Le origini dell’albero di Natale

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Le origini dell’albero di Natale

Nel basso Medioevo si allestiva un albero davanti al portale delle cattedrali, raffigurante la storia del peccato originale nel paradiso terrestre: un albero in rappresentanza dell’ albero del Paradiso, con tanto di mele appese.

A seguito della tentazione di Lucifero verso i progenitori Adamo ed Eva, la “morte e il male” penetrò nell’umanità

L’albero diventava così un simbolo del peccato e della dell’espiazione.

A testimonianza di questo esiste una miniatura (vedi l’immagine sotto), originaria di Salisburgo e datata 1489, che rappresenta un albero, la cui chioma è folta di mele e ostie, che ha appeso sulla sinistra un crocifisso e sulla destra un teschio;
– sotto vi è Maria (Madonna) coglie le ostie (la salvazione tramite il corpo di Cristo),
– mentre dall’altra parte Eva distribuisce le mele (la conoscenza, l’egoismo)

Nel dipinto appare la seguente rappresentazione:
– “Adamo è lo spirito umano ancora non individualizzato;
– Eva il corpo astrale che si lascia compenetrare dall’influsso luciferico;
– Maria è l’anima cosciente purificata (Sè spirituale) che si riconosce come strumento al servizio del divino (Cristo)

E ancora ad accomunare la figura di Cristo con l’albero vi è il fatto che sarà proprio un “albero” a diventare il simbolo della Passione, rammentando che come Adamo rapportandosi con il legno dell’albero ci condanna,

Cristo per mezzo di un legno salva l’umanità, riscattandola dalla colpa di origine.

Nel Medioevo si riteneva che fra l’abete natalizio e il crocifisso potesse esservi un certo grado di comunanza simbolica.

 

L’ALBERO DI NATALE e LA LEGGENDA DEI TRE SEMI DEL PARADISO

Set fu un altro figlio di Adamo ed Eva, nato dopo l’uccisione di Abele da parte di Caino.
Quando Set volle un giorno ritornare nel Paradiso, il Cherubino con la spada di fuoco lo lasciò entrare, e lí Set vide che l’albero della Vita e quello della Conoscenza erano avvinghiati insieme.

Per indicazione del Cherubino prese tre semi di quell’albero cosí formato. Questo nuovo albero indica ciò che l’uomo sarà in avvenire e ciò che l’Iniziato ha già raggiunto.

Quando Adamo morí, Set prese i tre semi e glieli mise in bocca. Da questi s’innalzò un cespuglio fiammeggiante in cui erano le parole «Eyeh asher eyeh», ovvero: «Io sono ciò che era, è e sarà».

La leggenda racconta ancora che con quel legno Mosè fabbricò la sua verga magica.
Piú tardi lo stesso legno serví per la costruzione della porta del tempio di Salomone.
Un pezzo cadde in fondo al lago di Bethesda, conferendo ad esso un’energia miracolosa.
Infine, di questo legno fu fatta la croce di Cristo.

È l’immagine della vita che finisce e che ha in sé la forza di creare una vita nuova.
Abbiamo davanti a noi un simbolo grandioso: la vita che ha sconfitto la morte, il legno dei semi del Paradiso.
Uno stupendo rapporto tra l’albero del Paradiso, il legno della croce e la vita che germoglia.

L’albero di Natale, anche se ha radici diverse, ha connessioni con questo ALBERI DELL’EDEN: gli alberi della vita, della conoscenza presenti nella Bibbia o nelle tradizioni esoteriche.

R. Steiner: “Possano queste luci dell’Albero di Natale dirci: “Anima umana, quando sei debole, quando credi di non poter trovare le mete della tua esistenza, pensa all’origine divina del­l’uomo e sii consapevole che queste forze sono dentro di te e che sono anche le forze del massimo amore. Nel loro massimo sviluppo, scorgerai in te le forze che dan­no fiducia e certezza a tutto il tuo agire, per tutta la tua vita, ora e nel più lontano futuro”.

Tiziano Bellucci

LE QUATTRO SETTIMANE DELL’AVVENTO DI NATALE

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 Le 4 candele, i 4 angeli e le quattro Virtù

  Nel periodo dell’avvento, il “velo” che separa il mondo fisico dal mondo spirituale, si assottiglia: l’uomo diviene più ricettivo verso le manifestazioni dello spirituale.

In queste 4 settimane dell’avvento si presentano all’anima dell’uomo quattro specie di tentazioni, ognuna per ogni settimana.

Fronteggiare queste 4 “prove” è possibile evocando la presenza di un rappresentante del mondo spirituale (Angelo) tramite l’accensione quotidiana al mattino, di una candela, cercando di intonare l’anima con una determinata qualità animica:

  1. Prima settimana: Candela (Angelo) Blu GIUSTIZIA
  2. Seconda settimana: Candela (Angelo) Rossa  ATTENZIONE O TEMPERANZA
  3. Terza di settimana: Candela (Angelo) Bianca CORAGGIO
  4. Quarta di settimana: Candela (Angelo) Viola SAGGEZZA

Le candele devono essere accese al mattino e spente la notte.

 Nella prima settimana d’avvento le entità ostacolanti e tentatrici Lucifero e Arimane si avvicinano soprattutto al corpo fisico dell’uomo.

Essi lo portano a sentire l’elemento minerale: l’uomo sente di essere mortale, avverte il trionfo della morte entro il suo corpo.

Questo lo getterebbe nell’abisso di una sconfinata DISPERAZIONE, una vera morte dell’anima.

Per opporsi a questa prima tentazione, l’anima umana deve sviluppare in alto grado la Virtù della GIUSTIZIA UNIVERSALE: deve avvertire la presenza delle 12 forze cosmiche dello zodiaco che regnano ovunque nella natura e nell’uomo, quali grandi protettrici della Giustizia Onnipresente che si esprime come legge di compensazione del Karma universale.


Durante la seconda d’Avvento le potenze tentatrici si accostano principalmente al corpo eterico dell’uomo per istigarlo ad uno uso smodato ed egoistico dei desideri, a uan sperimentazione avida delle forze vitali.

L’EGOISMO non ancora superato, l’amore di sé che si annida nelle profondità nascoste del nostro carattere, assomiglia ad una massa di piante velenose che si espande impetuosamente.

Le forze avversarie si accostano e tentano di trasformare la nostra lingua in un pungiglione velenoso. A questa pressione delle forze avverse sul nostro corpo eterico possiamo opporci solo sviluppando coscientemente e con tutte le nostre forze le Virtù della MISURA e dell’AVVEDUTEZZA e ATTENZIONE.

Sono i sette pianeti del nostro sistema solare si sostengono in armonia e misura.

Infatti solo nel perfetto equilibrio fra Avvedutezza e Misura la parola umana può progressivamente avvicinarsi al suo grande archetipo universale.


Nella terza settimana d’Avvento le potenze luciferico-arimaniche si accostano alla terza parte costitutiva dell’entità umana: il corpo astrale. Esse cercano di risvegliare in esso ogni sorta di passione, di paura e di angoscia.

L’uomo avverte che le tre forze animiche del pensare, sentire e volere possono trasformarsi in bestie selvagge pronte a gettarsi su di lui e dilaniarlo: l’aquila rapace, il leone ruggente e il toro furioso.

Questo ha oggi come conseguenza una aumentata “tendenza alla Menzogna” e dell’intolleranza. Poiché in fondo ogni menzogna sorge da una paura inconscia.

Per far fronte a questa minaccia, bisogna sviluppare la Virtù del CORAGGIO, del Valore, ovvero in senso lato, della PRESENZA DI SPIRITO, vale a dire la capacità di non smarrirsi in nessuna situazione: l’equilibrio di Pensare, Sentire e Volere.


“Nella quarta settimana d’Avvento, le forze tentatrici si avvicinano alla più elevata e più interiore parte costitutiva dell’uomo: il suo Io.

In questo periodo dell’anno l’uomo si avvicina interiormente alla soglia del mondo spirituale e, incontra il piccolo guardiano della soglia.

Lucifero cerca di dissolvere l’autoconoscenza dell’uomo in un misticismo nebbioso, in sogni e fantasie, mentre Arimane la vuole incatenare in pensieri e rappresentazioni aridi e duri, materialiste

Si può anche dire che in questo tempo dell’anno in cui si apre per ogni uomo la possibilità di accedere ai mondi superiori, Arimane fa di tutto per nascondere questa possibilità, mentre Lucifero vorrebbe lasciare entrare l’uomo nel mondo spirituale ma senza incontrare il guardiano della soglia.

Questa duplice tentazione può anche manifestarsi come uno stato interiore del tutto particolare, simile a una perdita di memoria.

A questo punto sono richiesti il coraggio animico e la forza di ricordare oggettivamente non solo gli avvenimenti e le esperienze dell’anno passato, ma tutta la vita trascorsa. Per fare questo è necessaria la quarta delle Virtù platoniche, vale a dire la SAGGEZZA.


La solitudine nei giorni prima di Natale

Nei giorni immediatamente precedenti il Natale come non mai siamo abbandonati a noi stessi.

Per un breve lasso di tempo dobbiamo assumerci in prima persona il compito del nostro sviluppo interiore, poiché la saggezza cosmica prende da noi le distanze.

Il nostro Io, conquistandosi le forza di Saggezza, riesce ad elevarsi dall’Io inferiore all’Io superiore, immortale. E con le forze interiori così acquisite l’uomo è in grado di proseguire il suo cammino.”

 

Rielaborazioni a cura di Tiziano Bellucci sul testo di  SERGEJ O. PROKOFIEFF: “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’entità del Cristo”

(immagini: Liane Collot D’Herbois)

 

LE CIVILTA’ EXTRATERRESTRI: GLI ALIENI E L’UOMO

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LE CIVILTA’ EXTRATERRESTRI  E L’UOMO

Si sente spesso dire: “l’universo è immenso: è presuntuoso credere che non esistano altre forme di vita su altri pianeti”.

L’uomo medio, non ha la capacità rappresentativa tale da poter supporre che possano esistere forme di vita intelligenti prive di un corpo fisico: la dimensione materiale, fatta di sostanza rilevabile ai sensi fisici è la sola che può avvalorare la vericidità di un fatto, di un esperimento.

Per annoverare e riconoscere un dato di realtà oggettiva ad un essere questo deve essere provvisto di materia fisica, altrimenti non lo si può considerare reale. Se esso non ne fosse dotato entrerebbe nel campo della visione, dell’allucinazione.

E’ ovvio quindi che si dovrà ricercare prove dell’esistenza tramite una ricerca scientifica che poggi sulla percezione fisica: che ricerchi una razza extraterrestre dotata di connotati fisici, e che viaggi su apparecchiature fisiche. Una specie aliena priva di corpi materia, non sarebbe visibile all’intendimento umano e quindi non sarebbe possibile conferire ad essa un dato di realtà.

In realtà, in modo semplice si può osservare che esistono tanti tipi di esistenza e tanti diversi stati di coscienza: veglia, sogno, sonno. A seconda del tipo di coscienza, si appare nell’esistenza secondo una certa conformazione fisica.

Sulla Terra si rivestono di materia i portatori di queste coscienze, prendendo forme e generando i corrispondenti regni minerali, vegetali, animali e umano.

E’ bene considerare che esistono anche altri stati di coscienza superiori a quelli del sasso (coscienza ottusa), della pianta (di sonno), dell’animale (di sogno) e dell’uomo (di veglia).

L’uomo è colui che reca in sé la consapevolezza di sé, la coscienza più alta: e quindi ha anche il corpo più perfetto. Si tratti in ogni regno, di corpi fatti di materia.

Uno spirito spregiudicato non potrà pensare che la manifestazione della coscienza si concluda con l’umano. Così come esistono coscienza a lui inferiori possono esistere coscienze superiori.

Devono esistere coscienze superiori e “portatori” di una coscienza superiore, i quali potrebbero  però non avere un corpo fisico .

Si guardi ad esempio le forze agenti nella natura, come la gravità, l’elettricità, la capillarità a volte chiamate energia o “saggezza o istinto” della natura; in verità non si tratta di forze astratte,  ma dell’espressione di una coscienza superiore: entità che hanno in sé un intelligenza più elevata.

Noi vediamo l’effetto di tali forze, ma non vediamo le forze stesse. Queste forze non hanno un corpo fisico e operano entro la natura e dentro all’uomo: esse non sono di natura terrestre. Hanno una origine cosmica, extraterrestre.

Esistono forze che cosi come agiscono nella meteorologia o nell’assetto vitale planetario, agiscono anche dentro l’uomo, determinando i suoi stati d’animo, la forma delle sue immagini di pensiero, che lo inducono a pensare e a sentire. Si tratta di forze provviste di coscienza molto superiore e interagiscono entro la coscienza umana.

Queste forze sono gli “Alieni” tanto ricercati nei cieli sotto forma di dischi volanti.

Non hanno sembianze umane, né consapevolezza umana, né morale, nè sostanza umana.

Queste forze si dividono in tre grandi ceppi:

Entità del progresso, che favoriscono l’evoluzione dell’umanità e della Terra

Entità che ritardano l’evoluzione dell’umanità e della Terra

Entità che anticipano il progresso dell’umanità e della Terra

 

Il primo gruppo sono forze (regolari) chiamate anche di natura “Angelica”

Il secondo gruppo di natura demoniaca (forze di luce luciferica)

Il terzo gruppo di natura diabolica (forze di tenebra arimanica)

 

Possiamo dire quindi che gli “Alieni” di natura luciferica o demoniaca operano dall’interno, dell’uomo vivono dentro la sua anima: dall’interno possono produrre qualsiasi tipo di pensieri e sentimenti che possano suscitare fenomeni di “abduction” o rapimento alieno, oppure visioni medianiche mistiche o divine falsificate come apparizioni di madonne, angeli.

Gli “Alieni” invece di natura arimanica o demoniaca invece operano dall’esterno, alterando la natura della sostanza che percepiamo con i sensi, facendola apparire secondo le loro intenzioni: manifestazioni ed evoluzioni aeree, divulgazioni e canalizzazioni di entità aliene che comunicano nuove dottrine, sono manipolazioni di tali entità.

L’affermazione comune: “l’universo è immenso: è presuntuoso credere che non esistano altre forme di vita su altri pianeti” ha la sua verità. Siamo infatti “pieni” dentro e fuori di vita extraterrestre. Ma essa non è fatta di materia fisica come siamo fatti noi.

E’ opportuno e fondamentale sorpassare il pensiero –che vuole mostrarsi pseudo scientifico- che l’esistenza debba presentarsi solo in forma fisica.

E’ piuttosto presuntuoso pensare che l’universo debba essere “per forza”  essere solo fatto di materia fisica

E’ presuntuoso credere che la vita debba essere per forza, costituita obbligatoriamente di materia fisica, come noi.

Vorremmo dire a coloro che ambiscono e si attendono di poter incontrare alieni in carne ed ossa provenienti da pianeti extrasolari:  se esistono forme di vita lontane da noi lontane milioni di kilometri o anni luce per poter arrivare sulla terra non potrebbero farlo con apparecchiature fatte di materia, ma dovrebbero viaggiare in altro modo, usando non veicoli fisici, ma veicoli animici.

In altre parole per essere in grado di muoversi a velocità superiori a quelle della luce non “salirebbero” su mezzi, ma dovrebbero trasporre la loro coscienza rendendosi capaci di viaggiare da una capo all’altro dell’universo scavalcando le leggi della fisica.

Gli esseri che abbiamo citato, quali Angeli, Demoni e Diavoli hanno questa possibilità: viaggiano a velocità astrale, tramite i loro corpi astrali. Inoltre essi provengono da pianeti entro il sistema solare; non da pianeti occulti o sconosciuti: gli stessi pianeti che conosciamo.

Molti di essi vivono entro il sottosuolo terrestre e dentro l’uomo stesso.

Siamo dunque  “abitati” da alieni ovunque e sono molto più presenti di quanto si creda.

L’importante è non cadere nell’inganno che essi debbano essere fatti di materia. Le dottrine, le filosofie, le psuedo scienze che divulgano conoscenze di Alieni fatti di carne, di metallo viaggianti su astronavi, sono cognizioni divulgate ed ispirate da questi stessi spiriti ostacolanti.

Chi divulga una dottrina di “contattismo, di avvistamenti o di “abduction” è  egli stesso vittima di suggestioni che muovono dal suo interno (luciferiche) o da allucinazioni  al suo esterno (arimaniche).

Questo lo si dice non per screditare o giudicare coloro che credono in questo tipo di fenomeni, ma per stimolare a pensare che tali fatti (manifestazioni aliene, cerchi nel grano, madonne, angeli) altro non sono che il tentativo di creare una nuova “religione” o nuova “scienza” che ha tutta l’intenzione di DISORIENTARE le coscienze verso quella che dovrebbe essere una ricerca sana e consapevole dell’origine e della meta dell’essere umano.

Si vorrebbe stimolare coloro che si sentono appassionati verso l’ufologia o il contattismo, a ricercare le cause e a dirigere le proprie indagini verso l’esoterismo e l’occultismo, piuttosto che in sedi pseudo quantistiche o pseudo scientifiche.

La materia non è l’unica condizione della realtà. Anche la musica, i pensieri, i sogni, gli esseri spirituali, i defunti, non sono fatti di materia, tuttavia hanno una loro esistenza. Esistono. Anche per chi non ci crede.

Tiziano Bellucci

 

 

 

 

Proposte antroposofia Ottobre 2018

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A BOLOGNA domenica 7 Ottobre 2018 

La natura nascosta umana. Le 9 parti dell’uomo. 

L’aura umana.  Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (3 anime) e organizzazione dell’io. Manas, Budhi, Atma”. La trasformazione dei veicoli inferiori in facoltà superiori.

Corpo fisico spaziale: il muoversi della materia nello spazio.

Corpo eterico temporale: il fluire ciclico e ritmico nella corrente del tempo.

Corpo astrale lucente: l’afferrarsi nell’irraggiare della luce e della tenebra.

Corpo dell’io: il tendere a diventare, identificarsi con la Coscienza del cosmo.

Il percorso -di conoscenza e di autoeducazione- si terrà presso la sede della scuola Stella Maris ente di formazione in artiterapie del colore e musicoterapia ad indirizzo antroposofico, via Saffi 30,  40131 Bologna. Per info: 348 065 98 27 unicornos@hotmail.it

PER INFO: https://unicornoscorsi.com/in-cammino/

 


A ROMA 20 Ottobre 2018 

A ROMA:
“Odissea della Musicha.
L’armonia delle sfere celesti”
Secondo la scienza spirituale di R. Steiner
a cura di
Tiziano Bellucci, ricercatore e musicista

20 Ottobre 2018 Villino Ximenes via Cornelio Celso 1 Roma 00161
https://www.rocaille.it/villino-ximenes-roma/

Orari: 10-13 pausa 14- 17

Contatti per iscrizioni e info:
stefanialimatola@hotmail.com
327 74 09 614

L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità

“ La musica è invisibile. Non abita sulla terra. Ciò che ci separa da lei è lo stare svegli. Lei vive là dove noi ci addormentiamo: nei misteri del sonno, della vita e del cosmo”
Da dove viene la musica?(origine)
Cosa è la musica? (essenza)
Quale è la sua missione?(scopo)

Programma: musica, rumore e suono, tono e frequenza.
Analisi della provenienza umana secondo le filosofie legate al “Logos” o suono;
evoluzione dei corpi e della coscienza.
Le origini primordiali della musica: intervalli musicali ed evoluzione della coscienza;
La scala musicale e l’armonia delle sfere celesti.
Le scale “pitagoriche: i “modi” greci planetari.
La musica ponte fra terra e cielo, sulla scala musicale.
La musica indicatrice di livello di coscienza
Origine degli strumenti musicali.
La musica quale reminescenza dell’origine e della natura cosmica dell’uomo. La musica del futuro.

Nel seguente link può ascoltare una presentazione di una conferenza sulla musica
http://www.youtube.com/watch?v=M5XNgS5QBd8


A REGGIO EMILIA

Quando: 27 ottobre 2018

Dove: Giardino d’infanzia San Michele
Via Tassoni, 62
Reggio Emilia

L’origine sovrasensibile dell’arte

“L’arte è al di sopra della natura: è supernatura. E’ natura umanizzata.”

Dantis Amor 1860 Dante Gabriel Rossetti 1828-1882 Presented by F. Treharne James 1920 http://www.tate.org.uk/art/work/N03532

a cura di Tiziano Bellucci, ricercatore antroposofo

27 Ottobre 2018 -SEMINARIO

Sabato 27/10/2018 –

in via Tassoni, 62 (RE)

Per informazioni: tel. 329.7234183

Cosa è l’arte? Da dove viene? Perchè nell’uomo compare la necessità di fare arte? Perchè un dato colore, una data forma architettonica o scultorea, una data armonia o melodia musicale suscita in noi determinati e ben precisi stati d’animo?

 

L’arte è la ricerca di una relazione fra l’uomo e lo spirito. L’arte è l’immissione di mondi spirituali nel mondo sensibile. L’arte ci dona la consapevolezza e la certezza dell’innatalità e dell’immortalità umana. La scienza dello spirito deve aiutare l’uomo tramite l’arte, a riconoscersi quale spirito immortale operante sulla terra.“L’arte è un lembo di cielo strappato al cosmo”


A TREVISO

28 ottobre  2018:

Sogno e Sonno. Esperienze fra morte e nuova nascita. L’esperienze dell’uomo oltre la soglia. Purificazione ed elevazione. Il viaggio planetario dell’anima nelle varie sfere. La mezzanotte cosmica. Il ritorno verso la Terra. La legge del destino e delle vite terrene ripetute.

DOVE SI TROVANO I MONDI SPIRITUALI?

i 3 stati di coscienza notturni sono porte di accesso ad essi: ogni notte vi viviamo
– ogni notte compiamo un viaggio percorrendo lo spazio dalla luna sino allo zodiaco: ogni pianeta è sede di entità
– l mondo immaginativo rappresenta il percorso luna/venere/mercurio
– il mondo ispirativo il percorso nell’area di sole,marte e giove
– il mondo intuitivo la sfera di saturno e oltre, verso lo zodiaco

INFO: https://unicornoscorsi.com/percorso-alle-porte-della-scienza-dello-spirito/

 


 

Incontro di approfondimento dell’Antroposofia:

L’origine sovrasensibile dell’arte

ing. Tiziano Bellucci


Sabato 27/10/2018 – ore 15:30

c/o la nostra sede in via Tassoni, 62 (RE)

Per informazioni: tel. 329.7234183

Le nuove proposte da settembre 2018

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Caro Ricercatore,

volevo informarti che da settembre 2018 riprendono diverse attività di studio, formative.

Cliccando sulle immagini sotto potrai approfondire l’argomento che ti interessa.

Spero che in una di queste proposte possa sorgere un occasione per incontrarci di persona.

Ti attendo: un caro saluto.

 

Clicca per dettagli: A BOLOGNA

 

Clicca per dettagli: A BOLOGNA

Clicca per dettagli: A TREVISO

 

studio APERTO A TUTTI, Bologna 2018-19 sui testi di Rudolf Steiner

CONOSCI TE STESSO : CONOSCI IL TUO RUOLO NEL MONDO

Letture e riflessioni insieme sui libri di R. Steiner sull’origine cosmica e terrestre dell’uomo. Incontri settimanali serali aperti a tutti ogni giovedì,  dalle 20.45 alle 22,00 da Settembre a Giugno (anche via Skype*) a cura di Tiziano Bellucci

 

Dal 20 settembre al 20 dicembre 2018: “LA MISSIONE DI SINGOLE ANIME DI POPOLO” (origine delle razze, le etnie e i popoli)

11 conferenze tenute a Oslo dal 7 al 17 giugno 1910 (Opera Omnia n. 121): L’agire di Angeli, Spiriti del popolo e Spiriti del tempo entro l’evoluzione dell’umanità /
La vita interiore degli Spiriti del popolo: la formazione delle genti /
Evoluzione delle genti e delle civiltà /
Manifestazione delle gerarchie spirituali negli elementi della natura /
Le cinque razze radicali dell’umanità /
Le cinque culture post-atlantiche. Mitologia greca e germanica / Missione di singoli popoli e culture nel passato, presente e futuro.

 


Dal 10 Gennaio al 14 Marzo 2019: “ENTITA’ SPIRITUALI NEI CORPI CELESTI E NEI REGNI DELLA NATURA” (le Gerarchie spirituali e gli spiriti elementari) 11 conferenze tenutesi ad Helsinki, dal 3 al 14 aprile 1912.

L’azione delle gerarchie superiori attraverso gli esseri elementari, nonchè l’evoluzione di Sole, pianeti, comete e stelle fisse nei loro effetti sulla vita terrestre.

L’azione degli spiriti dei tempi ciclici / Angeli, Arcangeli, Archai / L’azione degli spiriti luciferici nella sfera planetaria / L’insegnamento di Zarathustra / L’evoluzione del Sole e delle stelle fisse / Le comete / Pianeti e metalli / Occultismo e iniziazione, ieri e oggi.

 

 

 


Dal 21 Marzo al 20 Giugno 2019: “L’OCCULTISMO DEI ROSACROCE” (cosmogonia ed evoluzione dello spirito umano)

10 conferenze tenute a Budapest dal 3 al 12 giugno 1909

Una visione generale dell’antroposofia, dei suoi temi, concetti e indicazioni.

Lo studio dell’occultismo dei rosacroce permette di abbracciare con uno sguardo sintetico i temi che costituiscono l’ossatura della scienza dello spirito antroposofica:

  • natura del minerale, del vegetale, dell’animale e dell’uomo;
  • uomo fra morte e nuova nascita;
  • mondo fisico, manifestazione di azioni e di esseri spirituali;
  • stadi evolutivi della terra dall’epoca lemurica, atlantica e postatlantica;
  • esperienza dell’uomo dopo la morte;
  • karma, reincarnazione e iniziazione.

Presso “Bottega delle 8 arti”  circolo Pontelungo, Via Agucchi 121,  Bologna     -Per info: 348 065 98 27  unicornos@hotmail.it

E’ possibile assistere di persona, dialogando insieme a Bologna, nella nostra sede di via Agucchi 121 (tel. 348 065 98 27)  recandosi alle ore 20,40 ogni giovedi da Gennaio a Giugno  2018

L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità.

Oppure

per chi abita lontano da noi e non può partecipare a Bologna è stata pensata la possibilità di ascoltare via Skype o di RICEVERE A CASA la registrazione audio ogni settimana, tramite abbonamento: 

Corsi su Skype

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A ROMA: “Odissea della Musicha. L’armonia delle sfere celesti”

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A ROMA

Odissea della Musicha.

 L’armonia delle sfere celesti

Secondo la scienza spirituale di R. Steiner

a cura di

Tiziano Bellucci, ricercatore e musicista

 20 Ottobre 2018 Villino Ximenes via Cornelio Celso 1  Roma 00161

Orari: 10-13 pausa 14- 17

Contatti per iscrizioni e info: stefanialimatola@hotmail.com  327 74 09 614

“ La musica è invisibile. Non abita sulla terra. Ciò che ci separa da lei è lo stare svegli. Lei vive là dove noi ci addormentiamo: nei misteri del sonno, della vita e del cosmo”

Da dove viene la musica?(origine)

Cosa è la musica? (essenza)

 Quale è la sua missione?(scopo)

 L’incontro è aperto a tutti. Non è previsto un costo, ma un libero contributo a seconda del gradimento, del valore acquisito e delle proprie possibilità

Programma: musica, rumore e suono, tono e frequenza.

Analisi della provenienza umana secondo le filosofie legate al “Logos” o suono;

evoluzione dei corpi e della coscienza.

Le origini primordiali della musica: intervalli musicali ed evoluzione della coscienza;

La scala musicale e l’armonia delle sfere celesti.

Le scale “pitagoriche: i “modi” greci planetari.

La musica ponte fra terra e cielo, sulla scala musicale.

La musica indicatrice di livello di coscienza

Origine degli strumenti musicali.

La musica quale reminescenza dell’origine e della natura cosmica dell’uomo. La musica del futuro.

 

Cosa è Musicha? È la forza della vita. L’amore intelligente che anima e avvolge la natura. Nella pietra diviene forma, nella pianta linfa e succhi. Nell’animale si mostra come facoltà di muoverlo, nell’uomo diventa pensiero, parola, suono. Questo è Musicha.

Se vogliamo farci una rappresentazione vivente, proviamo ad immaginare tutti gli strumenti dell’orchestra sinfonica. Ci sono tante sezioni: i flauti, i clarinetti, le viole, i violini, gli ottoni, le percussioni. Immaginiamo il cosmo intero come un enorme auditorium, una sala concerto. Cerchiamo di pensare che ogni stella, ogni pianeta sia una “postazione”, un leggio, dove dietro siede un “musico celeste” che suona, ti sarai costruito l’immagine di milioni di “musicanti” che dalla loro posizione “suonano” una Musicha, uno “spartito cosmico”. Questa “Musicha” è la stessa forza che fa muovere il vento, scorrere l’acqua. È ciò che vive nel fluire della linfa delle piante, nel pulsare di ogni animale, è il ritmo dello scorrere del tuo sangue, il suono del tuo cuore.

E’ la vita universale. Questa è Musicha: il suono della vita.

Letture consigliate:

L’essenza della musica (R. Steiner), Il libro segreto di un musicista (A. Lupi), Gli scritti musicali  di C.Gregorat

 

Nel seguente link può ascoltare una presentazione di una conferenza sulla musica

http://www.youtube.com/watch?v=M5XNgS5QBd8

Quando leggere il cellulare di nascosto è magia nera

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Abusare di magia per investigare le intenzioni del prossimo: anche leggere il cellulare di nascosto
Leggere di nascosto il cellulare del compagno – anche se si hanno dei sospetti- è un atto di magia nera: si “legge” nella sua anima le sue intime intenzioni, usando un mezzo elettronico.
Un mago nero legge nella mente, di nascosto. Il principio è però lo stesso: si fa magia nera tramite poteri “elettronici”. Chi viola la libertà e l’intimità di altro deve attendersi “compensazioni” dalle forze del cosmo, che vadano a “punire” un atto “Nero” come compiuto da un mago nero.
Se vogliamo risolvere le questioni, dobbiamo usare le ordinarie facoltà umane, non ricorrere ad artifizi e superpoteri.
Se “temiamo” che l’altro ci tradisca non è necessario che egli ci consegni il cellulare in segno di fiducia. Spesso c’è chi dice: “se non hai nulla da nascondere non hai nulla da temere”. Ma se qualcuno ci dicesse: “ho la capacità di entrare dentro di te, di leggere i tuoi pensieri e sentimenti. Se non hai nulla da nascondere, permettimi di entrare prenderne possesso.” Lo concederemmo?
E’ davvero interessante quanto sia “acrobatico” il pensare umano che pur davanti ad una regola occulta, sia capace di “inventarsi” giustificazioni pur di sentirsi legittimato a “spiare” la coscienza degli altri.
PER FORTUNA non tutti hanno capacità di leggere nella mente: altrimenti MOLTI la userebbero per rubare per “scrutare” nelle menti altrui.
E’ interessante come TUTTI possano essere d’accordo nel ritenere MALE leggere nel pensiero altrui: mentre per MOLTI sia ALTRA cosa spiare il cellulare o le lettere altrui: quale è la differenza?
Mi piacerebbe comprendere se si trova giusto poter spiare l’altro, se si hanno sospetti. Lo si fa per salvare l’amore reciproco o per paura di essere presi in giro?
Spiare è mancare di rispetto all’individuo: e richiama dal cosmo un azione compensatrice punitrice, che esegue per via naturale il cosmo stesso.
Qualsiasi sia la ragione, guardare -a sua insaputa- dentro l’anima dell’altro è sempre un atto di prevaricazione e di prepotenza. Se ci si vuole giustificare “inneggiando” ad una buona causa, bisognerebbe a tutta prima chiedersi se quella “buona causa” sia per il nostro bene o se per il bene dell’altro. Spesso è SOLO per timore di venire imbrogliati.
A mio parere, leggere dentro l’anima altrui -qualsiasi cosa vi sia- è un terribile senso di sfiducia che si ha nell’altro. Ci si dovrebbe chiedere: ma se ho tanta sfiducia, perchè resto qui? Voglio amare nel bene e nel male, o voglio trovare i moventi per legittimare una condanna verso l’altro che possa onorarmi del mio orgoglio di essere?
Ci sono persone che dicono: puoi leggere quando vuoi il mio cellulare, non ho nulla da nascondere: spesso queste non quelle piu morali, ma coloro che cancellano subito i messaggi sul cellulare compromettenti. Sono “furbe” non morali. Cosa facciamo quindi in questo caso?
Tiziano Bellucci

3 idee, 3 Percorsi formativi antroposofici

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IL TERZO “IO”: l’uomo angelo

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IL TERZO “IO”: l’uomo angelo

Esistono tre “io”: l’inferiore, il superiore e il vero io.

–          L’io inferiore o ego, o terreno è ciò a cui ci identifichiamo quotidianamente, tramite l’attività pensante e senziente umana.

–          L’io superiore o trascendente, è l’essere spirituale che dopo la morte incontriamo nell’aldilà e insieme a lui, compitiamo il nostro agire e stipuliamo il nostro destino

–          L’io vero è il frutto, il compendio dell’evoluzione dell’inferiore unito all’io superiore: l’immagine futura di ciò che noi saremo e rappresenteremo come entità angelica  umana.

Questo “vero io” è un essere in formazione, in crisalide, una sorta di “bambino celeste” che vive nel grembo del mondo spirituale e nascerà alla fine dell’evoluzione terrestre:  quando il singolo uomo avrà superato la sua umanità da tutte le influenze ostacolanti e avrà adempiuto alla sua missione di uomo.

Nascerà quando non esisterà più differenza fra l’io terreno inferiore e l’io celeste superiore. Dall’interno o dalla “fusione” di questi due “io” si genererà il vero io.

Il vero io è quindi l’immagine futura che avremo come angelo, parte delle schiere angeliche: un essere purissimo che ha sviluppato e unito insieme l’amore e la libertà, come qualità fondante e qualificante la sua gerarchia di appartenenza: la decima gerarchia, gli “angeli dell’amore nella libertà.

Questa “immagine divina di noi”  non esiste solo nel futuro: proietta la sua forza anche nel presente. Potremmo stupirci, ma ogni volta che sentiamo l’entusiasmo per intraprendere un azione, quando si accende in noi la passione per ogni iniziativa che ci infiamma, dovremmo essere coscienti che questa forza proviene dal futuro, proviene dal nostro “Vero io”.

Esso, come “trasmettendo” indietro da tempi che ancora non esistono è ciò che ci indica la “via”, ciò che ci avvampa e ci spinge verso situazioni di vita e di destino. La forza che ci ha aiutato e ci aiuta per superare le prove quotidiane, che ci ha migliorato proviene da lui, dal nostro futuro essere angelico. L’io vero.

Esistono tradizioni attuali, che parlano di “dimensioni parallele”, di mondi  interagenti, a causa della non conoscenza della realtà dell’io. La fisica quantistica sta postulando un sistema che è frutto solo di ingenue deduzioni, “rubate” dall’esoterismo e male interpretate: si equivoca il fatto che un essere spirituale può muoversi ed agire nel futuro, e collegarsi con il presente. Ma non si tratta di una realtà parallela : è l’io vero che comunica con l’io attuale.

Non ci sembrerà possibile, ma questo vero io, questo angelo in gestazione che riposa in ogni uomo, può accadere ed è sicuramente accaduto che noi lo abbiamo visto, anche se solo per  incantati momenti : quando ci siamo innamorati di qualcuno.

Se riandiamo con la memoria a quegli intimi momenti, in cui la scintilla dell’amore è scoccata, possiamo sentire che allora, vedemmo negli occhi del nostro amato, l’immagine del suo futuro essere angelico. Abbiamo incontrato per un attimo, il suo vero io, la sua regale entità angelica del futuro.

La conoscenza di questo mistero, dovrebbe aiutarci nei momenti in cui perdiamo la stima dell’amico, del compagno, del fratello: cercare di riandare con la memoria a quel momento magico, in cui vedemmo l’archetipo del suo essere divino in divenire dovrebbe far risorgere in noi la magia dell’amore che ci unì in maniera così potente e celeste.

Tiziano Bellucci


Steiner ci ha dato questa poesia, in merito:

Creati un modo nuovo, forte e coraggioso, di vedere la fedeltà.
Ciò che gli uomini chiamano generalmente fedeltà, svanisce rapidamente;
trasforma invece in ciò che segue la tua fedeltà:
nell’altro avrai sperimentato talune situazioni di brevissima durata,
attimi in cui egli ti sia apparso come ricolmo dell’archetipo del suo spirito.
Potranno poi sopravvenire altri momenti,periodi anche lunghi, in cui l’altro appare avvolto nell’oscurità.
Proprio durante tali periodi dovresti imparare a dirti:
lo spirito mi rinforza, io penso al suo archetipo umano che una volta ho avuto modo di vedere in lui.
Questo archetipo sia oggetto del mio sforzo.
Questo sforzo è fedeltà.
E così, anelando alla fedeltà, ogni uomo potrà essere vicino all’altro con la forza di un’angelo custode.R. Steiner

 

 

 

I 10 COMANDAMENTI secondo la scienza spirituale

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I 10 COMANDAMENTI secondo la scienza spirituale

 La maggior parte dei teologi ritiene che i 10 comandamenti costituiscono una composizione di leggi che si rintracciano in antichi popoli come Licurgo di Sparta o il codice di Hammurabi. Ma non è così.

Colui che ricevette queste indicazioni fu Mosè: un profeta ebreo che consegui un iniziazione presso i sacerdoti egizi. A quei tempi il popolo che presiedeva alla costruzione di una piramide veniva condizionato da un potere magico di suggestione. L’io dell’uomo non era forte: era possibile influire direttamente sulle anime umane rendendole schiavi servili. Le masse venivano guidate dai sacerdoti: come arti di un corpo unitario.

Mosè  ebbe il compito di introdurre, preparare il popolo a trovare il proprio io,  a farlo emergere dalla coscienza di gruppo: condusse l’uomo a fare ravvisare in sé l’archetipo del proprio io, connesso come goccia, all’io dell’universo (Dio, oceano). Si doveva prima presentare l’esistenza di un Dio esterno, di un legislatore divino universale:  l’io cosmico, rappresentato nella figura di Javhè. Diceva Mosè:  “Esiste un grande “Io” che è Dio, il quale è tutti noi”. L’uomo doveva sentire l’esistenza della luce dello spirito, del quale ne è parte come raggio. Mosè introdusse l’umanità a questa conoscenza, la quale dove portare all’incontro con il proprio io individuale. Processo che trovò il suo compimento secoli più tardi quando l’Io cosmico (Cristo) scese sulla terra e risvegliò questa consapevolezza tramite il gesto del Golghota.  Si doveva introdurre che nel singolo uomo vi è operante un Principio divino, l’archetipo dell’io individuale: riconoscere la presenza di Dio prima fuori, condurrà all’incontro con il proprio io interiore.

Nell’esposizione che seguirà, si noterà che ci sono state delle “modificazioni, delle esemplificazioni e delle omissioni” che la chiesa cattolica ha praticato riguardo il testo originale biblico, dato da Mosè.

 

  I “dieci” 10 comandamenti secondo (attuali) il Catechismo cattolico dal Catechismo di S. Pio X:

  1. Io sono il Signore Dio tuo: Non avrai altro Dio fuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano.
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere atti impuri.
  7. Non rubare.
  8. Non dire falsa testimonianza.
  9. Non desiderare la donna d’altri.
  10. Non desiderare la roba d’altri.

 

 

Qui i dieci comandamenti SECONDO LA SACRA BIBBIA, la Parola di Dio.
(Esodo 20:1-14 e Deuteronomio 5:6-21)

  1. Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.”

Col 1° comandamento Dio (l’io cosmico) si presenta ad Israele come donatore di libertà, per affermare che solo colui che si sottomette dapprima ad una disciplina (la Legge) può arrivare a diventare libero, a poter conseguire una libertà. L’uomo non nasce libero, ma si libera imparando a dominare la sua natura inferiore.  La possibilità di assurgere ad un auto esperienza del divino doveva essere data dapprima in forma di Leggi esteriori. L’io del cosmo (Dio) se accolto dentro di sé, conferiva una auto liberazione dalla schiavitù infusa dagli istinti, dalle passioni che imperano nell’anima. L’Egitto è il mondo del desiderio, del potere, l’ambizione. E’ un primo approccio al ritrovamento del potere archetipico divino entro all’uomo. Javhè dice: “Dentro di te non vi devono essere altri comandanti se non il Dio che vive in te: il tuo io, che troverai tramite l’esercizio della mia Legge”.

  1. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.”

L’uomo non doveva farsi un immagine oggettiva di Dio, da lui separata. Ogni figurazione esteriore del divino, l’io, doveva scomparire da fuori, per venir trovato dentro l’uomo, perché esso abita nell’uomo. Un idolo esteriore era un immagine errata della realtà dell’io: che è invece sempre un Dio interiore. Viene fatto un appello a condurre l’uomo verso la ricerca di Dio dentro di sé, che non poteva essere esterno. Dicendo “io sono un Dio geloso” Steiner dice che il reale significato della frase è da intendere:  “Non cercare mai di arrivare alla rappresentazione di me in modo sbagliato. Altrimenti io produrrò danno in te.  “L’io, (io sono) è un principio che opera costantemente in ogni uomo, entro e attraverso il sangue. E si esprime entro la linea ereditaria, di padre in figlio. Se tu ti fai un immagine sbagliata di ciò che io sono, i tuoi pensieri sbagliati reagiranno con il mio potere contenuto nel tuo sangue ed essi produrranno malattia nel tuo corpo e in quelli dei tuoi figlie e successori.   (Questo comandamento è stato cancellato dalla chiesa cattolica –forse perché di immagini idolatre ne ha fatto invece diffuso uso- , la quale ha raddoppiato il decimo, sdoppiandolo in “non desiderare la donna d’altri e non rubare la donna d’altri  ”)

  1. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.”

Qui si ribadisce: “non devi usare impropriamente la parola “io”, indicando te stesso. Sino a che non arriverai all’esperienza (iniziatica) che l’io e Dio in te coincidono, sappi che non puoi dirti “io”. Tu dici solitamente io al tuo corpo, alle tue passioni, ai tuoi ricordi, ma non dici mai “io” alla tua verà entità divina, che è oltre tutto questo.  Dicendo io a te stesso bestemmi, perché “io” è solo colui che è della stessa natura di Dio. E per come nasci, non sei ancora un “io”. Arrivi a riconoscerti come “io”, quando operi una disciplina di liberazione dai tuoi supporti inferiori.

  1. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

Così come nel cosmo esiste un ritmo di 7 grandi Ere in cui l’evoluzione si deve svolgere, doveva esservi in piccolo di 7 giorni nella vita dell’uomo. La scienza spirituale indica le 7 Ere con i nome dei pianeti: Era di Saturno, Sole (domenica), Luna, Marte/Mercurio (terra), Giove, Venere e Vulcano. La stessa cosa, come in alto, così in basso venne a riflettersi nel ritmo dei giorni della settimana. Nel settimo giorno l’uomo doveva dedicarsi alla ricerca di Dio in se stesso: “il tuo sguardo ricercherà Me in te”.

5.”Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dá il Signore, tuo Dio”.

Si potrebbe dire: “Continua ad agire secondo tua madre e tuo padre, perché vi deve essere nel cosmo sempre un principio evolutivo che elabora il vecchio per produrre il nuovo.  Devi sempre partire dalle radici per innalzarti: e quindi non puoi rinnegarle, né contrastarle. Deve essere conservato ciò che mediante l’io si è costruito nelle generazioni che ti hanno preceduto. Devi conservare le tradizioni, per trasformarle secondo la tua individualità, portarle a completa espressione

6. “Non uccidere.”

7 “Non commettere adulterio.”

8. “Non rubare.”

Il sesto, il settimo e l’ottavo comandamento sono un unico Comandamento suddiviso in tre: “ama il prossimo tuo come te stesso” ossia: “Vedi nel tuo prossimo un io come lo vedi di te stesso. Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Mentre nei comandamenti dal 1°al 5° ci si appella a preservare il proprio io, qui si indica il rispetto e la preservazione dell’io dell’altro.  

  1. “Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.”

Non sminuire il valore del tuo prossimo, non riconoscendolo per ciò che è. Chi dice il falso su un altro io, non riconosce che l’io dell’altro è uguale al proprio io, essendo i reciproci io, della stessa natura del divino.

10. “Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.

Si riconosce la piena parità dell’altro rinunciando a volere ciò che gli appartiene. Solo onorando l’immagine riflesso di Dio nell’io di ogni uomo è possibile l’originarsi di un rispetto che crei fraternità.

Rielaborazione di idee antroposofiche a cura di Tiziano Bellucci, dal testo di R. Steiner “Risposte ad enigmi della vita”, 4° conferenza, O.O. 108