Finestra di Overton: dichiarare guerra alla verità.

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Finestra di Overton: dichiarare guerra alla verità. Quando l’idea (anche errata) diviene legale

 

Si vive in una società in cui tutto ciò che appartiene al passato sembra debba essere “superato”.

Si pensa che ciò che i nonni credevano assurdo debba essere rivisto e anche diventare “normale”, perché quel modo di pensare è antiquato. La verità di evolve.

La tendenza moderna è la seguente: l’uomo deve aprirsi spregiudicatamente ad accettare qualsiasi modello, evitando ogni forma mentale che limiti l’espressione dell’affermazione dell’individuo.

Si deve giungere ad una globale libertà di espressione e di comportamento, superando il concetto di “legge naturale”.

In nome “dell’evoluzione della società” sembrerebbe legittima l’accettazione di qualsiasi pensiero: anche il concetto più anti-umano, distruttivo, folle, suicida può divenire così logico e legittimo.

Molte idee attuali, un tempo apparivano assolutamente inconcepibili e sono divenute “leggi”: si pensi all’aborto, l’immigrazione di massa, le droghe leggere, l’eutanasia, la pedofilia, l’incesto.

Tutto è verso un “apertura”, una “riforma”.

Ci fu uno studioso, Joseph Overton che formulò la seguente tesi:

ogni idea, pur che sia assurda o inaccettabile, può diventare accolta e resa conforme alla legge purchè la si imponga gradatamente alle masse, tramite una manovra mediatica e politica”.

Si tratta di una tecnica persuasiva su scala globale. Che richiede una applicazione secondo lo sviluppo nel  tempo. Una tecnologia di manipolazione della coscienza pubblica, finalizzata all’accettazione da parte della società di idee che erano un tempo tabù, per portarle a divenire “normali”, socialmente utili.

Un concetto, un tema, da impensabilmente e radicale, può divenire sensato.

Si tratta solo di portarlo gradualmente -tramite i mass media- a dibattito pubblico, anche con forti polemiche. Occorre parlare: discuterne bene o male. L’importante è attualizzarlo con discussioni.

Questi dibattiti devono attraversare 6 fasi.

L’idea al principio può apparire come:

  • IDEA impensabile, inaccettabile, vietata -poi diviene:
  • IDEA radicale, vietata ma con eccezioni, – poi:
  • IDEA accettabile personalmente (l’opinione pubblica sta cambiando) –poi:
  • IDEA sensata, ragionevole, difendibile –poi:
  • IDEA popolare, diffusa, socialmente accettabile –poi infine:
  • IDEA legalizzata introdotta a pieno titolo.

Si tratta di prendere l’idea –da inizialmente illegale- (ad esempio una proposta di rendere l’eutanasia possibile, o la liberalizzazione delle droghe) facendola slittare alla fase successiva, sino a farla apparire legale.

Quando un idea viene discussa a lungo tempo, e portata davanti alla coscienza popolare passo dopo passo, ogni giorno, tramite dibattiti, essa diventa “normale”, raggiungendo uno stadio di accoglimento dalla pluralità.

Avviene cosi che il singolo, l’individuo che non la riconosce come “socialmente accettabile” e quindi si schiera contro, viene isolato e additato come individuo asociale, chiuso, razzista, bigotto, sessuofobo: un essere che non è al passo con i tempi e che tiene ancorata l’evoluzione della società a schemi del passato, legati a tabù che devono essere invece superati.

Questo individuo è da “operare” o da curare. Da internare.

Di fatto ciò che è rivendicazione di una piccola parte di individui e di minoranze viene “imposto” come diritto che deve essere riconosciuto dall’intera società. In questo modo devono venire “scardinati” tutti i concetti di “natura” o di leggi naturali, di riferimenti morali, spirituali e religiosi. Deve essere riscritta una nuova etica alla luce delle necessità di piccoli gruppi, che ne richiedono la modifica.
Il vedere apparire di continuo una data idea dibattuta in parlamento, in televisione, sui giornali, arriva a renderla “familiare”, anche se inizialmente contraddittoria. L’opinione di pochi, può diventare così trasmettersi ad altri e diventare di molti.

Questa modalità appresta a diffondersi ciò che viene definito un “trasbordo ideologico inavvertito”, tramite un relativismo etico, privo di valori negoziabili.

La via di uscita può essere solo una: riconoscere l’uomo come un essere superiore, dotato di intelligenza, ma che fa parte della natura circostante, delle creature del mondo animale e vegetale.

L’usare ciò che la natura non ha (l’intelletto razionale) per rinnegare e misconoscerla come modello, è usare l’intelligenza in modo poco intelligente.

Non si tratta di limitare l’essere umano. Ma di riconoscere che le leggi di natura non cambiano. Non muta la gravità, non muta il magnetismo, non muta la legge sul nascere e sul morire.

Si tratta di “fare di tutto” per rendere vivibile la vita come occasione formativa e di crescita dell’individuo. Di riconoscerla come “scuola” di vita e non come parco di divertimenti: non come luogo in cui tutto deve essere utilizzato per trarne vantaggi e piaceri edonistici, personali, ma come sfera evolutiva in cui esistono delle leggi di natura che se violate, possono portare solo ad apparenti vantaggi. Che creeranno futuri problemi. Per ora inavvertibili, ma immanenti.

Le minoranze che hanno determinate necessità possono venire riconosciute e anche accolte nelle loro richieste: l’errore non sta nel richiedere, nel concedere e rendere legittima una necessità a chi ne fa richiesta, ma nel farla diventare “naturale, normale” rivendicandone l’applicazione su scala sociale, come regola con valore universale. Le eccezioni esistono anche in natura: ma esse non vanno a limitare, a mutare le le altre leggi.

Abbiamo detto: le leggi di natura non cambiano. E neppure la natura umana cambia. L’uomo è un “essere naturale” che appartiene alla natura e deve prendere a modello la natura come indicazione di vita.

Riporto in merito alla possibilità una citazione non di un esoterista, ma di un politico: Giuseppe Mazzini (Dei doveri dell’uomo)

“Voi avete vita; dunque avete una legge di vita. Non v’è vita senza legge. Qualunque cosa esiste, esiste in un certo modo, secondo certe condizioni, con una certa legge. Una legge d’aggregazione governa i minerali: una legge di sviluppo governa le piante: una legge di moto governa gli astri: una legge governa voi e la vostra vita: legge tanto più nobile ed alta quanto più voi siete superiori a tutte le cose create sulla terra. Svilupparvi, agire, vivere secondo la vostra legge, è il primo, anzi l’unico vostro Dovere.
Dio v’ha dato la vita; Dio v’ha dunque dato la legge. Dio è l’unico Legislatore della razza umana. La sua legge è l’unica alla quale voi dobbiate ubbidire. Abbiamo infatti anche dei doveri, oltre che dei diritti.”


Tiziano Bellucci

SEMINARIO, INCONTRO: “Il Guardiano della Soglia spirituale. Il doppio.”

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SEMINARIO, INCONTRO: “Il Guardiano della Soglia spirituale. Il doppio.”

Come proteggersi e armonizzarsi con la musica e la meditazione. I mantram cantati di R. Steiner.
A cura di Tiziano Bellucci, ricercatore antroposofo

martedì 25 Aprile 2017, dalle 10 alle 17
presso il Circolo Pontelungo, via Agucchi 121, Bologna.

Il segreto dell’alter ego, il “Doppio”, l’angelo oscuro che ci abita. La natura animale, istintiva,
mefistofelica, demoniaca.
C.G. Jung chiamò la figura del doppio “ombra”, Hermann Hesse “Narciso e Boccadoro”, R.L. Stevenson “Il Dottor Jekyll e il signor Hyde” è tra i più famosi, Goethe lo chiamò “Faust”
– L’incontro del proprio corpo astrale con il proprio vero Io
– Il mistero del karma e del destino
– Il doppio luciferico e il doppio arimanico
-“Il Guardiano della Soglia spirituale. Il doppio.” Il Grande Guardiano della Soglia e la conoscenza che rende liberi

Info e prenotazioni: 348 065 98 27
unicornos@hotmail.it

L’incontro non prevede un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito, delle proprie possibilità.

IL SIGNIFICATO DELLA PASQUA INTERIORE

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IL SIGNIFICATO DELLA PASQUA INTERIORE

Il mistero del Golghota-la morte in croce del Cristo- ha avviato una trasformazione globale dell’atmosfera spirituale della terra, dell’intero suo essere: essa come l’uomo, è provvista di un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e di un io (entità planetaria). L’aura della terra è mutata di colore e di qualità spirituali, dai tempi della venuta del Cristo.

L’immagine che un sangue puro e divino sia dovuto scorrere e toccare la terra, è stato l’inizio di una purificazione dell’egoismo in eccesso contenuto nell’umanità. Senza tale sacrificio l’uomo avrebbe raggiunto limiti egoistici inerrarrabili: al limite della bestialità.

L’egoismo superfluo costituitosi a mezzo dell’antica azione Javhetica, venne purificato: si è trattato dell’inizio di una depurazione del sangue dal principio dell’egoismo: il principio e la speranza di una nuova era della fratellanza terrestre.

Con la venuta del Cristo, lo spirito contenuto nel calore del sole attorno alla terra cominciò a riversarsi gradatamente entro il sangue umano: è come dire che le entità che abitano il “Sole” (gli Elohim), vennero ad abitare sulla terra di nuovo.  Il Cristo prefigura un futuro in cui la terra si riunirà al sole e diventerà di nuovo uno con gli Elohim, come al principio. Ma prima che ciò accada, l’uomo deve diventare capace di amare, di creare una vera fratellanza. E questo accadrà tramite l’affluire graduale dello spirito del Cristo entro l’umanità.

Quando esso si sarà completamente riversato entro gli uomini, come principio reintegratore, riunificatore, allora si affaccerà una grande fratellanza planetaria. L’uomo si sentirà attratto dall’altro uomo come un fratello, tutte le divisioni cesseranno e un magnifico senso di comunione abbraccerà l’intera umanità.

La Pasqua simbolizza l’inizio di un tempo di futura fratellanza, che partirà dalla rinascita del singolo uomo, come singolo Dio, Angelo umano.

La Pasqu anon è un evento di gruppo: è un processo singolo, individuale. Ogni uomo deve e può compierlo solo personalmente e nessuno può compierlo per lui.

Pasqua è accorgersi di essere al buio e di desiderare la luce.

Pasqua è sentirsi rinchiusi in un sepolcro buio: sentire la prigionia del nostro corpo, della nostra mente cerebrale.

Pasqua è voler svincolarsi dai limiti dati dalla propria fisicità, dalla propria mentalità, delle proprie paure. E’ desiderio di liberarsi dalle proprie debolezze, insicurezze, oscurità.

Pasqua è accorgersi che basta “spingere” la pietra che ci chiude dentro il nostro sepolcro.

E’ compiere un gesto nel “portarci” fuori dalle consuetudini ed abitudini.

Pasqua è desiderare vedere come è il mondo e la vita fuori dal sepolcro.

Pasqua è imparare a vivere momenti di pace interiore, nella meditazione, per rivolgersi all’essenziale, al sovrasostanziale.

Pasqua è sentire che dentro di noi c’è luce, capace di illuminare il buio e incoraggiarci ad aprire il varco verso la luce del mondo, verso la vita.

Pasqua è volere la luce.

E’ sentire la voce del proprio io che ci dice: “vieni fuori dall’oscurità!”.

Pasqua è scoprire che la Vita ha inventato la morte, per avere molta vita.

Per svelare che esiste una vita superiore a quella che conosciamo.

Pasqua è smettere di desiderare di essere qualcosa, per imparare a volersi affermare come Dei in divenire: perché è questo che è solo questo che può renderci completi e felici.

Questo è rinascere.

Questa è la Pasqua: scoprire in sé la propria essenza immortale. Divina

 

Tanti auguri a tutti coloro che vogliono risorgere.

 

Tiziano Bellucci

LE 3 CLASSI DELLA SCUOLA DELL’AMORE

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LE 3 CLASSI DELLA SCUOLA DELL’AMORE

Dantis Amor 1860 Dante Gabriel Rossetti 1828-1882 Presented by F. Treharne James 1920 http://www.tate.org.uk/art/work/N03532

IL MITO DELL’ANDROGINO

Il mito dell’androgino racconta di un tempo in cui l’uomo era un essere sia maschile che femminile: aveva in sé entrambe i generi e i caratteri. Questo essere era molto potente e faceva paura a Giove, il quale fece in modo di diminuirlo di potenza: separò il maschile dal femminile in due individui distinti.I due esseri divisi in due, si cercavano, e quando si abbracciavano rimanevano uniti senza più fare nulla. Morivano di inedia. L’umanità andava incontro all’estinzione.
Giove fece mettere a Mercurio due organi sessuali ad uno e l’altro, in modo che quando si incontrassero, potessero generare un simile.
La natura dell’uomo è quindi unitaria. Da sempre egli persegue questa unità perduta. A questa “brama di interezza”, volta a ripristinare l’unità, si dà il nome di “amore”.

 

IL MITO DI EROS E PSYCHE
Psyche è una ragazza bellissima che attira le invidie di Venere, perché ella viene paragonata ad una Dea. Venere incarica suo figlio Eros di fare innamorare con le sue frecce Psyche di un uomo orrendo, mostruoso.
Ma mentre Eros star per scoccare la freccia, rimane punto dal suo stesso dardo e così si innamora perdutamente di Psyche.
Di nascosto dalla madre, rapisce Psyche in un palazzo e la obbliga ad incontrarlo ogni notte. Egli si unisce a lei in amplessi amorosi e romantici, senza però permettere a Psiche di poterlo vedere. Tutto si svolge nel buio completo. Al mattino Eros se ne va prima delle luci dell’alba.
Psyche vuole però vedere l’aspetto del suo amante. Mentre Eros dorme, una notte ella accende una lampada e lo vede. Un Dio stupendo. Ma una goccia dell’olio della lampada cade sulla coscia di Eros ed egli si desta, scoprendo il tutto. Eros, indignato, scappa e sparisce da Psyche.
Psyche viene scoperta da Venere, la quale in cambio della sua morte, chiede di sottostare a 3 prove.
Psyche le supera. Ma tuttavia muore. Eros riesce a farla risuscitare tramite il Dio del tempo e la rende sua sposa, per l’eternità.

La favola della Bella e della Bestia

Una strega scatenò un incantesimo verso un principe che era molto superbo, tramutandolo in una bestia orrenda. Solo chi lo avesse amato, al di là del suo aspetto avrebbe sciolto la magia.
Una rosa avrebbe scandito il tempo. Ogni giorno un suo petalo sarebbe caduto: quando la rosa avesse perduto tutti i petali, il principe sarebbe morto, rimanendo una bestia.
Una ragazza viene rapita dalla bestia, la quale è molto gentile con lei, le offre ogni ben di Dio, affinché potesse sposarlo. Ma lei rifiuta. Il padre della Bella si ammala, ella riesce ad ottenere il permesso dalla Bestia di uscire dal castello. Il tempo passa e la rosa perde i petali. Ne rimane solo uno. La Bestia sta morendo. Bella è mossa a compassione e sente che se fosse morto, lei avrebbe sofferto: si accorge che lo ama. Questo rompe l’incantesimo: la Bestia si tramuta in un bellissimo principe. E i due si sposano.

Questi tre racconti mitici, hanno un legame: esprimono l’evoluzione dell’amore sulla terra.

Il primo mito parla della nascita dell’amore carnale, dell’amore sessuale, degli istinti del corpo.
Il secondo parla dell’amore sentimentale, delle passioni dell’anima.
Il terzo dell’amore spirituale, dell’io.

Nell’androgino, gli umani sentono l’impulso a cercarsi gli uni con gli altri, per istinto conservativo della specie. E’ l’amore solo sessuale, che chiede al consorzio umano di riprodursi. Non ci sono sentimenti, ma solo impulsi. Nasce il mito dell’anima gemella, dell’eterna ricerca di un essere complementare, che possa “compensare” il bisogno di sentirsi una “metà”.

In Eros e Psyche l’umano comincia a mischiare il sesso con i sentimenti.
Ogni notte ogni uomo, ogni anima umana si incontra con il suo Angelo custode (Eros). Con lui viviamo un amore divino, che ci colma e ci riempie. Ma solo durante la notte abbiamo questo legame, questo “matrimonio” notturno. Di giorno ci svegliamo, ci dimentichiamo di questo, ma ce ne rimane un cruciale presentimento: una mancanza che andiamo a compensare cercando nel mondo “un potenziale angelo” , un anima gemella, con la quale cerchiamo di “surrogare” l’amore notturno vissuto con il nostro angelo. Il nostro compagno, marito è in realtà il nostro bisogno diurno di riempire la mancanza dell’amore notturno del nostro angelo.
E’ l’angelo che ci spinge a cercare e a credere esista “una copia” di angelo, tra gli umani.

Nella fiaba della Bella e della Bestia, l’anima umana vede sola la bruttezza della materia, e a tutta prima ne è spaventata; ma riesce poi a superarla, scoprendo la bellezza interiore che abita dentro il corpo materiale umano: lo spirito.
L’anima è divenuta capace di non farsi comandare dagli istinti sessuali del corpo, dalle passioni illusorie dell’anima che cercano un surrogato nell’altro umano. Riesce a scoprire nell’essere umano (Bestia) un essere divino, come creatura in divenire. Non cerca l’altra metà compensatrice, né cerca il suo angelo tramite l’altro, ma si innamora dello spirito umano. Mentre prima è amore dei corpi e dell’anima, questo è vero amore. Amore per l’uomo.

Il corpo dell’androgino ci ha insegnato a riconoscere il sesso come strumento procreativo: l’anima ci ha fatto scoprire che è il nostro angelo custode colui che ci ama; Lo spirito ci ha portato a riconoscere nell’altro il suo spirito, come angelo umano in divenire.
Sono tre livelli di amore: del corpo, dell’angelo custode, dell’angelo umano.
Ora possiamo amare il corpo, scoprire l’angelo in noi e intuire l’angelo in divenire nello spirito dell’altro.

Meravigliati della bellezza e della potenza che vive in ogni umano.

Tiziano Bellucci

PERCORSI PER CRESCERE INSIEME. Eventi di Aprile 2017

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PERCORSI PER CRESCERE INSIEME. Eventi di Aprile 2017

Bentrovato, bentrovata.
Vogliamo proporti diverse iniziative come “percorsi di Antroposofia”
Gli eventi di Aprile 2017:

 9 Aprile 2017
COME AMA L’UMANO? Erosophia: Il ruolo del maschile e del femminile.

Quando il sesso era nutrizione. Storia dell’origine della riproduzione e dell’amore nell’umanità.

Dalle 10 alle 17.30
Il corso si terrà presso la sede de L’UNO a.p.s. V.le Raffaello Sanzio, 26 –  50124 Firenze
per: informazioni e iscrizioni associazioneluno@gmail.com
Tel. 392.0876217

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“PERCORSI PER CRESCERE INSIEME”
14 Aprile 2017 ORE 20,30

Salutogenesi, guarigione, malattia e benattia, panico e paura: secondo la scienza spirituale.

A cura di Tiziano Bellucci, musicista, ricercatore e antroposofo

Sala Falcone Borsellino
Via Battindarno 123
Quartiere Reno Bologna
  APERTO A TUTTI
 INGRESSO GRATUITO

Incontri/conferenze su tematiche attuali e artistiche, alla luce dell’antroposofia di Rudolf Steiner. Contributi conoscitivi ed esperienze visive, sonore, esercizi, discussioni seminariali pubbliche per un laboratorio cognitivo 8

 

GIORNATA di STUDIO
Sabato 22 APRILE 2017

Musica cosmica, musica dell’anima

Fondazione Biblioteca Bozzano De Boni
Via Marconi 8/E 40122 Bologna
051-272021 (orari di apertura)
e-mail bibliotecabozzanodeboni@hotmail.com

PROGRAMMA

ore 9
registrazione partecipanti
ore 9,20
apertura e saluti

ore 9,30 Paola Giovetti:
Creatività musicale. La medium inglese Rosemary Brown (con audizione di musiche medianiche)

ore 10,30 Claudio Cannistrà:
La musica delle sfere. Johannes Kepler e la teoria degli aspetti planetari in astrologia

ore 11,30 Michele Olzi:
I misteri musicali del compositore faentino Lamberto Caffarelli (1880-1963)

ore 12,30 pranzo

ore 15,00 Tiziano Bellucci:
L’essenza della musica secondo l’antroposofia di Rudolf Steiner

ore 16,00 Luca Vignali:
Le proprietà terapeutiche dei suoni e della musica nella vita quotidiana (con audizione di musica dal vivo)

Il tema di questa Giornata di studio dedicata alla musica è particolarmente interessante in quanto coinvolge vari aspetti: dalla medianità musicale, con particolare riferimento alla medium inglese Rosemary Brown che è stata unica in tale campo, alla musica delle sfere di Keplero; da Rudolf Steiner, per il quale la musica fu sempre di primaria importanza, al compositore Lamberto Caffarelli, un personaggio tutto da scoprire; per concludere con la musica terapeutica di Luca Vignali, concertista e direttore di orchestra, che introdurrà al valore della musica come terapia.
Una Giornata allietata da vari interventi musicali, che si prospetta nuova e coinvolgente. 8

 

“Il Guardiano della Soglia spirituale”

Come proteggersi e armonizzarsi con la musica e la meditazione. I mantram cantati di R. Steiner.

A cura di Tiziano Bellucci, ricercatore antroposofo

martedì 25 Aprile 2017, dalle 10 alle 17
presso il Circolo Pontelungo, via Agucchi 121, Bologna.

Il segreto dell’alter ego, il “Doppio”, l’angelo oscuro che ci abita. La natura animale, istintiva,
mefistofelica, demoniaca.
C.G. Jung chiamò la figura del doppio “ombra”, Hermann Hesse “Narciso e Boccadoro”, R.L. Stevenson “Il Dottor Jekyll e il signor Hyde” è tra i più famosi, Goethe lo chiamò “Faust”
q L’incontro del proprio corpo astrale con il proprio vero Io
q Il mistero del karma e del destino
q Il doppio luciferico e il doppio arimanico
q Il Grande Guardiano della Soglia e la conoscenza che rende liberi

Info e prenotazioni: 348 065 98 27
unicornos@hotmail.it

L’incontro non prevede un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito, delle proprie possibilità.

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Letture e riflessioni insieme APERTE A TUTTI sul testo di R. Steiner:

NESSI KARMICI 1

angeli-arcangeli-e-principati-L-H2DHunOgni giovedì dalle 20.30 alle 22,
Presso “Bottega delle 8 arti” presso circolo Pontelungo

Via Agucchi 121, Bologna

Per info: 348 065 98 27

A cura di Tiziano Bellucci

unicornos@hotmail.it

 

SUPERARE LA NOIA COME VIA DI RISVEGLIO

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SUPERARE LA NOIA COME VIA DI RISVEGLIO

L’essere umano non nasce predisposto a “concentrarsi”: fissarsi su un punto, su una situazione, produce in lui la monotonia. E questo vale per ogni ambito: dal giocare, al lavoro, al rapporto di coppia, al matrimonio.
Tutto primo poi, nel suo ripetersi nella medesima forma, crea l’assuefazione, l’indifferenza, la noia.
Perché egli è un ricercatore, un investigatore cosmico: strutturato in modo che in lui si originino in lui continui stimoli, bisogni, brame e passioni, che lo incitino a sperimentare, a ricercare sempre cose nuove nella vita. La sua natura gli impedisce di essere continuativo, stabile, permanente, duraturo e costante.
Solo tramite un educazione esoterica, che si incentri sulla pratica della concentrazione del pensiero, può imparare a contrapporre alla naturale noia, un interesse attivo, che viene generato dalla sua interiore volontà. Concentrarsi è dedicarsi volitivamente ad un tema, un oggetto: che è al contempo un educazione all’amore.
Amare è avere interesse ai massimi vertici, ma per tutto, non solo per una cosa: stranamente si può dire che nell’uomo vi sia già questa la sua tendenza: desiderare ogni cosa. La differenza è che l’uomo non ama disinteressatamente, desidera con interesse. La concentrazione insegna ad amare la singola cosa, per diventare capaci di amare ogni cosa.
Il problema è dunque questo: l’umano si annoia. E questa noia produce in lui l‘attitudine a vivere nella continua pratica del rinnovare il suo mondo esteriore e interiore apportandovi stimoli nuovi o rinnovati.
Se io imparo ogni giorno a concentrarmi su un oggetto, mi sottopongo ad un attività che mi educa a godere di ciò che vive nella noia. Scopro in essa un altro principio. Al principio concentrarsi è difficile, perché ci si trova ad operare contro natura. Essa non vuole cedere alla monoidea, tende al pluralismo. Ma con il tempo si arriva ad un superamento della consueta noia, facendo leva su essa stessa. Si produce uno “scatto” della coscienza ed ecco che ogni monotonia sparisce, e si palesa uno “stato” in cui la calma e la serenità divengono la base dell’esistenza. Ci si accorge che oltre il muro della noia, dimora la calma universale, la pace. Come se fosse stato disposto che la monotonia dovesse fungere da “guardiana” sulla soglia dell’ armonia interiore.
Di fatto, superare la noia significa provocare un “corto circuito” al sistema nervoso: superare l’ordinaria capacità di pensare poggiante sul cervello.
Infatti se ci si esercita con il tempo a concentrarsi su un tema, per via naturale accade che la coscienza vada ad ampliarsi e smette di essere sottomessa al sistema nervoso. Esiste senza poggiare sulla materia: ma si estrinseca tramite un altro veicolo, il corpo eterico, il cervello eterico.
Vi è quindi un sistema per divenire più stabili, più coerenti con le proprie scelte e continuativi: abituarsi a concentrarsi in se stessi.
Ad es. una coppia, che voglia essere in pace non deve promettersi fedeltà: ma imparare a concentrarsi in se stessi. Questa attività conduce  spontaneamente ad un onestà interiore che sa discernere ciò che è vano da ciò che non lo è. Conduce ad eliminare la noia, a superarla.
Piano piano si instaura nell’anima la tendenza ad essenzializzarsi, a godere della semplicità: che significa eliminare la noia. Infatti imparare a godere dell’essenza delle cose, significa smettere di essere complicati, di desiderare l’apparenza. Cessa così la necessità della noia di stimolarci verso un soddisfacimento che il più delle volte è solo fittizio, inutile.
Apprezzare l’essenza di una cosa significa unirsi a lei nello spirito: significa accorgersi che ogni cosa e persona sono parte di un unico spirito, nel quale viviamo ininterrottamente, senza esserne consapevoli.
Concentrarsi su una cosa è un metodo,un pretesto, per arrivare ad accedere al mondo spirituale, a godere della comunione con il divino, la quale non conosce noia, ma solo assoluto appagamento.

Il pensare “rafforzato”: osservazione del pensare

Occorre porsi attivamente di fronte al pensare cercando di ritrarsi dall’atto stesso del “fare pensieri”. Spesso in antroposofia, si parla di “pensare rafforzato”. Tale attività non significa “meditare”, ma arrivare a praticare un osservazione dell’attività di pensiero, cessando ogni elucubrazione razionale.

Si tratta di smettere di identificarsi con l’ordinaria capacità di formare immagini e concetti, per volgersi ad usarla come occasione di potenziamento della forza animica interiore.
Si tratta di “sollevare” il pensare ad un livello superiore.
Non si tratta di meditare, svuotando la coscienza: questa è una fase che deve succedere all’atto dell’osservazione del pensiero.

Il punto di partenza di ogni indagine esoterica moderna, per avere qualità di scientificità deve venire sempre introdotta da un osservazione compiuta dal ricercatore sul proprio pensare: che si può anche qualificare come il raggiungimento del “l’esperienza interiore della reale natura del pensare”. Essa consente l’elevazione della coscienza dalla fase “ordinaria” a quella “veggente”.

Questo tipo di pratica è ben distante da un “rilassarsi”, o un “riposarsi”: si tratta invece di impegnarsi a generare uno “sforzo” enorme dell’anima a mezzo di un eccezionale e sorprendente atto di concentrazione della capacità di pensiero. Deve essere impiegata una smisurata forza animica per analizzare minuziosamente e in modo tassativamente conseguente, la concatenazione di pensieri, la sequenza di immagini costituenti un determinato tema o oggetto prescelto. Quest’ultimo, non è il fine della concentrazione, ma il mezzo.

Ovvero: non ci si concentra per “conoscere l’oggetto” ma per suscitare a suo tramite una spropositata forza animica interiore. L’ossessivo lavoro di sforzo, nel seguire univocamente la costruzione dei pensieri durante concentrazione attiva il pensare stesso, lo riscalda, lo sviluppa, sollevandolo dalla sua momentanea natura riflessa. E’ un espediente, scoperto da R. Steiner, per “commutare” la coscienza riflessa in quella spirituale.

In altri termini si può dire che la concentrazione altro non è che un introduzione scientifica alla reale esperienza spirituale: come la “vestizione” dello scienziato dello spirito, che indossa prima il camice e i guanti, prima di operare sul tavolo del laboratorio.

Tiziano Bellucci

L’UOMO CO-CREATORE DI LIBERTA’ E AMORE

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L’UOMO CO-CREATORE DI LIBERTA’ E AMORE
Osservando il mondo circostante, si potrebbe credere che tutto è in declino, che l’egoismo dilaga, che il male impera in modo crescente: al punto di vedere solo una “caduta” irrefrenabile dell’uomo.
In realtà tutto quello che accade è invece un preciso segnale che mostra l’umanità prossima ad una grande svolta.
L’umanità sta superando l’adolescenza intesa come fase di sviluppo, e sta entrando nel tempo della maggiore età. E’ come se, trovandosi nel 21° secolo, avesse compiuto 21 anni, conquistando così la maturità. Questo è un periodo, molto duro e difficile, ma che preclude ad un “bello” meraviglioso: l’uomo sta facendo passi avanti, riguardo la sua capacità di gestirsi dall’interno, dal punto di visto di essere autonomo e individuale.
E’ ancora nella fase di “orientamento” riguardo al “come” gestirsi. Ma tutto sta avvenendo, e più passerà il tempo, più egli saprà essere un entità squisitamente e altamente etica, sociale, morale.
L’osservanza delle leggi, la direzione, il comando, la sottomissione a leggi, al sistema sta piano piano diventando un anacronismo. L’individuo vuole condursi dal di dentro. Senza appoggi o sostegni. E deve essere così: egli deve imparare a sapere come e cosa fare in tutte le situazioni sociali, senza doversi riferire o appellare ad un sistema che lo istruisca sul da farsi.
Il probizionismo, la legge che obbliga e che guida è servita sinora come fattore non educativo (perché le norme e i limiti non educano, ma costringono) ma come stato di emergenza, per arginare il “troppo” amorale. Apparirà a poco a poco la nuova e magica creatività umana, capace di amare in libertà, che non abbisogna di nessuna regola, perché si autoregola.
Questo significa che presto l’umano si avvierà verso il massimo dell’individualizzazione, della sua unicità e irripetibilità: verso il massimo bene per tutti e per sé.
Le leggi diverranno superflue, perché ognuno saprà regolamentarsi da sé e avrà pieno rispetto dell’altro. L’individuo stesso si renderà conto che, facendo delle azioni che ledono la libertà dell’altro, sarà il primo a farne le spese, perché presentirà il danno prodotto all’altro come un danno verso di sé. Sperimenterà in anticipo le conseguenze karmiche di causa/effetto: e quindi non potrà compiere qualcosa di cui sa in anticipo che è qualcosa di non utile, ma dannoso.
L’uomo perverrà a sentire che è “uno” con tutti gli individui e gli altri esseri del mondo. Sentirà di essere parte organica di un organismo più ampio: sentirà il pianeta terra e le sue creature come organi del corpo di un unico essere, di cui egli stesso è parte, come organo a sé, come cellula vivente. Se una cellula danneggiasse un’altra cellula, essendo entrambe parti del medesimo organismo, andrebbe incontro ad una morte sicura.
Questo l’uomo sentirà: che ogni cosa che farà agli altri la avrà fatta al corpo del mondo, di cui egli è parte. Non potrà evitare di subirne conseguenze. Desidererà l’armonia.
Il detto: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, muterà in “Ama il prossimo tuo, perché lui è te stesso”. Se sei parte di uno stesso corpo, non puoi non amare tutto il corpo. Infatti solo rispetto l’apparenza fisica l’umanità è separata in corpi: in realtà ogni anima e ogni spirito, sono parte di un unico essere.
L’uomo è dunque un essere che è prossimo a mostrare la sua grandezza: diventerà sempre più creatore, sempre più fantasioso, artista della fantasia morale, una fonte inesauribile di bene.
Egli saprà che più ometterà di fare il bene, più si indebolirà, più ritornerà a gradi inferiori: perché fare il male significa peggiorarsi, retrocedere come gioia e completezza interiore. Perché è il vivere in armonia con tutti dona felicità. Quindi a nessuno piacerà più fare il male: nessuno vorrà diventare insoddisfatto e infelice.
Più qualcuno omette il bene, più crea dei vuoti nella sua coscienza, che possono essere “invasi” da entità del male. Ci si indebolisce. Chi non fa del male è forte, non ha vuoti dentro sé e non può farsi “abitare” da forze estranee.
Tiziano Bellucci