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CORONAVIRUS: IL BENE E IL MALE DI UNA CRISI

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CORONAVIRUS

IL BENE E IL MALE DI UNA CRISI. Contributi dall’antroposofia per comprendere e superare

La crisi, il lock down ha portato a paure esistenziali, violenze domestiche, aumento della dipendenza dei bambini davanti allo schermo, a misure di sorveglianza mai viste prima.

Il fantasma di una dittatura sanitaria che impone una digitalizzazione tracciante verso ogni individuo è allarmante.

E’ però avvenuto anche un rallentamento dei ritmi di vita, il quale ha richiamato una maggiore percezione e presenza di sé; è aumentata la solidarietà, il ri-apprezzamento dell’essenziale, della bellezza nella natura: è aumentato il coraggio di porsi nuove domande sull’ecologia, sul sistema consumistico.

In molte persone questa crisi è stata accolta come una rovina, un disastro.

In altre può invece essere un’occasione di sviluppo, per dare un contributo attivo per cambiare sé stessi e cambiare il mondo concretamente.

 

Lo scudo della conoscenza di se’

Un virus non attacca chi ha difese forti, ma solo chi è debole. In questo momento storico, ci sono molte persone che hanno basse difese, per motivi soprattutto legati alla paura, all’ansia, alla mancanza di movimento, di sonno, di stress, di sopportazione e di sicurezza interiore.

La calma, la tranquillità sono il maggiore antidoto per gestire il momento attuale:

“Porto la calma in me,

porto in me stesso

le forze che mi fortificano.

Voglio ricolmarmi

del calore di queste forze

voglio compenetrarmi,

della potenza della mia volontà.

 

E voglio sentire

Come la calma si riversa

In tutto il mio essere,

quando rafforzo in me,

nel trovare in me

la calma come forza

col poderoso mio tendere”

R. Steiner

 

Vaccini e immunità

L'Immunità innata: la tua prima difesa.Ipnosi e vitamina D la attivano.Per favorire una “protezione” globale -senza dover ricorrere ad un vaccino- occorrerebbe permettere che il Virus si diffonda, andando a creare un “immunità” di gregge, ovviamente tutelando in massimo grado le persone a rischio, quelle più deboli tramite il supporto di personale ospedaliero preparato. Queste strutture devono però essere molto forti, molto organizzate.

Può sembrare paradossale, ma sempre più persone dovrebbero infettarsi per creare maggiore reazione immunitaria.

Un altro problema riguarda i bambini: chiudere le scuole riduce la diffusione del virus e quindi anche “rimanda” verso il futuro una immunizzazione senza vaccino.

Più il virus si diffonde fra le persone, più la carica di letalità diminuisce.

E’ probabile che in Italia la popolazione -da marzo ad oggi- sia stata infettata in una misura del 50%. Solo il 1% avrebbe avuto manifestazioni gravi. L’aumento delle infezioni attuali testimonia una ripresa delle infezioni, meno letali. Quando si avrà raggiunto il massimo delle persone infette (90%), il virus sarà mutato e diverrà una comune influenza, affrontabile come le altre.

Se la vita da Gennaio ad oggi, fosse proseguita senza panico e restrizioni, si sarebbe costituita una spontanea immunità di gregge e oggi saremmo fuori da ogni pericolo. Non sarebbero morte più persone, ma essendosi immunizzate più persone, si sarebbe rallentata la diffusione dell’epidemia. Si avrebbero inoltre avuti più volontari donatori di immuno globuline da usare per trattare i malati gravi.

I governanti non dovrebbero rendere partecipi delle loro scelte il popolo, coinvolgendolo in scelte di cui non ha competenze.

Pubblicare dati statistici giornalieri su morti e feriti non permette di poter acquisire una visione d’insieme capace di vedere realmente gli effetti di date scelte prese a livello più ampio.

Dovrebbero essere prese decisioni che siano in grado di valutare quale è il bene migliore, non il male minore: come lasciare che vi sia una piena e libera diffusione del virus. Queste decisioni potrebbero apparire drastiche in un primo momento, ma molto fruttuose successivamente.

L’elettrosmog, l’inquinamento e il 5G non sono le cause principali dell’epidemia, ma solo fattori aggiuntivi.

 

Il ricercatore Aaron Antonovsky dice che esistono 3 qualità di sentimento che rendono l’uomo sicuro e capace di adattamento.

  • Il capire l’altro e sentirsi compresi dall’altro
  • vedere “sensato” il nostro pensiero e quello dell’altro
  • Il sapere che siamo in grado di compiere una data azione

Il sistema immunitario viene stimolato quando non crediamo di essere solo un corpo fisico, ma che abbiamo un’individualità immortale accessibile al pensare.

 

Il 666?

L'immagine può contenere: una o più personeBill Gates, fondatore della Microsoft, conosce molto bene l’ingegneria e il futuro virtuale: ha lavorato molto sui programmi e i Virus informatici. Sa come creare Virus informatici e quindi ANTI virus. E lo fa con un atteggiamento che sorpassa il concetto di umanesimo: si rivolge al “transumanesimo”

Ci si può chiedere: perché un uomo come Bill Gates che è un informatico si occupa di igiene e pandemie?

Bill Gates considera l’uomo come una macchina, la quale può essere ottimizzata, protetta, evoluta attraverso la tecnologia e la medicina.

Egli crede di agire per il bene dell’umanità: crede che tramite la sua ricerca biotecnologica, sull’intelligenza artificiale sia possibile arrivare ad “installare” nell’uomo “firewalls” e “antivirus” che lo proteggano e lo rendano sano e chissà un giorno, immortale.

L’uomo non è una macchina, per ora.

Si sa che l’azienda Google, simbolo della nuova tecnologia informatica, fu fondata nel 1998. Se moltiplichiamo “l’apocalittico segno della bestia 666” per 3, otteniamo proprio 1998. Un suo rappresentante attuale, Ray Kurzweil predice per il 2045 un nuovo “salto” evolutivo per l’umanità: avverrà la fusione fra evoluzione biologica umana e evoluzione dell’intelligenza delle macchine da lui costruite.

E’ quindi nell’interesse della visione di Bill Gates, quella di prendersi cura del futuro “uomo macchina” predisponendo tutto affinchè possa esservi un accesso tramite un “wireless sanitario” che “prenda in cura” e controlli ogni umano.

Il certificato “digitale” andrebbe impiantato sotto pelle, come microchip.

Non si creda che Bill Gates si muova con la consapevole malvagia intenzione di voler approfittare o causare danni all’umanità: egli desidera e crede proprio il contrario! Bill Gates vuole consegnare all’umanità una nuova medicina virtuale, che possa proteggerlo da ogni virus mortale.

Vuole che l’umanità divenga una perfetta creatura immortale e intelligente.

Gli ideali transumanisti sono quindi un vantaggio o una minaccia per l’anima e lo spirito dell’uomo?

Steiner e le epidemie

“Chi afferma che le malattie come le influenze vengono da piccoli esseri viventi, come i bacilli o i batteri, è astuto come colui che dice che dice che la pioggia viene dalle rane. Queste gracidano, quando sta per piovere, perché sentono l’arrivo della pioggia, ma non ne sono la causa. Allo stesso modo non sono i bacilli a portare l’influenza, ma si presentano e si attivano (come le rane) solo quando vi sono le condizioni adatte per svilupparsi” (R. Steiner)

Così come la causa della pioggia non va cercata nelle rane che gracidano, allo stesso modo le cause di una malattia non andrebbe ricercata nei virus, ma nelle nuvole che portano la pioggia. E nell’uomo, queste “nuvole” sono i bacilli, i virus che pre-esistono dentro all’uomo.

Solo se vi è un terreno adatto, insano o debole, si sviluppa una malattia.

Se un uomo vive solo di idee e rappresentazioni materialistiche, determinerà in lui che “piovano” in lui batteri e bacilli. La concezione materialistica è un “egregora”, una nuvola che scarica -soprattutto di notte, durante il sonno- malattie nell’uomo.

Chi, attorniato da malati e da persone che muoiono, si sente prendere dalla paura egoistica e dal panico, lui stesso alimenta “temporali”, precipitazioni batteriche in lui: è soggetto ad ammalarsi. Chi invece si addormenta sereno, con fiducia e con desiderio amorevole di aiutare chi è ammalato, non si ammalerà.

Il panico, la paura e la solitudine diventano “fattori patogeni” soprattutto fra gli anziani le persone deboli.

La paura egoistica del virus e delle malattie indeboliscono il sistema immunitario, mentre l’altruismo e la nobile fiducia rafforzano l’organismo.

Il coronavirus indica una profonda crisi dell’umanità, una malattia della propria coscienza.

 

La causa della pandemia

Il coronavirus non è una catastrofe naturale casuale, ma una pandemia che si è resa possibile grazie all’uomo stesso.

Il coronavirus viene dalla condotta deviata dell’umanità. E la conseguenza di una “malattia” sociale che si è instaurata da decenni nell’uomo: l’isolamento della coscienza umana dal mondo circostante, dalle altre persone, dal mondo spirituale e da noi stessi”.

L’isolamento il degrado a cui abbiamo sottoposto la natura, si è riversato ora su di noi, come contro immagine. Come un segno distintivo, siamo noi che dobbiamo ora stare isolati gli uni dagli altri. Degradando la nostra dignità.

L’isolamento egoistico che pian piano ha voluto l’anima umana nei confronti delle altre anime umane, ha creato il contraccolpo all’auto isolamento fisico verso gli altri umani.

Lo sfruttamento consumistico della natura sui regni minerale, vegetale e animale è un fondamentale atto di saccheggio, quindi di “separazione” fra consorzio umano e altri regni. Si è creato un distanziamento.

Pur avendo dichiarato al principio della pandemia che poteva esservi un’implicazione sulla causa del virus proveniente dal mondo animale selvatico e quindi un uso indegno dell’uomo verso l’imprigionamento e utilizzo degli animali, non vi è stata nessuna rilevazione o collegamento a livello internazionale.

Vi è stata una temporanea chiusura dei mercati di animali selvatici, poi ripresa subito dopo.

 

La causa della pandemia è soprattutto legata al pensare materialistico: non è però possibile rinunciare a questo pensare, perché esso è necessario per gestire la nostra quotidianità, immersa nel materialismo. Senza questo pensare non ci sarebbero stati e non ci sarebbero i progressi raggiunti dalla scienza che hanno migliorato la qualità della vita.

Vi è la necessità di trasformare il pensare ordinario in un nuovo modo di pensare superiore, che divenga consapevole della forza spirituale di cui è animato e tessuto.

Steiner indica una via per un pensare che avviene tramite il cuore, senza passare dal cervello. Si pensa con il cuore, in modo vivente e mobile. Esso ci consente di ricreare e a farci rientrare in un nuovo “respiro” con l’ambiente circostante. E’ un pensare che si attiva tramite la pratica della concentrazione e della meditazione quotidiana. Tramite questo pensare del cuore si percepiscono le impressioni dei sensi come un “sottile respirare”. Si sente che pensando si “inspira” i pensieri contenuti entro le cose, dentro le percezioni, e si “espira” ridonando alle stesse percezioni il nostro pensare scaldato dalla nostra umanità. Si diviene coscienti che non si guarda soltanto una cosa, ma la si “respira” nell’atto di percezione: si vive una coscienza che inspira pensieri dal cosmo e li espira umanizzati.

Goethe dice: “nulla è dentro, nulla è fuori, perché il dentro è il fuori”.

Tramite il pensare del cuore, si avverte di essere uno con il mondo, tutto si quaderna: ogni idea, ogni cosa, ogni pensiero è vivo. Non è solo percezione, caldo, freddo, luce o aria, tutto è globalità di idee divine, di esseri viventi parte di un organismo universale.

Si smette di sentirsi staccati o separati dal mondo: l’esperienza interiore e le percezioni esterne sono unite, diventano una cosa sola, così come quando respiriamo: prendiamo dentro una parte del mondo e reimmettiamo fuori.

La meditazione antroposofica si basa su la concentrazione su un mantra, oppure approfondendo (contemplando) in modo particolare un oggetto, un ente esterno.

Un esempio si può indicare nel praticare la meditazione dei 52 versetti settimanali presenti nel “Calendario dell’anima di R. Steiner”, da svolgere come approfondito contenuto meditativo.

Ad es (dal Calendario dell’anima di Aprile):

“Io sento l’entità del mio essere:

così mi parla il senso

che nel mondo dal sole illuminato

ai fiotti di luce si congiunge;

vuole al pensiero oltre alla chiarità donar calore

e uomo e mondo

avvincere strettamente in unità”.

 

Il collegamento dell’uomo con il mondo è il principio base del calendario dell’anima. E anche la soluzione per la fine della pandemia. Con la meditazione quotidiana dei versetti della settimana avviene un ricollegamento con il cosmo e la natura.

Si impara a “respira con i sensi”.

Un’altra meditazione utilissima per lo sviluppo del pensare del cuore e dell’unità con il mondo (tratta dalla pietra di fondazione”:

Anima dell’uomo!
Tu vivi nel battito del cuore e del polmone,
Che attraverso il ritmo del tempo
Ti portano a sentire l’essere della tua propria anima:
Esercita il riflettere nello spirito
Nell’equilibrio dell’anima
Dove le fluttuanti
Azioni del divenire universale
L’Io proprio
All’Io universale
Uniscono;
E veramente tu sentirai
Nell’attività dell’anima umana”.

E’ importante inoltre mantenere un contatto con i defunti, per liberarsi dall’isolamento prodotto dal materialismo. Essi continuano a vivere, in un’altra dimensione.

La luce avvolge la terra: lo sguardo chiaroveggente vede che in unico spazio, in tutta l’atmosfera in cui irraggia la luce solare tutto è riempito, colmo di tante entità quanti sono gli uomini sulla terra.

Questi esseri che vivono dentro nella luce che avvolge la terra un tempo furono uomini. Sono i disincarnati, i nostri defunti.

Essi vivono nella luce, i loro corpi sono fatti di luce.

Dopo la morte ogni uomo diviene un raggio di sole: e lavora collaborando per edificare nuova vita sulla terra, illuminando e vivificando con il suo calore e la sua luce i vegetali, gli animali e gli umani. Aiutando le condizioni evolutive terrestri a progredire.

Tutti i pensieri degli uomini si intersecano in questo involucro di esseri viventi di luce: ed essi respirano i nostri pensieri, intessendoli nella loro luce. E ci sentono. Pensare è nuotare nella luce: è avvertire la presenze del mondo degli spiriti umani che vivono nell’aldilà.

 

Meditare questi versetti aiuta a sentire la connessione con essi:

 

“Il mio amore sia con te nel mondo spirituale,

in cui ti trovi.

Il mio amore lenisca la tua arsura.

Il mio amore lenisca il tuo gelo.

Giunga fino a te

E ti aiuti

A trovare la via

Attraverso l’oscurità spirituale

Verso la luce dello spirito.”

 

Cosa ci insegna la crisi attuale? che tutto è connesso e che proprio l’ignorare quest’unità ha portato scompensi al singolo uomo.

Di cosa ha più bisogno l’essere umano in situazione di crisi? contatto umano, presenza e vicinanza fisica.

Tutto ciò che è stato tolto dalla politica “di sicurezza”.

Chi vuole essere libero deve rinunciare alla sicurezza.

Se si crede che si muoia per caso o per sfortuna, allora si ha paura. La paura non ci rende liberi.
La “sicurezza” materiale non ci aiuta a sentirci liberi.
E’ una sicurezza falsa. Ci aiuta solo a scacciare la paura.
La paura cessa quando si è convinti che si muore solo quando è scritto. Allora si è liberi, perchè la “sicurezza” la si prende da un principio superiore, non materiale.
Ma non è per tutti.

La soluzione del tutto sta nell’imparare a rapportarci reciprocamente di nuovo in modo spirituale, fra uomo e uomo, fra uomo e ambiente. Smettere di saccheggiare la natura, rispettandola. Riscoprire lo spirito che vive nell’umano, nell’altra creatura.

Lo spirituale deve ridivenire il contenuto centrale sul quale gli uomini si rivolgono per vivere e collaborare sulla terra in modo consapevole e cosciente.

“Corona” è un idolo: è il simbolo, il monito mondiale di una via errata nella politica, nell’economia e nell’ecologia.

Tiziano Bellucci

 

Contributi dall’antroposofia per comprendere e superare; una sintesi tratta dal testo “Coronavirus: una crisi come superarla” edito dall’editrice arcobaleno

https://www.rudolfsteiner.it/shop/libri/medicina-e-salute/corona-virus-una-crisi-come-superarla-/

 

Corona virus: una crisi, come superarla?

LE CAUSE NATURALI ED ESOTERICHE DI UN EPIDEMIA

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LE CAUSE NATURALI ED ESOTERICHE DI UN EPIDEMIA

Le comunicazioni esoteriche dovrebbero sempre essere fatte in modo diverso, a seconda del pubblico, della tipologia e del livello di ascolto.

A chi è materialista si può parlare dell’esistenza di “cause naturali o “leggi” di auto-regolazione della vita sulla Terra.

A chi è spirtiualista si può parlare di “cause esoteriche dell’epidemia”.

Occupiamoci ora della visione materialista.

Le cause naturali di una epidemia

L'immagine può contenere: 1 personaE’ bene convenire sul fatto che l’età media fissata per l’uomo – dal punto di vista della realtà spirituale – si basa su un calcolo legato al tempo che il Sole impiega per percorrere tutto lo zodiaco. Occorrono 25920 anni per questo tragitto siderale. Questo numero corrisponde anche al numero di respiri che vengono compiuti giornalmente da un essere umano (18 respiri al minuto).

Se 25920  lo dividiamo per 365  giorni (un anno) otteniamo la cifra: 71 anni.

La massima “resa” per l’attività psichica e fisica per l’uomo è quindi 71 anni. Un uomo “dovrebbe” riuscire a compiere con efficacia e saggezza la sua missione terrestre entro questo tempo.

E’ ovvio che questo poteva valere sino a metà del secolo scorso: ora la vita è stata allungata di parecchio. Grazie ai medicinali, alla chirurgia, a protesi e macchine, la vita dell’uomo si è estesa di 20 anni.

Ci si potrebbe chiedere: meglio una vita corta, ricca e intensa o una vita lunga, ma povera di spirito e fiacca di entusiasmo?

Certamente se viene aumentato il tempo aumentano anche le possibilità di arricchire o di donare all’umanità i propri talenti. Il problema è: questi anni di vita in più vengono utilizzati per compiere azioni che accrescano il proprio essere e l’umanità? Ossia, l’aumento di tempo a disposizione è utilizzato e legittimato da una maggiore possibilità di sviluppo e azione spirituale? Oppure gli anni in più servono soltanto per vivere “a tutti i costi” materialisticamente, riducendo la propria lucidità, senza dare un senso e un contributo al tempo che si vive?

Si può dire che esiste una regola nella Natura, non conosciuta, ma attiva.

Quando la popolazione anziana in una specie esorbita, eccede o addirittura supera la media degli individui giovani, entra in atto un “meccanismo di controllo”, di riorganizzazione naturale.

Vengono attivati – dalla Natura stessa – dei “dispositivi medici” chiamati “epidemie”.

Essi possono prodursi o dall’ambiente circostante, o dall’interno stesso della specie: avviene una “mutazione” di un dato organismo, che all’improvviso diviene letale.

Nel caso attuale esso è fatale non solo per gli anziani, ma soprattutto per le persone che, grazie a particolari farmaci o chirurgie, sono riuscite a “scampare” ad una morte che, senza aiuti medici, sarebbe immancabilmente arrivata prima.

Ecco che entra in scena così un “meccanismo” auto-regolatore (Virus) che va a “togliere” ciò che è in eccesso. Molte influenze invernali si basano sullo stesso principio di “auto-compensazione” del giovane sul vecchio.

La vita terrestre deve essere sfruttata al massimo, nel pieno delle facoltà: gli individui che non sono più produttivi né per se stessi, né per gli altri significa che hanno esaurito il loro compito terrestre. Ecco che la Natura provvede a togliere “gli esuberi”.

Quanto è stato detto sopra è indirizzato a coloro che si attendono risposte materialiste. E qui esse si possono fermare.

Ciò che segue non ha senso che venga letto da chi ha questo tipo di approccio, perché non verrà né compreso, né accolto: non gli verrà dato il giusto valore.

Tuttavia l’approfondire esotericamente rende possibile “illuminare” la visione sopraesposta, la quale può a tutta prima apparire fredda e “meccanicistica”.

Si apre una prospettiva nuova, che rende vivente ciò che invece sembra solo un “congegno” automatico di compensazione della Natura.

 

Le cause esoteriche di una epidemia

Nessuna descrizione della foto disponibile. Sappiamo che ogni individuo predispone nel pre-natale un destino, prima di scendere sulla Terra. E lo fa con una coscienza non umana, ma spirituale. Gli intenti e la disposizione animica sono molto diversi: si vede la propria essenza come entità in divenire, in evoluzione e si è rivolti soltanto a favorire lo sviluppo del proprio essere spirituale. L’esistenza terrestre non è sentita come qua, ma viene vista come un “campo scuola” dove ci si reca per apprendere e sviluppare delle qualità che si possono conseguire solo qua. Una sorta di “specializzazione” superiore.

In media, abbiamo detto, ogni individuo si impegna a stare sulla terra per 71 anni. Ovviamente ci sono eccezioni: a seconda di vicende di destino pregresse (prodotte in altre vite) possono apparire condizioni che prevedono una vita più corta o addirittura più lunga di 71 anni. Non ci occuperemo ora di questo.

In genere, la maggior parte degli individui “dovrebbe” vivere mediamente 71 anni. C’è chi si autoriduce questo tempo, ad esempio assumendo una condotta di vita viziosa che lo fa ammalare prematuramente, o la fa esaurire psico-fisicamente.

Oggi, come abbiamo già detto, questo limite di tempo viene notevolmente allungato dai farmaci e da altro.

Un individuo che “avrebbe dovuto” ritornare nel mondo spirituale a 71 anni, si ritrova a vivere 10 o addirittura 20 anni in più oltre la media, grazie ad aiuti farmacologici o chirurgici.

Si deve a priori considerare che esiste sì un destino personale che viene scritto dal singolo, ma che esiste anche un destino di gruppo, di popolo, dell’umanità. Cosa significa? Che oltre a pensare al proprio individuale cammino, si può scegliere – o viene consigliato di scegliere – di “partecipare” anche a destini di altri individui. Questo sempre per ampliare le possibilità di sviluppo.

E’ importante, prima di tutto notare che in questa epoca la Terra è molto popolata: 7 miliardi e mezzo di persone. I mondi spirituali sono quasi “vuoti” di uomini: la massima parte degli spiriti umani ha scelto di incarnarsi proprio in questo periodo.  La futura decima gerarchia è quasi completamente sulla Terra. Perché? E’ ovvio che vi debbano essere occasioni davvero speciali sulla Terra che offrono grandi possibilità di sviluppo per l’individuo: ad es. il superamento del materialismo scientifico è una delle principali opportunità, la quale ha portato ad una ridiscussione dei valori morali/etici e ad una “caduta”  delle confessioni religiose.

Ci è dunque un grande “fermento” sulla Terra oggi.

Ad es. le persone che sono nate nel secolo scorso fra il 1930 e il 1950 si può immaginare che mentre si trovavano ancora nell’aldilà, come spiriti prima di nascere, abbiano detto: “stiamo scendendo in un’incarnazione fisica in una fase storica in cui la Terra è particolarmente “materialistica”. Oltre all’alta tecnologia di cui usufruiremo (nel bene o nel male), ci sarà anche un grande progresso della medicina, che permetterà addirittura di poter “prorogare” le date del nostro ritorno nel mondo spirituale.”

Alcune entità del mondo spirituale dissero: “E’ stato tutto predisposto: a causa del predominare e dell’imperare del materialismo è necessario che restiate sulla terra il più possibile, oltre il limite consueto dei 71 anni, perché più resterete, più potrete trasformare spiritualmente la terra, contrastare il materialismo, strappando la Terra ad Arimane. E grazie alla nuova medicina vi sarà possibile restare più a lungo”.

Quelle individualità (che erano centinaia di migliaia) vennero però anche “avvisate”, da quelle sagge entità con cui soggiornavano nei mondi spirituali, che questo permanere oltre tempo presentava anche dei gravi rischi.

Infatti quando l’uomo giunge sulla terra accade che egli dimentichi i “piani” di destino e sopravvengano bisogni e necessità che possono farlo disattendere dalla sua missione. Egli si dimentica di tutto ciò che si era proposto nel pre-natale, arrivando a rinnegare anche la sua stessa spiritualità, facendosi assuefare dal materialismo terrestre.

Egli può “dimenticarsi” dei suoi propositi e vivere sulla Terra in modo passivo, senza svolgere un servizio di spiritualizzazione della materia.

Di fatto queste individualità avrebbero potuto arrivare a 71 anni e usufruire di tempo in aggiunta, per “lavorare” contro il materialismo arimanico, ma avrebbero potuto anche trovarsi soverchiate, obnubilate dal più profondo materialismo. Esso li avrebbe resi esseri passivi, limitati nel pensare e nell’agire, al punto di vanificare la loro presenza e “utilità” spirituale sulla terra.

Vi sarebbero state centinaia di migliaia di anziani resi dal materialismo semi dementi, con scarse capacità motorie e limitatissime capacità di pensiero. Sarebbe avvenuto un “ingorgo” di individualità sulla terra, che non avrebbero svolto nessuna funzione utile né a se stessi, né per la società.

Queste entità sagge proposero allora di attivare uno “strumento” di ritorno di massa, che sarebbe servito nel caso le anime umane fossero “cadute” nella rete materialistica arimanica.

Queste persone, ora ottantenni, osservarono dai mondi spirituali qualche decennio prima di scendere (nel 1918-20), un particolare fenomeno definito influenza “spagnola” che infettò il genere umano. Quel tipo di epidemia “ispirò” ad essi un’idea.

Il 2020 (grazie a particolari congiunzioni planetarie) venne predisposto come “portale per il ritorno di massa” di quelle anime che non sarebbero state in grado di stare al passo con le antiche intenzioni prenatali.

Coloro che avrebbero potuto continuare a vivere grazie ai farmaci “allunga vita” di cui facevano uso e avevano dipendenza, sarebbero stati “riassorbiti” tramite un’epidemia. Una forma virale altamente selettiva in grado di “prelevare” solo quelle anime anziane ultra settantenni che, con patologie pregresse sostenute da farmaci, avevano allungato la vita e continuavano a vivere senza portare contributi attivi a se stessi e al mondo.

Le persone che erano presenti nei mondi spirituali prima del 1930 si sono incarnate in diverse parti del mondo, sottostando a questo “protocollo prenatale”.  Si tratta di un numero fisso, stabilito. Una volta realizzato il “reimpatrio” delle anime, l’epidemia cesserà, improvvisamente. E questo dipende in parte anche dalle anime stesse. Tuttavia sono possibili due date come “fine” epidemiologica: il solstizio d’estate o quello d’inverno.

Ovviamente non tutte le anime saranno coinvolte nell’epidemia (infettandosi), ma  solo quelle che non sono riuscite ad agire attivamente nel senso sopradescritto. Chi si sarà dotato di forze superiori non soccomberà.

Questo dona un altro aspetto alle epidemie, le quali devono essere viste come “vie per ritornare a casa”, per coloro che hanno sorpassato un limite inoperoso, oltre misura.

La seguente comunicazione non può prendere in considerazione le eccezioni, ossia anche i singoli casi di pazienti morti più giovani, o addirittura super attivi anche spiritualmente. Può bastare soltanto ravvisare che un individuo può decidere prima di nascere di usare eccezionalmente una data “via” per ritornare nel mondo spirituale (epidemia di massa, terremoto), pur non appartenendo o facendo parte delle intenzioni di una data corrente di individui.

I “giovani” o “spiritualisti” morti in questa epidemia sono quindi individui che “non sono morti per caso”, ma anime che hanno scelto di morire in questo momento, e in questo modo, per loro motivi speciali, legati al loro destino.

Siamo certi che presentare questi aspetti può mostrare una diversa luce sulle epidemie, le quali devono essere viste come “vie per ritornare a casa”, e non come punizioni divine: coloro che hanno sorpassato un limite di vita oltre misura, vengono “ri-accolte” nello spirituale, per rimandare ad un’altra vita la loro evoluzione.

Tiziano Bellucci