperienze in questione hanno una natura ed un ‘origine molto più interiori ed occulte di quanto la apparente “materialità”  dei racconti possa far pensare.Gli “alieni” sarebbero nient’altro che allucinazioni collettive prodotte da entità che agiscono dentro l’uomo. Si assisterebbe a evoluzioni di esseri demoniaci che si presentano però con la strutura di esseri di metallo. Ma ciò è illusorio. Si tratterebbe di esseri spirituali, privi di materia che appaiono con parvenze tecnologiche.Parlando dell’ottava sfera si parla di qualcosa di molto poco conosciuto nella letteratura: sono pochi gli occultisti e anche gli antroposofi che ne possono sapere qualcosa.
L’ottava sfera era un mistero sino a quando il Sinnet (teosofo), nel suo “Buddismo esoterico”, la nominò. Venne però (intenzionalmente?) comunicato un errore, in quel contesto, ossia che l’ottava sfera aveva a che fare con l’attuale luna fisica. Essa invece, non ha nulla a che
fare con qualcosa che esiste nel mondo fisico: ha semmai qualcosa a che fare con quel che rimane, come residuo,  dell’antica evoluzione lunare (secondo la Scienza Occulta).
Viene chiamata “ottava sfera” in riferimento alle “sette” altre sfere ostadi planetari (mavantara), che altro non sono che le 4 passate incarnazioni planetarie: saturno, sole, luna e attuale terra, più le 3 future: giove, venere, vulcano.
La differenza dell’ottava sfera è che essa non è da collocare nè alla fine nè all’inizio dell’evoluzione, ma bensì parallelamente alla attuale terra. E’ qualcosa che, come una dimensione parallela, vive fianco alla nostra era terrestre. Si potrebbe dire che tale dimensione
può essere circoscritta, come spazio, pressapoco dall’orbita dell’attuale luna attorno alla terra. Si può dire che la terra è un punto al centro di una sfera, la quale è l’ottava sfera.
E ciò è qualcosa di molto grave e poco rassicurante.
Se vogliamo comprendere meglio dobbiamo pensare che quando si compì l’evoluzione della luna, alla fine vi furono alcuni spiriti luciferici e arimanici che sottrassero, trattennero per sè stessi qualcosa alla sostanzialità della luna di allora. Strapparono della sostanza lunare
agli Spiriti della forma edificando un piano, una dimensione,
parallelamente a ciò che sarebbe dovuto venire dopo: a fianco della terra.
In questo modo Arimane e Lucifero poterono così dispiegare il loro  piano: sottrarre l’uomo all’evoluzione terrestre e attirarlo entro la loro evoluzione. Questa “loro” evoluzione non ha nulla in comune con i piani Divini. Lucifero ed Arimane vorrebbero far sparire l’attuale
evoluzione, per fargli prendere tutt’altro corso.
Come contrappeso di tale pericolo, all’inizio dell’evoluzione terrestre gli Spiriti della forma ordinarono l’espulsione delle forze lunari dalla terra, e su questa massa fisico-spirituale venne a dimorare Javhe, uno degli Spiriti della forma. Anche attualmente Egli vi soggiorna. Sarà anzi lo stesso spirito che in futuro provvederà a far si che la luna rientri nella terra. Da quella propspettiva Javhè potè così contrastare l’azione di Lucifero ed Arimane.
Ma tale azione non esclude che vi possa essere una vittoria da parte degli spiriti ostacolatori.
Per ulteriori indicazioni consiglio di leggere il libro di R. Steiner: “il movimento occulto nel secolo diciannovesimo e il mondo della cultura” (Editrice antroposofica-Milano)Si provi ora a comparare quanto sopra con quanto segue: si noterano peculiari analogie.Tratto da http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/369-fbi–non-sono-extraterrestri-ma-qesseri-multidimensionaliqPubblichiamo in anteprima un documento rilasciato dall’FBI nell’ambito del
programma di declassificazione di files top secret denominato “The Vault
“.
Oltre infatti le rivelazioni su Roswell e il famoso Majestic 12 arriva un’importante conferma sulla nnatura del fenomeno extraterrestre in un memorandum, classificato come importante, datato
8 luglio del 1947.Esso dichiara che le astronavi extraterrestri proverrebbero da un pianeta
“etereo” situato sullo stesso piano della terra ma posto ad un
livello di vibrazione più elevato. Il memo risulta e indirizzato
particolarmente ad alcuni scienziati e funzionari pubblici che ricoprono
attività di rilievo nel campo militare e dell’aviazione e coinvolge anche alcune
pubblicazioni. L’autore di questa nota è laureato in diverse discipline,
inoltre in passato è stato responsabile di una facoltà universitaria.L’autore del memo spiega che “qual’ora si decidesse di attaccare queste
astronavi bisogna essere consapevoli che quasi certamente il velivolo che ha
attaccato verrà distrutto”. Tutto ciò potrebbe portare panico tra la
popolazione.Altri aspetti importanti descrivono nello specifico il tipo di
natura di questi ufos e dei loro occupanti.Proseguendo infatti nella lettura
del documento emerge quanto segue:1-Parte dei dischi volanti possiedono equipaggio mentre altri sono sotto
controllo remoto.2-La loro missione è di pace. Essi contemplano e meditano sull’assestamento di
questo piano.3-Questi visitatori sono simili agli umani ma presentano un aspetto molto più
grande in quanto a dimensioni.4-Non è gente disincarnata del pianeta terra, essi provengono dal loro mondo.5-Essi non provengono da altri “pianeti” così come concepiti nella
mente umana, ma da un pianeta eterico “interpenetrato” nella terra
non percettibile dall’uomo.

6-I corpi dei visitatori si materializzano automaticamente all’entrata nella
nostra frequenza vibratoria e nella nostra densa materia.

7-I dischi volanti possiedono una sorta di energia radiante, o un raggio, che
può facilmente neutralizzare qualsiasi attacco avversario. Essi inoltre
posssono rientrare dentro il corpo eterico in base alla loro volontà e sparire
istantaneamente dalla nostra vista senza alcuna traccia.

8-La regione da cui provengono non è il “piano astrale”, ma
corrisponde al LOKA e al TALAS.

9-Probabilmente non può essere raggiunto via radio, ma probabilmente può
esserlo dai radar, se si crea un sistema di segnale a cui corrisponda quel tipo
di “apparato”.

Questi “piatti” sono di forma ovale e sono composti da un metallo o
una lega resistente al calore, che tutt’oggi è sconosciuta. Di fronte a questo
piatto vi è un pannello di controllo.Il retro contiene gli armamenti, che
consistono essenzialmente in un dipositivo di energia e da cui può essere
generato un fascio in caso di emergenza.

Di seguito il documento originale dell’FBI

( Mi pare doveroso indicare che le fonti del presente post sono state prelevate da  http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/369-fbi–non-sono-extraterrestri-ma-qesseri-multidimensionaliq e da contributi dell’antroposofo ANDREA FRANCO (del quale ho grande stima come ricercatore e studioso -cosa purtroppo non reciproca) di un suo articolo pubblicato su “Antroposofia” e “kairòs”. Mi scuso per non averlo tempestivamente fatto, ma non amo citare le fonti, mai. E questo non perchè voglia attribuirmi l’autore di tutto ciò che pubblico ma, perchè solitamente confido nella buona fede di chi mi legge: che spero mi veda qui su Unicornos come un “giornalista dello spirito e non come un chiaroveggente. Non sono avezzo a pubblicare la mia vita interiore su un Forum. Lo faccio solo in forma privata di solito.
Se dovessi citare tutto quello che dico, dato che la maggior parte viene da Steiner, i miei articoli sarebbe ricolmi di riferimenti) Quindi mi perdonino “coloro” che vivono di polemiche: ma preferisco ingenuamente scusarmi. Io infatti non scrivo per costoro, ma quelli che nutrono fiducia in me.

Quando si parla di extraterrestri, la cosa che duole maggiormente è quanto si è interessati agli UFO e meno alle forze che vivono dentro l’anima: senza accorgersi che si tratte delle stesse entità. Se si volesse credere che ciò che è dentro l’anima sono le stesse forze che ci fanno mettere in cerca di un ipotetica vita aliena, forse si arriverebbe ad realismo piu sincretico che non ad ipotizzare mondi che per forza, devono essere esclusivamente materiali. Il credere che vi debba essere vita extraterestre fatta di materia, mette in moto in noi forze che vogliono disautorare lo spirito e rendere legittime, reali solo le manifestazioni sensibilli. Come se si volesse rendere come unico stato reale delle cose la dimensioni fisica: invece esistono altre dimensioni, come quella del sogno, che testimonia l’esistenza di un mondo non materiale.

 

 

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LA SAGGEZZA MADRE DELLA FUTURA FRATERNITA’

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 Quando si apprende un idea spirituale esoterica, ricolma di saggezza tutti gli uomini la riconoscono come tale, perché appare oggettiva, giusta e adatta ad ognuno. Non possono sorgere opinioni diverse: l’idea appare così elevata che in modo spontaneo l’anima tende per natura  a sentirla sua, ad identificarsi con essa. Non la avverte come una costrizione. Infatti la saggezza non obbliga, non convince: riunisce liberamente ogni anima, risuonandovi in armonia come un fatto ovvio e naturale.

L’unico modo per sviluppare fratellanza è diffondere conoscenze occulte. Questo creerà saggezza nell’uomo e fiducia per il mondo spirituale. I futuri Misteri saranno fondati sulla conoscenza che crea fiducia per l’altro essere.

Tiziano Bellucci

AVERE PROVE DELL’IMMORTALITA’ DELL’ANIMA?

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 La via spiritistica cercava di fornire prove concrete dell’immortalità dell’anima, facendo apparire ectoplasmi o fantasmi.  L’occultista potrebbe decidere di poter  far apparire fenomeni astrali o spirituali in modo che altri non iniziati possa averne prova concreta. Ma questo può produrre danno, anziché progresso nell’uomo. Le persone che ricevono prove dell’immortalità dell’anima in questo modo, non desidererebbero più innalzarsi al mondo spirituale. Non si sforzerebbero a produrre organi di senso spirituale per indagare il sovrasensibile: si accontenterebbero dell’uso dei sensi fisici che vedono forme ectoplasmiche. Rimarrebbero materialistiche nel loro modo di concepire lo spirito: non sorgerebbe l’impulso per perseguire uno sviluppo spirituale individuale.

Tali persone sarebbero spirituali nel modo di credere, ma materiali nel modo di pensare. Si farebbero un immagine dello spirito come di una “copia” della realtà fisica. Mentre il mondo spirituale non ha nulla in comune con il fisico. Dopo la morte, tali persone, come i materialisti, credono di stare sognando, di vivere in un mondo onirico. I materialisti dopo la morte credono di sognare e che il risveglio debba avvenire da un momento all’altro. Ma il problema è che non ci si sveglia mai: si rimane sempre “nel sogno dell’aldilà”.

 L’essere umano deve abituarsi a vivere e a pensare senza usare il corpo e i sensi. E questo lo si può fare solo “pensando” le rappresentazioni comunicate dai veggenti, le quali derivano da indagini fatte senza l’uso del corpo, ma attraverso gli organi dello spirito.

 Lo spiritista vuole trascinare le manifestazioni spirituali nella materia, in modo che divengano visibili ai sensi; l’esoterista invece riesce ad innalzarsi verso i mondi spirituali e a riconoscerli quale “sostanza” che vive nel suo pensare, sentire e volere.

Questa è l’inizio della chiaroveggenza: pensare, sentire lo spirito è forgiare l’organo interiore per arrivare a vederlo.

“Vedere” un fantasma” soddisfa i sensi, ma non ci porta a soddisfare la nostra sete di sapere, “capire” le leggi dello spirito comunicate dagli iniziati significa configurare la propria anima a “vedere” lo spirito.

In realtà  per lo spirito umano non è affatto fondamentale sapere che un mondo dell’aldilà esista o no.

Infatti il problema della conoscenza umana non è vedere lo spirito, ma arrivare a comprenderlo, conoscerlo integralmente. Vedere uno spirito è avere dimostrazione della sua esistenza, ma non è “conoscerlo. E scopo dell’uomo non è solo vedere. Ma farsene un esperienza diretta, permanente.

Studiando antroposofia si “emula” uno stato di coscienza superiore: si vive nel mondo spirituale, tramite le narrazioni del veggente, ricevendone un impressione vivente, “nutritiva”. Anche se a tutta prima le comunicazioni spirituali possono essere “paradossali” o inverosimili, si arriva pian piano ad “orientarsi”, a familiarizzare, a suscitare un atmosfera vivente interiore che può diventare una reale percezione di fatti ed esperienze spirituali.

Impegnarsi a “capire” i processi e i mondi spirituali, è iniziare già ad averne esperienza diretta.

Di  fatto per percepire lo spirituale occorre “superare” l’ordinario pensare sentire e volere: evolverlo.

 Il veggente con le sue parole suscita nello studioso una quantità e qualità rappresentativa che oltrepassa l’ordinario pensare: evoca un pensare “volente” che per forza propria è in grado di suscitare nell’ascoltatore un “salto di coscienza”. Si penetra nello stato “immaginativo” che è già un piano spirituale.

Si tratta di diventare capaci di elevarsi ad un pensare superiore, divenendo in grado di pensare mondi superiori.

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Tiziano Bellucci

 

I 12 MAESTRI DELLA “CONFRATERNITA BIANCA”

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Steiner diceva che attraverso di lui parlavano i Grandi Maestri, appartenenti alla “confraternita bianca”.
I Maestri sono persone che hanno compiuto tutto il percorso evolutivo dell’umanità anticipatamente. Si tratta di 12 Maestri, 12 Fratelli maggiori, 12 guide del’umanità.  Essi non possono agire direttamente nella materia, ma solo attraverso discepoli che partecipano ad una scuola. Possono essere invocati, se necessario e accorrono in aiuto.

I vari maestri sono parti costitutive di un una sola entità, la quale contiene in sé 12 “entità”, 12 maestri: sette di questi sono sempre incarnati nell’elemento fisico, cinque permangono nella regione spirituale.
Si dice che un maestro conserva lo stesso corpo durante vari millenni. Rinasce in corpi con caratteristiche fisiche simili. La morte non esiste e non è più possibile per l’adepto: perché da molto tempo si è esercitato ed ha imparato a vivere senza il corpo.

Alcuni nomi di maestri
– Kuthumi (ispiratore della transizione fra egizi e greci)
– Hilarion ((ispiratore del periodo greco)
– Gesù di Nazareth  (ispiratore della transizione fra greci e attuali)
– Saint Germain (ispiratore della civiltà attuale)
– Morya (ispiratore della futura civiltà slava)

Il Maestro Gesù ha il compito di guidare nell’occulto l’umanità dal  quinto al sesto periodo di evoluzione, l’era dell’Acquario: il portatore d’acqua è Giovanni Battista. In questa sesta fase si generanno i “buoni”, coloro che andranno a creare il germoglio del futuro. Nella settima fase invece si svilupperà il regno del male, le “scorie”. Questa è la “pula” che verrà gettata nel fuoco.

Questa separazione fra sesta (bene) e settima (male) si sta già preparando adesso.

Il principio del’amore fraterno alimentato dal Maestro Gesù costituirà l’essenza della sesta epoca. In quei tempi futuri, la Parola, il Cristo non sarà in una sola individualità come avvenne 2000 anni fa sul Giordano, ma i singoli uomini formeranno le lettera di questa “Parola”. Ogni uomo sarà un elemento parte del Cristo, organo parte del corpo del Cristo. Quella sarà la “nuova Resurrezione” del Cristo: rivivrà nell’umanità, tramite ogni singolo uomo.

L’essenza della musica è la vita del cosmo

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La musica è suscitatrice nell’anima dell’uomo, di sentimenti ed emozioni. Non trasmette sentimenti, come si può essere tentati di credere, ma semplicemente fa emergere, sollevare dal profondo dell’anima emozioni.

Tali emozioni non sono solo emozioni, fremiti di sentimenti derivanti da istintive ed automatiche reazioni: sono in realtà ciò che resta di antichi ricordi cosmici perduti, sepolti nell’anima umana, reminescenze di tempi in cui l’uomo viveva in altri stati di coscienza in altri mondi, in compagnia di esseri di quei mondi.

L’essenza musicale altro non fa che resuscitare quelle esperienze e quelle immaginazioni cosmico-umane. La musica appare grazie all’anima umana: si trasferisce da un mondo senza forme, per prendere forma dentro l’anima umana.

La musica è sentimento cosmico che si fa carne, e tramite il sentimento umano si presenta nel mondo. Essa proviene dall’eternità; lì non vi sono sequenze singole distaccate, ma solo armonie simultanee. Accordi cosmici: unificazione di volontà spirituali in un’unica armonia. La vita nel mondo spirituale la si potrebbe immaginare come se, in una fusione delle anime dei suoi abitanti, tali esseri vibrassero all’unisono in un unico accordo musicale, che riunisca tutti insieme in un istante perenne, eterno. La parola cosmica, il Logos s’incarna ogni volta che l’uomo fa musica. Per apparire deve però entrare nel dominio del tempo. La volontà della natura e degli astri, srotolandosi nel ritmo del cuore umano.

 Tiziano Bellucci

La leggenda di Lucifero

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Vi era un tempo in cui vi era un Angelo potente, pieno di grazia e di bellezza, di nome Lucifero. La sua veste scintillava con uno sfolgorio di luci turchine ed azzurre. Sulla fronte aveva un diadema di smeraldo verde.
Egli viveva entro il Sole e “portava” la luce fuori nel mondo, e illuminava ogni essere.
La sua forza e il suo fascino erano grandi, tanto che Michele non lo eguagliava: Lucifero era il “principe” della luce. Sapeva di essere bello e potente, ma a quei tempi donava la sua bellezza e la sua forza per il bene del Divenire universale.
Un giorno venne convocato da Dio. Egli gli disse:
“Lucifero, ho in serbo per te una missione grandiosa. Un compito a cui solo un essere meraviglioso e fedele come te può attendere. Vuoi sapere di cosa si tratta?”
Lucifero rispose:
“Onore e gloria al Dio degli eserciti celesti: ogni progetto che viene dalla tua mente santa è per me un onore adempiere e realizzare. Accetto a priori la missione, senza doverla conoscere. Può esservi solo assoluto bene, perfezione e amore, se un piano viene concepito da Te. E io posso solo inchinarmi se hai scelto me per realizzarlo”.
Dio replicò:
“Lucifero, io voglio che tu sappia i termini del Mio mandato. Perché la consapevolezza è il più grande dei doni e degli onori. E tu meriti questo dono.
Lucifero inchinandosi implorò:
“Dio delle meraviglie, delle cose mai nate e mai morte; nel tuo Essere risiede il segreto dei segreti. Io ammiro e glorifico ciò che proviene da te, ti ripeto: non voglio sapere la natura del progetto. Ardo solo da ora, di adempierlo con tutto me stesso”.
Dio disse allora.
“Lucifero devi  essere cosciente che nel momento in cui ti rivelerò quale è il mio piano, tu ti dimenticherai di te stesso, del tuo essere e “diventerai” il mio progetto.
Lucifero ancora, prostrandosi sussurrò:
“E sia, Dio: voglio trasformarmi nella tua idea, dimenticarmi di tutto ciò che sono. Dimmi cosa devo fare, rivelami il tuo piano”.
E Dio disse:
“Lucifero, da ora sino alla fine del tempo fissato, tu devi odiarmi”.
E in quell’attimo esatto sotto i piedi di Lucifero si aprì un abisso, obliando il suo passato e il suo essere.
 Egli cadde dai cieli, rotolandosi nel vuoto, perdendo dalla fronte la pietra del potere della luce, il diamante verde. Molti dicono che venne trovata da Adamo, e che poi la ebbe Melchisedek e infine venne plasmata nel calice con cui Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo sul Golghota.
Di fatto Lucifero, da quel  momento odia Dio sino alla fine del mondo: adempie in perfetta esecuzione il piano divino.
Ma c’è chi dice che qualcuno lo redimerà, qualcuno gli riconsegnerà la memoria perduta. Qualcuno che gli rivelerà il mistero dell’amore che in lui è stato nascosto, cancellato.
Il Figlio dell’uomo, che nascerà dall’anima purificata dell’uomo,  lo salverà ed esso ritornerà ad essere quell’angelo di luce che fu un tempo.

GIOVANNI BATTISTA: “VOCE CHE GRIDA NELLA SOLITUDINE”

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IL BATTISTA PRECURSORE DELLA COSCIENZA DELL`IO individualeSi consideri che tutto il cammino dell’uomo è da intendere come la preparazione da parte della direzione spirituale del cosmo, di un essere che conseguisse la capacità di potersi afferrare come un io singolo.Occorre ora specificare la differenza che esisteva nell’uomo antico, riguardo il suo modo di sentirsi un “io”, rispetto all’uomo post/cristico.
E’ bene considerare che l’essere umano non ha avuto sempre lo stesso stato di coscienza, la stessa “presenza” o percezione di sé, la stessa esperienza mnemonica dei suoi ricordi.
La coscienza di essere, di avere memoria di se`, di sentirsi un “io”, individuale, distaccato dal mondo esterno non e` sempre stata la medesima come lo e` ora; non si deve credere che l`uomo di tremila anni fa fosse solo piu` ignorante di adesso e che i suoi pensieri e sentimenti fossero identici all`uomo odierno. Soprattutto cio` vale in particolar modo riguardo al suo modo di ricordare mnemonicamente, il quale lo differenziava molto da oggi.
Oggigiorno ogni singolo uomo ricorda la sua giovinezza e riesce a risalire al massimo, sino al primo ricordo che si “stabilizza” all’incirca verso i tre anni di età. Non si può retrocedere oltre.
Vi fu un tempo in cui l’uomo possedeva una diversa esperienza di memoria: egli non ricordava solo le proprie azioni, ma oltre a queste si frammischiavano azioni compiute da altri. Fra i propri ricordi comparivano le azioni del proprio, padre, del nonno, dell’avo, del patriarca. Quelle azioni, anche se si sapeva di non esserne gli artefici, le si considerava come proprie. La memoria si estendeva oltre la propria nascita fino a quando si poteva rintracciare una consanguineità. Veniva conservata nella memoria di ogni discendente, anche la memoria di un altro avo consanguineo, per centinaia di anni.L’uomo doveva piano piano staccarsi dal sentirsi appartenente all’anima di gruppo, per afferrarsi come anima individuale.

Questo fu il compito di Giovanni, preparare la venuta dell’io individuale. Che si compì con il sacrificio del Cristo sul Golghota.

Giovanni 1° capitolo

19] E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Chi sei tu?”.

[20] Egli confessò e non negò, e confessò: “Io non sono il Cristo”.

[21] Allora gli chiesero: “Che cosa dunque? Sei Elia?”. Rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?”. Rispose: “No”.
Il Battista nega di essere Elia
E’ interessante notare che quando il Battista viene interrogato sul fatto se egli fosse Elia, risponde negativamente. Si tenga presente che la maggior parte dei suoi contemporanei avevano ancora esperienze ataviche veggenti, quindi ricordavano di aver già vissuto precedentemente in altre esistenze, ne avevano il sentore. Essendo egli il precursore dell’io, per adempiere correttamente alla sua missione doveva essere completamente impossibilitato di percepire le vite passate. Egli poteva soltanto percepire -era anzi uno dei pochi- che esiste una vita soltanto nella quale puoi sviluppare una piena coscienza dell’io.

[22] Gli dissero dunque: “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?”.

[23] Rispose: Io sono voce di uno che grida nel deserto. Come disse il profeta Isaia. Preparate la via del signore.
Il Battista “io Solitario”
Giovanni Battista è il primo uomo che avverte questo cambiamento: sente dentro di sé l’affiorare dell’io singolo, isolato che gli fa sperimentare una sensazione di solitudine, di estraniazione dal tutto.“Voce di uno che grida nel deserto della propria solitudine” questa frase esprime il concetto sovraesposto. Il Battista avverte di essere abbandonato a se stesso: sente la voce del suo io appena nato che urla il dolore della separazione dalla stirpe, come un neonato piange quando esce dal grembo. Giovanni, diversamente, fu il primo invece ad avvertire la sensazione dell’io individuale; egli cominciava a sentirsi distaccato dall’anima di gruppo ebrea, si sentiva quale essere unico, isolato, separato e solitario: egli tentennava innanzi al nuovo, inedito sentore di sentirsi “solo”, affidato a se` stesso davanti alla vita.
Egli si accorse di essere un “uno”; egli difatti diceva: “IO SONO VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO” (mt 34); il termine “deserto”, se tradotto dal greco, indica propriamente “luogo della solitudine” quindi si puo` interpretare: “IO SONO UNO CHE GRIDA NELLA SOLITUDINE DEL MIO IO”

[24] Essi erano stati mandati da parte dei farisei.

[25] Lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?”.

Il “battesimo” era una particolare procedura esoterica, che il Battista di sua ispirazione (diceva di avere ricevuto l’ordine dall’alto di praticarlo) applicava sui suoi discepoli. Non si trattava del battesimo come noi lo conosciamo. Era una vera e propria tecnica che recava in sé alcune caratteristiche applicate anche nei riti iniziatici. Al contempo non si trattava neppure di una vera e propria iniziazione. Egli attingeva dai misteri alcune tecniche, per conseguire dati risultati. Per tal motivo i Farisei gli chiedono: “perché battezzi (ossia usi tecniche esoteriche che usavano gli iniziati: il profeta è un iniziato) se non sei né il Cristo, né Elia, né il profeta?”

[26] Giovanni rispose loro: “Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,

Il Battista diceva, in modo occulto: “io sto preparando la strada ad un essere superiore; io annuncio che sta per venire colui che ci mostrera il modo per riacquisire la facolta` della veggenza, per ritornare a vedere il regno di Dio.
Allora gli uomini comprenderanno che Dio non vive in un luogo lontano inscrutabile, ma che è sempre stato affianco e dentro a loro. Essi ne hanno solo perso il ricordo e la visione. Io devo mutare la mentalita` degli uomini.”
Egli era un uomo inviato da Dio: l’ultimo Profeta.
Ora G.Battista e Gesu` qualora nei vangeli parlino della frase “il regno dei cieli e` vicino” indicavano che tramite il Cristo sarebbe accaduto un qualcosa che avrebbe ridonato agli uomini quella sopita e perduta facolta` chiaroveggente; tale Regno dei cieli, che e` in realta` il mondo spirituale, sarebbe disceso nuovamente sulla terra, fra gli uomini.

[27] uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo”.

[28] Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

A cura di Tiziano Bellucci
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